venerdì 19 giugno 2015

Tre stagioni dopo


(warning: post ad alto contenuto di melassa e sdolcinatezze materne)





Ultimo giorno di asilo.
Sono passate tre stagioni da quel giorno di fine Settembre in cui entravamo all'asilo, mano nella mano, un po' emozionati e spaesati. I tuoi occhi che si illuminavano e un po' si incupivano al pensiero di restare senza la mamma.
I mesi in cui hai imparato a giocare con gli altri bambini, a disegnare, a pranzare con loro e anche a dormire con loro. Avete piantato un orto, dipinto ritratti, cantato canzoni. Abbiamo fatto una lanternata tutti insieme a Natale, nel buio della sera, e la lanterna è ancora lì in salotto, uno dei tuoi tesori più cari.




Abbiamo ricevuto regali fatti a mano, bigliettini vari, sacchetti con vestiti sporchi di pipì, fango, erba, colori. Abbiamo imparato a conoscere i compagni di classe e la mamma si è anche sforzata di socializzare un po' con le altre mamme (non ci sono riuscita un granché... ma questo meriterebbe un post a parte).
E ora è già Giugno, e tu sei diventata una bimba grande. L'anno prossimo non sarai una dei "piccoli", ma una dei "medi", come la dicono qui. Ci sono amici tanto cari che l'anno prossimo non vedrai più perché andranno alle elementari o traslocheranno, ma io non ho il coraggio di dirtelo perché non voglio vederti soffrire. Lo so, sono una mamma debole da questo punto di vista.
È stato un anno meraviglioso, piccoletta mia. Che bello vederti crescere e imparare a fare cose nuove. I tuoi occhi brillano quando raggiungi un nuovo obiettivo, e corri subito a renderci partecipi di questo traguardo, che sia esserti lavata i denti da sola o avere disegnato il tuo ritratto o avere completato il puzzle delle principesse.
Ora inizia l'estate delle avventure. Ci saranno mari, monti, aerei, valigie, caldo (spero) e fresco (spero!). Cartoline che abbiamo promesso di scrivere. Spiagge che abbiamo promesso di scoprire.
Tu continui a dire che vuoi preparare la valigia per le vacanze e che vuoi metterci tutti i tuoi giochi.
Luciottina mia, te le sei proprio meritate queste vacanze!




venerdì 12 giugno 2015

L'insalata di riso

Yum


Leggo sulla bacheca dell'asilo di Lucia che venerdì 12 Giugno ci sarà la festa di fine anno. In giardino. Con giochi e mangiare. Evviva!

Ognuno porti qualcosa, dice la tabella. Scrivete nome del bimbo e segnatevi un antipasto, piatto principale, dolce e bibita.

Inizio a sudare freddo. Man mano che passano i giorni si aggiungono nomi e pietanze alla lista, e lì capisco che non ce la farò mai. La mamma giapponese porta il sushi. La mamma francese porta pane, formaggio e vino rosso (per i bambini?). La crunchy mama dal marito africano porta il taboulé, il the caldo e i muffin al cioccolato. La mamma-alfa porta lasagne alle verdure e macedonia.

Per fortuna che, nel marasma di nomi e cose da mangiare, compaiono anche le povere disperate come me, che contribuiranno alla festa di fine anno con cibi sani e naturali come la pizza surgelata, i sottaceti e le chips.

E io? Come posso contribuire a questo dispiegamento di cibarie? Con la cosa che per me ha sempre voluto dire estate e festa.

L'insalata di riso.

No, non vi darò la ricetta per l'insalata di riso, perché fare un'insalata di riso non è, a mio avviso, cucinare. Però vi darò 10 semplici trucchi per fare una buona insalata di riso.

10 trucchi per una perfetta insalata di riso

1) Scegliete il riso giusto.
Sembrerà scontato, e invece no. C'è chi usa quello che trova, con risultati orrendi, riso appiccicoso e gommoso. Ci vuole un riso con poco amido, e assolutamente ci vuole il riso "parboiled", meglio ancora se di tipologia fatto apposta per le insalate.

2) Scegliere il condimento giusto.
Le conserve sono vostre amiche, nell'insalata di riso. Per questo mi piace tanto farla: alla fine diventa una scusa per svuotare la dispensa. L'insalata di riso perdona molti accostamenti, quindi siate originali. Un vasetto di condimento standard alle verdure come base, e poi magari dei peperoni sottaceto, dei pomodorini secchi, del mais, o dei carciofi. Immancabili le olive.

