lunedì 31 dicembre 2007

I <3 Rapallo

Passare quattro giorni a Rapallo senza niente da fare...
...e trovarlo bellissimo...
...è un chiaro segno che ormai ho una certa età.

Insomma, ve lo devo proprio dire: io da piccola lo detestavo, ma ora ho scoperto che andare a Rapallo d'inverno mi piace tantissimo.
Mi piace perché è piena di vecchietti e bambini. La fascia di età dai 30 ai 60 anni a Rapallo non c'è, scompare, non si sa che fine faccia, dove l'abbiano nascosta.
Mi piace perché oltre a vecchi e bambini è anche pieno di cani. Cani di ogni taglia, forma e dimensione. Ed è anche pieno di pellicce: ogni vecchietta che si rispetti ne ha una, di solito visone; quando camminano in gruppo, da dietro sembrano un branco di orsi.
Mi piace perché ogni giorno, dalle 10 alle 13, tutta la popolazione di Rapallo si riversa sulla passeggiata, occupa tutte le panchine e si siede a parlare, e chi non trova posto passeggia dal castello fino al ponte sul Boate, avanti-indietro. E tu non puoi fare a meno di unirti al tran-tran dei pensionati, magari terminando la passeggiata con un po' di relax in spiaggia, seduta sui sassolini con il cappotto come cuscino e la faccia bellamente rivolta al sole.
Mi piace perché ci vado da sempre, e di Rapallo conosco praticamente tutto: il posto dove fanno la focaccia migliore, il ristorante dove si mangia bene e si spende poco (O Bansin), il molo del porto con le barche più belle da ammirare (e invidiare), il passaggio dietro il parco per fare prima, il negozio di pasta fresca migliore del mondo (segnatevelo, è Dasso). Conosco le tradizioni, la gente, i paesi vicini e la storia. E non solo: Rapallo conosce me; la gente mi saluta, mi chiede come stanno i miei parenti, mi aggiorna con le ultime novità, mi dice ma come sei cresciuta! (sì, anche adesso che ho 28 anni: gliel'ho spiegato che ormai non cresco più, ma me lo continuano a dire).
Mi piace perché la casa (di mia nonna: ve l'ho detto che a Rapallo ci sono solo vecchi!) è grande, silenziosa, calda e comoda; non è lussuosa ma ci si sta benissimo e ci si fanno delle dormite spettacolari. Mi piace perché quando si esce da casa è sempre per fare due passi, per fare qualche commissione, per vedere il mare, senza orario.
Mi piace perché con Stefano il dolce-far-niente di Rapallo diventa quasi un'arte, una terapia per curare a suon di coccole lo stress accumulato nei mesi scorsi.
Mi piace perché stare a Rapallo serve anche anche a rimpinzare lo stomaco affamato da mesi di dieta: tra pesto, pansouti, focaccia, farinata, pizza, spaghetti al cartoccio, gelato, cioccolata calda... penso di aver recuperato un bel po' del peso perso in autunno.
E sapete una cosa? Chissenefrega. Servono anche a questo le vacanze: a ricordarci che la vita bisogna godersela.

Stasera Capodanno sobrio a casa di Ste a Milano, domani valigia e partenza per Londra.

martedì 25 dicembre 2007

Buon Natale

Offro a tutti una doppia dose di citrosodina, un divano largo e morbido e un bel plaid caldo sotto cui stendersi.

lunedì 24 dicembre 2007

ALittaM e i regali da incartare

Diciamolo chiaramente: io amo fare i regali. Ma odio incartare i regali.
Perché non ho manualità. Né pazienza.
E sbaglio a calcolare le dimensioni della carta, quindi mi ritrovo sempre con venti centimetri che avanzano o una parte del regalo scoperta.
E non sono capace di tagliare dritti i fogli di carta, né di ri-piegarli in modo che sembrino dritti. Non so piegare la carta in modo elegante e simmetrico.
Quando prendo in mano lo scotch, poi, è un delirio: si attacca dappertutto tranne che nel punto in cui dovevo attaccarlo, e a strapparlo via finisco sempre per fare la "ceretta" alla carta da regalo.
Non sono neanche brava con il nastro, perché non lo so avvolgere correttamente intorno al pacchetto e mi si aggroviglia.
Se poi cerco di arricciare il nastro come si vede fare nei negozi, il più delle volte mi graffio con la lama delle forbici e il nastro si arriccia tutto storto.
Come se non bastasse, dopo che ho finito di incartare un regalo, puntuale mi sorge il dubbio di non aver tolto il prezzo, e il pensiero mi attanaglia fino al momento dell'apertura: perché piuttosto di aprirlo, controllare e ri-incartarlo preferisco rischiare la brutta figura.

Insomma, oggi ho incartato una sessantina di pacchetti e pacchettini vari e ho gli svarioni.

sabato 22 dicembre 2007

Un canto di Natale


Loreena McKennitt - "Good King Wenceslas"
(A Winter Garden: Five Songs for the Season, 1995)

Non sono il tipo da condividere zuccherose canzoni di Natale. Questa è tutta un'altra storia, credetemi. Buon ascolto, e se volete trovate il testo qua sotto:

Good King Wenceslas looked out
On the Feast of Stephen
When the snow lay 'round about
Deep and crisp and even
Brightly shone the moon that night
Though the frost was cruel
When a poor man came in sight
Gath'ring winter fuel

"Hither, page, and stand by me,
If thou know'st it, telling
Yonder peasant, who is he?
Where and what his dwelling?"
"Sire, he lives a good league hence,
Underneath the mountain
Right against the forest fence
By Saint Agnes' fountain."

"Bring me flesh and bring me wine
Bring me pine-logs hither
Thou and I shall see him dine
When we bear them thither."
Page and monarch, forth they went
Forth they went together
Through the rude wind's wild lament
And the bitter weather.

"Sire, the night is darker now
And the wind blows stronger
Fails my heart, I know not how
I can go no longer."
"Mark my footsteps, good my page
Tread thou in them boldly
Thou shall find the winter's rage
Freeze thy blood less coldly."

In his master's step he trod
Where the snow lay dinted
Heat was in the very sod
Which the Saint had printed
Therefore, Christian men, be sure
Wealth or rank possessing
Ye, who now will bless the poor
Shall yourselves find blessing.

venerdì 21 dicembre 2007

L'ultimo giorno in ufficio

Oggi è l'ultimo giorno di lavoro prima delle ferie di Natale. Un giorno di sofferenza, in cui tutti non vogliono fare altro che finire le ultime cose e levarsi dalle scatole il prima possibile. Un giorno in cui tutti pensano ai regali da prendere, alla spesa da fare, a evitare le code e le rogne.

Se poi, come capitato alla sottoscritta, si è reduci da un paio di giorni a casa con la sinusite, il ritorno in ufficio è ancora più traumatico, perché alla voglia di finire tutto si aggiunge una pila di lavoro arretrato che ti travolge non appena ti siedi alla scrivania.

Ma vabbeh, non pensiamoci. Pensiamo piuttosto al fogliettino di ferie firmato e consegnato, che tradotto in soldoni significa che tu non metterai piede in ufficio fino al 7 di Gennaio. Pensiamo a mettere a posto le ultime cose sospese e poi andiamocene.

Pensiamo a sentire i fornitori. Oh, i fornitori.

Non ci sono parole per descrivere i fornitori il 21 Dicembre. Sono tutti impazziti.

C'è il Fornitore "già in vacanza": alle 9.30 risponde la segretaria e dice con aria tranquilla
Oh, qua non c'è più nessuno sa: è l'ultimo giorno.
(ma cosa fanno in questa azienda, la lectio brevis?)

C'è il Fornitore "ne riparliamo il 7", che ti parla come se domani finisse il mondo.

C'è il Fornitore "voglio assolutamente chiudere tutto entro oggi altrimenti non rispondo di me", che non riesce a capire che non è colpa tua se il capo contabile è a casa con la febbre e non ha ancora autorizzato il pagamento.

C'è il Fornitore "vediamo di chiudere tutto e andiamocene a casa", e grazie a Dio che esiste almeno lui.

C'è il Fornitore "io odio il Natale", che invece degli auguri ti dice che non vede l'ora che sia Gennaio per riprendere a lavorare, ma senza gente che gli fa fretta.

C'è il Fornitore "etciù", che ti chiama per dirti che è a casa con 39 di febbre, ma voleva lo stesso farti gli auguri (e tu senti in sottofondo il rumore degli annunci di un aeroporto, ma fai finta di niente).

Ma soprattutto c'è il Fornitore che ti deve mandare una mail importantissima e te la manda cinque minuti prima che sia ora di andare a casa. Quello è il Fornitore "Stronzo", e se non fosse che ti ha appena mandato in ufficio un cesto di cibarie gli avresti già augurato un 25 Dicembre passato sulla tazza.

Ad ogni modo, eccomi qui. Casa. Due settimane di ferie. Wow, non ne faccio così tante dall'estate del 2005: mi sento un po' spaesata al pensiero di così tanti giorni senza stare in ufficio, ma sono sicura che mi passerà presto.

lunedì 17 dicembre 2007

Piccole gioie da geek

Per motivi di compatibilità con un lavoro che devo fare sul sito aziendale mi hanno appena installato Firefox come browser di internet.

La geek che è in me sta ululando a gran voce, facendo salti di gioia e lanciando fuochi d'artificio.

All'esterno sono una maschera di impassibilità.

Mi inquieta il pensiero che nessuno in ufficio (a parte il ragazzo dell'ufficio EDP che ha fatto l'installazione) può capire la mia immensa esaltazione.

(no, dico, adesso mi installo tutte le estensioni! tutti i plug in! non mi si bloccano più le pagine!)

(ma perché mi guardate tutti in quel modo?)

mercoledì 12 dicembre 2007

Smart on the Rocks

Questa mattina ALittaM è uscita di casa felice e contenta. L'aria era gelida e frizzante e il fiato si congelava in nuvolette dense. Per la strada tutti si affrettavano per andare al lavoro avvolti in sciarpe e cappelli colorati, la nebbia si era sollevata e il cielo era chiaro e luminoso. Da dietro gli alberi della piazza si scorgevano i primi raggi di un sole di Dicembre.

Mentre andava verso la macchina ALittaM pensava di scrivere un bel post su quanto le piacesse Dicembre e il freddo e l'inverno.

