lunedì 25 febbraio 2008

Il regno dei Post-It

La madre è una persona ansiosa. Ha paura di dimenticarsi le cose, ha paura che la gente si dimentichi le cose.
Ma soprattutto, la madre conosce i suoi polli.
Stasera è la serata Grey's Anatomy e la madre deve andare a teatro.

Domenica sera
Madre: "Mi registri Grey's Anatomy?"
ALittaM (senza distogliere lo sguardo dal PC): "Certo madre. [...] Però lasciami un Post-It, che sennò me lo scordo."

Lunedì, ore 19.10
Caspiterina.
Altro che un Post-It.
Sono rientrata a casa e li ho visti.
Erano ovunque. Piccoli quadratini multicolorati in ogni angolo della casa. Lì. Là. Laggiù. Ognuno con la stessa dicitura.
"Grey's - Canale 111 - ore 21.00 - in ITALIANO! - Grazie baci mammà"
Li ho contati. Sette.
Sulla porta d'ingresso. Sulla TV in salotto. Sulla TV in camera da letto. In cucina sopra i fornelli. Persino sulla porta del bagno. Li ha messi in ogni angolo della casa in cui sarei passata stasera.
Qua una cosa non mi sfugge: la madre conosce molto bene le sue pollastrelle.

PS: Comunque per essere sicura ho messo l'allarme al telefonino. La mia capacità di scordarmi le cose va oltre l'efficacia di qualche misero Post-It.

sabato 23 febbraio 2008

Vedere un libro, leggere un film

Image of La straordinaria invenzione di Hugo Cabret

Mi sono innamorata di questo libro a prima vista.
Non è una cosa che capita spesso, per i libri di questo genere. E' vero che io sono famosa per incamerare nel cestello della Feltrinelli pile e pile di tascabili, ma per un libro rilegato ho sempre molti dubbi. Lo guardo, lo rimiro, lo peso e ripeso, mi chiedo se valga davvero la pena di comprarlo subito o tanto vale aspettare (come regolarmente faccio) l'uscita in edizione economica.
Con La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret non ho avuto dubbi. L'ho visto, l'ho toccato, ho sfogliato alcune pagine, ho guardato la copertina, e ho capito che doveva essere mio. Subito.
E' un libro fisicamente impegnativo. Impensabile portarlo in viaggio. Le (numerose) pagine sono stampate con carta ruvida, pesante e dal profumo di inchiostro forte e inebriante. E' un libro che occupa il suo bello spazio sullo scaffale, insomma.
Sapevo che non mi avrebbe deluso, ma non mi aspettavo di trovare tanto al suo interno. Un libro come un film. La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret va oltre il romanzo per ragazzi e la graphic novel. Vi si alternano poche pagine di prosa e tantissime pagine di illustrazioni. Ed è questa la cosa che lo rende unico: per una volta sono le illustrazioni a farla da padrone, rendendo la parola scritta un semplice supporto alle immagini. Non il contrario. Il libro va sfogliato pagina dopo pagina, come i fotogrammi di un film, gustando nel profondo ogni illustrazione finemente disegnata.
Ma non solo. Nella sua semplicità, la storia è proprio un omaggio al cinema degli albori, il cinema francese dei primi anni del Novecento. Non a caso uno dei protagonisti non è altri che Georges Méliès in persona. Ed è qui che tutto si incastra alla perfezione, perché il formato stesso del libro diventa di fondamentale importanza.
Sarà stata la cinefila che alberga in me, ma sfogliando le ultime pagine mi sono accorta di avere la schiena percorsa da leggeri brividi.

giovedì 21 febbraio 2008

Campo, casa, mare


La comodità di essere una scrittrice e una fotografa mediocre: quando hai voglia di scrivere ma non sai cosa scrivere, piazzi lì una tua bella foto sciccosa e la lasci parlare per te. Mediocremente. Ma sempre meglio del silenzio.

