martedì 9 febbraio 2010

La relatività del concetto di autonomia

La nuova Golf di ALittaM e Ste è ipertecnologica e dotata, tra l'altro, di un intelligente computerino che ti avvisa di ogni cosa: il ghiaccio su strada, il prossimo tagliando, il superamento del limite di velocità, e altro.

Però c'è qualcosa che non va con il calcolo dell'autonomia.
Oggi pomeriggio, ALittaM sale in macchina per fare una commissione.

DING! Attenzione! Autonomia 60 km! Fare benzina!
dice la Golf. ALittaM guida per circa un minuto, parcheggia, fa la sua commissione e rientra in auto.
DING! Attenzione! Autonomia 45 km! Fare benzina!
Il contachilometri si è mosso di 1.5 km. ALittaM torna in ufficio, parcheggia, lavora ancora qualche ora, poi riprende l'auto per tornare a casa.
DING! Attenzione! Autonomia 35 km! Fare benzina!
Ora, le cose sono due: o il computerino di bordo è un tipo molto ansioso che diminuisce apposta l'autonomia per farmi fare prima benzina, oppure quando nessuno la guarda la mia macchina va a farsi un giro e poi si ri-parcheggia dov'era prima.

lunedì 8 febbraio 2010

Salvare il mondo, un sacchetto alla volta

In questo post vi esternerò il mio profondo odio per un oggetto che a molti sembrerà una cosa comune e innocua.
Il sacchetto di plastica.
Signori miei, il sacchetto di plastica è una delle principali cause per le quali il nostro mondo sta morendo. Ne sprechiamo quintali ogni giorno, li usiamo male e li buttiamo subito, e soprattutto li buttiamo in posti sbagliati causando la morte, tra l'altro, di balene e pesci.
Ma sappiate una cosa: è facilissimo dire addio a questi pestilenziali oggetti, segno del più becero consumismo. Come? mi direte voi?
Basta passare alle borse riutilizzabili.
Ormai ogni catena di supermercati ne vende, spesso con colori simpatici e in materiale riciclato. La prima volta li ho visti al GS, quasi 5 anni fa: dei grossi sacchettoni di simil-juta che tengono l'equivalente di 2 sacchetti normali della spesa.
Ma ce n'è di ogni forma, colore, materiale e marca, e li trovate in ogni angolo del globo; costano un paio di euro o poco più, sono praticissimi e vi faranno sembrare delle signore eco-chic. Sono perfetti da collezionare (la sottoscritta fa la spesa alla Coop con il sacchetto del Whole Foods Market di Kensington, e si sente una ganza), da regalare (soprattutto a chi va tanto in giro), sono imperdibili da tenere nel bagagliaio dell'auto e negli angoli della casa.
Una marca su tutte, la mia preferita: Envirosax, che tra l'altro crea delle borse riutilizzabili che si arrotolano e stanno in tasca o nel fondo della borsa, reggono fino a 40 chili e si possono lavare in lavatrice!
Un sito dove andare per farvi venire la voglia di fare shopping compulsivo: reusablebags.com
Ma non limitatevi ai siti mainstream. Esplorate Etsy, e troverete negozi splendidi (come questo) dove potrete comprare delle borse riutilizzabili uniche e fatte a mano.
Coraggio, non voglio più vedervi in giro con quegli orribili sacchettini di plastica ammazza-natura, passate subito alle borse riutilizzabili e il nostro pianeta vi ringrazierà!

PS: No, non sono stata pagata da nessuno di questi siti per fare loro pubblicità. Mi piacciono e basta. Ma se volessero mandarmi un piccolo gesto di gratitudine, sanno dove trovarmi...

mercoledì 3 febbraio 2010

Verdure al forno

La cosa più semplice al mondo!

Soprattutto se siete come me, che torno la sera tardi dal lavoro e voglio in contemporanea a) aggiornare il blog b) ritoccare le ultime foto c) espandere il mio impero commerciale su Etsy e su iStockphoto (post in arrivo a breve!) d) mettere un po' a posto la casa e) giocare al Nintendo DS f) cucinare una cena buona senza aprire una scatoletta e via.

Con questa soluzione il gioco è fatto, prepari le verdure, le schiaffi in forno e hai 45 minuti tutti per te. Ecco come ho fatto l'altra sera, in pochi minuti.

