mercoledì 26 settembre 2007

Rhythm of the Rain

Oggi a Milano non piove, diluvia.

Io adoro la pioggia.

In giornate come questa, quando sento la pioggia che batte forte sui vetri dell'ufficio, e il panorama fuori dalla finestra diventa una foto in scala di grigi, c'è solo un posto dove vorrei essere:
  • a casa,
  • sotto una coperta di lana molto spessa,
  • davanti a un bel libro,
  • con di fianco una bella tazza di the caldo e biscotti,
  • e il camino che scoppietta allegramente*
Insomma, vorrei essere in un quadro di Carl Larsson.

E invece me ne sto in questo ufficio gelido con gli occhi pieni di sonno e la voglia di andare in palestra stasera che diminuisce con ogni goccia di pioggia. Sgrunt.

*no, non ho il camino a casa, ma già che devo sognare...

martedì 25 settembre 2007

Considerazioni mattutine

E' difficile non entrare in ufficio zompettando e canticchiando quando l'ultima canzone che hai sentito in auto è stata L'incantevole Creamy.

lunedì 24 settembre 2007

SeptemberFest

In un racconto che parla della visita di un gruppo di italiani alla Oktoberfest ci sono alcune cose che uno si aspetta di trovare.

Sicuramente ci si aspetta l'elenco delle quantità e le qualità di birre assaggiate, la storia di Tizio che ha bevuto troppo ed è stato male sulla giostra, il resoconto delle notti in albergo svegli fino a tardi, dei balli, dei brindisi, la baldoria, il casino, il "quanto ci siamo spaccati all'Oktoberfest".

E invece no.

Evidentemente abbiamo raggiunto quella età in cui non si ha più voglia, in cui il casino inizia a diventare un po' fastidioso, e quando la lancetta delle ore tocca il numero 11 una piccola voce nella tua testa inizia a dirti che "si è fatta una certa ora". Forse è stato merito della compagnia, che, pur composta da 5 ragazzi e 1 ragazza, si è dimostrata più incline al passeggio e alla cultura che alla sbronza. Magari è stato anche l'insieme di circostanze e di perfetta organizzazione.

Fattostà che questo è un racconto del viaggio all'Oktoberfest fuori dal comune.

Innanzitutto si svolge a Settembre. Ed è un racconto in cui noi, all'OktoberFest, alla fine abbiamo passato solo un paio d'ore. Si parla di un viaggio in macchina nel cuore dell'Europa, attraverso paesaggi di una bellezza folgorante (il Brennero al tramonto di una sera d'autunno: i villaggi che si illuminano e le montagne che diventano dorate, poi rosse, poi azzurre, poi blu; la Baviera in un fresco pomeriggio soleggiato di Settembre: verde intenso con pennellate di rosso e oro, alberi che splendono lungo la strada e le Alpi che circondano i prati).

E' un racconto in cui la birra è relativamente poca, ma buona, e molto spesso mischiata con gassosa. Non ci sono i soliti brezel da accompagnare alle grandi bevute, ma salsicciotti, patate, crauti, strudel, gulash e zuppe. C'è Monaco come protagonista, ma non solo: c'è anche Schwangau, il castello di Neuschwanstein e Lindau. E' un racconto che si svolge in città, nei giardini, ma anche nei boschi e sui laghi, nei porticcioli e nei vicoli antichi di un paesino. C'è molta musica, folla e chiasso, ma anche immensi silenzi, lunghe dormite sotto candidi piumoni e un delizioso albergo di montagna con i gerani sui davanzali.

Ci sono anche più di 500 foto scattate dalla sottoscritta, di cui solo una ventina a tema birra, che verranno tutte accuratamente selezionate e mostrate.

Insomma, a conti fatti questo racconto sull'Oktoberfest parla di tutto tranne che dell'Oktoberfest. Ed è un gran bel racconto, a cui sono davvero felice di aver partecipato.

martedì 18 settembre 2007

Guardate bene questo incarto


Guardatelo molto bene.

Ma sono io che penso male o forse non è adatto a un pubblico minorenne?

(il primo che mi risponde "sarà perché pensi sempre a quello" si becca un pugno)

lunedì 17 settembre 2007

Un consiglio

Se nel weekend vi capita di andare in Svizzera.
Se in particolare vi capita di andare in Ticino.
Zona di Lugano.
E se scende la sera e non sapete dove andare a cenare.

Beh, innanzitutto cattivi! Siete a Lugano e non mi fate uno squillo? Non si fa! Quindi prima di tutto ricordatevi che se nel weekend passate in zona è d'obbligo farvi vivi che così si organizza qualcosa.

