lunedì 29 settembre 2008

Confondere l'appetito per affetto

Sabato sera, ricevimento nuziale.
ALittaM e Ste siedono al tavolo dei cugini.
Iniziano ad arrivare i primi piatti e ALittaM va subito in delirio per la loro bontà.
Talmente in delirio che decide, come suo solito, di indirizzare dei simpatici cenni al cameriere per farsi portare un bis. Per entrambi i primi. Mamma che bontà. Il cameriere sorride accondiscendente e le scodella una seconda abbondante porzione di tagliatelle all'aragosta e di strozzapreti con pomodoro, melanzane e ricotta salata.
Arriva il secondo, e insieme al piatto ALittaM trova, nascosto discretamente lì sotto, un bigliettino.
Con sopra numero di telefono e nome del suddetto cameriere accondiscendente.
Eh?!
Questo qui deve aver pensato che stessi chiedendo i bis soltanto per broccolarlo. Non aveva mica capito che la mia unica passione di quella sera erano i carboidrati e i loro condimenti.

(commento di Stefano: ma porca miseria, non mi posso distrarre cinque minuti che tu subito rimorchi. Svergognata!)
(commento dei cugini: Ste, ora ti tocca ammazzarlo a quello!)

venerdì 26 settembre 2008

Wedding planner

Questo weekend ho un altro matrimonio, sempre in Puglia.
È la seconda volta che vado in Puglia in vita mia.
Devo partire dal Ticino.
È previsto traffico. Sarà venerdì sera.
Non so dove lasciare la macchina per via dei machiavellici lavaggi strade e delle varie zone residenziali di Milano, mannaggia a loro.
Non so se mi verranno a prendere all'aeroporto, se devo viaggiare insieme a degli amici di famiglia di cui non ricordo l'aspetto, o se devo prendere un taxi.
Non mi hanno detto in che albergo starò.
Ho scordato il libro da leggere in aereo.
Ho scordato il TomTom.
Ho scordato il caricabatterie.

Ah, vi ho detto che volo Alitalia?


(ci vediamo lunedì... forse... altrimenti cercatemi nella pagina della cronaca!)

martedì 23 settembre 2008

Docce fredde

Ogni volta che fa la doccia, ALittaM ripensa alla sua amica O.
O. le ha detto, un giorno, che per migliorare i problemi di cellulite c'era un trucco semplice semplice: dopo aver fatto la doccia calda bastava sciacquarsi le gambe con un getto di acqua fredda, partendo dalle caviglie verso l'alto.
O. in effetti ha un fisico invidiabile, snella e soda (a parte una piccola parentesi di circa 9 mesi, ma questa è un'altra storia). ALittaM ci ha creduto e ha deciso di prendere questa invidiabile abitudine.
Ma che dolore! Che tortura!
Da quel giorno in poi, ALittaM termina ogni doccia con una bella sciacquata di acqua gelida sulle gambe, "che fa tanto bene alla circolazione".
E ogni volta che è lì, nel bel mezzo della sofferenza, a boccheggiare dallo shock termico e dal freddo, ALittaM ripensa alla sua amica O. con le seguenti parole
Tutta colpa tua e del tuo consiglio!!

martedì 16 settembre 2008

Minoranze

È brutto rendersi conto di abitare in un Paese dove la tua lingua è una minoranza.
In Svizzera si parlano ufficialmente tre lingue (quattro col romancio, ma questa è un'altra storia), ma in pratica se ne parla una: il tedesco.
Se proprio proprio vogliono sforzarsi, anche il francese.
Ma l'italiano... italiano? Figuriamoci. Giammai. Spetta allo svizzero italiano imparare le altre lingue nazionali, mica il contrario.
Si va al supermercato e i prodotti, ma proprio tutti i prodotti, hanno le etichette in due lingue: tedesco e francese. I cartelli stradali offrono spiegazioni in quest'ordine: tedesco, francese, italiano. In treno gli annunci vengono dati in perfetto tedesco, francese un po' così e un italiano che ha del fantascientifico.
Questo quando vi va bene. Quando vi va male, in Svizzera si parla solo il tedesco. In questi casi, ALittaM viene sottoposta a vere e proprie prove di abilità linguistica:
Persona al telefono: Hallo, das ist bla bla bla!
ALittaM: Buongiorno, parla italiano?
PaT: Nein, keine Italienisch. (ok, ci avevo provato, tanto non capita mai)
ALittaM: Uhm, yes, I'm sorry I don't speak German, can we please talk in English?
PaT: Nein, ich bla bla keine bla! (trad. no, io non parlo l'inglese!)
ALittaM: Ahhh, parlez vous français peut-être?
PaT: Nein, ich bla bla bla keine bla blah!! (trad. no, io non parlo il francese, io parlo solo il tedesco, possibile che lei non parli il tedesco?!)
ALittaM: (opporca... usiamo tutto il tedesco di cui disponiamo) Uhm, das ist ein grosses Problem... bitte warten Sie! (e inizia la ricerca di un germanofono nelle vicinanze che dia una mano)
Morale della favola: questo autunno inizierò un corso di tedesco intensivo. Direi che è necessario alla mia sopravvivenza.

Guarendo

Quando ti aggredisce il primo raffreddore della stagione, il primo brutto raffreddore, che velocemente si evolve in una sinusite di quelle che ti stendono, non c'è molto da fare.

Bisogna mollare tutto quello che si sta facendo, correre a casa, infilarsi sotto il piumone e procedere alla guarigione con i seguenti rimedi:
  • Compresse balsamiche da sciogliere in acqua bollente e inalare a grandi boccate
  • Fluimucil e Vivin C a palla
  • The caldo con tanto zucchero e limone, e dei biscottini per tirarsi su
  • Penniche di 2-3 ore
  • Guardarsi un dvd a letto direttamente dal pc portatile
  • Farsi fare da Ste una bella minestrina con le carote e la pastina e tanto formaggio
  • A letto presto e una lunga dormita
Dopo 18 ore di questa terapia, la paziente ha riacquistato colorito, le si è stappato un orecchio e una narice, è pronta a riprendere servizio con solo gli occhi un po' gonfi e la voce bolto dasale.

giovedì 11 settembre 2008

Casa mia, casa mia

Mi rendo conto di non aver ancora detto molto sulla mia nuova casa. Le cose da dire sarebbero tante, prima di tutto perché è la mia prima casa come adulto indipendente: è la prima casa di cui pago l'affitto, le bollette, la prima casa di cui sono totalmente responsabile, dal rubinetto che gocciola alla lavastoviglie.

Ma c'è molto più di questo: è una casa affascinante non solo per quello che c'è dentro, ma per quello che c'è intorno. Iniziamo dalle cose essenziali, quelle che racconto sempre per prime:
  • Di fianco al mio palazzo c'è una bella Basilica in mattoni rossi. A venti metri dal mio palazzo, sulla stessa via, c'è una sinagoga. È incredibile vedere questi due mondi convivere quotidianamente.
  • A piano terra c'è un negozio di pizza al trancio. Il profumo di pizza croccante nell'androne di casa è perenne, dalle 7 di mattina alle 22 di sera. È un odore fenomenale, appetitoso, caldo, da ipersalivazione istantanea.
  • Nel seminterrato c'è il locale lavanderia. A molti italiani questa cosa suonerà nuova, in Svizzera è la norma: non si ha la lavatrice in casa, ma ce n'è una per tutti in cantina da usare a turno. Nella lavanderia c'è una lavatrice bellissima, grande e nuova, un'asciugatrice fenomenale (vedi mio post dell'altro giorno) e anche un enorme lavandino in pietra per chi vuole giocare a fare la lavanderina. Ogni inquilino ha una chiavetta ricaricabile, e comunque in caso di panico ci sono le istruzioni stampate chiaramente su un pannello. Preciso preciso. L'unico problema è trovare il coraggio di scendere in cantina nelle buie sere di pioggia, affrontando i corridoi spettrali armati solo di un cesto di panni sporchi e un fustino di detersivo.

