lunedì 24 settembre 2007

SeptemberFest

In un racconto che parla della visita di un gruppo di italiani alla Oktoberfest ci sono alcune cose che uno si aspetta di trovare.

Sicuramente ci si aspetta l'elenco delle quantità e le qualità di birre assaggiate, la storia di Tizio che ha bevuto troppo ed è stato male sulla giostra, il resoconto delle notti in albergo svegli fino a tardi, dei balli, dei brindisi, la baldoria, il casino, il "quanto ci siamo spaccati all'Oktoberfest".

E invece no.

Evidentemente abbiamo raggiunto quella età in cui non si ha più voglia, in cui il casino inizia a diventare un po' fastidioso, e quando la lancetta delle ore tocca il numero 11 una piccola voce nella tua testa inizia a dirti che "si è fatta una certa ora". Forse è stato merito della compagnia, che, pur composta da 5 ragazzi e 1 ragazza, si è dimostrata più incline al passeggio e alla cultura che alla sbronza. Magari è stato anche l'insieme di circostanze e di perfetta organizzazione.

Fattostà che questo è un racconto del viaggio all'Oktoberfest fuori dal comune.

Innanzitutto si svolge a Settembre. Ed è un racconto in cui noi, all'OktoberFest, alla fine abbiamo passato solo un paio d'ore. Si parla di un viaggio in macchina nel cuore dell'Europa, attraverso paesaggi di una bellezza folgorante (il Brennero al tramonto di una sera d'autunno: i villaggi che si illuminano e le montagne che diventano dorate, poi rosse, poi azzurre, poi blu; la Baviera in un fresco pomeriggio soleggiato di Settembre: verde intenso con pennellate di rosso e oro, alberi che splendono lungo la strada e le Alpi che circondano i prati).

E' un racconto in cui la birra è relativamente poca, ma buona, e molto spesso mischiata con gassosa. Non ci sono i soliti brezel da accompagnare alle grandi bevute, ma salsicciotti, patate, crauti, strudel, gulash e zuppe. C'è Monaco come protagonista, ma non solo: c'è anche Schwangau, il castello di Neuschwanstein e Lindau. E' un racconto che si svolge in città, nei giardini, ma anche nei boschi e sui laghi, nei porticcioli e nei vicoli antichi di un paesino. C'è molta musica, folla e chiasso, ma anche immensi silenzi, lunghe dormite sotto candidi piumoni e un delizioso albergo di montagna con i gerani sui davanzali.

Ci sono anche più di 500 foto scattate dalla sottoscritta, di cui solo una ventina a tema birra, che verranno tutte accuratamente selezionate e mostrate.

Insomma, a conti fatti questo racconto sull'Oktoberfest parla di tutto tranne che dell'Oktoberfest. Ed è un gran bel racconto, a cui sono davvero felice di aver partecipato.

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