3) Proteine assortite.
Abbinatene due o tre per renderla bella saporita. Alcuni esempi: tonno, cubetti di prosciutto, wurstel a fettine, formaggio a cubetti, lenticchie, ceci.

5) Condite a caldo...
I famosi vasetti di condimento per insalata di riso sono perfetti da versare sul riso appena scolato. In questo modo si amalgameranno meglio i sapori.

6) ...ma il formaggio a freddo!
Ho fatto questo errore una volta. Ho buttato i formaggio a cubetti sul riso appena scolato, insieme al resto dei condimenti. Il formaggio si è semi-sciolto, e poi ri-solidificato, formando delle orrende palline di formaggio semifuso agglomerato con riso. Una schifezza.

7) Fatela prima!
Sembrerà scontato, ma l'insalata di riso va preparata almeno il giorno prima. Va dato al tempo agli ingredienti di unirsi bene, e soprattutto... deve essere fredda. Una volta mi hanno invitato a una grigliata di amici, arriviamo alle 12 e li vedo in cucina che stanno buttando il riso per l'insalata. Non potete capire il mio orrore, mangiare insalata di riso tiepida. No no no.

8) Spezie e verdure fresche di stagione.
Se avete delle erbe aromatiche in vaso a portata di mano, saccheggiatele. Prendete prezzemolo, basilico, timo, rosmarino. Anche la menta, se c'è. Tritate finemente. Darete una botta di aroma estivo alla vostra insalata e diventerà fenomenale.
Se avete pomodorini, fateli a fettine e aggiungeteli.

9) Olio e limone sono vostri amici.
Mettetene in abbondanza prima di infilarla in frigo a raffreddare. Servitela il giorno dopo con la bottiglia e il limone a spicchi a portata di mano, e prima di servirla date un ritocco al limone.

10) Fatene un po' di più.
Abbondate sempre con le porzioni, perché l'insalata di riso si conserva bene e, finita la festa, potreste ritrovarci con la cena o il pranzo del giorno dopo già fatti.


martedì 26 maggio 2015

In treno all'Expo!






Alcuni di voi lo sanno già, ma io a inizio Maggio ho avuto la fortuna di andare in giornata all'Expo, in uno dei primi giorni di apertura.


Ci sono andata per lavoro, comodamente cullata dal treno speciale per l'Expo che parte da Lugano al mattino e torna la sera.

Ho camminato come una disperata, fatto foto a non finire, esplorato, assaggiato.



Sono tornata e ho condensato la mia esperienza in pochi paragrafi. In particolare, parlando del Padiglione Svizzero dove fanno appello al tuo self-control per non svaligiare i quattro piani di cibo e lasciarne un po' anche per gli altri. E la gente si dimostra per quello che davvero è.


Ed ecco qui il frutto del mio giorno di visita all'Expo, pubblicato sul sito ufficiale delle Ferrovie Svizzere!

Voi avete già visitato l'Expo?
Noi in un mese ci siamo stati già due volte. Tra un po' vi racconto com'è andarci con una bimba di tre anni e mezzo.

martedì 19 maggio 2015

Quell'hippie sessista di Barbapapa

Oggi è il giorno in cui Barbapapà festeggia 45 anni.

Io ci sono cresciuta, con questi simpatici amici colorati e multiformi. Sfogliavo i loro libri ossessivamente tra i 4 e i 7 anni. Sono passati decenni, ma i Barbapapa sono tornati di moda, così tanto che ora anche Lucia è piena di loro libri, pupazzi e persino un paio di magliette.









Si sa, fai leva sul genitore perché acquisti oggetti amarcord per i propri figli.

Così mi ritrovo a rileggere i libri di Barbapapà con occhi da adulto... e "resto di stucco" di fronte al pensiero radical-ambientalista-hippie-antimoderno che lo ha generato. Premessa: negli anni 70 in cui sono stati scritti le cose erano diverse. Lo scopo era educare le nuove generazioni all'amore per la natura e a proteggere la terra. Ma se si guardano bene, i Barbapapà sembrano una versione per bambini di una comune di hippie.
Una comune hippie vagamente sessista.

I Barbapapà vorrebbero vivere in una vecchia villa abbandonata, occupata abusivamente e dipinta a colori vivaci, ma arriva il piano regolatore a costruire dei palazzi nuovi.
Offrono loro un appartamento, ma a loro vivere nel grattacielo non piace.
I Barbapapà detestano la città.
Allora costruiscono una villa fatta di Barbaplastica (wtf?) su una collina. E piantano il loro orto.
I Barbapapà probabilmente sono vegetariani perché mangiano solo frutta e verdura e uova.
Ma arrivano le ruspe a scacciarli anche da lì: si chiama abusivismo edilizio, Barbapapà.
Ma loro lanciano contro le ruspe delle palle di Barbaplastica incandescente (wtf?) che li fa andare via.



In altre storie:

I Barbapapà vanno a scacciare dal mare le brutte navi che inquinano.
Mi piace come negli anni '70 fosse ancora chiara la separazione tra i cattivi che inquinano e i buoni che sono ecologici.




I Barbapapà vanno a scacciare i cattivi cacciatori che vogliono fare una pelliccia di ogni animale sulla terra.



I Barbapapà si rompono le palle della terra inquinata, salgono su un razzo e vanno su un altro pianeta più verde e pulito insieme a tutti gli animali.
L'uomo si sente solo e triste senza gli animali, allora pulisce tutto e inventa l'energia pulita e i mezzi pubblici. Così Barbapapà e tutti gli animali tornano sulla Terra.
wtf? 

I Barbabapà ricevono per Natale degli animali esotici in regalo, ma li riportano nella loro terra madre perché gli animali devono stare liberi nel loro ambiente.

Ecco, i Barbapapà sono dei radicali ambientalisti figli dei fiori.
Gente moderna, insomma.

Però...
Però hanno chiaro il ruolo della donna nella famiglia.
Barbamamma cucina e pulisce e rassetta.
I figli maschi hanno la passione della scienza, la natura lo sport, l'arte.
Le figlie femmine? Beh, ovviamente... la bellezza, la danza, le collane, la musica, i libri.

Insomma, radicali e moderni ma mica troppo, signora mia. Che le donne in casa devono stare.

Detto questo, è impossibile non innamorarsi delle illustrazioni ricche di dettagli e dei bellissimi spaccati dell'interno di case e del terreno.


E voi a quale Barbapapà volevate assomigliare di più? Da brava secchiona, io puntavo a Barbottina... Lucia invece (inspiegabilmente, visto il grado zero di profumi e cotillion a cui viene sottoposta) punta a Barbabella!

venerdì 15 maggio 2015

Un giorno al Lido

Abitiamo a un chilometro dal lago e non lo sfruttiamo mai abbastanza. Aspettiamo che arrivi il weekend per andare sempre altrove, Italia, estero, Svizzera interna, perché sotto sotto Lugano ci sembra noiosa.

Invece ogni tanto dovremmo prenderci un giorno per apprezzare i pregi della cittadina che ci ospita, soprattutto con l'arrivo dell'estate che ne tira fuori il meglio.

Come ad esempio ieri. Giorno di festa per la Svizzera, Ste che va in giornata a visitare Expo, io con Lucia e mia mamma e fuori un bel sole e caldo primaverili, molto fuori stagione.

È la giornata da spiaggia.



La pupa è già sveglia dalle 7.30 e non vede l'ora di uscire. Ha fatto la borsa la sera prima e mentre io preparo panini, insalata, teli e giochi vari mi saltella intorno tutta felice.

Arriviamo al Lido di Lugano che sono le 10.30 e il sole già splende.




Il Lido di Lugano è una struttura del 1928, piena di dettagli vintage, con una spiaggia di sabbia chiara e fine, cabine, tanto prato e tanti alberi, e soprattutto quattro piscine meravigliose: la classica olimpionica per chi vuole fare una nuotata, quella dei tuffi per i coraggiosi, con trampolini sempre più alti, quella "da puccio" per i non nuotatori, e una gigantesca piscina per bambini con scivoli, getti d'acqua, tunnel, cascate e fontane.



Dentro il Lido c'è un bellissimo bar ristorante con divani coloniali e baracchino chiringuito, che d'estate è aperto al pubblico per aperitivi sulla spiaggia e cene al fresco. Anche qui, un pezzo di estate dietro casa.

Entrare al Lido è come varcare una porta magica, soprattutto per me che a queste cose da città balneare non sono abituata. Fuori, la gente normale, dentro la vacanza. Appena entri ti arriva al naso l'odore del legno scaldato dal sole e quello del prato bagnato mischiato al cloro e alla crema solare. Di sottofondo senti anche il profumo delle patatine fritte e della macchina dei popcorn.

In un istante ti senti al mare, in vacanza, lontano da lì.




Lucia si diverte tutto il giorno, senza mai fermarsi neanche per una nanna. Gioca con la sabbia, costruisce piscine sul bagnasciuga, gioca nella piscina dei bimbi insieme ai suoi amici dell'asilo. Io e mia madre di stendiamo sui lettini vista lago, nella zona più all'ombra e tranquilla, e ci godiamo la giornata.



All'ora di pranzo divoriamo panini, insalata di ceci, frutta, e poi ci sdraiamo sui lettini a riposarci. Mangiamo ghiaccioli e granite come se fosse Ferragosto. E invece siamo a Lugano, a casa, a pochi metri dal nostro palazzo, ed è incredibile. Perché non lo facciamo più spesso?

Arriva l'ora di tornare, Lucia è recalcitrante ma stanca morta. Arrivati a casa giusto il tempo di fare una doccia prima di spalmarsi sul divano, completamente cotte. Io mi metto il doposole sulle spalle, perché nonostante la protezione 20 SPF mi sono bruciata la schiena, a furia di stare in piedi a bordo piscina.


Lucia ci fa promettere solennemente di tornare altre volte al Lido. E visto il successone, ci contiamo tutti quanti!


Lido di Lugano
Via Lido - 6900 Lugano
Tel +41 58 866 68 80
Email sport@lugano.ch 

Biglietti e abbonamenti (pdf)

Giorni e orari di apertura
  • Maggio: lu-do 09:00-19:00
  • Giugno, Luglio e Agosto: lu-do 09:00-19:30
  • Settembre: lu-do 09:00-19:00
Aperture speciali
  • Piscina olimpionica aperta dalle ore 7:00 con entrata da cassa Foce
  • Dal 23 giugno al 27 agosto il martedì e il giovedì apertura fino ore 20:30

mercoledì 13 maggio 2015

Muffin alle fragole fresche





 Quando Lucia si sveglia dalla pennica della domenica, è tutta arruffata e accaldata, e ti guarda con aria torva dal letto.


"Io per merenda voglio la torta alle fragole"

E io provo a spiegarglielo, che la torta ci impiega una vita a farsi, e soprattutto non ho mai fatto una torta alle fragole in vita mia. Lucia mi guarda con l'aria di chi sta parlando a una deficiente.

"Ma mamma, è facile fare una torta alle fragole! Prendi la farina, il latte, le uova, le fragole, e fai la torta!"

Ho in casa una piccola Nigella e non lo sapevo.
Eccoci qui dunque, qualche minuto dopo, Lucia ancora mezza addormentata ma in piedi vicino a me sullo sgabello da aiutante in cucina. L'ho convinta a fare le "tortine" con le fragole, che ci mettono meno a farsi.

Muffin alle fragole fresche

Ingredienti
per 12 muffin

60 ml Olio di semi di girasole
120 ml Latte intero
1 Uovo
1 Pizzico di sale
1/2 Bustina di lievito vanigliato (circa 9 g)
100 g Zucchero di canna
220 g Farina 00
150 g Fragole fresche

Preparazione

Lavate e pulite le fragole. Tagliatele a pezzettini.
In una ciotola mischiate gli ingredienti liquidi: prima olio, poi latte, poi uovo. Sbattete leggermente con un frustino.
In una ciotola più grande mischiate gli ingredienti secchi: sale, lievito, zucchero, farina.
Buttate le fragole nel composto secco in modo che si infarinino per bene.
Aggiungete la ciotola con gli ingredienti liquidi e amalgamate.
Foderate lo stampo per muffin con i dischetti appositi di carta.
Mettete l'impasto a cucchiaiate nei 12 stampi.
Infornate a 190° per 25 minuti o fino a che lo stecchino non risulta asciutto.

Fare raffreddare almeno 10 minuti prima di servire.

Deliziosi e pronti in poco poco tempo.

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