martedì 30 ottobre 2007

L'acquagym del martedì

Oggi ALittaM ha deciso che va a fare Acquagym al corso delle 19. E' il secondo giorno nel nuovo ufficio e c'è bisogno di capire se è possibile mantenere le vecchie abitudini o bisogna ripensarle. Inoltre Sabato scorso ALittaM ha comprato un nuovo costume apposta per fare Acquagym e ha voglia di provarlo.

Alle 17.38 ALittaM spegne tutto e sale in auto.
Alle 17.50 è in fila alla rotonda di Baranzate chiedendosi come ha fatto a non capire prima che il metodo migliore è tagliare attraverso il parcheggio del centro commerciale.
Alle 17.55 sbaglia l'imbocco dell'autostrada, arriva alla Fiera di Rho, fa il giro della rotonda e torna indietro.
Alle 18.00 è incolonnata allo svincolo di viale Certosa.
Alle 18.05 idem.
Alle 18.10 idem, ma un po' più avanti.
Alle 18.15 idem, ma un po' più avanti.
Alle 18.20 idem, ma un po' più avanti, e l'Ipod muore.
Alle 18.25 arriva a Milano.
Alle 18.35 parcheggia sotto la palestra.
Alle 18.45 saltella cercando di chiudere il nuovo costume, tra gli sguardi delle altre donne.
Alle 18.55 entra in piscina.
Alle 18.55 e 10 secondi si rende conto che l'orario è cambiato e il corso era in realtà alle 19.30.
Dalle 18.56 alle 19.25 ALittaM siede nell'idromassaggio con l'aria sconvolta ma sollevata.
Alle 19.30 finalmente inizia il corso.

Piccolo aneddoto: oltre al costume nuovo, avevo anche la cuffia nuova, di un bel colore rosso brillante. Anche le mie mutande, oggi, erano colore rosso brillante.
E come ben sapete, in piscina mi tolgo gli occhiali.
Inutile dire che ho rischiato di entrare in piscina con in testa le mutande invece della cuffia.

lunedì 29 ottobre 2007

Se avete £ 5.000 da spendere per farmi un regalo

Io venero Fortnum and Mason, e venero i loro hampers. Nella newsletter di oggi credo di aver trovato la madre di tutti gli hampers.

The Imperial Hamper by Fortnum and Mason.

Descrizione:
The Imperial Hamper contains only the world’s most celebrated foods and legendary wines. Many an actual emperor would struggle to command all these into one place.
(sbav)

domenica 28 ottobre 2007

Bluargh

Cercare di comporre un post che abbia senso è, già di per sè, un'impresa difficile.

Se poi ci aggiungiamo che è domenica pomeriggio, quel momento della settimana in cui il cervello si spegne.

Se poi ci aggiungiamo che, con la scusa dell'ora solare, ho dormito da mezzanotte alle 10, che in realtà erano le 11, e quindi ho acquisito un fuso orario tutto mio.

Se poi pensiamo anche al fatto che ho pranzato alle 15.

E il pranzo in questione era una teglia di Mezze Penne De Cecco con Salsa ai Funghi Buitoni, piselli e un quintale di Parmiggiano, il tutto gratinato al forno fino a formare una crosta croccante.

Se poi teniamo conto che questa teglia doveva bastarmi anche per cena, me io e Ste l'abbiamo spazzolata via tutta quanta senza troppi problemi.

Se poi teniamo conto del fatto che il resto della settimana io lo passo a dieta ferrea, e quindi questi pasti sono una specie di cannonata per il mio povero stomaco.

Se poi aggiungiamo che fuori è già buio da un bel po'.

Insomma, sommando tutte queste cose si arriva a capire perché questo mio post è una specie di lamento inarticolato, intervallato da sorsi di Citrosodina e lunghi sbadigli.

venerdì 26 ottobre 2007

lunedì 22 ottobre 2007

Sarà una settimana lunga

Questa settimana c'è il trasloco nella nuova sede.