Ma in ogni caso, metti che io non ci sono, se siete in quella zona e volete un posto bello e buono dove andare a mangiare, un posto fresco e tranquillo in mezzo al bosco, lontano dai ristoranti turistici del centro, io vi suggerisco vivamente di andare qui:

Grotto del Cavicc

Fare uno squillo per prenotare un tavolo, e se c'è posto solo fuori portatevi una felpa perché anche nelle giornate più calde la sera fa freschino. E' un po' difficile trovare il grotto, ma una volta giunti in zona non potrete sbagliarvi: è una tipica casetta costruita a ridosso della montagna, illuminata da festoni di luci colorate.

Sedetevi ai tavoli di legno massiccio lucido e fatevi viziare: apritevi lo stomaco con una insalata fresca, e poi buttatevi su taglieri di affettati e formaggi locali, stinco con funghi e polenta, minestrone, spiedini e grigliate con patate croccanti. Il tutto accompagnato da buon vino locale, da gustare nei tipici "tazzini".

Terminate il pasto con la cosa più goduriosa che esiste al mondo: tortino di cioccolato tiepido con gelato alla vaniglia. Dopodichè caffè classico Chicco D'Oro, e conto: onestissimo.

Ritorno verso Lugano: passaggio d'obbligo accanto al cimitero di Gentilino, visione inquietante nel cuore della notte. Discesa verso la città e panorama mozzafiato dei monti, il lago, le luci.

venerdì 14 settembre 2007

martedì 11 settembre 2007

Si sono portati via i miei muri

Ma porca miseria!

Io capisco che dobbiamo traslocare, ma è mai possibile che
  1. si debba cominciare dai muri
  2. si debba cominciare dai muri del mio ufficio?
Ora il mio piccolo, discreto ufficio che dividevo con una sola persona è diventato un open space di tre stanze. La cosa bella è che, tolti i pannelli dei muri, i mobili sono stati lasciati al loro posto, creando uno strano effetto Dogville.

Entro una settimana tutto l'ufficio sarà senza muri interni. Il risultato? Per un paio di settimane il capo del personale sarà tutt'uno con la sala mensa, e l'amministratore delegato lavorerà accanto alle impiegate del commerciale.

Ah, e il direttore vendite non avrà più le doppie porte dietro le quali schermare le sue sfuriate.

Spero solo che non portino via anche i muri dei bagni, altrimenti la cosa potrebbe diventare davvero imbarazzante.

domenica 9 settembre 2007

L'età comincia a farsi sentire

ALittaM si sveglia con un sussulto e guarda l'orologio sul comodino.

(Gulp! Ma sono e 8.06! E' tardissimo! Non ho sentito la sveglia com'è possibile devo andare a lavoro...)

ALittaM ci riflette su un attimo.

(No aspetta. E' Domenica.)

Ecco, questo genere di cose di solito capitano a mia madre.

giovedì 6 settembre 2007

Un piccolo angolo creativo


Un piccolo angolo creativo
Originally uploaded by AlessandraLM

Il nuovo frigo è più piccolo di quello vecchio.

Cosa fare per coprire il muro sporco che c'era dietro?

Ecco il mio colpo di genio: recuperare vecchie riviste di cucina che stavano per essere buttate, scegliere le pagine più colorate, munirsi di pennello e colla vinilica (sembro molto Art Attack quando dico 'ste cose!) e creare sul momento una carta da parati ad hoc.

Se poi si aggiungono le millequattrocento calamite collezionate nel corso degli anni, il risultato è sicuramente di effetto!

mercoledì 5 settembre 2007

Ελλάδα

Dunque.

Resoconto delle vacanze a mente lucida. Sì, perché è troppo facile tornare dalle ferie e sparare giù un resoconto estasiato ed esaltato sulle vacanze. E' molto più bello rimettersi lì dopo un paio di mesi, provare a raccontare tutto per bene, e rendersi conto che l'arteriosclerosi ha già cancellato quasi tutto.

Geograficamente parlando.

Grecia, Peloponneso, Laconia, Mani, Gythio, Elafonissos (mappa su GoogleMaps, ché tanto lo so che vi ho persi all'altezza del Peloponneso).

Località 1: Gythio.

Paesino piccolo e carino, con il porticciolo, il lungomare pieno di ristoranti di pesce, la piazzetta e quant'altro si confà a una località di mare greca. Molto frequentato, ma non da turisti stranieri: siamo in una zona con tanto turismo locale. Passiamo in paese alcune sere e ci rendiamo comunque conto di quanto sia piacevole alloggiare un po' fuori.

Località 1a: Kalypso Studios.