Poi è arrivata alla Smart.

E l'ha trovata completamente coperta di ghiaccio.

E ha dovuto rovistare per cinque minuti buoni nella macchina per trovare il grattino.

E per fortuna che aveva i guanti, perché trovato il grattino ha passato i successivi dieci minuti a raschiare e spazzolare il parabrezza, i fari e i finestrini. Poi ha provato un paio di volte a sedersi in macchina ed un paio di volte è ri-uscita perché era rimasto un pezzettino di ghiaccio proprio lì dove le dava fastidio.

Mentre ALittaM faceva tutto questo, c'era parcheggiato dietro di lei un camion verde dell'Amsa, con dentro seduti due spazzini che si godevano la scena al caldo tutti contenti, neanche fossero stati al cinema.

Dopodichè è salita in macchina, ha mandato mille baci a mammà per i suoi preziosi consigli, ed è andata al lavoro ascoltanto a gran volume della musica di Natale (l'album White Christmas di Bing Crosby, un classico per tirare su ogni umore).

Perché porcavacca, anche con un chilo di ghiaccio sull'auto, le mani intirizzite e i guanti fradici, ad ALittaM Dicembre, il Natale, il freddo e l'inverno piacciono. Molto.

lunedì 10 dicembre 2007

Pensierino del lunedì

Resisti questa settimana,
resisti anche la prossima
e poi...
...relax

Si vede che ho bisogno di ferie?

(maccome, direte voi, hai appena passato il weekend lungo di Sant'Ambrogio e ti lamenti che vuoi ancora vacanza?)

(belli miei, ma voi non sapete cos'è Milano con la Fiera dell'Artigianato, la Fiera degli Oh Bej Oh Bej, i mercatini natalizi e le scuole chiuse. Tre giorni di delirio totale. Sono più stanca di giovedì scorso!)

giovedì 6 dicembre 2007

Fiera della Fiera

Ieri sera visita alla Fiera dell'Artigianato.

Preparazione in assetto ultra-leggero con zaino vuoto e rotolino di soldi in tasca, giro di 3 ore nei padiglioni, visita di molte bancarelle, panino delizioso e succulento con bratwürst e crauti, triste constatazione che il padiglione della Lombardia insiste a vendere rubinetti-stufe-arredamento, caccia alle bancarelle che gli anni scorsi ci erano piaciute e che ogni anno si spostano in una parte diversa della fiera, birra cruda veneta, acquisti di merce di vario genere, assaggi di ogni tipo da dolce a salato senza vergogna di chiederne apertamente un altro po', momento di gloria in cui ALittaM si rende conto di aver ricevuto 10€ di resto di troppo e li restituisce alla venditrice tra gli sguardi ammirati di tutti, ritorno a casa stravolta, col mal di piedi, con un attacco allergico* di tutto rispetto ma tutto sommato molto soddisfatta.

*dovuto a cosa? Chi lo sa. C'era così tanta merce in fiera che può essere stato scatenato da qualsiasi cosa. Fattostà che mi sono dovuta "fare" di antistaminico e stamattina ho l'aspetto, il tono e la simpatia di uno zombie stagionato.

martedì 4 dicembre 2007

Riflessioni post-finale

Lunedì sera, ore 23.20, canale Fox.

Episodio finale della terza serie di Lost, appena terminato.

"Ma porca miseria," esclama ALittaM "E questo cosa cacchio mi significa?! Io mi confondo già abbastanza con i flashback!"

lunedì 3 dicembre 2007

Questa settimana (2)

Questa settimana, invece, finisce alle 17.30 di Giovedì.
Io sono molto devota a Sant'Ambrogio, ma in questo preciso momento lo sono ancora di più.

venerdì 30 novembre 2007

Questa settimana

Questa settimana è stata molto pesante.
Questa settimana è iniziata con l'addio della mia collega preferita, con la quale parlavo e mi confidavo sempre, e con la mia triste realizzazione del fatto che senza di lei l'ufficio è diventato improvvisamente molto meno interessante.
Questa settimana è anche iniziata con il Grande Capo che mi ha preso da parte e mi ha fatto un discorso che aveva questo come significato:
Ho notato che in questo periodo sei un po' triste e distratta. Capisco che adattarsi ai cambiamenti sia difficile, ma non perderti d'animo e ricordati che puoi sempre fare affidamento sui tuoi colleghi.
ma che a parole suonava più o meno così:
Figlia mia, lamentarsi meno e sgobbare di più.
Questa settimana è proseguita con una serie di lavori uno più lungo, complicato, intuile o noioso dell'altro che mi piovevano dall'alto come le navicelle nel livello più difficile di Space Invaders (presente?).
Questa settimana è stata intervallata da lunghe sessioni di AcquaGym e idromassaggio, necessarie al mantenimento della mia salute mentale.
Questa settimana è stata piena di pasti leggeri e delicati, a parte una fetta gigantesca di gattò di patate della mamma che ho divorato una sera in cui ero proprio giù: ahhhhh, il miglior anti-depressivo al mondo (dopo la frittata di pasta).
Questa settimana ha anche visto la comparsata di Ste in partenza per un convegno mercoledì, evento che mi ha aiutato a rimettermi in sesto.
Questa settimana ha anche visto il Grande Capo guardarmi con sempre più interesse: se lunedì il suo volto mi comunicava sgrunt, stamattina mi comunica meglio, meglio.
Questa settimana grazie al cielo finisce alle 15.30 di oggi.

domenica 25 novembre 2007

Ev'ry Time We Say Goodbye



Everytime we say goodbye, I die a little,
Everytime we say goodbye, I wonder why a little,
Why the Gods above me, who must be in the know,
Think so little of me, they allow you to go.
When you're near, there's such an air of spring about it,
I can hear a lark somewhere, begin to sing about it,
There's no love song finer, but how strange the change from major to minor,
Everytime we say goodbye.

(Cole Porter)
La domenica sera, quando un'auto ritorna a Lugano portandosi via una certa persona, penso spesso a questa canzone.

venerdì 23 novembre 2007

Caffeina Amore Mio


ALittaM beve quattro caffè al giorno. A pranzo quando può beve CocaCola, quando non può beve CocaCola Light. Il gelato preferito di ALittaM è la Coppa del Nonno. Durante la quaresima ALittaM rinuncia per fioretto al caffè e si trasforma in un animale lagnoso e irascibile.
ALittaM invece che "marrone" dice "color caffè".
Quando ALittaM ha trovato questa foto scattata il giorno prima del mio compleanno, si è fatta strane idee sulla nascita di questa sua dipendenza.
I suoi l'hanno rassicurata sul fatto che
ti avevamo dato la caffettiera per farti giocare con qualcosa mentre preparavamo da mangiare
ALittaM ci crede poco.

martedì 20 novembre 2007

Confiteor

E' arrivato il momento di confessare i miei peccatucci di gola.
Eh sì, perché a leggere questo blog la gente potrebbe farsi un'idea sbagliata: che sono a dieta, che vado due volte alla settimana in piscina, che sono morigerata. Che sono una di quelle milanesi alla moda tutta insalata e fitness e Coca Light.
Non sanno invece che il mio piacere principale della vita, appena ne ho modo, è ingurgitare porzioni da camionista di cibo sostanzioso, saporito e preferibilmente cosparso di formaggio. Farmi servire piatti pantagruelici e divorarli senza battere ciglio tra i visi sconvolti dei miei commensali. Smaltire il tutto con una lunga pennica e poi riprendere a mangiare appena possibile.
Ecco quindi l'occasione per vuotare il sacco e farvi un bel confiteor con tutti i peccati di gola dello scorso weekend.
Giusto per ricordarvi che ALittaM, come recita la descrizione in alto a destra, è una buona forchetta a dieta ma principalmente una buona forchetta.

Confiteor 1: Venerdì a cena

Arrivata a Lugano dopo un'ora e mezza di Cisalpino deserto e freddo. L'aria del lago invoglia a mangiare qualcosa di caldo. Raggiungiamo un ristorantino in centro, dove io senza neanche guardare il menu dichiaro:
"Risotto alla parmigiana con luganega al cartoccio"
Il mio super-ego-a-dieta sussulta nel sentire questa frase. Ma non eravamo a regime alimentare ridotto? Lo zittisco con un bicchiere di barbera.
I vicini di tavolo, svizzeri tedeschi, sgranano gli occhi all'arrivo del piatto: una montagna di risotto cremoso su cui troneggia una salsicciotta lucida e saporita. Io sorrido, afferro la forchetta e mangio.

Confiteor 2: Sabato a pranzo

Penne con zola e noci al Manora. Non si può resistere. Il mio super-ego-a-dieta mi sussurra allibito di ordinarne per lo meno una porzione piccola. E meno male: mi arrivano circa 150 grammi di pasta. Chissà la grande che cosa sarebbe stata.

Confiteor 3: Sabato a cena

Suvvia, fuori fa freddo, la casa è tanto calda e piacevole: cuciniamoci qualcosa.
Tagliatelle al pesto e, per antipasto, un sacchetto famiglia di nuvole di drago. Il mio super-ego-a-dieta tace, probabilmente ancora occupato a digerire il pranzo. Ah, dimenticavo: una bottiglia di Menabrea. Goduria.

Confiteor 4: Domenica a pranzo

Invito a casa della mia amica-collega Francesca, la quale 1) è di Roma 2) cucina da Dio. Il risultato si può immaginare: maccheroni all'amatriciana (da svenire) con olio al peperoncino e pecorino e cotolette alla valdostana con funghi e emmenthal. Dolce: panettone delle Tre Marie Tuttuvetta (portato dalla sottoscritta che detesta i canditi).