I vecchi uffici sono in un complesso immerso nel verde di San Siro. I nuovi uffici avranno vista autostrada. Per fortuna il mio ufficio è dall'altro lato della palazzina, e darà sul parcheggio interno.

Vicino ai vecchi uffici c'è un vialone pieno di prostitute. Vicino ai nuovi uffici c'è un vialone pieno di prostitute. Su questo fronte, insomma, non ci possiamo lamentare.

Dobbiamo dire addio alle comodità che avevamo a portata di mano nella vecchia sede, tra cui il minimarket, la mensa, il bar tabacchi, la fermata del bus. In compenso nella nuova sede avrà inizio l'Era della Schiscetta, poiché, privi di ristoranti, negozi e bar nel giro di chilometri, faremo tutti la fila per riscaldarci il nostro tupperware tra le 13 e le 14.

Il nostro capo è in piena fibrillazione: ora che gli uffici sono di proprietà e non più in affitto si vocifera che si stia scatenando, tagliando siepi e dipingendo parcheggi e facendo già capire alle aziende vicine che noi non siamo certo persone noiose.

Io, se non altro, sono soddisfatta perché oggi ho fatto a gara con la mia collega di Saronno per vedere chi ci metteva meno ad arrivare nella nuova sede, e ViaMichelin.it ha dato a lei come tempo di percorrenza 17 minuti, e a me 16: la riprova che abitare a Milano conviene sempre!

mercoledì 17 ottobre 2007

Mestruazioni-for-dummies

Visto che due dei miei blog preferiti hanno partecipato all'evento, non potevo esimermi dal buttare giù due righe anche io sull'argomento.
Non sapendo cosa dire che non fosse già stato detto, dedico questo post a due persone che mi saltano sempre in mente quando si tratta di mestruazioni.

La prima è il mio papà, che ha un approccio infantile al mondo del ciclo, ma così infantile che quando passano le pubblicità dei Lines in TV esclama "Che schifo!", neanche facessero vedere i Lines pieni o peggio. Così infantile che ogni volta che abbiamo avuto una discussione, dai 12 anni in su, mi ha sempre-sempre-sempre liquidata con un "Ma va là... c'avrai le tue cose tu!"

L'altra persona a cui dedico il post è il Ludo, amico storico che si è rivelato più volte insensibile ai sintomi di questa regolare indisposizione femminile, a volte rasentando il ridicolo:

L: "Marta, vieni a fare il bagno!"
M: "No grazie Ludo..."
L: "Ma dai Marta, l'acqua è freschissima, fa un caldo pazzesco!"
M: "No davvero Ludo, me ne sto qui tranquilla... magari un altro giorno."
L: "Ma insomma Marta, proprio non ti capisco, il mare è un incanto e tu te ne stai lì seduta sullo scoglio e non ti togli nemmeno i pantaloncini neri*, cos'è non sai nuotare?"
M: "Ma no Ludo... è che proprio non posso ora!"
L: "Boh... io questa non la capisco... avrà il pranzo sullo stomaco? Vabbeh."**

* i mitici pantaloncini neri da mettere in spiaggia quando si ha il ciclo! Chi non ne ha un paio di emergenza sempre pronti in valigia?

** quando si è svolta questa scena Ludo aveva 24 anni, non 11.

martedì 16 ottobre 2007

Tirare la cinghia (2)

Come alcuni di voi già sanno, sono a dieta.

La dieta è iniziata da circa un mese e mezzo, e sta procedendo bene: mangio riso al pomodoro a pranzo e la sera carne bianca e pesce alla griglia, quintali di verdure lesse, molta frutta ma non troppa, poco olio, zero pane, e nei weekend cerco per quanto possibile di controllarmi (cosa molto difficile quando la domenica a pranzo tua nonna fa la pasta al forno e ti guarda con occhioni che dicono "Ma come, non ti piace più la mia pasta?").

