martedì 1 settembre 2015

Alittam.com

Ed eccolo qua, il nuovo blog.

www.alittam.com

Ci sono ancora delle cose da sistemare, qualche parolina in più da scrivere, ma è pronto per essere usato.

Ho inaugurato anche una nuova categoria, le gallerie fotografiche, dove ripescherò scatti degli anni passati per farveli ri-scoprire.

Aggiornate i vostri bookmark! :)

Ale

lunedì 24 agosto 2015

Trasloco in corso

Annunciazione annunciazione! Dopo quasi dieci anni questo blog fa i bagagli e si sposta in un dominio tutto suo.

Si riparte con una nuova grafica e nuovi contenuti!

Siete pronti ad aggiornare i vostri bookmark?

www.alittam.com

In arrivo il 1 Settembre 2015 :)

martedì 11 agosto 2015

Il gusto dei tre-quattrenni

Chi ha bambini dai 2 ai 4 anni lo sa.
Il mangiare è una roulette russa.
Perché fino a due anni, due anni e mezzo, i bambini sono (di solito) la gioia di tutti i nutrizionisti. Mangiano di tutto e in porzioni abbondanti. Si sfondano di verdura, pasta, carne, pesce, frutta, come se niente fosse.


Poi...
Poi iniziano.
Un giorno quello non piace più. Il giorno dopo anche quell'altra cosa non piace più.
Le prime ad andarsene dalla lista sono le verdure.
Poi compaiono le cose malsane.
I dolcetti, i biscotti, i succhi, la pizza.
I wurstel e il ketchup, mortacci loro.


E quindi a un tratto di trovi così, come noi, con un bambino che è una accozzaglia di gusti, un interessantissimo quadro stile Mondrian di accostamenti senza un perché. Sintomo della sua personalità che va man mano formandosi, certo, ma a volte anche noi ci stupiamo dei gusti di Lucia in fatto di cibo. Ve ne dico alcuni.


Il cioccolato le fa schifo.
Il formaggio le fa schifo.
E già da questi due punti, per una bimba nata e cresciuta in Svizzera partiamo malissimo.
Il latte le piace tantissimo, tanto che ne berrebbe interi bicchieri.
Lo yogurt a volte.
Mangia i ceci come fossero caramelle, uno ad uno pescati dal piatto con le mani.
Le patate in ogni forma, lesse con olio e sale, a purè, e ovviamente fritte. Una specie di dipendenza da patate. In questo è molto svizzera.
Spazzolerebbe intere scatole di Corn Flakes, ma NON gli Special K (sia mai!)



La fase proteica: mangerebbe qualsiasi esemplare del mondo animale, se cotto alla griglia e infilato su un bastoncino.
Spazzola il mio piatto di costine quando persino io getto la spugna perché sono troppe.
Gli spaghetti solo in bianco o al pesto.
Non ci sono mai abbastanza tortelloni di magro con sugo di pomodoro, può mangiarne due porzioni da adulti.
Noci sgusciate a manciate, ma niente mandorle, nocciole o noccioline.
Succhi di frutta a volontà ma totale raccapriccio per le bibite gassate.
Ai wurstel e salsicce dice sempre sì (alla faccia della salute).
Le schifezze che chiede sempre: il plumcake e le patatine chips (o come dice lei, "le patatinecip").
Le Sugus sì, gli orsetti Haribo fanno schifo.
Se trova una foglia di verdura appiccicata al cibo la toglie puntigliosamente, eppure si spazzola grandi fette di torta salata con gli spinaci senza battere ciglio.
La pasta coi broccoli è una sua grande passione.
Adora la pizza ma le fanno schifo i pezzetti di formaggio solidificato che penzolano dalle fette di pizza. Tu prova a spiegarglielo, che è lo stesso formaggio che trovi sopra la fetta. È inutile.
In compenso, il pesce al forno o alla griglia è una sua passione e anche di quello potrebbe farne fuori interi allevamenti.