Trovati su internet, letteralmente a caso: abbiamo mandato tre mail e scelto il primo che ci ha risposto, ed eccoci lì. Un gruppo di studios (stanza + bagno + cucina) poco lontano dal paese, sulla collina, raggruppato in due case a picco sul mare. Ben strutturato, moderno, pulito. "Non male la vista, eh?" dice la padrona mentre ci apre le porte a vetri di un terrazzo con vista mozzafiato. Noi restiamo folgorati da quel terrazzo, dove passeremo il più tempo possibile. La camera è spaziosa e dotata di ogni comfort (merita una nota il fatto che la signora ci abbia fatto trovare nel frigo a) un mini-kit per colazione con miele, fette biscottate, zucchero, the e caffè e b) una bottigliona di acqua fresca), con finestre che si affacciano su un giardino di ulivi allietato dal suono delle cicale.

Spiaggia 1: Mavrovouni.

A due minuti dagli studios c'è la spiaggia di Mavrovouni. Quando la visitiamo per la prima volta restiamo di stucco: chilometri di spiaggia dorata, acqua blu, assoluta tranquillità. Stendiamo i teli in tutta comodità e il ricordo delle lotte per il centimetro di sabbia nelle spiagge italiane ci sembra provenire da un'altra vita. Ed è così che mi ricordo questa spiaggia, in cui passeremo i seguenti 4 giorni: sterminata, ventosa, assolata, frequentata ma neanche lontanamente affollata. Percorrendola abbiamo anche scoperto numerosi nidi di tartarughe marine, dei camping e numerose taverne. Una gioia.

Cibo.

Non si può non aprire una parentesi sul cibo greco. Sì, perché il cibo greco è una delle mie grandi passioni. Non c'è niente che un greco possa cucinarmi che non venga subito catalogato tra i miei piatti preferiti, e in questi paesini ricchi di turismo nostrano si assaggia solo il meglio del meglio. Kalamaria, tsatsiki, melitzanosalada, tapodi, moussaka, saganaki, gemistà, tutto è buono oltre ogni descrizione. Persino dei normalissimi Μακαρονιάα με κιμά (ebbene sì, spaghetti al ragù: la vostra fan del carboidrato ha dovuto mangiarli anche in Grecia!) hanno un sapore particolare, ricco, speziato.

Nesfrappè.

La bevanda d'obbligo nell'estate greca. Caffè freddo, ghiacciato, dolce, meraviglioso. Tanto importante da meritarsi un post tutto suo.

Località 2: Elafonissos.

Quasi sconosciuta, snobbata dalla maggior parte delle guide, appena accennata in altre. Meglio: non vogliamo che questo posto incantevole venga invaso dal turismo di massa, perché è perfetto così com'è. Una piccola isola praticamente attaccata alla costa. Un paesino delizioso da un lato (con tutta una serie di ristorantini di pesce, bar sciccosi, mini-market e una minuscola chiesetta in fondo al porto). Il paradiso dall'altro.

Spiaggia 2: Simos.

L'avevamo vista in foto, ma eravamo convinti che fosse un'operazione di marketing. E invece è proprio così. Sabbia bianca caraibica, mare turchese. Due spiagge gemelle che si uniscono in un promontorio, due baie azzurre dall'acqua tiepida e immobile. Ombrelloni da affittare e spazio libero per stendere i teli. Un bar-ristorante a portata di mano, ma nascosto con discrezione dietro le dune.
Non ci sembra vero.
Prendiamo possesso di un ombrellone con due lettini (4 euro a testa. Cosa? Quattro? Ma caro vecchiettino greco, lei lo sa che a Rapallo me ne spillano 17?), allunghiamo i nostri piedini verso il mare e ci godiamo il nostro paradiso.

Location 2a: Calypso Studios.

Eh sì, anche a Elafonissos alloggiamo in un posto chiamato Calypso. Anche questo per puro caso: l'unico posto di tutta l'isola che si pubblicizzasse con un sito online. La stanza è grande, pulita e nuova di zecca, con un piccolo balconcino dove fare colazione. I gestori sono due simpatici vecchiettini che non parlano una parola di inglese, con i quali Ste è più che contento di mettere in pratica il suo greco moderno.

Nota a margine 1: Il melteni.

Occhio ragazzi, perché in Grecia a Luglio soffia il melteni. E caspita se soffia. Abbiamo visto ombrelloni sdraticati, teli impazziti, abbiamo ingoiato dune di sabbia e fatto colazione puntellando ogni oggetto sul tavolo. Abbiamo anche assistito al decollo di un materassino a forma di coccodrilo che, preso dal vento, stava per veleggiare tranquillo verso la costa tunisina.

Nota a margine 2: Il bancomat.

Occhio di nuovo, perché Elafonissos è l'unica isola al mondo dove 1) non si paga da nessuna parte con carta di credito 2) non c'è un bancomat. In quell'isola regna il contante. "Ma come è possibile?" ho chiesto una sera a un signore del posto "Come fate se finite i soldi?" "Prendi il traghetto e vai a Neapoli a prelevare." "Ma se finisci i soldi e non puoi neanche pagarti il traghetto? Resti ostaggio dell'isola?"
La risposta è stata una scrollata di spalle. Evidentemente, da brava milanese, mi facevo troppi problemi. In ogni caso, il consiglio è: portatevi tanti contanti.

La musica.

Non c'è vacanza che si rispetti senza almeno un paio di canzoni che restano in mente. Da questa vacanza abbiamo portato a casa un bellissimo CD di canzoni greche contemporanee (quelle, abbiamo scoperto, che avevano partecipato ad una gara nazionale scegliere chi avrebbe gareggiato a Eurovision. Noi italiani non sappiamo neanche cosa sia, Eurovision. Il resto d'Europa invece vive per Eurovision), che ascoltavamo incessantemente lungo i tragitti in macchina. La musica greca ha sempre avuto un che di mediorientale, e anche nelle canzoni del 2007 si nota questo retrogusto particolare, un po' come le spezie dei loro piatti. Tra tutte queste canzoni campeggia la vincitrice, Yassou Maria, orecchiabile e altamente tamarra. Una hit istantanea.
Un'altra nota di merito va data alla musica della sera, quella che caricavamo dallo stereo Ipod e ascoltavamo mentre facevamo la doccia e ci preparavamo ad uscire. Kind of Blue di Miles Davis era l'accompagnamento perfetto per quei momenti di quiete al tramonto, quando il vento calava e l'aria si riempiva del profumo della macchia mediterranea. Il tipo di musica che ci ha fatto sembrare sicuramente giurassici, a giudicare dalle occhiate perplesse che ci lanciava il gruppo di ragazzini che alloggiava nell'appartamento di sotto.

Fine.

Vi ho annoiato a morte? Ottimo.
Preparatevi che tra un po' vi racconto anche la Svezia.

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E intanto ascolto: Sarbel - Yassou Maria
via FoxyTunes

martedì 4 settembre 2007

Tema: oggi ho fatto (2)

Svolgimento.

1) Driin driin
2) Pronto?
3) Pronto, dottoressa ALittaM, sono [...] dell'Agenzia Comunicazione [...]. Si ricorda? Avevamo detto di sentirci i primi di Settembre.
4) Certo che mi ricordo!*
5) Allora, ci sono novità per l'offerta che le avevo fatto prima delle vacanze?
6a) Guardi, ho inoltrato tutto ai miei superiori che la stanno valutando* e forse entro breve avrò un feedback a riguardo*.
oppure:
6b) Guardi, il mio superiore mi ha comunicato che per il momento non abbiamo stanziato un budget per questo tipo di operazioni. Conto che per i prossimi mesi riuscirò a convincerlo a realizzare qualcosa*.
7) Ah, hoi capito. Allora ci aggiorniamo tra un mesetto?
8) Certamente, e nel frattempo ci saranno degli sviluppi*.

Ripetere i punti dall'1 all'8 ogni quindici minuti: oggi evidentemente tutti i dipendenti delle agenzie di comunicazione e marketing sono tornati dalle vacanze e hanno ripreso a ingranare. Con buona pace del resto del mio lavoro.

*(il contenuto di questa affermazione può non corrispondere a verità)

lunedì 3 settembre 2007

Della Accidia e della Allergia

In tempi di magra, il weekend è un periodo della settimana in cui si viene presi dallo sconforto.

Certo, perché ora che sono a dieta non posso utilizzare il weekend per fare ciò che mi piace di più ovvero 1) pensare a un ristorante dove mi piacerebbe mangiare 2) organizzare con qualche amico 3) andare a farmi una sana magnata 4) seguita da gelato 5) e da pranzo a casa della nonna la domenica 6) senza contare la merenda della domenica pomeriggio con lo Ste.

Insomma, diciamolo: fino a poco tempo fa il mangiare occupava la maggior parte dei miei pensieri. E adesso?

Adesso a quanto pare il vizio è stato scacciato da un altro vizio capitale. Se prima i weekend erano all'insegna della Gola, adesso sono dominati dalla Accidia.

Accidia che si esplica in ore e ore di sonno, pomeriggi interi passati spalmata sul divano con lo sguardo fisso alla TV, ore di videogames al PC (è un periodo in cui ho riscoperto la mia passione per Zelda). Accidia che mi fa rendere conto di quanto detesti profondamente le domeniche pomeriggio in città, con quell'aria immobile e il mal di testa da noia che aleggia nelle stanze.

Accidia che si è unita ad un bell'attacco di allergia, il primo di questa stagione autunnale, che mi ha portato a consumare n.3 pacchetti di fazzoletti e n.2 spruzzi di Flixonase, con il risultato finale di ridurmi a uno straccio dagli occhi rossi e il naso gonfio. Olè.

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