Il mio super-ego-a-dieta ha ormai perso ogni voce: è rannicchiato in un angolo e singhiozza.
Si è ripreso solo lunedì mattina al ritorno in ufficio, quando mi ha fatto promettere di non fargli più passare un weekend del genere. Io l'ho promesso, ma sapevamo entrambi che mentivo.

domenica 18 novembre 2007

Il lago e io

Sabato mattina Ste ha una riunione.
Si veste senza fare troppo rumore nel monolocale mentre io lo guardo dal letto con gli occhi socchiusi.
Alle 8.30 esce; io emergo dal piumone mezz'ora dopo.
Mi vesto, mi avvolgo nel cappotto, sciarpa, cappello e affronto la mattina luganese.
L'aria è fredda, cristallina, il sole splende brillante. La città è indaffarata ma rilassata. Raggiungo il parco Ciani e lo attraverso, incrociando nel cammino gente che porta a spasso il cane, giovanotti che fanno jogging, turisti con macchine da presa, ragazzini alla moda e sciure di vario genere.
Cammino col mio solito gran passo affrettato e nervoso alla milanese, ma mi rendo conto presto che non è necessario: in questa mattina di calma e relax non ho posto dove andare, non ho commissioni da intraprendere, non ho scadenze e orari. E' sabato mattina e io ho finalmente del tempo tutto per me.
Così raggiungo una panchina del lungolago, subito oltre il parco, di fianco alla statua di Guglielmo Tell e alla scacchiera gigante, e mi siedo.
Estraggo l'Ipod dalla borsa e mi lascio inondare le orecchie dalla Sonata per Pianoforte # 11 in La maggiore di Mozart, suonata dalle mani magiche di Mitsuko Uchida.
Poi chiudo gli occhi contro il sole di Novembre e mi lascio scaldare la faccia.
Pian piano se ne vanno il cappello, la sciarpa, si slacciano i primi bottoni del cappotto.
E me ne resto nel silenzio della pace di un sabato mattina a guardare il lago con gli occhi chiusi.

Il lago ed io
Il lago ed io (c) ALittaM, 2007

martedì 13 novembre 2007

Copriti che fa freddo!

  1. Una sera di vento gelido +
  2. Uscire da Acquagym coi capelli un po' umidi +
  3. Non aver portato il cappello =
  4. Colpo di freddo.

Oggi ALittaM si è svegliata alle 6,30 con un mal di testa lancinante, che partiva dalle reni, risaliva la schiena, attanagliava le spalle e si inchiodava alla tempia sinistra. Si è infilata al volo dei jeans e un maglione e ha fatto colazione con una tazza di the, mezza fetta biscottata e un Aulin. Poi ha inforcato la Smart (ché la Smart è così piccina che sembra di inforcarla come una bici), ha messo a palla il riscaldamento e della musica allegra e se n'è andata al lavoro con il cappello di lana ben calcato in testa.

Ora se ne sta in ufficio con una sciarpona di lana rossa su spalle e collo e si sente una carriola. I colleghi, quelle bestiole irriverenti, le passano accanto e le dicono "Nonna! Vuoi anche lo scaldino?"

Sgrunt.

mercoledì 7 novembre 2007

Dialoghi notturni

Scena. Interno notte, ore 23.10. A apre la porta della
camera.


a) Sei pazza a tenere la musica così alta? Sono le 11 passate, si sente in tutto il palazzo!
b) Dai, è una canzone bellissima, non è tanto tardi.
a) Ma che canzone bellissima, è pure un DVD: spegni e dormi che domani ci si sveglia presto.
b) Senti, col bambino del piano di sopra che piange tutta la notte avrò diritto a un po' di vendetta pure io, no?
a) Sì certo, questo è vero, ma ai poveri cristi del piano di sotto che si sentono il tuo rock sparato nelle orecchie non pensi? Loro non ti hanno fatto niente, poveretti.
b) Beh, in effetti...
a) E comunque se vuoi sentire la musica a palla di notte posso prenderti un paio di mega-cuffie.
b) No no, non importa. Dai, spengo. Buonanotte.
a) Buonanotte.

A chiude la porta della camera.

Ora, da questo dialogo potreste avere immaginato che ero io la persona che ascoltava la musica, e mia madre che mi faceva il cazziatone.
E invece no.
Era mia madre che si sparava un DVD dei Rolling Stones a tutto volume a tarda notte.
Mia madre più passa il tempo più ritorna alle sue radici rockettare. Se va avanti così, al compimento dei sessant'anni mi diventerà una groupie.

martedì 30 ottobre 2007

L'acquagym del martedì

Oggi ALittaM ha deciso che va a fare Acquagym al corso delle 19. E' il secondo giorno nel nuovo ufficio e c'è bisogno di capire se è possibile mantenere le vecchie abitudini o bisogna ripensarle. Inoltre Sabato scorso ALittaM ha comprato un nuovo costume apposta per fare Acquagym e ha voglia di provarlo.

Alle 17.38 ALittaM spegne tutto e sale in auto.
Alle 17.50 è in fila alla rotonda di Baranzate chiedendosi come ha fatto a non capire prima che il metodo migliore è tagliare attraverso il parcheggio del centro commerciale.
Alle 17.55 sbaglia l'imbocco dell'autostrada, arriva alla Fiera di Rho, fa il giro della rotonda e torna indietro.
Alle 18.00 è incolonnata allo svincolo di viale Certosa.
Alle 18.05 idem.
Alle 18.10 idem, ma un po' più avanti.
Alle 18.15 idem, ma un po' più avanti.
Alle 18.20 idem, ma un po' più avanti, e l'Ipod muore.
Alle 18.25 arriva a Milano.
Alle 18.35 parcheggia sotto la palestra.
Alle 18.45 saltella cercando di chiudere il nuovo costume, tra gli sguardi delle altre donne.
Alle 18.55 entra in piscina.
Alle 18.55 e 10 secondi si rende conto che l'orario è cambiato e il corso era in realtà alle 19.30.
Dalle 18.56 alle 19.25 ALittaM siede nell'idromassaggio con l'aria sconvolta ma sollevata.
Alle 19.30 finalmente inizia il corso.

Piccolo aneddoto: oltre al costume nuovo, avevo anche la cuffia nuova, di un bel colore rosso brillante. Anche le mie mutande, oggi, erano colore rosso brillante.
E come ben sapete, in piscina mi tolgo gli occhiali.
Inutile dire che ho rischiato di entrare in piscina con in testa le mutande invece della cuffia.

lunedì 29 ottobre 2007

Se avete £ 5.000 da spendere per farmi un regalo

Io venero Fortnum and Mason, e venero i loro hampers. Nella newsletter di oggi credo di aver trovato la madre di tutti gli hampers.

The Imperial Hamper by Fortnum and Mason.

Descrizione:
The Imperial Hamper contains only the world’s most celebrated foods and legendary wines. Many an actual emperor would struggle to command all these into one place.
(sbav)

domenica 28 ottobre 2007

Bluargh

Cercare di comporre un post che abbia senso è, già di per sè, un'impresa difficile.

Se poi ci aggiungiamo che è domenica pomeriggio, quel momento della settimana in cui il cervello si spegne.

Se poi ci aggiungiamo che, con la scusa dell'ora solare, ho dormito da mezzanotte alle 10, che in realtà erano le 11, e quindi ho acquisito un fuso orario tutto mio.

Se poi pensiamo anche al fatto che ho pranzato alle 15.

E il pranzo in questione era una teglia di Mezze Penne De Cecco con Salsa ai Funghi Buitoni, piselli e un quintale di Parmiggiano, il tutto gratinato al forno fino a formare una crosta croccante.

Se poi teniamo conto che questa teglia doveva bastarmi anche per cena, me io e Ste l'abbiamo spazzolata via tutta quanta senza troppi problemi.

Se poi teniamo conto del fatto che il resto della settimana io lo passo a dieta ferrea, e quindi questi pasti sono una specie di cannonata per il mio povero stomaco.

Se poi aggiungiamo che fuori è già buio da un bel po'.

Insomma, sommando tutte queste cose si arriva a capire perché questo mio post è una specie di lamento inarticolato, intervallato da sorsi di Citrosodina e lunghi sbadigli.

venerdì 26 ottobre 2007

lunedì 22 ottobre 2007

Sarà una settimana lunga

Questa settimana c'è il trasloco nella nuova sede.

I vecchi uffici sono in un complesso immerso nel verde di San Siro. I nuovi uffici avranno vista autostrada. Per fortuna il mio ufficio è dall'altro lato della palazzina, e darà sul parcheggio interno.

Vicino ai vecchi uffici c'è un vialone pieno di prostitute. Vicino ai nuovi uffici c'è un vialone pieno di prostitute. Su questo fronte, insomma, non ci possiamo lamentare.

Dobbiamo dire addio alle comodità che avevamo a portata di mano nella vecchia sede, tra cui il minimarket, la mensa, il bar tabacchi, la fermata del bus. In compenso nella nuova sede avrà inizio l'Era della Schiscetta, poiché, privi di ristoranti, negozi e bar nel giro di chilometri, faremo tutti la fila per riscaldarci il nostro tupperware tra le 13 e le 14.

Il nostro capo è in piena fibrillazione: ora che gli uffici sono di proprietà e non più in affitto si vocifera che si stia scatenando, tagliando siepi e dipingendo parcheggi e facendo già capire alle aziende vicine che noi non siamo certo persone noiose.

Io, se non altro, sono soddisfatta perché oggi ho fatto a gara con la mia collega di Saronno per vedere chi ci metteva meno ad arrivare nella nuova sede, e ViaMichelin.it ha dato a lei come tempo di percorrenza 17 minuti, e a me 16: la riprova che abitare a Milano conviene sempre!

mercoledì 17 ottobre 2007

Mestruazioni-for-dummies

Visto che due dei miei blog preferiti hanno partecipato all'evento, non potevo esimermi dal buttare giù due righe anche io sull'argomento.
Non sapendo cosa dire che non fosse già stato detto, dedico questo post a due persone che mi saltano sempre in mente quando si tratta di mestruazioni.

La prima è il mio papà, che ha un approccio infantile al mondo del ciclo, ma così infantile che quando passano le pubblicità dei Lines in TV esclama "Che schifo!", neanche facessero vedere i Lines pieni o peggio. Così infantile che ogni volta che abbiamo avuto una discussione, dai 12 anni in su, mi ha sempre-sempre-sempre liquidata con un "Ma va là... c'avrai le tue cose tu!"

