sabato 9 agosto 2008

Vuoilalìga?

Dietro casa a Milano ha aperto un parrucchiere cinese. Hanno acquisito un vecchio barbiere, ridipinto di azzurro i mobili, rinfrescato i sedili con delle canne di bambù, et voilà.

La madre, di solito snob e malfida di posti del genere, l'ha già provato e ne è entusiasta. Sicchè stamattina mi ci sono diretta per un taglio di capelli estivo.

Entro, il negozio è vuoto tranne una signora che si sta facendo la tinta. Vengo fatta accomodare al lavatesta. Gli shampoo e le tinte sono di marca, la sala è piccola ma ordinata e pulita. In sottofondo suona musica rock cinese.

Poi mi mettono in postazione, e la ragazza ("Giulia", che come tutti i cinesi si è data un nome italianissimo) mi scruta "Taliamocòlti, sì?"

Eh? Poi capisco, e faccio di sì.

Detto, fatto. Giulia inizia a tagliare, sforbiciare, sfoltire, a ritmo triplo rispetto a quello di una parrucchiera italiana. Di quando in quando scambia una frase con la collega, in cinese (staranno sparlando di me? dei miei sandalozzi Birkenstock? dei miei capelli orribili?).

A un certo punto si ferma e mi dice "Vuoilalìga, sì?"
"No, la lacca non la voglio grazie."
"No, laliga, laliga."
"...ah! No, no riga!"

A parte questo piccolo problema di comunicazione il resto fila liscio. Taglia, sfoltisce, rifinisce, asciuga, mette un goccio di gel. Fatto.

Guardo l'orologio: 14 minuti esatti contro i 30 che ci impiegano di solito. Nel frattempo dietro di me sono entrate due clienti, e anche loro sono quasi alla fine. Sorridono e parlano con le ragazze come se le conoscessero da sempre, eppure il negozio è qui da solo due mesi.

Ma la sorpresa maggiore arriva alla cassa. "Otto euro."

Mentre aspetto che mi diano il resto, e guardo allo specchio la mia testa dai capelli tagliati e acconciati in modo più che onesto, cerco di ricordarmi quanto mi fa pagare la parrucchiera sotto casa. Non mi ricordo se erano 25 o 30 euro.

Mi sa che Giulia mi rivedrà spesso.

8 commenti:

Cesena Blog (Paola) ha detto...

I casi sono due: o la fa chiudere la guardia di finanza (gentilmente inviata dall'ass.ne di categoria dei parrucchieri di zona) o chiude perché si accorge che a quel prezzo non paga neppure i prodotti. Anche il mio ristorante cinese preferito ha chiuso per la seconda causa. Offriva porzioni italiane a prezzi cinesi e non ci stava dietro ai costi.

Tu hai sicuramente un vantaggio attuale, paghi poco. Come darti torto! Però queste piccole scelte devastano il mercato del lavoro locale.

ALittaM ha detto...

Non saprei, a Milano i cinesi che offrono tutto a basso costo (cucina, capelli, oggetti, abbigliamento, ecc) proliferano da anni. E sono sempre lì, nessuno li fa chiudere, né loro chiudono.

Per quanto riguarda l'effetto sul mercato, sicuramente c'è chi ne risentirà, ma in tempi di crisi posti del genere sono pieni di gente. E mi fa piacere che almeno si possano permettere un parrucchiere, o un pasto fuori casa, o un paio di infradito, senza spendere troppo.

mrs robinson ha detto...

cara piccola ingenuotta cesenatica,
i ristoranti cinesi chiudono perchè al posto della carne usano cagnotti.

Cesena Blog (Paola) ha detto...

mrs robinson, i troll come te non muoiono mai eh? :)

zymil ha detto...

ne hanno aperto uno anche vicino a casa mia...mi butto quindi?
non ho voglia di spendere più di 30 euri, ufi...

ALittaM ha detto...

Zymil, consiglio consiglio :) Non aspettarti grande qualita', ma non resterai delusa.

Alessandra ha detto...

interessante la tua esperienza, anche io sto pensando di testare il parrucchiere cinese per un taglio, puoi dirmi dove s trova il negozio dove sei andata tu?
grazie

ALittaM ha detto...

Ciao omonima, il negozio dove sono stata io è vicino a piazza De Angeli, praticamente di fronte alla fermata del 16.
Fammi sapere com'è andata! :)

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