Ingredienti:

  • Verdure di stagione di qualsiasi tipo
  • Cipolla
  • Aglio
  • Vino bianco
  • Olio extravergine d'oliva
  • Sale, pepe, spezie provenzali
Preparazione:
  • Scaldare il forno a 190°.
  • Tagliare le verdure a tocchetti più o meno della stessa grandezza.
  • Sbucciare e affettare grossolanamente la cipolla. Schiacciare l'aglio, utilizzandone secondo il vostro gusto e la quantità di verdure.
  • Mettere tutto in una teglia da forno grande abbastanza da farci stare tutte le verdure; versare sopra due-tre cucchiai di olio (a seconda di quante sono le verdure), sale, pepe, spezie e un bicchiere di vino bianco.
  • Infornare per 45-50 minuti. A metà cottura dare un'occhiata e aggiungere, se serve, un bicchiere di acqua o altro vino bianco per tenere le verdure belle morbide.
  • Servire con una bistecca, del pollo alla griglia, del pesce, o del riso al vapore.
Suggerimenti:
  • È ideale quando si ha il frigo pieno di verdure che rischiano di andare a male (io ho questo difetto: faccio la spesa raramente, ne compro troppe e poi finisco sempre per buttare qualcosa).
  • La cosa bella è sperimentare con le verdure e non avere timore: l'altra sera ho usato zucchine, peperoni, broccoli e pomodori e il risultato è stato buonissimo.
  • Se ne avanza un po', è un piatto perfetto come schiscetta del giorno dopo, anche a temperatura ambiente.

lunedì 1 febbraio 2010

Il dono delle lingue e delle letterature

Forse voi non la sapete, ma la sottoscritta é laureata in Lingue e Letterature Straniere.
Una facoltà che viene considerata inutile dalla stragrande maggioranza della gente.
Anche uno dei miei ex capi, dal canto suo, la riteneva completamente inutile, tanto da non poter fare a meno di farmelo presente al momento della mia assunzione. Io, pur rendendomi conto dell'umiliazione a cui mi sottoponeva costringendomi a essere d'accordo con lui pur di avere il lavoro, ho annuito con aria comprensiva mentre rivolgeva quei crudi aggettivi alla facoltà che avevo tanto amato, non avendo la forza di ribattere.
Beh, io oggi ho lavorato in fiera tutto il giorno e nell'arco della giornata sono riuscita a utilizzare senza problemi tutte le lingue che so: Italiano, Inglese, Francese, Tedesco e persino Svedese.
E mi sono sentita una strafiga.
E la chiamano una facoltà inutile!

venerdì 29 gennaio 2010

Le foto che non ti aspetti

ALittaM ha ordinato da Colormailer un bel pacco di sue fotografie.
Come sempre l'efficienza svizzera si fa notare: in un paio di giorni ecco arrivare in casella un bel pacchetto di fotografie.
ALittaM le sfoglia tutta contenta quando ad un tratto si rende conto di una cosa.
Tra le sue foto ci sono delle intruse.
Due foto intruse.

Primo pensiero: meno male che si tratta di persone vestite (perché non c'è niente di peggio di vedere foto inattese di persone nude. Sarà sicuramente capitato a voi, soprattutto nei computer e nei cellulari di qualche amico o parente: un istante stai sfogliando distratto le foto del viaggio al mare, l'istante successivo sei riverso per terra con le mani sul volto urlando I MIEI OCCHI, I MIEI OCCHI, I MIEI POVERI OCCHI!)
Secondo pensiero: ma non mi dire, le classiche foto di una donna incinta.

Poi ALittaM si accorge che la prima foto é di una donna incinta tutta sorridente davanti a un armadio, e la seconda è la foto di un uomo che tiene in braccio un neonato in una stanza di ospedale.
Ecco lì, in due foto, la storia di tre perfetti sconosciuti che mi è stata recapitata a casa. E io come una cretina che mi commuovo.
Quindi se da qualche parte nella Svizzera c'è una coppia che si chiede come mai Colormailer non abbia inviato tutte le foto che hanno ordinato, sappiano che sono arrivate a casa della sottoscritta. E che spero che non vi sia arrivata in cambio qualcuna delle mie insulse foto a muri, alberi e tazze di the.