L'altra persona a cui dedico il post è il Ludo, amico storico che si è rivelato più volte insensibile ai sintomi di questa regolare indisposizione femminile, a volte rasentando il ridicolo:

L: "Marta, vieni a fare il bagno!"
M: "No grazie Ludo..."
L: "Ma dai Marta, l'acqua è freschissima, fa un caldo pazzesco!"
M: "No davvero Ludo, me ne sto qui tranquilla... magari un altro giorno."
L: "Ma insomma Marta, proprio non ti capisco, il mare è un incanto e tu te ne stai lì seduta sullo scoglio e non ti togli nemmeno i pantaloncini neri*, cos'è non sai nuotare?"
M: "Ma no Ludo... è che proprio non posso ora!"
L: "Boh... io questa non la capisco... avrà il pranzo sullo stomaco? Vabbeh."**

* i mitici pantaloncini neri da mettere in spiaggia quando si ha il ciclo! Chi non ne ha un paio di emergenza sempre pronti in valigia?

** quando si è svolta questa scena Ludo aveva 24 anni, non 11.

martedì 16 ottobre 2007

Tirare la cinghia (2)

Come alcuni di voi già sanno, sono a dieta.

La dieta è iniziata da circa un mese e mezzo, e sta procedendo bene: mangio riso al pomodoro a pranzo e la sera carne bianca e pesce alla griglia, quintali di verdure lesse, molta frutta ma non troppa, poco olio, zero pane, e nei weekend cerco per quanto possibile di controllarmi (cosa molto difficile quando la domenica a pranzo tua nonna fa la pasta al forno e ti guarda con occhioni che dicono "Ma come, non ti piace più la mia pasta?").

Non solo, ho anche iniziato ad andare regolarmente in palestra. Direte voi, ma lo facevi anche prima, no? E invece adesso ho scoperto una cosa bellissima chiamata Acquagym, uno di quegli sportarelli molto femminili che ho sempre snobbato a favore di sane sudate sulle macchine.

Quanto mi sbagliavo: non solo è divertente (sfido voi a saltellare sott'acqua), non solo si fa tanta fatica senza rendersene conto (sembra facile ripetere nell'acqua i movimenti che l'istruttore mima beato in superficie, e invece...), non solo è più pratico (niente maglietta e pantaloni fradici di sudore da lavare, solo un costumino al risciacquo e via), non solo ti evita i dolori muscolari da allenamento scorretto (perché l'acqua ti sorregge, ti guida e ti armonizza i movimenti), ma è anche meno imbarazzante di quanto sembri (sì, perché il tuo corpo è gradevolmente nascosto dall'acqua tiepida, e la piscina è immersa in una semi-oscurità molto chic). Ah, e alla fine del corso mi concedo sempre un quarto d'ora di idromassaggio, durante il quale la cosa più difficile è non addormentarsi.

Insomma, questa Aquagym mi sta piacendo e mi dà molte soddisfazioni.

Ecco i lati positivi di questo primo bilancio di dieta e palestra:
  • Una collega che mi guarda e dice "Ma sai che si vede che stai dimagrendo?"
  • Un'altra mia collega che mi guarda e dice "Come si nota dal viso che stai dimagrendo... ti si vedono meglio i lineamenti stai proprio bene!"
  • Mio padre che mi guarda e mi dice "Sì, si inizia a vedere che stai dimagrendo. Brava. Era ora, prima eri davvero troppo cicciottina." (il tatto paterno fa sempre piacere)
  • Ma soprattutto i pantaloni a vita bassa taglia 46 che adesso mi cascano se li metto senza cintura, e le mie adorate camicie a righe che sì, tirano ancora, ma tirano molto molto meno.
Ecco i lati negativi di questo primo bilancio di dieta e palestra:

  • Mi vengono voglie improvvise e prive di motivo: paste al ragù, lasagne, purè con lo zola, cotolette ripiene, risotto ai funghi porcini, hamburger e crocchette sfilano davanti ai miei occhi e li devo scacciare con un nodo alla gola.
  • Non ho più la pasta col tonno come mia consolazione dopo una lunga giornata al lavoro.
  • Finora ho perso 5 chili... e me ne restano da perdere altri 7.

domenica 14 ottobre 2007

Visioni domenicali



Da quando ho visto Orgoglio e Pregiudizio, guarderei qualsiasi cosa abbia Matthew McFayden.
Se poi è diretta da Frank Oz (che ha avuto a che fare con, nell'ordine 1) The Muppets 2) Yoda 3) Labyrinth), sono già lì.
Se poi si parla di morti, funerali, nani, allucinogeni, e tutto quello che ci potete mettere in mezzo... beh... tutt'a un tratto il weekend si fa molto interessante.

mercoledì 10 ottobre 2007

Mi piace leggere


I like reading
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Una foto tratta dallo scorso viaggio a Monaco. Più la guardo e più mi affascina. Raramente i miei scatti mi fanno questo effetto.

martedì 9 ottobre 2007

Mantiene quello che promette

Festa d'Autunno a Lugano, e quando inizio questo tipo di racconti so già che mi sentirò dire che caspiterina, possibile che ogni volta che vado a Lugano ne torni entusiasta? Chessaràmmai, la città perfetta? Io vi dico con sincerità che non è la città perfetta, ma sicuramente mantiene quello che promette. Senza l'orgoglio sbruffone della Milano-che-conta, o le pretese internazionali delle feste di Roma, senza la distruzione controllata dei carnival londinesi, a Lugano hanno saputo organizzare una manifestazione autunnale colorata e pressochè perfetta.

Il mondo colorato dell'artista

Si è cominciato dal tramonto, a passeggio sul lungolago con il volo dei gabbiani sull'acqua e gli alberi che si iniziano a tingere di giallo. Una sosta a guardare i giocatori di scacchi. Poi siamo arrivati in centro e abbiamo scoperto dov'erano tutti quanti: via Nassa e piazza Riforma vestite a festa, illuminate e gremite di gente.

A righe e a quadretti

Abbiamo passeggiato in tranquillità lungo le strade piene di bancarelle, fermandoci a vedere cosa aveva da offrire la manifestazione. Le mie aspettative di fanatica dell'acquisto da mercato non sono state deluse: sono tornata a casa con un paio di guanti a righe colorati, uno scaldacollo in lana grezza arancione, un barattolo di marmellata di fichi e uno splendido anello d'argento e ambra verde del Baltico.

Bella, Ciao

Insieme ad altri amici abbiamo proseguito l'esplorazione e abbiamo scoperto il mondo della musica. Piccoli gruppi musicali sparsi lungo il centro che si alternavano in performance una più bella dell'altra. Una band di musica folk che, su richiesta di un clown russo*, ha intonato una versione molto coinvolgente di Bella, Ciao. Un'orchestrina jazz vivace e divertente che sembrava uscita dagli Aristogatti. Una cover band di Elvis (la mamma avrebbe apprezzato!). Un'orchestra di percussioni degna del Carnevale di Rio. Solo per dirne alcune.

Arrosticini: CHF 1,50

E come non completare la bella serata se non con qualcosa che delizi il palato? Ci siamo aperti lo stomaco con un arrosticino da passeggio, seguito a ruota da una treccia di pane divisa in quattro e da una deliziosa fetta di pane coperta di formaggio raclette fuso, pepe nero macinato fresco e sottaceti: il Paradiso in un boccone. Non paghi di ciò, abbiamo terminato la serata seduti a dei tavoloni gustando polenta, zola e brasato mentre alle nostre spalle ci si cimentava al karaoke con brani che più revival non si può (I Watussi, Il Ballo di Simone); gli unici a non cantare in coro erano gli svizzeri tedeschi, che osservavano la scena tra l'allibito e il divertito. Il tutto aiutato da una temperatura perfetta, fresca ma non fredda, il cielo terso.

The Dancing Clown

Su questo bel quadretto aleggiava una bellissima aria di festa e relax, un incredibile senso di sicurezza, di sincera allegria e voglia da parte di tutti di passare una bella serata. Delle sensazioni che confesso di non aver mai provato in nessun altro tipo di festa di strada a cui ho preso parte, e che vorrei ritrovare più spesso.

(*dico davvero, vedete l'ultima foto)

tutte le foto (c) ALittaM 2007

venerdì 5 ottobre 2007

Eccola

Originally uploaded by AlessandraLM


Mia madre mentre legge il giornale e borbotta bonariamente sui miei gusti musicali.

Conosco i miei polli

ALittaM mette questa canzone: "Mamma, ti piace?"
La mamma: "Mhm."
ALittaM ripete la canzone a loop.
La mamma alla quarta volta: "Sì vabbeh, ma basta 'sta canzone!"
ALittam sospira e mette quest'altra canzone.
La mamma: "Adesso si ragiona."

mercoledì 3 ottobre 2007

El mè Milan

Train approaching

Train Approaching, ALittaM, 2005


Può capitare che, per dei mesi, una serie di circostanze possa portarci lontano da casa più spesso di quanto crediamo: a me è successo nell'arco dell'estate, quando i weekend a Lugano si sono alternati a quelli al mare, alle gite fuori porta e alle partenze per le vacanze. Le giornate di lavoro finivano e io mi rintanavo a casa, nel microcosmo della mia via, le mie piazze, il mio quartiere; un piccolo agglomerato che, pur dotato di ogni comfort e pur facendo parte della città, non era la città.

Lo scorso weekend, invece, è finalmente capitato che tornassi a girare dentro la mia città dopo tanto tempo, ed è stato come riscoprire una vecchia amicizia.

Evviva, l'ATM! Riecco i vecchi tram, il 23 sferragliante con le panche lucide, così lisce che se non hai nessuno di fianco rischi di slittare in fondo quando il tram accelera. La metropolitana, affollata di ragazzini all'uscita da scuola (ragazzini che non smettono mai di stupirmi: parlano tutti con forte accento milanese "uelà!", ma i loro volti arrivano da ogni parte del mondo, e sono tutti bellissimi, puliti, alla moda, pettinati, accessoriati... ma che fine hanno fatto i brufolosi e gli sfigati?). Che strano effetto non avere più l'abbonamento, ma dover timbrare i biglietti. Un tempo passavo buona parte della mia giornata sui tram e nelle metropolitane, a stretto contatto con la gente: ora vado al lavoro in macchina, ascolto più radio, leggo meno libri e sto diventando meno tollerante nei confronti degli "altri": sento molto la mancanza dei viaggi in ATM.