(fotografia Campo, casa, mare (c) ALittaM 2007)

lunedì 18 febbraio 2008

Piccolo ladro svampito

O caro ladro un po' frettoloso e svampito,
che ti sei intrufolato a casa mia oggi pomeriggio:
  • Che hai rovistato i cassetti del salotto - e ti sono letteralmente esplosi davanti agli occhi perché nei cassetti del salotto noi teniamo tutte le cianfrusaglie che non sappiamo dove mettere.
  • Che hai ribaltato il mobile all'ingresso - e ci sei rimasto male perché non c'era dentro nient'altro che cartaccia.
  • Che sei entrato in camera di mia madre e hai aperto i cassetti - e ti è venuta una sincope, perché mia madre non pulisce i suoi cassetti da... uhm, a dire il vero non penso di averla mai vista pulire i cassetti.
  • Che sei entrato in camera mia - e hai avuto un attacco isterico, perché in camera mia sembrava ci fossero già passati i ladri da quanto era in disordine stamattina.
  • Che hai guardato nel mio portagioie e hai pianto di disperazione, perché io indosso solo paccottiglia da mercatino.
O ladro, beh, io volevo dirti che un po' ti compatisco, piccolo ladro svampito e frettoloso, e un po' anche ti ringrazio:
  • Perché so che hai visto la mia borsa fotografica, l'hai aperta, hai contemplato la macchina digitale e gli obiettivi nuovi di pacca. E mi hai lasciato tutto quanto lì.
  • Perché non hai notato il piccolo contenitore all'ingresso che conteneva tutti i miei valori, roba da poco eh, ma pur sempre le uniche cose di valore che posseggo.
  • Perché so che hai aperto l'armadio di mia madre, quello pieno di borse e sicuramente le borse ti sono piovute in testa come le rane in Magnolia (e so che hai provato ad aprirne una e dentro hai trovato solo l'Optalidon del '92)
  • Perché sicuramente sei entrato in camera di mia madre, hai visto il poster degli Stones, e hai detto qua ci dorme la figlia - e poi sei entrato in camera mia e sei rimasto perplesso.
  • Perché alla fine hai portato via solo un paio di cosucce d'oro da poco.
  • Perché il computer portatile, l'Ipod Shuffle, il lettore dvd portatile, l'HD esterno, non te li sei neanche filati di striscio.
  • Perché probabilmente sei uscito da casa mia un po' scosso dal casino che vi regna sovrano.
  • Perché la cosa peggiore di questo brutto pomeriggio è che io e la madre abbiamo passato la sera a mettere a posto la casa, e ci va bene così.

sabato 16 febbraio 2008

La casalinga di Lugano

Ste va in ufficio a sbrigare alcune pratiche.
Io mi guardo intorno, nel piccolo grande monolocale, e mi dico
Ma sì dai, mettiamogli un po' a posto la casa.
Raccatto detersivo, spugna, mi rimbocco le maniche e passo all'Ipod per mettere un po' di musica a farmi compagnia.
Ovviamente la prima canzone è Stand by Your Man. Country, anni 70, melodica e un po' lagnosa. Una canzone che parla di sottomissione femminile e di come far sapere al "tuo uomo" che lo ami in ogni momento.
E io intanto gli sto volontariamente pulendo la cucina.

La femminista che è in me ulula di sofferenza.
La Bree Van De Kamp che è in me è al settimo cielo.

lunedì 11 febbraio 2008

Considerazioni delle 03.33

Ma perché si sta sempre male di notte?

Non sarebbe meglio stare male prima, dopocena, così da avere il tempo di rimettersi in sesto e infilarsi sotto le coperte?

Invece no.

Puntuale come un treno svizzero, ecco che alle 03.29 il male si fa vivo. A volte è un dolorino alla schiena, a volte un mal di testa, spesso (troppo spesso in questo periodo) è una serie di crampi e bruciore di stomaco che indicano che no, non potevi mangiare quel particolare cibo, perché sei intollerante. Cretina.