Non solo, ho anche iniziato ad andare regolarmente in palestra. Direte voi, ma lo facevi anche prima, no? E invece adesso ho scoperto una cosa bellissima chiamata Acquagym, uno di quegli sportarelli molto femminili che ho sempre snobbato a favore di sane sudate sulle macchine.

Quanto mi sbagliavo: non solo è divertente (sfido voi a saltellare sott'acqua), non solo si fa tanta fatica senza rendersene conto (sembra facile ripetere nell'acqua i movimenti che l'istruttore mima beato in superficie, e invece...), non solo è più pratico (niente maglietta e pantaloni fradici di sudore da lavare, solo un costumino al risciacquo e via), non solo ti evita i dolori muscolari da allenamento scorretto (perché l'acqua ti sorregge, ti guida e ti armonizza i movimenti), ma è anche meno imbarazzante di quanto sembri (sì, perché il tuo corpo è gradevolmente nascosto dall'acqua tiepida, e la piscina è immersa in una semi-oscurità molto chic). Ah, e alla fine del corso mi concedo sempre un quarto d'ora di idromassaggio, durante il quale la cosa più difficile è non addormentarsi.

Insomma, questa Aquagym mi sta piacendo e mi dà molte soddisfazioni.

Ecco i lati positivi di questo primo bilancio di dieta e palestra:
  • Una collega che mi guarda e dice "Ma sai che si vede che stai dimagrendo?"
  • Un'altra mia collega che mi guarda e dice "Come si nota dal viso che stai dimagrendo... ti si vedono meglio i lineamenti stai proprio bene!"
  • Mio padre che mi guarda e mi dice "Sì, si inizia a vedere che stai dimagrendo. Brava. Era ora, prima eri davvero troppo cicciottina." (il tatto paterno fa sempre piacere)
  • Ma soprattutto i pantaloni a vita bassa taglia 46 che adesso mi cascano se li metto senza cintura, e le mie adorate camicie a righe che sì, tirano ancora, ma tirano molto molto meno.
Ecco i lati negativi di questo primo bilancio di dieta e palestra:

  • Mi vengono voglie improvvise e prive di motivo: paste al ragù, lasagne, purè con lo zola, cotolette ripiene, risotto ai funghi porcini, hamburger e crocchette sfilano davanti ai miei occhi e li devo scacciare con un nodo alla gola.
  • Non ho più la pasta col tonno come mia consolazione dopo una lunga giornata al lavoro.
  • Finora ho perso 5 chili... e me ne restano da perdere altri 7.

domenica 14 ottobre 2007

Visioni domenicali



Da quando ho visto Orgoglio e Pregiudizio, guarderei qualsiasi cosa abbia Matthew McFayden.
Se poi è diretta da Frank Oz (che ha avuto a che fare con, nell'ordine 1) The Muppets 2) Yoda 3) Labyrinth), sono già lì.
Se poi si parla di morti, funerali, nani, allucinogeni, e tutto quello che ci potete mettere in mezzo... beh... tutt'a un tratto il weekend si fa molto interessante.

mercoledì 10 ottobre 2007

Mi piace leggere


I like reading
Originally uploaded by AlessandraLM


Una foto tratta dallo scorso viaggio a Monaco. Più la guardo e più mi affascina. Raramente i miei scatti mi fanno questo effetto.

martedì 9 ottobre 2007

Mantiene quello che promette

Festa d'Autunno a Lugano, e quando inizio questo tipo di racconti so già che mi sentirò dire che caspiterina, possibile che ogni volta che vado a Lugano ne torni entusiasta? Chessaràmmai, la città perfetta? Io vi dico con sincerità che non è la città perfetta, ma sicuramente mantiene quello che promette. Senza l'orgoglio sbruffone della Milano-che-conta, o le pretese internazionali delle feste di Roma, senza la distruzione controllata dei carnival londinesi, a Lugano hanno saputo organizzare una manifestazione autunnale colorata e pressochè perfetta.