Chinatown, dove le vie hanno nomi italianissimi come via Bramante, via Giordano Bruno: un reticolato di strade dove si può comprare ogni tipo di merce a poco o a niente (basta non pretendere la qualità), dove i negozi hanno cibo e porcellane da ogni parte dell'oriente; dove con pochi soldi puoi sederti in una trattoria e gustarti un bel piatto caldo di noodles, mentre accanto a te degli uomini d'affari napoletani disquisiscono in perfetto cantonese con le cameriere.

Il Parco Sempione, che nonostante i tanti lavori di rivalutazione, nonostante gli uomini d'affari stesi sulle panchine in stato di relax Zen, nonostante i ragazzini che si baciano, ha sempre un'aria abbastanza squallida e un odore lieve ma persistente di cacca di cane.

Il Castello Sforzesco, che bellezza. E che sollievo attraversarlo e scoprire che lo stanno migliorando e ristrutturando. Via Dante con la gente a passeggio sotto il sole autunnale, con gli artisti di strada, i bar e le pizzerie pieni di turisti (perché alle 16 soltanto i turisti possono sedersi a mangiare una pizza, e inoltre spiegatemi: secondo voi alle 16 sono spagnoli che pranzano o svizzeri che cenano?). Il negozio di Lush, che si trova ad occhi chiusi e narici ben aperte, minuscolo e affollatissimo. La bancarella di specialità siciliane vicino a Cordusio, e guarda come brillano gli occhi al turista quando capisce che con una visita a Milano si può gustare anche un original cannolo...

Infine il Duomo, eccolo lì che finalmente lo stanno spacchettando dopo anni di pulizia!

In mezzo a tutto questo, quelle piccole cose che non si possono raccontare senza rischiare di non essere capiti da chi non le conosce da sempre: le fontane (i "draghi verdi"), i cubetti di porfido e il pavè, le sciure vestite Prada, i piccioni a cui augurare una pronta e dolorosa estinzione, le modelle e i modelli della Settimana della Moda (alti, fighi, alieni, con una bottiglia di Evian a destra e cartina di Milano a sinistra), le Smart che pensano di essere motorini, le ragazze post-shopping che aspettano il tram circondate da sacchetti di ogni marca, la puzza dello smog, il piano terra della Rinascente che è un tripudio di profumi da farti lacrimare gli occhi, l'odore dei panzerotti di Luini che scatena all'istante l'ipersalivazione, l'aroma fragrante delle caldarroste che avvolge le vie del centro e ti riporta a quando eri piccola e ti fa capire che, sì, è arrivato l'autunno e si può ricominciare a vivere come si deve la tua Milano.

lunedì 1 ottobre 2007

Non si può non andarci

Suvvia,

come si fa a non amare una città che per il prossimo weekend promette:
Sembra quasi di viaggiare indietro nel tempo e finire in una fiera del periodo Elisabettiano.

(dico, saltimbanchi gente! fatevi sotto!)

mercoledì 26 settembre 2007

Rhythm of the Rain

Oggi a Milano non piove, diluvia.

Io adoro la pioggia.

In giornate come questa, quando sento la pioggia che batte forte sui vetri dell'ufficio, e il panorama fuori dalla finestra diventa una foto in scala di grigi, c'è solo un posto dove vorrei essere:
  • a casa,
  • sotto una coperta di lana molto spessa,
  • davanti a un bel libro,
  • con di fianco una bella tazza di the caldo e biscotti,
  • e il camino che scoppietta allegramente*
Insomma, vorrei essere in un quadro di Carl Larsson.

E invece me ne sto in questo ufficio gelido con gli occhi pieni di sonno e la voglia di andare in palestra stasera che diminuisce con ogni goccia di pioggia. Sgrunt.

*no, non ho il camino a casa, ma già che devo sognare...

martedì 25 settembre 2007

Considerazioni mattutine

E' difficile non entrare in ufficio zompettando e canticchiando quando l'ultima canzone che hai sentito in auto è stata L'incantevole Creamy.

lunedì 24 settembre 2007

SeptemberFest

In un racconto che parla della visita di un gruppo di italiani alla Oktoberfest ci sono alcune cose che uno si aspetta di trovare.

Sicuramente ci si aspetta l'elenco delle quantità e le qualità di birre assaggiate, la storia di Tizio che ha bevuto troppo ed è stato male sulla giostra, il resoconto delle notti in albergo svegli fino a tardi, dei balli, dei brindisi, la baldoria, il casino, il "quanto ci siamo spaccati all'Oktoberfest".

E invece no.

Evidentemente abbiamo raggiunto quella età in cui non si ha più voglia, in cui il casino inizia a diventare un po' fastidioso, e quando la lancetta delle ore tocca il numero 11 una piccola voce nella tua testa inizia a dirti che "si è fatta una certa ora". Forse è stato merito della compagnia, che, pur composta da 5 ragazzi e 1 ragazza, si è dimostrata più incline al passeggio e alla cultura che alla sbronza. Magari è stato anche l'insieme di circostanze e di perfetta organizzazione.

Fattostà che questo è un racconto del viaggio all'Oktoberfest fuori dal comune.

Innanzitutto si svolge a Settembre. Ed è un racconto in cui noi, all'OktoberFest, alla fine abbiamo passato solo un paio d'ore. Si parla di un viaggio in macchina nel cuore dell'Europa, attraverso paesaggi di una bellezza folgorante (il Brennero al tramonto di una sera d'autunno: i villaggi che si illuminano e le montagne che diventano dorate, poi rosse, poi azzurre, poi blu; la Baviera in un fresco pomeriggio soleggiato di Settembre: verde intenso con pennellate di rosso e oro, alberi che splendono lungo la strada e le Alpi che circondano i prati).

E' un racconto in cui la birra è relativamente poca, ma buona, e molto spesso mischiata con gassosa. Non ci sono i soliti brezel da accompagnare alle grandi bevute, ma salsicciotti, patate, crauti, strudel, gulash e zuppe. C'è Monaco come protagonista, ma non solo: c'è anche Schwangau, il castello di Neuschwanstein e Lindau. E' un racconto che si svolge in città, nei giardini, ma anche nei boschi e sui laghi, nei porticcioli e nei vicoli antichi di un paesino. C'è molta musica, folla e chiasso, ma anche immensi silenzi, lunghe dormite sotto candidi piumoni e un delizioso albergo di montagna con i gerani sui davanzali.

Ci sono anche più di 500 foto scattate dalla sottoscritta, di cui solo una ventina a tema birra, che verranno tutte accuratamente selezionate e mostrate.

Insomma, a conti fatti questo racconto sull'Oktoberfest parla di tutto tranne che dell'Oktoberfest. Ed è un gran bel racconto, a cui sono davvero felice di aver partecipato.

martedì 18 settembre 2007

Guardate bene questo incarto


Guardatelo molto bene.

Ma sono io che penso male o forse non è adatto a un pubblico minorenne?

(il primo che mi risponde "sarà perché pensi sempre a quello" si becca un pugno)

lunedì 17 settembre 2007

Un consiglio

Se nel weekend vi capita di andare in Svizzera.
Se in particolare vi capita di andare in Ticino.
Zona di Lugano.
E se scende la sera e non sapete dove andare a cenare.

Beh, innanzitutto cattivi! Siete a Lugano e non mi fate uno squillo? Non si fa! Quindi prima di tutto ricordatevi che se nel weekend passate in zona è d'obbligo farvi vivi che così si organizza qualcosa.

Ma in ogni caso, metti che io non ci sono, se siete in quella zona e volete un posto bello e buono dove andare a mangiare, un posto fresco e tranquillo in mezzo al bosco, lontano dai ristoranti turistici del centro, io vi suggerisco vivamente di andare qui:

Grotto del Cavicc

Fare uno squillo per prenotare un tavolo, e se c'è posto solo fuori portatevi una felpa perché anche nelle giornate più calde la sera fa freschino. E' un po' difficile trovare il grotto, ma una volta giunti in zona non potrete sbagliarvi: è una tipica casetta costruita a ridosso della montagna, illuminata da festoni di luci colorate.

Sedetevi ai tavoli di legno massiccio lucido e fatevi viziare: apritevi lo stomaco con una insalata fresca, e poi buttatevi su taglieri di affettati e formaggi locali, stinco con funghi e polenta, minestrone, spiedini e grigliate con patate croccanti. Il tutto accompagnato da buon vino locale, da gustare nei tipici "tazzini".

Terminate il pasto con la cosa più goduriosa che esiste al mondo: tortino di cioccolato tiepido con gelato alla vaniglia. Dopodichè caffè classico Chicco D'Oro, e conto: onestissimo.

Ritorno verso Lugano: passaggio d'obbligo accanto al cimitero di Gentilino, visione inquietante nel cuore della notte. Discesa verso la città e panorama mozzafiato dei monti, il lago, le luci.

venerdì 14 settembre 2007

martedì 11 settembre 2007

Si sono portati via i miei muri

Ma porca miseria!

Io capisco che dobbiamo traslocare, ma è mai possibile che
  1. si debba cominciare dai muri
  2. si debba cominciare dai muri del mio ufficio?
Ora il mio piccolo, discreto ufficio che dividevo con una sola persona è diventato un open space di tre stanze. La cosa bella è che, tolti i pannelli dei muri, i mobili sono stati lasciati al loro posto, creando uno strano effetto Dogville.

Entro una settimana tutto l'ufficio sarà senza muri interni. Il risultato? Per un paio di settimane il capo del personale sarà tutt'uno con la sala mensa, e l'amministratore delegato lavorerà accanto alle impiegate del commerciale.

Ah, e il direttore vendite non avrà più le doppie porte dietro le quali schermare le sue sfuriate.

Spero solo che non portino via anche i muri dei bagni, altrimenti la cosa potrebbe diventare davvero imbarazzante.

domenica 9 settembre 2007

L'età comincia a farsi sentire

ALittaM si sveglia con un sussulto e guarda l'orologio sul comodino.

(Gulp! Ma sono e 8.06! E' tardissimo! Non ho sentito la sveglia com'è possibile devo andare a lavoro...)

ALittaM ci riflette su un attimo.

(No aspetta. E' Domenica.)

Ecco, questo genere di cose di solito capitano a mia madre.

giovedì 6 settembre 2007

Un piccolo angolo creativo


Un piccolo angolo creativo
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Il nuovo frigo è più piccolo di quello vecchio.

Cosa fare per coprire il muro sporco che c'era dietro?