L'inatteso lato sano: frutta come se non ci fosse un domani. Mirtilli, albicocche, mele, banane, pesche pere, fragole... Qualsiasi tipo di frutta lo adora e ne mangerebbe fino a star male.
Il pane, suo grande amico. Spesso e volentieri Lucia sceglie di saltare la cena e di cenare con del pane e tanta frutta.


Anche voi avete bimbi con gusti indecifrabili?

lunedì 10 agosto 2015

Metti una sera al Pardo

Dire che amo il cinema è dire poco. Non c'è un momento della mia vita in cui un film non sia stato parte integrante di quello che vivevo.
Ho passato la mia adolescenza a consumare voracemente film di ogni tipo, in cassetta o al cinema, con amici, genitori, parenti, anche da sola. Ho appeso poster, seguito cerimonie, guardato documentari sul dietro-le-quinte, ascoltato colonne sonore.
La prima cosa di cui abbiamo parlato io e Ste, prima ancora di metterci insieme, è stata un Cineforum di Milano. Mi sono laureata in Storia del Cinema, e uno dei miei primi lavori è stato per una casa editrice che pubblicava libri sul cinema.
Potete capire, quindi, la mia emozione quando quest'anno ho avuto la fortuna di poter partecipare all'inaugurazione del Festival del Film di Locarno.
La conversazione che ha portato alla mia partecipazione è andata più o meno così:

D: "Ciao Ale, vorresti andare a nome nostro all'inaugurazione del Festival di Locarno? Ci hanno invitato"
A: "Certo, che bello, adoro il cinema!"
D: "Ottimo, perché sarai sul red carpet a pochi centimetri di distanza da Edward Norton"
A: (sviene)




E così mercoledì scorso è stata la grande serata.
Mi sono armata di trucco e parrucco.
Vestito a stampe etniche retro preso da H&M (questo), ballerine in satin dorate (sempre H&M), una borsa strepitosa di Stella McCartney regalatami dalla dolcissima Alice anni orsono (questa) e ovviamente un insieme di gioielli vintage di famiglia tra cui collane d'argento africane, bracciali d'oro a forma di foglia e grossi anelli d'ambra.
Insomma, sembravo pronta per un red carpet del 1971.

Io e Ste arriviamo a Locarno ed è tutto stranissimo. Piazza Grande gremita di gente. Transenne, security, folla di vario tipo. Un sacco di gente che va e viene. Mi danno il badge.
Oh mio Dio, il badge dell'addetto stampa per un red carpet.
Muoio.



Ripenso alla me stessa di tredici anni, che guardava e riguardava ossessivamente la registrazione della Notte degli Oscar, e vorrei dirle che dai, non è proprio la notte degli Oscar, ma ci sei arrivata paurosamente vicina a coronare il tuo sogno.



Segue una mezz'ora di puro divertimento: mi piazzo tra i fotografi, sfodero il mio telefonino, attendo il momento ed eccolo lì, Edward Norton in carne e ossa, a meno di un metro da me.
Freno l'istinto di scagliarmi in mezzo al red carper e gettarmi addosso a lui. Non sarebbe professionale.

In compenso mi godo lo spettacolo dei paparazzi che cercano di portarsi a casa un ritratto. Io nel mio piccolo sono riuscita a scattargli qualche foto più che decente, e sono soddisfatta.


Mi siedo in Piazza Grande e assisto a cerimonia e film di inaugurazione (Ricki and the Flash) seduta nella comoda sezione stampa/VIP. Mi sento come sempre un pesce fuor d'acqua, ma non lo nota nessuno. In queste situazioni temono tutti di avere accanto qualcuno di famoso e di non averlo riconosciuto, e quindi mi basta darmi un minimo di tono per mischiarmi alla perfezione con l'ambiente.



Spero che da qualche parte ci sia una giornalista che si chiede in quale film comparirà quella buffa ragazza con il vestito colorato che ha visto la sera della prima.


