mercoledì 3 ottobre 2007

El mè Milan

Train approaching

Train Approaching, ALittaM, 2005


Può capitare che, per dei mesi, una serie di circostanze possa portarci lontano da casa più spesso di quanto crediamo: a me è successo nell'arco dell'estate, quando i weekend a Lugano si sono alternati a quelli al mare, alle gite fuori porta e alle partenze per le vacanze. Le giornate di lavoro finivano e io mi rintanavo a casa, nel microcosmo della mia via, le mie piazze, il mio quartiere; un piccolo agglomerato che, pur dotato di ogni comfort e pur facendo parte della città, non era la città.

Lo scorso weekend, invece, è finalmente capitato che tornassi a girare dentro la mia città dopo tanto tempo, ed è stato come riscoprire una vecchia amicizia.

Evviva, l'ATM! Riecco i vecchi tram, il 23 sferragliante con le panche lucide, così lisce che se non hai nessuno di fianco rischi di slittare in fondo quando il tram accelera. La metropolitana, affollata di ragazzini all'uscita da scuola (ragazzini che non smettono mai di stupirmi: parlano tutti con forte accento milanese "uelà!", ma i loro volti arrivano da ogni parte del mondo, e sono tutti bellissimi, puliti, alla moda, pettinati, accessoriati... ma che fine hanno fatto i brufolosi e gli sfigati?). Che strano effetto non avere più l'abbonamento, ma dover timbrare i biglietti. Un tempo passavo buona parte della mia giornata sui tram e nelle metropolitane, a stretto contatto con la gente: ora vado al lavoro in macchina, ascolto più radio, leggo meno libri e sto diventando meno tollerante nei confronti degli "altri": sento molto la mancanza dei viaggi in ATM.

Chinatown, dove le vie hanno nomi italianissimi come via Bramante, via Giordano Bruno: un reticolato di strade dove si può comprare ogni tipo di merce a poco o a niente (basta non pretendere la qualità), dove i negozi hanno cibo e porcellane da ogni parte dell'oriente; dove con pochi soldi puoi sederti in una trattoria e gustarti un bel piatto caldo di noodles, mentre accanto a te degli uomini d'affari napoletani disquisiscono in perfetto cantonese con le cameriere.

Il Parco Sempione, che nonostante i tanti lavori di rivalutazione, nonostante gli uomini d'affari stesi sulle panchine in stato di relax Zen, nonostante i ragazzini che si baciano, ha sempre un'aria abbastanza squallida e un odore lieve ma persistente di cacca di cane.

Il Castello Sforzesco, che bellezza. E che sollievo attraversarlo e scoprire che lo stanno migliorando e ristrutturando. Via Dante con la gente a passeggio sotto il sole autunnale, con gli artisti di strada, i bar e le pizzerie pieni di turisti (perché alle 16 soltanto i turisti possono sedersi a mangiare una pizza, e inoltre spiegatemi: secondo voi alle 16 sono spagnoli che pranzano o svizzeri che cenano?). Il negozio di Lush, che si trova ad occhi chiusi e narici ben aperte, minuscolo e affollatissimo. La bancarella di specialità siciliane vicino a Cordusio, e guarda come brillano gli occhi al turista quando capisce che con una visita a Milano si può gustare anche un original cannolo...

Infine il Duomo, eccolo lì che finalmente lo stanno spacchettando dopo anni di pulizia!

In mezzo a tutto questo, quelle piccole cose che non si possono raccontare senza rischiare di non essere capiti da chi non le conosce da sempre: le fontane (i "draghi verdi"), i cubetti di porfido e il pavè, le sciure vestite Prada, i piccioni a cui augurare una pronta e dolorosa estinzione, le modelle e i modelli della Settimana della Moda (alti, fighi, alieni, con una bottiglia di Evian a destra e cartina di Milano a sinistra), le Smart che pensano di essere motorini, le ragazze post-shopping che aspettano il tram circondate da sacchetti di ogni marca, la puzza dello smog, il piano terra della Rinascente che è un tripudio di profumi da farti lacrimare gli occhi, l'odore dei panzerotti di Luini che scatena all'istante l'ipersalivazione, l'aroma fragrante delle caldarroste che avvolge le vie del centro e ti riporta a quando eri piccola e ti fa capire che, sì, è arrivato l'autunno e si può ricominciare a vivere come si deve la tua Milano.

6 commenti:

gischio ha detto...

Davvero coinvolgente questo ritratto della tua Milano, per un attimo mi è sembrato di percepire gli odori dei luoghi che descrivi... anche se sono solo davanti al PC e distante circa 200 km! E poi sono d'accordo che l'autunno a Milano abbia un fascino particolare, forse più che in altre stagioni; sarà l'imminenza della festa degli "obei obei"? :D

ALittaM ha detto...

Grazie Gischio!
Eh sì, anche secondo me Milano vive il suo periodo migliore tra Ottobre e Natale :)

enzorasi ha detto...

Ci sei riuscita! Mi hai messo nostalgia di una città di pianura che conoscevo bene. Fai bene ad amarla così, senza trionfalismi e campanilismi "del menga". Milano, quella vera, ha l'odore che mi hai trasmesso tu, sodo, leggermente acidulo ed ovattato, come i vecchi meravigliosi cortili che si aprono dove non te lo aspetti. IO appartengo ad una città diversa, di palme e gelsomini, arancini e pane ca' meusa, ma ti dico le città italiane sono le più belle del mondo! SENZA CAMPANILISMO.
'Salut

ALittaM ha detto...

Grazie EnzoRasi :)
Che belle parole che mi hai scritto. Sono felice che ti sia piaciuto il mio raccontino su Milano. E che invidia per la bella città in cui vivi tu... ma come dici tu ogni città italiana è bella perché diversissima da tutte le altre.
Mandami un arancino col pensiero! :)

enzorasi ha detto...

Ogni città ha un cuore segreto, dipende dall'animo, dall'onestà e dai pregiudizi che hai quando ci entri la possibilità di conoscerla o meno. A proposito l'arancino come lo vuoi? Ciao

ALittaM ha detto...

Ragù e piselli grazie (mhm... buoniii...)! :)

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails