giovedì 17 luglio 2008

Abbronzatura self-service

Non appena inizio ad abituarmi alla vita qui, ecco che deve saltarmi fuori qualcosa che mi stupisce e mi ricorda che siamo effettivamente in un altro mondo.

Metti oggi. Volevo farmi una lampada, ché sabato ho un matrimonio e non mi pare carino presentarmi alla festa con il colorito pallido e giallognolo che mi è venuto fuori negli ultimi tempi.
Mi informo e scopro che proprio dietro casa c'è un solarium. Il sito web dice "solarium self-service". Mah.

Quando arrivo non credo ai miei occhi. Un negozio, con un salottino, delle riviste, delle stanze con dei lettini e delle docce solari, tanti opuscoli e cartelli informativi. Distributori automatici di bevande, creme solari, occhialini. Aperto dalle 7 alle 22.

Senza personale. Completamente libero.

Tu metti le tue monetine nel distributore all'ingresso di ogni camerino, carichi il tempo di esposizione che vuoi fare, premi OK e hai 2 minuti per entrare, chiudere la porta, spogliarti e infilarti nel lettino/doccia. Fai il pieno di raggi UV, poi all'uscita c'è un cartello che ti ricorda che devi pulire (spray, scottex) per il prossimo che userà la cabina. Pulire. L'ho fatto anche io, e non mi sono stupita nel trovare il panno scottex splendente. La doccia solare era più pulita della doccia di casa mia.

All'uscita mi guardo ancora intorno. Noto una bacheca dove lo staff lascia messaggi quando passa, tipo "per favore lasciate pulita la cabina 5". L'ambiente è incredibilmente ordinato, pulito, a posto. Mentre me ne uscivo, guardando con occhi spalancati ogni minimo dettaglio del negozio, ho notato una bambina che mi fissava un po' perplessa.

Tesoro, avrei voluto dirle, in Italia avrebbero rubato le sedie e le riviste, scassinato i distributori, scritto sui muri coi pennarelli e probabilmente sarebbero anche riusciti a smontarsi un'anta della doccia solare.

4 commenti:

orsella ha detto...

mi viene da dire solo una cosa: 'sticazzi. ma se vuoi censura la parolaccia.

gischio ha detto...

Pensa che io avverto la stessa sensazione di smarrimento quando in Germania le auto si fermano in prossimità delle strisce pedonali per lasciarti attraversare.
Tutti, ma proprio tutti si fermano... mi è capitato pure in un dopo-partita per la vittoria della nazionale, con le auto cariche di tifosi e bandiere che festeggiavano strombazzando.
Addirittura una volta mi sono avvicinato per caso alle strisce, stavo leggendo un avviso alla fermata del bus... e un'auto si è bloccata perché credeva che dovessi attraversare. Ovviamente mi sono sentito in dovere di attraversare ugualmente, anche se non ne avevo bisogno, per ricambiare tanta cortesia.
Eppure per loro è tutto così normale.

ALittaM ha detto...

orsella, lo so, c'è da stupirsi.

gischio, hehehe, ormai quando sono al volante anche io sono sempre all'erta per le persone che attraversano, sempre pronta a inchiodare nel caso qualcuno si avvicini alle strisce pedonali ;)

Anonimo ha detto...

attenzione! nn è tutto oro ciò che luccica però su tante cose (quasi tutte) la svizzera è più avanti. Tnato per cominciare il rispetto verso la cosa pubblica.
mrP.
(abito vicino al confine ;) !)

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