Ecco il mio colpo di genio: recuperare vecchie riviste di cucina che stavano per essere buttate, scegliere le pagine più colorate, munirsi di pennello e colla vinilica (sembro molto Art Attack quando dico 'ste cose!) e creare sul momento una carta da parati ad hoc.

Se poi si aggiungono le millequattrocento calamite collezionate nel corso degli anni, il risultato è sicuramente di effetto!

mercoledì 5 settembre 2007

Ελλάδα

Dunque.

Resoconto delle vacanze a mente lucida. Sì, perché è troppo facile tornare dalle ferie e sparare giù un resoconto estasiato ed esaltato sulle vacanze. E' molto più bello rimettersi lì dopo un paio di mesi, provare a raccontare tutto per bene, e rendersi conto che l'arteriosclerosi ha già cancellato quasi tutto.

Geograficamente parlando.

Grecia, Peloponneso, Laconia, Mani, Gythio, Elafonissos (mappa su GoogleMaps, ché tanto lo so che vi ho persi all'altezza del Peloponneso).

Località 1: Gythio.

Paesino piccolo e carino, con il porticciolo, il lungomare pieno di ristoranti di pesce, la piazzetta e quant'altro si confà a una località di mare greca. Molto frequentato, ma non da turisti stranieri: siamo in una zona con tanto turismo locale. Passiamo in paese alcune sere e ci rendiamo comunque conto di quanto sia piacevole alloggiare un po' fuori.

Località 1a: Kalypso Studios.

Trovati su internet, letteralmente a caso: abbiamo mandato tre mail e scelto il primo che ci ha risposto, ed eccoci lì. Un gruppo di studios (stanza + bagno + cucina) poco lontano dal paese, sulla collina, raggruppato in due case a picco sul mare. Ben strutturato, moderno, pulito. "Non male la vista, eh?" dice la padrona mentre ci apre le porte a vetri di un terrazzo con vista mozzafiato. Noi restiamo folgorati da quel terrazzo, dove passeremo il più tempo possibile. La camera è spaziosa e dotata di ogni comfort (merita una nota il fatto che la signora ci abbia fatto trovare nel frigo a) un mini-kit per colazione con miele, fette biscottate, zucchero, the e caffè e b) una bottigliona di acqua fresca), con finestre che si affacciano su un giardino di ulivi allietato dal suono delle cicale.

Spiaggia 1: Mavrovouni.

A due minuti dagli studios c'è la spiaggia di Mavrovouni. Quando la visitiamo per la prima volta restiamo di stucco: chilometri di spiaggia dorata, acqua blu, assoluta tranquillità. Stendiamo i teli in tutta comodità e il ricordo delle lotte per il centimetro di sabbia nelle spiagge italiane ci sembra provenire da un'altra vita. Ed è così che mi ricordo questa spiaggia, in cui passeremo i seguenti 4 giorni: sterminata, ventosa, assolata, frequentata ma neanche lontanamente affollata. Percorrendola abbiamo anche scoperto numerosi nidi di tartarughe marine, dei camping e numerose taverne. Una gioia.

Cibo.

Non si può non aprire una parentesi sul cibo greco. Sì, perché il cibo greco è una delle mie grandi passioni. Non c'è niente che un greco possa cucinarmi che non venga subito catalogato tra i miei piatti preferiti, e in questi paesini ricchi di turismo nostrano si assaggia solo il meglio del meglio. Kalamaria, tsatsiki, melitzanosalada, tapodi, moussaka, saganaki, gemistà, tutto è buono oltre ogni descrizione. Persino dei normalissimi Μακαρονιάα με κιμά (ebbene sì, spaghetti al ragù: la vostra fan del carboidrato ha dovuto mangiarli anche in Grecia!) hanno un sapore particolare, ricco, speziato.

Nesfrappè.

La bevanda d'obbligo nell'estate greca. Caffè freddo, ghiacciato, dolce, meraviglioso. Tanto importante da meritarsi un post tutto suo.

Località 2: Elafonissos.

Quasi sconosciuta, snobbata dalla maggior parte delle guide, appena accennata in altre. Meglio: non vogliamo che questo posto incantevole venga invaso dal turismo di massa, perché è perfetto così com'è. Una piccola isola praticamente attaccata alla costa. Un paesino delizioso da un lato (con tutta una serie di ristorantini di pesce, bar sciccosi, mini-market e una minuscola chiesetta in fondo al porto). Il paradiso dall'altro.

Spiaggia 2: Simos.

L'avevamo vista in foto, ma eravamo convinti che fosse un'operazione di marketing. E invece è proprio così. Sabbia bianca caraibica, mare turchese. Due spiagge gemelle che si uniscono in un promontorio, due baie azzurre dall'acqua tiepida e immobile. Ombrelloni da affittare e spazio libero per stendere i teli. Un bar-ristorante a portata di mano, ma nascosto con discrezione dietro le dune.
Non ci sembra vero.
Prendiamo possesso di un ombrellone con due lettini (4 euro a testa. Cosa? Quattro? Ma caro vecchiettino greco, lei lo sa che a Rapallo me ne spillano 17?), allunghiamo i nostri piedini verso il mare e ci godiamo il nostro paradiso.

Location 2a: Calypso Studios.

Eh sì, anche a Elafonissos alloggiamo in un posto chiamato Calypso. Anche questo per puro caso: l'unico posto di tutta l'isola che si pubblicizzasse con un sito online. La stanza è grande, pulita e nuova di zecca, con un piccolo balconcino dove fare colazione. I gestori sono due simpatici vecchiettini che non parlano una parola di inglese, con i quali Ste è più che contento di mettere in pratica il suo greco moderno.

Nota a margine 1: Il melteni.

Occhio ragazzi, perché in Grecia a Luglio soffia il melteni. E caspita se soffia. Abbiamo visto ombrelloni sdraticati, teli impazziti, abbiamo ingoiato dune di sabbia e fatto colazione puntellando ogni oggetto sul tavolo. Abbiamo anche assistito al decollo di un materassino a forma di coccodrilo che, preso dal vento, stava per veleggiare tranquillo verso la costa tunisina.

Nota a margine 2: Il bancomat.

Occhio di nuovo, perché Elafonissos è l'unica isola al mondo dove 1) non si paga da nessuna parte con carta di credito 2) non c'è un bancomat. In quell'isola regna il contante. "Ma come è possibile?" ho chiesto una sera a un signore del posto "Come fate se finite i soldi?" "Prendi il traghetto e vai a Neapoli a prelevare." "Ma se finisci i soldi e non puoi neanche pagarti il traghetto? Resti ostaggio dell'isola?"
La risposta è stata una scrollata di spalle. Evidentemente, da brava milanese, mi facevo troppi problemi. In ogni caso, il consiglio è: portatevi tanti contanti.

La musica.

Non c'è vacanza che si rispetti senza almeno un paio di canzoni che restano in mente. Da questa vacanza abbiamo portato a casa un bellissimo CD di canzoni greche contemporanee (quelle, abbiamo scoperto, che avevano partecipato ad una gara nazionale scegliere chi avrebbe gareggiato a Eurovision. Noi italiani non sappiamo neanche cosa sia, Eurovision. Il resto d'Europa invece vive per Eurovision), che ascoltavamo incessantemente lungo i tragitti in macchina. La musica greca ha sempre avuto un che di mediorientale, e anche nelle canzoni del 2007 si nota questo retrogusto particolare, un po' come le spezie dei loro piatti. Tra tutte queste canzoni campeggia la vincitrice, Yassou Maria, orecchiabile e altamente tamarra. Una hit istantanea.
Un'altra nota di merito va data alla musica della sera, quella che caricavamo dallo stereo Ipod e ascoltavamo mentre facevamo la doccia e ci preparavamo ad uscire. Kind of Blue di Miles Davis era l'accompagnamento perfetto per quei momenti di quiete al tramonto, quando il vento calava e l'aria si riempiva del profumo della macchia mediterranea. Il tipo di musica che ci ha fatto sembrare sicuramente giurassici, a giudicare dalle occhiate perplesse che ci lanciava il gruppo di ragazzini che alloggiava nell'appartamento di sotto.

Fine.

Vi ho annoiato a morte? Ottimo.
Preparatevi che tra un po' vi racconto anche la Svezia.

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E intanto ascolto: Sarbel - Yassou Maria
via FoxyTunes

martedì 4 settembre 2007

Tema: oggi ho fatto (2)

Svolgimento.

1) Driin driin
2) Pronto?
3) Pronto, dottoressa ALittaM, sono [...] dell'Agenzia Comunicazione [...]. Si ricorda? Avevamo detto di sentirci i primi di Settembre.
4) Certo che mi ricordo!*
5) Allora, ci sono novità per l'offerta che le avevo fatto prima delle vacanze?
6a) Guardi, ho inoltrato tutto ai miei superiori che la stanno valutando* e forse entro breve avrò un feedback a riguardo*.
oppure:
6b) Guardi, il mio superiore mi ha comunicato che per il momento non abbiamo stanziato un budget per questo tipo di operazioni. Conto che per i prossimi mesi riuscirò a convincerlo a realizzare qualcosa*.
7) Ah, hoi capito. Allora ci aggiorniamo tra un mesetto?
8) Certamente, e nel frattempo ci saranno degli sviluppi*.

Ripetere i punti dall'1 all'8 ogni quindici minuti: oggi evidentemente tutti i dipendenti delle agenzie di comunicazione e marketing sono tornati dalle vacanze e hanno ripreso a ingranare. Con buona pace del resto del mio lavoro.

*(il contenuto di questa affermazione può non corrispondere a verità)

lunedì 3 settembre 2007

Della Accidia e della Allergia

In tempi di magra, il weekend è un periodo della settimana in cui si viene presi dallo sconforto.

Certo, perché ora che sono a dieta non posso utilizzare il weekend per fare ciò che mi piace di più ovvero 1) pensare a un ristorante dove mi piacerebbe mangiare 2) organizzare con qualche amico 3) andare a farmi una sana magnata 4) seguita da gelato 5) e da pranzo a casa della nonna la domenica 6) senza contare la merenda della domenica pomeriggio con lo Ste.

Insomma, diciamolo: fino a poco tempo fa il mangiare occupava la maggior parte dei miei pensieri. E adesso?