Finita la serata, io e Ste torniamo alla macchina mangiandoci un cono gelato, come quando si tornava a casa dai "diciottesimi" al liceo e si andava a festeggiare ordinando panini da McDonald in abito da sera. Ci sentiamo incredibilmente esaltati da questa serata di stelle e paparazzi, e parliamo degli anni passati al Cineforum del Don Bosco a Milano, i primi anni in cui stavamo insieme, l'appuntamento fisso della settimana a strappare biglietti di ingresso e poi infilarci in sala a guardarci anche noi il film.
Potete vedere nei nostri sorrisi ebeti quanto ci è piaciuta come serata!



Quando dico che amo il cinema non mento. Ogni bel ricordo della mia vita è in qualche modo collegato a un fim. E ora ne ho aggiunto un altro.

E da questa serata è nato il mio ultimo articolo su Newlyswissed: 10 Things I Learned at Locarno Film Festival

lunedì 3 agosto 2015

Ritorno da Creta

14 giorni lontano dal mondo.
Nelle spiagge remote di Creta, dove il mare è azzurro azzurro e le cicale cantano da mattino a sera.

Siamo ritornati, noi tre, pieni di sabbia, salsedine, macchie di crema solare sui vestiti e totalmente disabituati a portare vestiti o scarpe.
Una specie di Robinson Crusoe.

Ora tutti voi altri siete partiti, lo leggo dai vostri social.
Noi invece ci godiamo due settimane di lavoro ascetico, quando nessuno ti chiama e ti telefona, pronti a riprendere il ritmo per Settembre.
Lucia parcheggiata dalla nonna, che oggi compie gli anni (auguri madre!) e verrà festeggiata con aperitivi, grigliate, bottiglie di vino e cose del genere.

Io di nuovo nel mio ufficio in torrefazione, con una montagna di lavoro arretrato che, invece che spaventarmi, mi rende felice. Sento il cervello che si riavvia, come un disco rigido alla fine di un lungo ciclo di defrag (paragone da nerd e un po' anni Novanta, ma molti capiranno).

Ho tanti post da dedicare a questa vacanza.
Uno su Creta in generale, perché mi sono innamorata di quest'isola. Uno sul posto in cui abbiamo alloggiato. Uno sulle spiagge che abbiamo visitato. Uno sui bambini al mare. Uno sul viaggio. Uno solo dedicato al cibo greco, e in particolare a quello cretese. Li sto scrivendo tutti nella mia testa sperando di non perderli nei prossimi giorni.

Ho anche delle idee per dare una botta di vita a questo blog, fargli un po' di sano restyling, portarlo nella direzione in cui avrei sempre voluto portarlo. Spero che questi giorni di Agosto portino consiglio.


lunedì 13 luglio 2015

Le latitanze estive

Le latitanze estive sono sempre giustificate.

Perché vuol dire che, se il blog langue, la vita ribollisce.

1) Rimini 2x
Due weekend uno dopo l'altro a Rimini. Perché abbiamo scoperto che a Lucia piace tantissimo Rimini e la Riviera Romagnola. E anche noi abbiamo scoperto, con nostra grande sorpresa, che nonostante il mare inguardabile (eh dai, poverino) tutto il resto è fenomenale.
Fenomenale il cibo, dal pesce alla piadina al sugo.

 

Fenomenale la sabbia, fine e setosa e piena di conchiglie, granchi e altri tesori che ci piace collezionare.



Fenomenale la spiaggia. Ombrelloni con lettini larghi, comodi, tanto spazio tra te e il vicino, completo e totale relax. Noi siamo abituati alla Liguria, signori, dove il mare è un rettangolo di telo steso gomito a gomito con quello del vicino, su una spiaggetta di ghiaia ispida. In Romagna no, in Romagna ognuno ha l'equivalente di un bilocale come spazio sotto l'ombrellone.


Fenomenale l'hotel. L'albergo tre stelle al quale mi sono affezionata durante le settimane di fiera invernali è diventato l'albergo delle vacanze in famiglia.