Il mondo colorato dell'artista

Si è cominciato dal tramonto, a passeggio sul lungolago con il volo dei gabbiani sull'acqua e gli alberi che si iniziano a tingere di giallo. Una sosta a guardare i giocatori di scacchi. Poi siamo arrivati in centro e abbiamo scoperto dov'erano tutti quanti: via Nassa e piazza Riforma vestite a festa, illuminate e gremite di gente.

A righe e a quadretti

Abbiamo passeggiato in tranquillità lungo le strade piene di bancarelle, fermandoci a vedere cosa aveva da offrire la manifestazione. Le mie aspettative di fanatica dell'acquisto da mercato non sono state deluse: sono tornata a casa con un paio di guanti a righe colorati, uno scaldacollo in lana grezza arancione, un barattolo di marmellata di fichi e uno splendido anello d'argento e ambra verde del Baltico.

Bella, Ciao

Insieme ad altri amici abbiamo proseguito l'esplorazione e abbiamo scoperto il mondo della musica. Piccoli gruppi musicali sparsi lungo il centro che si alternavano in performance una più bella dell'altra. Una band di musica folk che, su richiesta di un clown russo*, ha intonato una versione molto coinvolgente di Bella, Ciao. Un'orchestrina jazz vivace e divertente che sembrava uscita dagli Aristogatti. Una cover band di Elvis (la mamma avrebbe apprezzato!). Un'orchestra di percussioni degna del Carnevale di Rio. Solo per dirne alcune.

Arrosticini: CHF 1,50

E come non completare la bella serata se non con qualcosa che delizi il palato? Ci siamo aperti lo stomaco con un arrosticino da passeggio, seguito a ruota da una treccia di pane divisa in quattro e da una deliziosa fetta di pane coperta di formaggio raclette fuso, pepe nero macinato fresco e sottaceti: il Paradiso in un boccone. Non paghi di ciò, abbiamo terminato la serata seduti a dei tavoloni gustando polenta, zola e brasato mentre alle nostre spalle ci si cimentava al karaoke con brani che più revival non si può (I Watussi, Il Ballo di Simone); gli unici a non cantare in coro erano gli svizzeri tedeschi, che osservavano la scena tra l'allibito e il divertito. Il tutto aiutato da una temperatura perfetta, fresca ma non fredda, il cielo terso.

The Dancing Clown

Su questo bel quadretto aleggiava una bellissima aria di festa e relax, un incredibile senso di sicurezza, di sincera allegria e voglia da parte di tutti di passare una bella serata. Delle sensazioni che confesso di non aver mai provato in nessun altro tipo di festa di strada a cui ho preso parte, e che vorrei ritrovare più spesso.

(*dico davvero, vedete l'ultima foto)

tutte le foto (c) ALittaM 2007

venerdì 5 ottobre 2007

Eccola

Originally uploaded by AlessandraLM


Mia madre mentre legge il giornale e borbotta bonariamente sui miei gusti musicali.

Conosco i miei polli

ALittaM mette questa canzone: "Mamma, ti piace?"
La mamma: "Mhm."
ALittaM ripete la canzone a loop.
La mamma alla quarta volta: "Sì vabbeh, ma basta 'sta canzone!"
ALittam sospira e mette quest'altra canzone.
La mamma: "Adesso si ragiona."

mercoledì 3 ottobre 2007

El mè Milan

Train approaching

Train Approaching, ALittaM, 2005


Può capitare che, per dei mesi, una serie di circostanze possa portarci lontano da casa più spesso di quanto crediamo: a me è successo nell'arco dell'estate, quando i weekend a Lugano si sono alternati a quelli al mare, alle gite fuori porta e alle partenze per le vacanze. Le giornate di lavoro finivano e io mi rintanavo a casa, nel microcosmo della mia via, le mie piazze, il mio quartiere; un piccolo agglomerato che, pur dotato di ogni comfort e pur facendo parte della città, non era la città.

Lo scorso weekend, invece, è finalmente capitato che tornassi a girare dentro la mia città dopo tanto tempo, ed è stato come riscoprire una vecchia amicizia.