E va bene. Prendiamoci gli insulti e gli improperi dello stomaco. Prendiamoci i dolori.

Quello che non capisco però è: perché, perché deve sempre essere nel cuore della notte? Perché aggiungere la perdita di sonno alla sofferenza?

Programmi di stasera: doccia, riso in bianco e poi a letto.

domenica 10 febbraio 2008

Moules et Frites

Moules et Frites

Sabato sera, ristorante belga Le Vent du Nord. Occasione: compleanno di Cristina.

Fuori l'aria è fredda e umida ma l'interno del locale, piccolo e accogliente, ci riscalda subito. Ci sediamo alla nostra tavolata in un angolo e iniziamo a ispezionare il menu. Il tovagliolo, chiuso da uno spago, nasconde all'interno una sorpresa: un foglietto con la spiegazione di un nodo marinaresco, per esercitarsi con lo spago durante la serata.

Inutile dire che il piatto forte di questo ristorante sono le cozze, disponibili in 5 versioni semplici ma gustose, da abbinare alle patatine fritte. Per fortuna, per chi non ama le cozze (come la sottoscritta) c'è un assortimento discreto di carni e piatti tipici della cucina belga. Il cibo si accompagna a una buona serie di birre, alla spina o in bottiglia, di varie gradazioni. Merita una nota di merito il fatto che il menu abbini a ogni piatto la birra migliore, evitando lunghi ragionamenti su cosa vada meglio con cosa.

Il cibo arriva in fretta e senza troppi problemi: grandi pentole di smalto nero che contengono un tesoro fumante e profumato. Le cozze sono tutte deliziose e succose, ma le migliori fra tutte si rivelano le moules mariniéres, pepate ma non troppo e con un bel sughetto. Il piatto alternativo di carne, la carbonnade a la flamande, è uno stufatino senza infamia e senza lode, abbinato a un purè di patate e verdure casereccio.

Ma la vera rivelazione della cena sono le patatine. Croccanti, fresche, ancora bollenti, servite in cartocci con abbinata una maionese che è una delizia, gialla e cremosa e chiaramente fatta a mano. Ci buttiamo con gioia sui nostri cartocci, finendo con le dita unte e la pancia felice.

Le birre sono tutte degne della loro fama, sia la tranquilla Pils che la fresca Blanche che la potentissima Gordon Finest Gold (10°, gialla e liquorosa).

Il dessert, portato dalla festeggiata, è una millefoglie goduriosa con doppia crema. La casa offre spumante e sidro. Mhm, diciamo anche succo di mela, vista la ridicola gradazione di 2°.

Ci rimangerei? Sì, probabilmente provando un altro piatto di carne e un'altra birra. Lo consiglierei? Certamente, soprattutto a chi ama le cozze, un ambiente curato ma informale e una scelta di birre diversa dal solito.

Le Vent Du Nord
www.leventdunord.it
Via Sannio, 18 - 20137 Milano
Tel./Fax 02 55189027 (prenotazione consigliata)

(fotografia Moules et Frites (c) ALittaM 2008)

venerdì 8 febbraio 2008

Wow

06.02.08

Un ottovolante di emozioni.
Trovarsi in un istante giù, sul fondo e poi essere trascinata con forza su, su, di nuovo in alto.
Una spolverata ai vestiti sporchi di terra e poi via, si va.