martedì 26 gennaio 2010

Cartoline da Berlino

Berlino

Berlino

Night Light

Guest Apartment

Berlino

lunedì 25 gennaio 2010

La patente svizzera

E salta fuori un giorno, a pranzo con amici, che se si è residenti in Svizzera è obbligatorio convertire la patente italiana in patente svizzera. Si ha tempo un anno dall'entrata nel paese per farlo.
ALittaM, tra una forchettata di spaghetti alla puttanesca e un sorso di panaché, fa due calcoli.
È in Svizzera da 14 mesi.
Azz.
Il lunedì seguente, rapida rapida, apre il sito della motorizzazione e legge come si fa. È facile, basta stampare e compilare un modulo, fare la visita dall'ottico, due fototessere, e spedire il tutto in busta insieme a... cosa?
Insieme alla patente italiana in originale.
"Per la miseria, questi si fidano davvero del loro sistema postale." mormora ALittaM.
Lunedì sera: visita dall'ottico.
Martedì mattina: prima del lavoro corsa alla stazione per farsi la fototessera. Visto che siamo in Svizzera, per la fototessera ALittaM si è messa al meglio: lenti a contatto, trucco, capelli ben pettinati (i colleghi, vedendola arrivare così in ufficio, stentano a riconoscerla). La macchina delle fototessere svizzera è una specie di robot senziente, che ti dice dove mettere la testa e se hai sorriso troppo o non abbastanza. ALittaM teme di sbagliare ed essere severamente rimproverata dalla macchina, ma invece riesce a fare le foto al primo colpo.
Mercoledì: una ALittaM un po' ansiosa affida alla casella postale la busta affrancata con dentro la sua patente italiana in originale e tutto il resto della documentazione.
Venerdì arriva la patente svizzera.

L'efficienza svizzera, signori e signore, non è un luogo comune.

mercoledì 20 gennaio 2010

Andate e moltiplicatevi

Tra le ultime parole di mia nonna, a Luglio

"Smetti di prendere quella pillola, vah."
A Settembre
Mia mamma: "Quest'anno vado in pensione, così posso darti una mano a curare i figli."
ALittaM: "Non ce ne ho, di figli."
Mamma: "Eh, non ancora."
Un paio di mesi fa, zio di ALittaM
"Ehi, ciao! Quand'è che fai un bambino, allora?"
La settimana scorsa, amica di ALittaM con bimbo
"Va' che ora tocca a te, ehehe!"
Stasera
Cugino di ALittaM: "Allora! Sei già incinta?"
ALittaM (pausa di silenzio): "Non ancora..."
Cugino: "Mi raccomando eh, sotto con gli allenamenti!"
Se prima del matrimonio era un peccato farlo, a quanto pare una volta sposati è un peccato NON farlo.
Non ho mai ricevuto tanti incentivi alla fornicazione come dopo essermi sposata.

lunedì 18 gennaio 2010

Ticinese? A me?

ALittaM e Ste hanno cambiato macchina qualche tempo fa.
C'è solo un problema: la nuova auto fiammante ha la targa svizzera. Ticinese, per essere precisi.
Fino a che si gira in Ticino nessun problema; ma quando arrivano in auto a Milano, incredibilmente, accade loro qualcosa che prima non era mai capitato.
Tutti quanti suonano il clacson contro di loro.
Tutti. Persino i camioncini con i cinesi di Paolo Sarpi. Persino le vecchiette col cappello.
Perché l'auto ticinese, al milanese medio, richiama una storia di persone di mezza età incapaci di guidare, abituati alle lisce strade del cantone, avvezzi a fermarsi a ogni piedino di passante posato giù dal marciapiede, incapaci di parcheggiare, costantemente perduti nel traffico milanese.
E invece no, perché nel caso dei nostri eroi la macchina sarà sì targata Ticino, ma alberga al suo interno due milanesi DOC abituati a girare nel traffico da più di dieci anni.
Solo che gli altri non lo sanno, ed é lì che scatta il pregiudizio. Perché quando ALittaM arriva a casa sua, e fa le stesse cose che ha fatto da sempre (rallentare per cercare parcheggio), adesso tutti quanti le suonano, come se fosse scesa dalla valle. Quando al semaforo indugia più di un secondo, subito suonano. Quando vuole cambiare corsia, le suonano.
ALittaM sta iniziando a perdere la calma.
La cosa più bella, però, è capitata a un amico di ALittaM, di origine calabrese. Un giorno ha avuto un problema con una motocicletta il cui conducente, lì per lì, gli ha lanciato un:
"Svizzerodimerda!"
L'altro non ha perso un secondo, ha abbassato il finestrino e ha comunicato al centauro quanto segue "IO NON SONO SVIZZERO! HAI CAPITO? IO SONO CALABBRESE! ORA VENGO LÌ E VEDI!"
Il centauro probabilmente sta ancora scappando.

