lunedì 1 settembre 2014

Peppa La Maiala


È capitato così, quasi per caso.
Come quando ti pigli un virus.
Che un po' c'era da aspettarselo, visti i genitori: la mamma stessa di Lucia (io, ALittaM, ciaoatutti) è famosa per le cotte cinetelevisive. Memorabili gli anni passati a inseguire saghe di Star Trek, stagioni di X-Files, Dawson's Creek, Lost, Sherlock, Mad Men e chi più ne ha, più ne metta. I geni non mentono.
Ma che la passione si scatenasse in questo modo totale, ossessivo compulsivo, inenarrabile, proprio non me lo aspettavo.

giovedì 14 agosto 2014

Cose che possiamo fare per sentirci più felici

Perché quel trottolone di mio marito domani ci porta in montagna, in un villaggio svizzero con le casette di legno e i nani magici che vivono nei boschi, a vedere le cascate e prendere i trenini a vapore e fare quelle cose che piacciono tanto agli svizzeri.

Perché aspettare fino alla seconda metà di Agosto per andare in vacanza vuol dire vedere partire e tornare quasi tutti, e mentre loro sfoggiano il musone da rientro tiè! Tu fai valigie e te ne vai a rilassarti un po'.

Perché forse i due mesi di pioggia sono finiti e avrò la fortuna di beccarmi un po' di sole e di bel tempo.

Perché ho trovato queste semplici frasi scritte su un Tumblr da qualche parte e mi sono sembrate le cose più semplici e verosimili.

Cose che possiamo fare per sentirci più felici:

  • Andare a letto prima
  • Finire le cose in anticipo
  • Mangiare cose fresche
  • Fare esercizio
  • Essere presente
  • Organizzarti
  • Ascoltare la musica
  • Pensare in maniera positiva
  • Bere tanta acqua
  • Tenere un diario
  • Leggere
  • Essere produttiva
  • Mangiare frutta e verdura
  • Respirare profondamente
  • Fare un giro in bicicletta


Ho deciso che proverò a seguire queste regole, soprattutto ora che sono via con la mia famiglia. Voglio essere presente per Ste e Lucia, fare cose, non lamentarmi, non farmi prendere dalla pigrizia, finire oggi quello che potrei fare domani, ricordarmi di mangiare cose fresche e buone e fare partire il circolo virtuoso dello stare bene.

E magari trovare anche il tempo per fare un tuffo in piscina.


martedì 12 agosto 2014

Robin Williams


Che poi dici ma dai, come ti sei ridotta a scrivere un post su un attore.
Un attore che non era neanche tra i tuoi preferiti, per giunta.
Ah, dici?
Ti ricordi, a dieci anni, quel film che ti ha cambiato la vita? L'Attimo Fuggente. Uno dei primi film "per grandi" che hai guardato. Un film strepitoso, emozionante, commovente, il film che ha alzato a livelli inarrivabili le tue aspettative nei confronti dei docenti. Che ti ha fatto conoscere Walt Whitman, ti ha fatto capire che il mondo della letteratura, della poesia, delle passioni travolgenti, era il tuo mondo. E infatti è lì che sei finita, anni dopo, a studiare letteratura americana e inglese. Forse è stata colpa di questo film. Ti ricordi la scena che ogni volta ti fa venire i brividi?
E qualche anno dopo, a emozionarti con la versione Spielberghiana di Peter Pan?
E poco dopo ancora, inchiodata sulla sedia del cinema a guardare Jumanji, il film che ti ha impedito di giocare con serenità a qualsiasi nuovo gioco da tavolo?
E la sala del cinema piegata in due dalle risate durante Mrs. Doubtfire?
E altri ancora ne vengono fuori, dalla scatola dei ricordi: Will Hunting, La Leggenda del Re Pescatore, Good Morning Vietnam, Al di là dei Sogni. Li hai visti praticamente tutti. Lo hai seguito, senza essere fan sfegatata, ma con un affetto che ti risultava sincero.
Ancora più indietro.
Tu a cinque anni. In TV danno Mork e Mindy. Tutti si salutano dicendo nano-nano. Tutti cantano la canzone.
C'è sempre lui.
Poi uno dice che non deve dedicargli almeno un post.
Buon viaggio, Capitano.