Fenomenale la gente: un'accoglienza e una gentilezza e disponibilità che ogni volta mi stupisce.
Fenomenale Lucia, come sempre, che diventa un pesciolino quando si butta in acqua e impara a sguazzare e a giocare con la sabbia. Le ho insegnato a mandare le cartoline e ora è esaltatissima al pensiero di scrivere una cartolina ad amici e parenti ogni volta che andiamo in vacanza.
Fenomenale la nonna che sta una settimana con la pupa al mare, sole solette, a viziarla e godersi la vita.


Nel mezzo ovviamente anche le cose meno fenomenali: il ritorno in un treno rovente senza aria condizionata (nel giorno più caldo dell'anno, ovviamente), i problemi familiari che spostano le date di rientro un po' prima del previsto, il caldo in città che aggredisce la mente come una cappa di piombo e blocca il pensiero.

2) Expo
Perché ovviamente, con la pupa in vacanza, cosa potevamo fare io e Ste se non la cosa più ragionevole da fare in un giorno con 40° all'ombra?
Esatto, l'Expo.
Di nuovo.


Con tanto di grill burger di bufala sotto il sole e mezz'ora di fila per entrare nel padiglione degli Emirati Arabi (un consiglio: merita tantissimo. E alla fine vi danno un delizioso caffé al cardamomo).

Non solo: padiglione della Germania che come sempre vuole fare la prima della classe, e ci riesce.
Ma anche, la foresta dell'Austria, il vento caldo del Marocco (che era comunque più fresco della temperatura all'esterno del padiglione!), la coda di 15' al padiglione della Coca Cola soltanto per vedere il quadro di Andy Warhol.
Il Future Food District che sembra uscito da Gattaca.
Ma anche: le suole delle mie espadrillas che diventano roventi sull'asfalto, i quasi 4 litri di acqua bevuti nella giornata, la testa infilata sotto la fontanella prima di affrontare il ponte verso il parcheggio sotto il sole cocente.
Ammettiamolo, l'Expo è fatica e sofferenza, ma è anche molto esaltante.

3) Lido di Lugano
Ancora e ancora, ogni giorno del weekend è dedicato al Lido di Lugano. 
Perché con 33° la nostra casa è un forno invivibile (grazie, pareti di vetro ovunque). 
Perché la vita è molto più bella se spalmati sotto un tiglio sul prato. 
Perché quando arrivano gli amici da Milano non ci credono, che varcate le porte di legno rosse ci sia un altro mondo fatto di crema solare, succhi di frutta, sabbia e tuffi. 


Perché il lago è straordinariamente limpido e fresco in queste giornate e ti fa sentire quasi al mare. 

Perché abbiamo scoperto che adoriamo i pic nic, che a preparare una insalata di riso, due sandwich, verdura e frutta fresca e un sacchetto di patatine non ci si mette niente, e la goduria di mangiare seduti al fresco è impagabile.

Perché nonostante io non ci credessi, ti puoi scottare col sole anche a Lugano, anche con la crema, e mettersi il doposole nel salotto di casa propria ti fa capire quanto è bella Lugano d'estate.

E in mezzo lavoro lavoro, tanto lavoro, partire presto la mattina e tornare tardi la sera, problemi da risolvere e idee da mettere in pratica. 
Il mio ultimo progetto, Birraio Artigiano, è online, e spero che raccolga un buon numero di iscritti per l'anno prossimo.
L'altro mio progetto, Microtorrefazione, continua a prendere piede, e da oggi saremo online con lo shop per chi vuole comprare il nostro caffé tostato artigianalmente.
Inoltre altri siti, progetti, brochure, storie da raccontare, che prenderanno piede a breve.
Opportunità che a volte mi spaventano, a volte mi esaltano.
E una valigia di nuovo da preparare, perché il prossimo weekend partiamo e andiamo tutti e tre in Grecia per un paio di settimane.

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