giovedì 14 gennaio 2010

La profezia della balena

Notte di Capodanno, Berlino.
In casa di R., amica storica di Ste, gli ospiti sono appena rientrati dall'aver assistito ai roboanti fuochi d'artificio di mezzanotte. Sopra i cieli della città impazzano ancora i rimbombi dei petardi e dei razzi, che andranno avanti per un bel po'.
A casa di R. è invece ora del tradizionale pronostico di Capodanno tedesco, il Bleigießen.
Ecco il kit già pronto: una candela, una bacinella di acqua fredda, delle figurine in piombo a un cucchiaio su cui fonderle.
A ognuno una figurina. Dopo averla fusa sul cucchiaio, si butta il liquido nell'acqua fredda e la forma che prenderà il piombo mentre si solidifica sarà pronostico dell'anno nuovo.
Iniziano i primi ragazzi. A chi capita di vedere la forma di una corona, a chi una nave, a chi uno sgorbio innominabile.
Arriva il turno di ALittaM, che con un po' di ansia fonde il suo pezzetto di piombo e lo rovescia nell'acqua.
Tira fuori il pezzetto di piombo modellato.
Non si capisce molto bene, ma a prima vista sembra un pesce.
Ecco, sì. Sembra una balena.
"È vero," dice Ste quando lo nota "Sembra proprio una balenottera che esce dalle onde."
Questo pronostico può quindi voler dire

1) (opzione tradizionale presa dal libretto di spiegazioni) Avrai fortuna con il danaro,
2) (opzione romantica) nell'arco dell'anno ALittaM diventerà grossa come una balena a causa di un bebé,
3) (opzione Weight Watchers) ALittaM, mettiti a dieta che se continua così assomigli a una balena,
4) (opzione Discovery Channel) quest'anno viaggerai così tanto che arriverai a vedere le balene nell'oceano, o più probabilmente arriverai al massimo al delfinario di Riccione.


domenica 10 gennaio 2010

I pancake del sabato mattina

E allora sì, godiamocelo questo weekend che finalmente è arrivato! Andiamo a letto tardi la sera prima, alziamoci con comodo la mattina del sabato e poi, ancora in pigiama, facciamoci questi pancake che sono facilissimi e deliziosi. Fateli subito, fateli il prossimo weekend, fateli per il vostro fidanzato o la vostra famiglia e vedrete che sguardi d'amore vi rivolgeranno!
Ecco la ricetta, presa da qui (Nigella, la mia adorata):

Ingredienti per la base asciutta:

600 g di farina
3 x 15 ml di lievito
2 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaino di sale
40 g zucchero

Ingredienti liquidi per ogni 150 g di base asciutta:

1 uovo
250 ml latte parzialmente scremato
15 g burro fuso

Preparazione:

Innanzitutto preparate il mix con gli ingredienti asciutti. Fatelo una volta sola, dopodiché potrete tenerlo pronto per ogni volta che vorrete fare i pancake. Una comodità incredibile.
Quando siete pronti a fare i pancake, prendete 150 di preparato asciutto e, in una ciotola a parte, sbattete l'uovo, aggiungete il latte e il burro. E poi unite il composto asciutto e quello liquido.
Scaldate un padellino antiaderente e armatevi di mestolino e paletta in silicone. Versate un mestolo alla volta, aspettate fino a che non si formano le bollicine sulla superficie del pancake e poi rigiratelo. Un minuto per ogni lato sarà perfetto.
Con queste quantità si fanno circa 15 pancake, che bastano per due persone fameliche o tre persone di medio appetito.
I pancake, una volta pronti, non saranno molto dolci. Perfetti, quindi, per innaffiarli con sciroppo d'acero, miele, o anche semplicemente con zucchero.

Aggiungete una tazza di the, un bicchiere di succo d'arancia e la colazione sarà perfetta.

PS: Questo post è ri-dedicato alla mia grande amica O. che per prima mi ha fatto i pancake quando ero ospite a casa sua a Ravenna!

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