lunedì 11 agosto 2014

La gonna

Premessa: Lucia è in fase gonne.
Sarà colpa dei film della Disney, in cui ogni protagonista ha gonne, vestiti, abiti lunghi, cose di questo tipo. O di Heidi, che è anche lei sempre col vestitino. Anche perché da parte mia di gonne non se ne vedono quasi mai, per non parlare di mia madre che penso abbia messo la gonna solo il giorno del matrimonio.
Fattostà che ultimamente Lucia si è innamorata delle gonne e dei vestitini. E per fortuna che, tra mio padre e altri parenti, ne ha un discreto numero. Ma in particolare, si è innamorata di una gonna a balze di vari colori, rosa, a fiorellini, bianca, viola. Una gonna pratica che viene dall'America, e che infatti è dotata di pantaloncini tipo gonna da giocatrice di tennis.
E Lucia non se la vuole mai togliere. La fa vedere a tutti quelli che incontra. Si sveglia e pensa alla gonna. Se la porterebbe a nanna, se io gliela lasciassi mettere.
Immaginatevi la scena ieri: Locarno, noi in gita, diluvio universale, umido e fresco. Lucia voleva assolutamente la gonna. E quindi è andata in giro con ai piedi gli stivali da pioggia, in mezzo la gonna gipsy, e sopra la giacchetta impermeabile blu a puntini bianchi.
Se ci avessi provato io mi avrebbero arrestato per oltraggio al buon gusto. Eppure lei è così piccola e simpatica che le sta tutto benissimo.
E poi ieri sera... la tragedia. La gonna si è sporcata.
Da brava mamma-schiava ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque: messa a letto la pupa, ho lavato e strizzato bene la gonna, e l'ho infilata in asciugatrice. Alla faccia del risparmio energetico e della carbon footprint.
Ma stamattina, complice il fatto che se metti solo un panno in asciugatrice quella vada in palla e creda che sia già tutto asciutto... la gonna era ancora umida.
Tragedia, mostruosa tragedia. Le urla di "io vollo la mia gonnaaaa!" sono riecheggiate in tutto il palazzo, svegliando con gioia e felicità l'intera popolazione di Viganello.
Mia madre, che è ancora più schiava di me, è corsa in bagno ad asciugare la gonna col phon. Sì, avete letto bene. Asciugarla col phon. Perché sua maestà voleva la gonna.
Io intanto, mentre con una mano mi truccavo e mi preparavo, cercavo di convincere Lucia a prendere un abito in sostituzione della gonna. Le sventolavo davanti un bellissimo vestitino provenzale bianco a fiorellini blu, e lei ringhiava "no!" e me lo buttava a terra.
E io intanto decidevo che la gonna era la mia nemesi venuta sulla terra a mettere alla prova la mia capacità di autocontrollo.
Ovviamente come è finita? In beffa.
Portiamo la gonna, finalmente asciutta, a Lucia.
Quella la guarda.
Ci guarda.
Guarda il vestitino provenzale.
E dice "No, non la vollo la gonna, vollo il vestitino."
E butta a terra la gonna, afferrando il vestitino.

Poi uno non dovrebbe dire che sua figlia è una stronza...

mercoledì 6 agosto 2014

Nel frattempo




Nel frattempo ho tante cose da raccontare e poca voglia di raccontarle. Succede.

Nel frattempo io ho compiuto 35 anni eh! Ma li ho tenuti in sordina in quanto ricoperta da testa a piedi di croste di varicella. Esatto. Meglio non parlarne.


Nel frattempo abbiamo passato una settimana meravigliosa a Scardovari, riscoprendo per l'ennesima volta quanto sia stupefacente il Delta de Po. Le cose che sono piaciute di più a Lucia: i sei cani degli zii, la spiaggia dove scavare buche e riempirle di acqua, il giardino con l'orto dove raccogliere i pomodori, il lettone gigantesco in cui dormire vicino alla mamma, godendo dell'assenza del papà come solo i bambini sanno fare. Ma Scardovari merita un post a parte, quando avrò sistemato tutte le foto.

Nel frattempo non si capisce se è estate o autunno, il tempo fa le bizze ma per fortuna questo si traduce in notti fresche e ventilate, weekend al parco e meno stress da caldo.

Nel frattempo siamo ad Agosto a Lugano, a lavorare mentre tutti sono in vacanza, e fare il conto alla rovescia fino alle prossime vacanze di Ferragosto. Entrambe le destinazioni vacanziere di quest'anno sono stranamente collegate a Sherlock Holmes (vabbeh, una in maniera più ovvia dell'altra).

Nel frattempo ho deciso che voglio fare più foto. Mi sono ripromessa di armarmi della mia buona vecchia reflex e non lasciarmi impigrire dalla facilità dell'iPhone, ma di fare delle foto serie in entrambi i viaggi. Ho passato la settimana a Scardovari a maledirmi per non averla portata e non voglio ripetere l'esperienza.

Nel frattempo Lucia diventa ogni giorno più grande. Lo spannolinamento sembra essere giunto a termine, dopo il mese della pipì dappertutto e il mese di simbiosi col vasino. Ormai siamo passati al riduttore e non ci ferma più nessuno. Autogrill, ristoranti, bar... ogni luogo è ideale per una pipì. La pupa è pronta per venire con noi all'avventura.

Nel frattempo ho pubblicato un articolo su Newlyswissed, ho dato una mano a una promozione al Festival del Cinema di Locarno, e soprattutto mi sono data anima e cuore al caffè. Ma di questo capitolo dell'avventura vi racconterò in seguito.

mercoledì 16 luglio 2014

La Varicella è una Stronza


Inizia tutto così, a fine Aprile, un cartello sulla porta del nido.
Dico beh, se la deve prendere la prenderà. Poi il tempo passa e io me ne scordo. Fino a che, un pomeriggio di fine Giugno, guardo in faccia Lucia e vedo un fiorire di puntini rossi. Senza febbre, senza neanche delle vere e proprie bolle. Dei puntini sparsi.
"Hai capito, sta varicella." ci diciamo io e Ste, sorpresi e sollevati che Lucia stia, tutto sommato, bene. È solo un po' stanca e di cattivo umore, ma per fortuna nella settimana in cui deve stare chiusa in casa non fa altro che piovere e fare freddo, quindi non patisce più di tanto.
Passa la malattia, la pupa torna a scuola, e inizia il periodo di ansia per me.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails