lunedì 31 dicembre 2007

I <3 Rapallo

Passare quattro giorni a Rapallo senza niente da fare...
...e trovarlo bellissimo...
...è un chiaro segno che ormai ho una certa età.

Insomma, ve lo devo proprio dire: io da piccola lo detestavo, ma ora ho scoperto che andare a Rapallo d'inverno mi piace tantissimo.
Mi piace perché è piena di vecchietti e bambini. La fascia di età dai 30 ai 60 anni a Rapallo non c'è, scompare, non si sa che fine faccia, dove l'abbiano nascosta.
Mi piace perché oltre a vecchi e bambini è anche pieno di cani. Cani di ogni taglia, forma e dimensione. Ed è anche pieno di pellicce: ogni vecchietta che si rispetti ne ha una, di solito visone; quando camminano in gruppo, da dietro sembrano un branco di orsi.
Mi piace perché ogni giorno, dalle 10 alle 13, tutta la popolazione di Rapallo si riversa sulla passeggiata, occupa tutte le panchine e si siede a parlare, e chi non trova posto passeggia dal castello fino al ponte sul Boate, avanti-indietro. E tu non puoi fare a meno di unirti al tran-tran dei pensionati, magari terminando la passeggiata con un po' di relax in spiaggia, seduta sui sassolini con il cappotto come cuscino e la faccia bellamente rivolta al sole.
Mi piace perché ci vado da sempre, e di Rapallo conosco praticamente tutto: il posto dove fanno la focaccia migliore, il ristorante dove si mangia bene e si spende poco (O Bansin), il molo del porto con le barche più belle da ammirare (e invidiare), il passaggio dietro il parco per fare prima, il negozio di pasta fresca migliore del mondo (segnatevelo, è Dasso). Conosco le tradizioni, la gente, i paesi vicini e la storia. E non solo: Rapallo conosce me; la gente mi saluta, mi chiede come stanno i miei parenti, mi aggiorna con le ultime novità, mi dice ma come sei cresciuta! (sì, anche adesso che ho 28 anni: gliel'ho spiegato che ormai non cresco più, ma me lo continuano a dire).
Mi piace perché la casa (di mia nonna: ve l'ho detto che a Rapallo ci sono solo vecchi!) è grande, silenziosa, calda e comoda; non è lussuosa ma ci si sta benissimo e ci si fanno delle dormite spettacolari. Mi piace perché quando si esce da casa è sempre per fare due passi, per fare qualche commissione, per vedere il mare, senza orario.
Mi piace perché con Stefano il dolce-far-niente di Rapallo diventa quasi un'arte, una terapia per curare a suon di coccole lo stress accumulato nei mesi scorsi.
Mi piace perché stare a Rapallo serve anche anche a rimpinzare lo stomaco affamato da mesi di dieta: tra pesto, pansouti, focaccia, farinata, pizza, spaghetti al cartoccio, gelato, cioccolata calda... penso di aver recuperato un bel po' del peso perso in autunno.
E sapete una cosa? Chissenefrega. Servono anche a questo le vacanze: a ricordarci che la vita bisogna godersela.

Stasera Capodanno sobrio a casa di Ste a Milano, domani valigia e partenza per Londra.

martedì 25 dicembre 2007

Buon Natale

Offro a tutti una doppia dose di citrosodina, un divano largo e morbido e un bel plaid caldo sotto cui stendersi.

lunedì 24 dicembre 2007

ALittaM e i regali da incartare

Diciamolo chiaramente: io amo fare i regali. Ma odio incartare i regali.
Perché non ho manualità. Né pazienza.
E sbaglio a calcolare le dimensioni della carta, quindi mi ritrovo sempre con venti centimetri che avanzano o una parte del regalo scoperta.
E non sono capace di tagliare dritti i fogli di carta, né di ri-piegarli in modo che sembrino dritti. Non so piegare la carta in modo elegante e simmetrico.
Quando prendo in mano lo scotch, poi, è un delirio: si attacca dappertutto tranne che nel punto in cui dovevo attaccarlo, e a strapparlo via finisco sempre per fare la "ceretta" alla carta da regalo.
Non sono neanche brava con il nastro, perché non lo so avvolgere correttamente intorno al pacchetto e mi si aggroviglia.
Se poi cerco di arricciare il nastro come si vede fare nei negozi, il più delle volte mi graffio con la lama delle forbici e il nastro si arriccia tutto storto.
Come se non bastasse, dopo che ho finito di incartare un regalo, puntuale mi sorge il dubbio di non aver tolto il prezzo, e il pensiero mi attanaglia fino al momento dell'apertura: perché piuttosto di aprirlo, controllare e ri-incartarlo preferisco rischiare la brutta figura.

Insomma, oggi ho incartato una sessantina di pacchetti e pacchettini vari e ho gli svarioni.

sabato 22 dicembre 2007

Un canto di Natale


Loreena McKennitt - "Good King Wenceslas"
(A Winter Garden: Five Songs for the Season, 1995)

Non sono il tipo da condividere zuccherose canzoni di Natale. Questa è tutta un'altra storia, credetemi. Buon ascolto, e se volete trovate il testo qua sotto:

Good King Wenceslas looked out
On the Feast of Stephen
When the snow lay 'round about
Deep and crisp and even
Brightly shone the moon that night
Though the frost was cruel
When a poor man came in sight
Gath'ring winter fuel

"Hither, page, and stand by me,
If thou know'st it, telling
Yonder peasant, who is he?
Where and what his dwelling?"
"Sire, he lives a good league hence,
Underneath the mountain
Right against the forest fence
By Saint Agnes' fountain."

"Bring me flesh and bring me wine
Bring me pine-logs hither
Thou and I shall see him dine
When we bear them thither."
Page and monarch, forth they went
Forth they went together
Through the rude wind's wild lament
And the bitter weather.

"Sire, the night is darker now
And the wind blows stronger
Fails my heart, I know not how
I can go no longer."
"Mark my footsteps, good my page
Tread thou in them boldly
Thou shall find the winter's rage
Freeze thy blood less coldly."

In his master's step he trod
Where the snow lay dinted
Heat was in the very sod
Which the Saint had printed
Therefore, Christian men, be sure
Wealth or rank possessing
Ye, who now will bless the poor
Shall yourselves find blessing.

venerdì 21 dicembre 2007

L'ultimo giorno in ufficio

Oggi è l'ultimo giorno di lavoro prima delle ferie di Natale. Un giorno di sofferenza, in cui tutti non vogliono fare altro che finire le ultime cose e levarsi dalle scatole il prima possibile. Un giorno in cui tutti pensano ai regali da prendere, alla spesa da fare, a evitare le code e le rogne.

Se poi, come capitato alla sottoscritta, si è reduci da un paio di giorni a casa con la sinusite, il ritorno in ufficio è ancora più traumatico, perché alla voglia di finire tutto si aggiunge una pila di lavoro arretrato che ti travolge non appena ti siedi alla scrivania.

Ma vabbeh, non pensiamoci. Pensiamo piuttosto al fogliettino di ferie firmato e consegnato, che tradotto in soldoni significa che tu non metterai piede in ufficio fino al 7 di Gennaio. Pensiamo a mettere a posto le ultime cose sospese e poi andiamocene.

Pensiamo a sentire i fornitori. Oh, i fornitori.

Non ci sono parole per descrivere i fornitori il 21 Dicembre. Sono tutti impazziti.

C'è il Fornitore "già in vacanza": alle 9.30 risponde la segretaria e dice con aria tranquilla
Oh, qua non c'è più nessuno sa: è l'ultimo giorno.
(ma cosa fanno in questa azienda, la lectio brevis?)

C'è il Fornitore "ne riparliamo il 7", che ti parla come se domani finisse il mondo.

C'è il Fornitore "voglio assolutamente chiudere tutto entro oggi altrimenti non rispondo di me", che non riesce a capire che non è colpa tua se il capo contabile è a casa con la febbre e non ha ancora autorizzato il pagamento.

C'è il Fornitore "vediamo di chiudere tutto e andiamocene a casa", e grazie a Dio che esiste almeno lui.

C'è il Fornitore "io odio il Natale", che invece degli auguri ti dice che non vede l'ora che sia Gennaio per riprendere a lavorare, ma senza gente che gli fa fretta.

C'è il Fornitore "etciù", che ti chiama per dirti che è a casa con 39 di febbre, ma voleva lo stesso farti gli auguri (e tu senti in sottofondo il rumore degli annunci di un aeroporto, ma fai finta di niente).

Ma soprattutto c'è il Fornitore che ti deve mandare una mail importantissima e te la manda cinque minuti prima che sia ora di andare a casa. Quello è il Fornitore "Stronzo", e se non fosse che ti ha appena mandato in ufficio un cesto di cibarie gli avresti già augurato un 25 Dicembre passato sulla tazza.

Ad ogni modo, eccomi qui. Casa. Due settimane di ferie. Wow, non ne faccio così tante dall'estate del 2005: mi sento un po' spaesata al pensiero di così tanti giorni senza stare in ufficio, ma sono sicura che mi passerà presto.

lunedì 17 dicembre 2007

Piccole gioie da geek

Per motivi di compatibilità con un lavoro che devo fare sul sito aziendale mi hanno appena installato Firefox come browser di internet.

La geek che è in me sta ululando a gran voce, facendo salti di gioia e lanciando fuochi d'artificio.

All'esterno sono una maschera di impassibilità.

Mi inquieta il pensiero che nessuno in ufficio (a parte il ragazzo dell'ufficio EDP che ha fatto l'installazione) può capire la mia immensa esaltazione.

(no, dico, adesso mi installo tutte le estensioni! tutti i plug in! non mi si bloccano più le pagine!)

(ma perché mi guardate tutti in quel modo?)

mercoledì 12 dicembre 2007

Smart on the Rocks

Questa mattina ALittaM è uscita di casa felice e contenta. L'aria era gelida e frizzante e il fiato si congelava in nuvolette dense. Per la strada tutti si affrettavano per andare al lavoro avvolti in sciarpe e cappelli colorati, la nebbia si era sollevata e il cielo era chiaro e luminoso. Da dietro gli alberi della piazza si scorgevano i primi raggi di un sole di Dicembre.

Mentre andava verso la macchina ALittaM pensava di scrivere un bel post su quanto le piacesse Dicembre e il freddo e l'inverno.

Poi è arrivata alla Smart.

E l'ha trovata completamente coperta di ghiaccio.

E ha dovuto rovistare per cinque minuti buoni nella macchina per trovare il grattino.

E per fortuna che aveva i guanti, perché trovato il grattino ha passato i successivi dieci minuti a raschiare e spazzolare il parabrezza, i fari e i finestrini. Poi ha provato un paio di volte a sedersi in macchina ed un paio di volte è ri-uscita perché era rimasto un pezzettino di ghiaccio proprio lì dove le dava fastidio.

Mentre ALittaM faceva tutto questo, c'era parcheggiato dietro di lei un camion verde dell'Amsa, con dentro seduti due spazzini che si godevano la scena al caldo tutti contenti, neanche fossero stati al cinema.

Dopodichè è salita in macchina, ha mandato mille baci a mammà per i suoi preziosi consigli, ed è andata al lavoro ascoltanto a gran volume della musica di Natale (l'album White Christmas di Bing Crosby, un classico per tirare su ogni umore).

Perché porcavacca, anche con un chilo di ghiaccio sull'auto, le mani intirizzite e i guanti fradici, ad ALittaM Dicembre, il Natale, il freddo e l'inverno piacciono. Molto.

lunedì 10 dicembre 2007

Pensierino del lunedì

Resisti questa settimana,
resisti anche la prossima
e poi...
...relax

Si vede che ho bisogno di ferie?

(maccome, direte voi, hai appena passato il weekend lungo di Sant'Ambrogio e ti lamenti che vuoi ancora vacanza?)

(belli miei, ma voi non sapete cos'è Milano con la Fiera dell'Artigianato, la Fiera degli Oh Bej Oh Bej, i mercatini natalizi e le scuole chiuse. Tre giorni di delirio totale. Sono più stanca di giovedì scorso!)

giovedì 6 dicembre 2007

Fiera della Fiera

Ieri sera visita alla Fiera dell'Artigianato.

Preparazione in assetto ultra-leggero con zaino vuoto e rotolino di soldi in tasca, giro di 3 ore nei padiglioni, visita di molte bancarelle, panino delizioso e succulento con bratwürst e crauti, triste constatazione che il padiglione della Lombardia insiste a vendere rubinetti-stufe-arredamento, caccia alle bancarelle che gli anni scorsi ci erano piaciute e che ogni anno si spostano in una parte diversa della fiera, birra cruda veneta, acquisti di merce di vario genere, assaggi di ogni tipo da dolce a salato senza vergogna di chiederne apertamente un altro po', momento di gloria in cui ALittaM si rende conto di aver ricevuto 10€ di resto di troppo e li restituisce alla venditrice tra gli sguardi ammirati di tutti, ritorno a casa stravolta, col mal di piedi, con un attacco allergico* di tutto rispetto ma tutto sommato molto soddisfatta.

*dovuto a cosa? Chi lo sa. C'era così tanta merce in fiera che può essere stato scatenato da qualsiasi cosa. Fattostà che mi sono dovuta "fare" di antistaminico e stamattina ho l'aspetto, il tono e la simpatia di uno zombie stagionato.

martedì 4 dicembre 2007

Riflessioni post-finale

Lunedì sera, ore 23.20, canale Fox.

Episodio finale della terza serie di Lost, appena terminato.

"Ma porca miseria," esclama ALittaM "E questo cosa cacchio mi significa?! Io mi confondo già abbastanza con i flashback!"

lunedì 3 dicembre 2007

Questa settimana (2)

Questa settimana, invece, finisce alle 17.30 di Giovedì.
Io sono molto devota a Sant'Ambrogio, ma in questo preciso momento lo sono ancora di più.

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