Avanti.

martedì 5 febbraio 2008

La miopia di ALittaM

Ste: Che fai stasera?
ALittaM: Mi sa che vado a fare acquagym.
Ste: Oh, sono contento che questa cosa ti piaccia così tanto, amore! Ma dimmi, hai iniziato a fare amicizie, chi c'è che fa il corso insieme a te?
ALittaM: Stai scherzando, vero?
Ste: ...?
ALittaM: Amore, ma tu ti ricordi quanto sono talpa? Hai in mente che ad acquagym vado senza occhiali? Io in piscina vedo tutto sfocatissimo. Le mie compagne di corso sono figure indistinte semi-sommerse. Non saprei riconoscere nemmeno l'istruttore se lo incontrassi per strada! Anzi, ti dirò di più: l'altro giorno ho fatto un corso intero e di fianco a me c'era la Cri, e me sono accorta solo all'uscita e lei era anche abbastanza offesa perché credeva che non l'avessi salutata apposta!
Ste: [...]
ALittaM: [...]
Ste: Ma mettere le lenti a contatto?

lunedì 4 febbraio 2008

PS, che strazio


Lo ammetto: l'ho guardato solo per Gerard Butler. Che ci posso fare, è gnocco. Era gnocco quando faceva il Fantasma dell'Opera, poi l'ho visto in 300 e non ho capito più niente. Sapevo esattamente a cosa andavo incontro: l'ho guardato perché era venerdì sera, ero stanca e avevo voglia di brasarmi il cervello con un chick movie e poi mangiare una pizza coi peperoni e andare a letto.

Quindi dall'alto della mia esperienza lasciate che vi dica che questo film NON è consigliato per le seguenti persone:

1) Chi non sa chi è Gerard Butler o, pur sapendolo, non lo trova gnocco.
2) Gli uomini di ogni età e forma.
3) Le donne che pensano di vedere un film strappalacrime.
4) Chi ha letto il libro omonimo.
5) Le persone con un minimo di senso critico.

I motivi sono semplici: il film non fa piangere, se non di frustrazione. Il film mena una grande sfiga alle giovani coppie (sono belli, giovani, sposati, si amano e trac! due mesi dopo lui è sottoterra. Toccata generale!). Il film è irlandese quanto Gerard Butler, che è scozzese. Il libro da cui è tratto il film si solleva di pochissimo dall'essere completamente mediocre: se ne deduce che il film è persino peggio. Nel film c'è Lisa Kudrow che fa l'amica strampalata (uh, ma dai, un ruolo assolutamente nuovo per lei!). Il film usa l'Irlanda come una specie di terra fatata in cui guarire la propria anima. C'è Harry Connick Jr. che fa il tenerone logo-diarroico, e non canta nemmeno. Kathy Bates fa la madre burbera ma dal cuore d'oro. Gli ultimi venti minuti sono una flebo di zucchero e lacrime e bei sentimenti, e che due palle.

A parte questi difetti, del film si possono salvare: Gerard Butler. Alcuni dialoghi spiritosi. La scena prima dei titoli di testa. La casa dei protagonisti, anche se sembra arredata da uno che lavora all'Ikea. Le scene di canto.

Il che, sommato, arriva a sì e no 15 minuti. So not worth it.

domenica 3 febbraio 2008

L'acquagym del sabato

Questa non me la aspettavo.
La mia palestra, il sabato, diventa un attivissimo luogo di rimorchio. Gay.
Entrare nella zona termale e trovarsi circondata da uomini belli, tonici, depilati, alla moda. Che non ti cagano di striscio ma si occhieggiano a vicenda.
E tu non sei neanche al massimo della forma, piccola donnina con cuffia rosso brillante e il costume da dieci euro di Decathlon, sfatta e stanca, che ha ancora sullo stomaco la cena luculliana del venerdì ed è venuta in palestra per darsi un tono e poco più.
Insomma, li guardi e ti senti ancora più cozza e inutile, e un po' li odi per i loro addominali scolpiti e i costumi griffati e le infradito, sexy e inarrivabili, a mollo nell'idromassaggio.
E te ne vai sconsolata a fare acquagym, che è l'ultimo baluardo delle donne. E lì le ritrovi, le altre tapine come te, che devono aver appena vissuto la tua stessa esperienza, a giudicare dallo sguardo inebetito nei loro occhi: come un diabetico in una pasticceria.

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