martedì 9 ottobre 2007

Mantiene quello che promette

Festa d'Autunno a Lugano, e quando inizio questo tipo di racconti so già che mi sentirò dire che caspiterina, possibile che ogni volta che vado a Lugano ne torni entusiasta? Chessaràmmai, la città perfetta? Io vi dico con sincerità che non è la città perfetta, ma sicuramente mantiene quello che promette. Senza l'orgoglio sbruffone della Milano-che-conta, o le pretese internazionali delle feste di Roma, senza la distruzione controllata dei carnival londinesi, a Lugano hanno saputo organizzare una manifestazione autunnale colorata e pressochè perfetta.

Il mondo colorato dell'artista

Si è cominciato dal tramonto, a passeggio sul lungolago con il volo dei gabbiani sull'acqua e gli alberi che si iniziano a tingere di giallo. Una sosta a guardare i giocatori di scacchi. Poi siamo arrivati in centro e abbiamo scoperto dov'erano tutti quanti: via Nassa e piazza Riforma vestite a festa, illuminate e gremite di gente.

A righe e a quadretti

Abbiamo passeggiato in tranquillità lungo le strade piene di bancarelle, fermandoci a vedere cosa aveva da offrire la manifestazione. Le mie aspettative di fanatica dell'acquisto da mercato non sono state deluse: sono tornata a casa con un paio di guanti a righe colorati, uno scaldacollo in lana grezza arancione, un barattolo di marmellata di fichi e uno splendido anello d'argento e ambra verde del Baltico.

Bella, Ciao

Insieme ad altri amici abbiamo proseguito l'esplorazione e abbiamo scoperto il mondo della musica. Piccoli gruppi musicali sparsi lungo il centro che si alternavano in performance una più bella dell'altra. Una band di musica folk che, su richiesta di un clown russo*, ha intonato una versione molto coinvolgente di Bella, Ciao. Un'orchestrina jazz vivace e divertente che sembrava uscita dagli Aristogatti. Una cover band di Elvis (la mamma avrebbe apprezzato!). Un'orchestra di percussioni degna del Carnevale di Rio. Solo per dirne alcune.

Arrosticini: CHF 1,50

E come non completare la bella serata se non con qualcosa che delizi il palato? Ci siamo aperti lo stomaco con un arrosticino da passeggio, seguito a ruota da una treccia di pane divisa in quattro e da una deliziosa fetta di pane coperta di formaggio raclette fuso, pepe nero macinato fresco e sottaceti: il Paradiso in un boccone. Non paghi di ciò, abbiamo terminato la serata seduti a dei tavoloni gustando polenta, zola e brasato mentre alle nostre spalle ci si cimentava al karaoke con brani che più revival non si può (I Watussi, Il Ballo di Simone); gli unici a non cantare in coro erano gli svizzeri tedeschi, che osservavano la scena tra l'allibito e il divertito. Il tutto aiutato da una temperatura perfetta, fresca ma non fredda, il cielo terso.

The Dancing Clown

Su questo bel quadretto aleggiava una bellissima aria di festa e relax, un incredibile senso di sicurezza, di sincera allegria e voglia da parte di tutti di passare una bella serata. Delle sensazioni che confesso di non aver mai provato in nessun altro tipo di festa di strada a cui ho preso parte, e che vorrei ritrovare più spesso.

(*dico davvero, vedete l'ultima foto)

tutte le foto (c) ALittaM 2007

2 commenti:

relear ha detto...

Signorina ho già letto una sua sensazione di Milano in autunno: semplice e diretta come credo sia lei. Adesso mi fa rivedere quel piccolo mondo antico fatto di brume sul lago e colori pastello nel cuore; un mondo ormai molto lontano per me, lo dico senza rimpianti ma con un po'di serena malinconia. Lei mi ricorda, nel leggerla, una parte di me che talvolta stento a riconoscere. Grazie

ALittaM ha detto...

Grazie a te relear che hai letto e apprezzato il mio raccontino... non sai quanto mi facciano piacere commenti come il tuo! :)

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