Evviva, l'ATM! Riecco i vecchi tram, il 23 sferragliante con le panche lucide, così lisce che se non hai nessuno di fianco rischi di slittare in fondo quando il tram accelera. La metropolitana, affollata di ragazzini all'uscita da scuola (ragazzini che non smettono mai di stupirmi: parlano tutti con forte accento milanese "uelà!", ma i loro volti arrivano da ogni parte del mondo, e sono tutti bellissimi, puliti, alla moda, pettinati, accessoriati... ma che fine hanno fatto i brufolosi e gli sfigati?). Che strano effetto non avere più l'abbonamento, ma dover timbrare i biglietti. Un tempo passavo buona parte della mia giornata sui tram e nelle metropolitane, a stretto contatto con la gente: ora vado al lavoro in macchina, ascolto più radio, leggo meno libri e sto diventando meno tollerante nei confronti degli "altri": sento molto la mancanza dei viaggi in ATM.

Chinatown, dove le vie hanno nomi italianissimi come via Bramante, via Giordano Bruno: un reticolato di strade dove si può comprare ogni tipo di merce a poco o a niente (basta non pretendere la qualità), dove i negozi hanno cibo e porcellane da ogni parte dell'oriente; dove con pochi soldi puoi sederti in una trattoria e gustarti un bel piatto caldo di noodles, mentre accanto a te degli uomini d'affari napoletani disquisiscono in perfetto cantonese con le cameriere.

Il Parco Sempione, che nonostante i tanti lavori di rivalutazione, nonostante gli uomini d'affari stesi sulle panchine in stato di relax Zen, nonostante i ragazzini che si baciano, ha sempre un'aria abbastanza squallida e un odore lieve ma persistente di cacca di cane.

Il Castello Sforzesco, che bellezza. E che sollievo attraversarlo e scoprire che lo stanno migliorando e ristrutturando. Via Dante con la gente a passeggio sotto il sole autunnale, con gli artisti di strada, i bar e le pizzerie pieni di turisti (perché alle 16 soltanto i turisti possono sedersi a mangiare una pizza, e inoltre spiegatemi: secondo voi alle 16 sono spagnoli che pranzano o svizzeri che cenano?). Il negozio di Lush, che si trova ad occhi chiusi e narici ben aperte, minuscolo e affollatissimo. La bancarella di specialità siciliane vicino a Cordusio, e guarda come brillano gli occhi al turista quando capisce che con una visita a Milano si può gustare anche un original cannolo...

Infine il Duomo, eccolo lì che finalmente lo stanno spacchettando dopo anni di pulizia!

In mezzo a tutto questo, quelle piccole cose che non si possono raccontare senza rischiare di non essere capiti da chi non le conosce da sempre: le fontane (i "draghi verdi"), i cubetti di porfido e il pavè, le sciure vestite Prada, i piccioni a cui augurare una pronta e dolorosa estinzione, le modelle e i modelli della Settimana della Moda (alti, fighi, alieni, con una bottiglia di Evian a destra e cartina di Milano a sinistra), le Smart che pensano di essere motorini, le ragazze post-shopping che aspettano il tram circondate da sacchetti di ogni marca, la puzza dello smog, il piano terra della Rinascente che è un tripudio di profumi da farti lacrimare gli occhi, l'odore dei panzerotti di Luini che scatena all'istante l'ipersalivazione, l'aroma fragrante delle caldarroste che avvolge le vie del centro e ti riporta a quando eri piccola e ti fa capire che, sì, è arrivato l'autunno e si può ricominciare a vivere come si deve la tua Milano.

lunedì 1 ottobre 2007

Non si può non andarci

Suvvia,

come si fa a non amare una città che per il prossimo weekend promette:
Sembra quasi di viaggiare indietro nel tempo e finire in una fiera del periodo Elisabettiano.

(dico, saltimbanchi gente! fatevi sotto!)

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