Adesso a quanto pare il vizio è stato scacciato da un altro vizio capitale. Se prima i weekend erano all'insegna della Gola, adesso sono dominati dalla Accidia.

Accidia che si esplica in ore e ore di sonno, pomeriggi interi passati spalmata sul divano con lo sguardo fisso alla TV, ore di videogames al PC (è un periodo in cui ho riscoperto la mia passione per Zelda). Accidia che mi fa rendere conto di quanto detesti profondamente le domeniche pomeriggio in città, con quell'aria immobile e il mal di testa da noia che aleggia nelle stanze.

Accidia che si è unita ad un bell'attacco di allergia, il primo di questa stagione autunnale, che mi ha portato a consumare n.3 pacchetti di fazzoletti e n.2 spruzzi di Flixonase, con il risultato finale di ridurmi a uno straccio dagli occhi rossi e il naso gonfio. Olè.

giovedì 30 agosto 2007

La mia vita ha ora un senso (fino al 24 Agosto 2008)

Ieri è arrivato il catalogo Ikea!

Questo evento, che per molti è poco più di un segno che le vacanze sono finite, per me è uno dei momenti più amati dell'anno. Non solo mi piace sfogliare il catalogo Ikea senza alcuna ragione (ché casa mia è talmente piena di oggetti, tra mobili, soprammobili, libri e quant'altro, da non permettere l'aggiunta di nemmeno un singolo spillo senza il preventivo svuotamento): mi piace anche averne più di una copia, da spargere in giro per la casa; mi piace anche leggiucchiarlo a letto la sera prima di dormire, come fa un bambino piccolo con i libri pieni di figure.

C'è qualcosa di incredibilmente affascinante in un catalogo Ikea: innanzitutto ha lo stesso odore del negozio, e già questo basterebbe a rendermelo caro (l'odore di legno e vernice che aleggia in ogni Ikea è sempre stato, per me, sinonimo di cose belle: nuovi letti, nuove librerie, un tappeto colorato... infinite possibilità che mi si aprivano davanti agli occhi). Poi è così ricco di informazioni che ti sembra di non averlo mai visto tutto: persino dopo molti mesi ti può capitare di finire su una pagina con delle ciotole colorate che non avevi mai visto prima.

E soprattutto, cosa di cui non mi stanco mai, è pieno di foto di case bellissime. Case che sembrano vere, case colorate, disordinate "ad arte", case che sembrano allo stesso tempo nuove di zecca e vissute, case in cui vorresti dannatamente vivere anche tu.

Blessed Mess
(nella foto la mia stanza, che come potrete notare ha l'aspetto di una stanza da catalogo Ikea su cui si è abbattuto un uragano)

mercoledì 29 agosto 2007

Tema: oggi ho fatto

Svolgimento

Oggi il mio lavoro si è articolato così:

1) "ALittaM, faccia questa cosa. I bordi li voglio blu, non gialli."
2) ALittaM smanetta su Photoshop, stampa, consegna.
3) "Ma no ALittaM, le avevo detto che i bordi li volevo gialli, non blu."
4) "Veramente mi aveva detto l'esatto contrario."
5) "Non è possibile, io mi ricordo quello che dico, e poi non mi contraddica."
6) (pazienza, pazienza, porta pazienza) "Va bene, cambio tutto."
7) ALittaM impreca, smanetta su Photoshop, stampa, consegna.

Ripetere a loop i punti dall'1 al 7 con altre indicazioni e altre correzioni, per altri progetti e in altri ambiti. Tenere conto che comunque il capo ha sempre ragione.

venerdì 24 agosto 2007

Londra? Ancora?

Sì.

Ed ecco che ricomincia, questa cosa che mi prende nel petto, ogni volta che vado a Londra. Come uno sfarfallio, il tipo di emozione che si prova al pensiero di rivedere il proprio innamorato.

Ma cosa sarà mai questa cosa per Londra? Com'è possibile che dopo anni e anni, dopo innumerevoli visite, dopo 5 mesi di Erasmus in Inghilterra, io mi riduca ancora come una ragazzina emozionata al pensiero di andare a Londra?

Saranno i bei ricordi, di ogni volta in cui ci sono andata, ognuna diversa e ognuna meravigliosa: con madre e nonna, con madre, con migliore amica, con amici vari, con cugino, con fidanzato, con fidanzato e amici vari.

Sarà il fatto che un posto, dopo tante volte che lo visiti, smette di essere una "attrazione" e diventa qualcosa di familiare, di gradevole, come un luogo di villeggiatura di cui ricordi gli odori e le sensazioni e di cui hai costante nostalgia.

Sarà che Londra, da quando riesco a ricordarmi, è sempre stata la mia strana, stranissima ossessione, che ancora oggi non riesco a spiegarmi o a farmi passare.

Sarà che Londra ha tutto quello che l'intelletto umano possa desiderare e immaginare.

Sarà amore, mi dico.

Make a call
"Make a Call", by me

Persino il cameriere non ci voleva credere

Ieri sera cena da Pastarito sotto casa mia.
Dovete sapere che quel Pastarito è presente sotto il mio portone più o meno dal 1998, e che ha visto me e mia madre presentarci a scadenze quasi settimanali, col caldo e il freddo, in pigiama (take away), in abito da sera (post-teatro), in tuta e bandieroni (post-San Siro).
Quel Pastarito mi ha visto spazzar via regolarmente ogni loro porzione di pasta, a prescindere dal condimento e dalla quantità, e spesso finire anche le teglie dei miei commensali che avevano abbandonato l'impresa.
Dovete anche sapere che i camerieri ormai ci danno del tu e che secondo mia madre pensano che abbiamo la cucina che non funziona, tanto che una volta, imbarazzata per essere scesa a prendere una pizza take away per tre sere di fila, ha anche specificato loro:

"Guardi, non è che ho una cucina in casa, è solo un periodo in cui faccio tardi al lavoro e non ho voglia di preparare niente."

Date queste premesse, potete immaginare la faccia del cameriere quando ieri sera mi sono seduta al tavolo e ho ordinato una insalata con pere e brie.
Non ha detto niente, ma glielo potevo leggere in faccia:

"Ma come? Niente spaghetti zola e noci? Niente diavola? Una tagliatella pesto patate e fagiolini? Trofie crema di tartufo e funghi? Cosa è successo?"

E invece no. Una insalata e una focaccia liscia a metà con lo Ste. Tiè.
Care manigliette dell'amore, tremate, tremate...

martedì 21 agosto 2007

Tirare la cinghia

Ebbene sì.
Non volevo dirlo sul blog perché ho pensato non importasse, ma tutto ad un tratto mi rendo conto che scriverlo e dirlo pubblicamente è importante. Metterlo nero su bianco mi potrà essere d'aiuto.
Come dire: anche voi avete il compito di tenermi d'occhio se sgarro.
Quindi mettiamoci davanti allo specchio, prendiamo un bel respiro e diciamolo chiaramente:

"Comincio la dieta"

Eh già, perché la settimana scorsa la sottoscritta è salita sulla bilancia, e non le è piaciuto quello che ha letto. Diciamo solo che dove c'era il numero "6" un tempo c'era il numero "5". E non erano le unità.

Ragione per cui ho deciso che, tornata dal viaggio in Svezia (dove ovviamente ho approfittato per fare scorta di buffet asiatici, polpettine e purè, salmone, aringa marinata, chips all'aneto, birra, hamburger e goduriose spaghettate in ostello), mi sarei messa a dieta. Ma dieta davvero, quella che ho già fatto altre volte e che so di poter affrontare più o meno serenamente.

Altra importantissima ragione per cui ho deciso di mettermi a dieta: non entro più in molte delle mie amatissime camicie a righe.
Io ho una passione per le camicie a righe.
Non sopporto l'idea di dovermi separare dalle mie camicie, che adesso mi stanno quasi tutte strette (il tipo di stretto che fa dei bellissimi archetti tra un bottone e l'altro, per intenderci; il tipo di stretto che se faccio un respiro troppo profondo rischio di far partire un bottone e accecare chi mi sta davanti).

Quindi, se non per me stessa e per essere soddisfatta del mio aspetto, devo farlo per i miei vestiti.

venerdì 10 agosto 2007

Si ri-parte


Sweden
Originally uploaded by AlessandraLM

Valigia pronta, libri da lettura pronti, Ipod carico. Sicuramente avrò scordato qualcosa.

Salgo sul taxi e via.

Se avete bisogno di me, mi trovate nella foto lassù.

mercoledì 8 agosto 2007

Bisogna risparmiare sulle piccole cose

Mi sono appena resa conto che Venerdì partirò per una settimana in Svezia con volo Ryanair in giro per ostelli... e viaggerò con un borsone Samsonite nuovo di pacca che costa esattamente metà vacanza.

Questo per dire: alla buona sì, ma i miei quattro stracci devono viaggiare con un certo stile.

Peccato non avere lenzuola e asciugamani della Ralph Lauren, sarebbe stato il quadro perfetto.

Mortazza and Love

Paninata collettiva in ufficio.
Tutti seduti al tavolo della sala riunioni a festeggiare l'assenza per due giorni di fila dei capi.
Aria rilassata, risate, pane e mortadella, bibite, birra e patatine a volontà.
Poi un salto giù al bar per un marocchino come Dio comanda.
Temperatura esterna 22°, venticello fresco e poca gente in giro.

Devo ricordarmi di giornate come questa quando verrò sommersa dallo stress in Autunno...

domenica 5 agosto 2007

Hanno chiamato gli anni Ottanta e rivogliono i loro vestiti

Treno Lugano-Milano, pomeriggio afoso di inizio Agosto. Carrozza senza aria condizionata.

All'altezza di Como avviene il riciclo di passeggeri. Dopo aver cortesemente salutato una coppia di Santa Margherita Ligure accanto alla quale mi ero seduta a Lugano, attendo l'arrivo dei miei nuovi vicini di sedile.

Quando si presentano, la prima persona che vedo non mi fa sperare bene: accanto a me si siede infatti un clone di Peter Jackson (ai tempi del Signore degli Anelli, non di King Kong). E vabbeh.

Di fronte a me invece... perlamiseria...

Tra i quaranta e i cinquantanni. Donna.
Reggiseno rosa fluo
Coda di cavallo
Canotta semitrasparente stampata a colori forti
Mini-gonna nera
Leggings giallo canarino.

Mio Dio. I leggings. Di un colore che farebbe sembrare obese le gambe di chiunque. In un pomeriggio di Agosto dove fanno più di 35 gradi.
Mio. Dio. Non posso guardare.

Ho come l'impressione che qualcuno abbia ibernato questa signora nel 1984 e me l'abbia scongelata oggi pomeriggio.

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E intanto ascolto: Cyndi Lauper - Girls Just Want To Have Fun
via FoxyTunes

giovedì 2 agosto 2007

Il meglio che sono riuscita a fare


Interestingness
Originally uploaded by AlessandraLM

L'imprevedibilità del pubblico.

Su questo poster sono elencate tutte le mie foto che sono state maggiormente gradite dai visitatori.

Mi piace creare periodicamente uno di questi poster per vedere come si evolve il mio stile, per tenere conto dei progressi che faccio (a Ottobre erano 35, ora sono 42: lento ma costante miglioramento, a quanto pare), e anche per vedere in soldoni quello che "va" e quello che "non va".

E' buffo vedere come certe foto, che per hanno valore artistico e affettivo minimo, sono state invece molto apprezzate e commentate.

E' anche bello vedere che certe foto che mi sono restate nel cuore sin da quando le ho scattate hanno ottenuto risultati simili negli altri.

Grazie a tutte le persone che mi hanno visitato, commentato e "favorito". Sono tante piccole soddisfazioni che mi rendono, nel mio piccolo, fiera.

martedì 31 luglio 2007

Lettere da una notte agitata

Caro proprietario del negozio di scarpe al civico 4,
Sono lieta che Lei tenga alla Sua sicurezza tanto da installare un allarme antifurto. Avrebbe dovuto prenderne uno più costoso, o forse chiudere meglio le saracinesche, perché stanotte è stata una notte molto ventosa e, a partire dall'una e mezza, l'antifurto del Suo negozio non ha smesso di attivarsi e disattivarsi a intermittenza.
Stava ancora suonando quando sono salita in auto per andare al lavoro alle 8.30.
Sicuramente riceverà una visita del comitato di quartiere in mattinata, dove spero che volino gli insulti e magari anche gli schiaffi.
Cordialmente,
una inquilina del civico 6

Cara madre,
Grazie per avermi compreso quando ho chiuso le finestre e acceso il condizionatore stanotte alle 2.30. Ero davvero allo stremo. Se non avessi fatto così avrei probabilmente passato la notte sveglia.
Un bacio
Tua figlia

Cara cervicale,
Lo so, ti ho maltrattato. Porta pazienza, stasera di curerò con lo sciarpone di lana profumato alla lavanda e una bustina di Aulin.
La padrona

Caro capo,
Sii comprensivo se oggi mi vedi con le occhiaie e meno reattiva del solito.
La grafica

Caro caffè,
Sei il mio migliore amico.
Ale

Caro letto,
Quanto manca fino a che ci rivediamo?
Ale

lunedì 30 luglio 2007

Grazie

Per il bel weekend passato, per la grigliata sul terrazzo e per avermi tenuto da parte il primo hamburger. Per le coccole e gli abbracci, per il pomeriggio e la serata passati sul divano. Per avere tenuto stretto il mio piede nella tua manona. Per le tre puntate di fila di Lost e per la pizza presa sotto casa. Per aver russato meno del solito e per il sorriso del buongiorno. Per aver preferito una levataccia accanto a me ad una notte da solo a Lugano.
Questa settimana inizia leggera come una carezza ed è tutto merito tuo.

venerdì 27 luglio 2007

Yawn

E il venerdì pomeriggio è arrivato.
Grazie al cielo.
Fuori fanno 40 gradi all'ombra e il volante della mia macchina lasciata al sole aveva la stessa temperatura di una colata lavica.

Le cose che desidero in questo momento sono chiare e semplici.
  1. Una doccia
  2. Un litro di crema idratante
  3. Una tuta (fresca)
  4. Un condizionatore a 20.000 btu
  5. Un divano
  6. Un fidanzato (preferilmente lui)
  7. Una pizza
  8. Una Coca Cola (preferibilmente Coca Cola Zero)
  9. Un gelato
  10. Un paio di DVD dal contenuto valido ma non pesante (in alternativa: una programmazione valida su Sky)
  11. Una dose massiccia di coccole e massaggini ai piedi
Non mi sembra di chiedere troppo, no?

Ora procedo con i primi cinque punti della lista in attesa dell'arrivo del sesto.

giovedì 26 luglio 2007

E' ufficiale

Oggi sono arrivati i biglietti.

Non bastava Roma, no, non erano sufficienti i posti in prima fila in platea all'Olimpico, acquistati dieci minuti dopo l'inizio della prevendita in una sessione di internet al cardiopalma.

Mia mamma mi ha guardato con i suoi occhioni da fan sfegatata e non ho potuto resistere: andiamo anche a Londra.

Ma siamo sinceri: chi direbbe mai di no a 1) un secondo concerto dei Rolling Stones nell'arco di due mesi e 2) un weekend a Londra? Voglio davvero continuare a fingere che tutto questo evento non faccia piacere a me tanto quanto a lei?

Quindi, amici vicini e lontani, il 26 Agosto sera non cercatemi perchè sarò qui.




PS: La madre ha appena chiamato per segnalarmi che "è tra un mese esatto!"

lunedì 23 luglio 2007

Nesfrappè


Nesfrappè
Originally uploaded by AlessandraLM

Come preparare il Nesfrappè perfetto.

Ingredienti:
  • 1 cucchiaio di Nescafè
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • Acqua minerale naturale fredda
  • Ghiaccio
  • Latte (facoltativo)
  • Frullino ad immersione Ikea

Preparazione:
  1. In un bicchiere capiente unire il Nescafè e lo zucchero e coprire con un dito di acqua.
  2. Frullare con il frullino Ikea per circa 30 secondi o fino a che non si forma una schiuma densa e soffice.
  3. Aggiungere 4 o 5 cubetti di ghiaccio.
  4. Riempire il resto del bicchiere con acqua.
  5. Se piace, sostituire metà acqua con latte.
Gustare con una cannuccia pieghevole colorata, preferibilmente sotto i tendoni di un bar in riva ad una spiaggia greca.

domenica 22 luglio 2007

Post-it personale

Cose da fare al ritorno da 10 giorni in Grecia:
  • Aprire la valigia e selezionare con cura i capi da lavare. Notare con sconforto che non c'è niente che non sia da lavare e buttare il tutto dentro la cesta dello sporco.
  • Prestare particolare attenzione al telo da spiaggia, che è ancora intriso di sabbia, sale, alghe secche e probabilmente qualche insetto (bella e romantica l'idea di restare in spiaggia fino all'ultimo minuto buono prima della partenza, ma il risultato è che il telo ha lo stesso odore delle reti dei pescatori).
  • Attaccare la macchina fotografica al computer e iniziare a scaricare. 400 fotografie e una trentina di filmati. Eh, i filmati: ho appena comperato una compattina digitale e mi si è aperto un mondo di scatti mediocri ma accettabili e filmatini estemporanei dal valore artistico zero. Presto diventerò una di quelle persone che si portano in borsa il dvd con le foto e i filmini delle vacanze e li mostra al primo malcapitato che le invita a cena.
  • Convertire in mp3 il CD acquistato in spiaggia, in particolare quello che è diventato il tormentone della vacanza: Yassou Maria.
  • Prendere un bel respiro e pensare che domani si torna in ufficio, ma per lo meno avrò un bel colorito abbronzato da sfoderare mentre mi riempiono di cose da fare.

mercoledì 11 luglio 2007

Vacosa?

Vi ho detto che domani vado in vacanza?

O meglio, spero.

Nel senso che sono così stressata e piena di cose da fare che ancora non ci credo. E non ci crederò fino a che il mio sedere non sarà posato sull'aereo per Atene.

Ci vediamo il 23.

Spero.

lunedì 9 luglio 2007

Pep Talk

Il capo: "Quindi adesso lo chiami e gli dici che noi non accettiamo questi prezzi. Mi raccomando Alessandra, devi essere incazzata!"
Io: "..."
Il capo: "In-caz-za-ta, hai capito? Lo devi stendere."
Io: "Sì, capo. Incazzata. Lo stendo."

Per cui, ragazzi, se col tempo mi troverete ancora più acida, stronza e incattivita, sappiate che il lavaggio del cervello quotidiano funziona.

Ah, per la cronaca io quel tizio l'ho chiamato, ma non ce l'ho fatta ad incazzarmi. Anzi, credo di avere anche usato la parola "per favore" un paio di volte.

venerdì 6 luglio 2007

Sono soddisfazioni


Al lavoro ricevo molte buste del genere, alcune indirizzate genericamente a "Marketing", altre indirizzate genericamente a mio nome. Questa che ho ricevuto oggi è la più bella di tutti. "Direttore Marketing". Bum! Assistente Marketing, va già meglio, ma Direttore? Beh, mi fa comunque piacere che qualcuno al mondo pensa che io lo sia!

PS: E comunque dalla scannerizzazione non si vede, ma anche in questo caso hanno scritto sbagliato il mio cognome!

martedì 3 luglio 2007

Cucù!


Facial time
Originally uploaded by AlessandraLM

Una delle cose che mi ha convinto a passare su un blog esterno è questa: la possibilità di inserire le mie foto all'interno del blog.

Questa ovviamente sono io, circa un anno fa, in un momento di follia fotografica mentre mi facevo la maschera.

Pronto? Pronto? Mi senti?

Non c'è blog che si rispetti che non inizi con il canonico post di prova e di benvenuto. Quindi ciao, voialtri. Quello che avete davanti agli occhi è la nuova veste del mio blog Ophelia, che fino ad oggi era sempre stato sotto il mio completo controllo: html, impaginazione, layout, design, aggiornamento. Tutto fatto a mano come ai vecchi tempi.

Beh, i tempi in cui potevo passare ore e ore al computer a smanettare sulle pagine web sono passati, e anche io mi devo adeguare alle nuove comodità digitali. Non è questa la sola novità: dopo tre anni ho anche deciso di tentare a scrivere in italiano, anche perché mi sono resa conto che le uniche persone che commentavano costantemente erano italiane. E allora cheddiamine, parla come mangi.

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