martedì 9 settembre 2008

L'asciugatrice asciuga

Ragazzi,
è imbarazzante e lapalissiano allo stesso tempo, ma io stasera ho scoperto che l'asciugatrice asciuga.
Non ho mai dato tanta importanza al piccolo aggeggio di fianco alla lavatrice nella lavanderia condominiale, ma stasera avevo due carichi da fare ed ero in vena di sperimentare.
Porca miseria.
In 60 minuti i panni si sono asciugati. A-sciu-ga-ti. Pronti per essere messi via. Altro che portali su, stendili, fai stare tutti i calzini sullo stenditoio, controlla che le camicie siano asciutte, e se fa umido possono metterci anche tre giorni. No. In una serata, due lavatrici fatte e asciugate. Mi sembra un miracolo*.
Tutta la mia filosofia del bucato va ripensata. Sono un po' spaesata, stupefatta, e un po' più vicina a diventare Bree Van De Kamp.

*(voi casalinghe disperate tuonerete "NO! L'asciugatrice rovina i vestiti, li sgualcisce, diventano difficili da stirare, è opera del demonio!" Non è vero: i panni escono asciutti, morbidi, lisci e deliziosamente caldi. Probabilmente erano dicerie messe in giro dai produttori di stendipanni)

Milanesità

Scambio di mail del lunedì
Amico 1: Ragazzi non ci credo, sono stato a pranzo al bar, è pieno di ragazzini del San Carlo... sono tutti vestiti da Abercrombie&Fitch!
Amico 2: E che palle! Ormai ce le hanno tutti le magliette con l'alce. Ci tocca trovare un altro marchio di vestiti fico ma non troppo di moda, che dite, ci informiamo dall'amico che sta negli USA per i nuovi trend?
ALittaM: Ahem, ma vi siete visti? Anche noi andiamo sempre in giro griffati Abercrombie... siamo anche noi schiavi della moda, è inutile fare tanto gli stupiti se poi i ragazzetti si adeguano!
Amico 1 e Amico 2: (silenzio)

A volte noi milanesi non ci rendiamo conto di quanto siamo squisitamente milanesi.

Vogliamo essere alla moda, ma una moda esclusiva, che abbiamo solo noi e gli altri no. Va bene che la gente ci invidi la maglietta, ma non va bene se poi anche loro se la comprano. È una situazione un po' inquieta, sempre alla ricerca, mai pienamente soddisfatti, sempre col timore che "gli altri" scoprano i nostri segreti elitari e li rendano pubblici, massificati, democratici.

sabato 6 settembre 2008

Tagliatelle finferlose del sabato a pranzo

Ingredienti

500 gr di pappardelle
700 gr di finferli freschi
2 spicchi d'aglio
2 dl di panna fresca
2 manciate di Parmigiano Reggiano
1 cucchiaio di olio d'oliva
2 cucchiai di burro
Sale / Pepe

Preparazione

Lavare, asciugare e pulire bene i finferli. Usare un pennello pulisci-funghi fichissimo dal manico a forma di fungo comprato alla Migros. Tagliare i finferli a listarelle.
Pelare l'aglio e metterlo intero in una padella con il burro e l'olio. Fare imbiondire.
Quando l'aglio ha preso un po' di colore aggiungere i funghi. Alzare la fiamma e salare subito per far uscire l'acqua di cottura. Far andare i funghi per circa 10 minuti, aggiustando di sale e di pepe.
Quando i funghi sono quasi pronti, abbassare la fiamma al minimo, aggiungere la panna e rimestare per un altro minuto.
Nel mentre cuocere le pappardelle in abbondante acqua salata e riscaldare il forno a 200°.
Scolare la pasta, versarla subito in padella insieme ai funghi, dare una rigirata per insaporire il tutto e trasferire in una teglia.
Cospargere la parte superiore della pasta con il Parmiggiano Reggiano (aggiunta opzionale di pangrattato), infilare la teglia nel forno sotto il grill per una decina di minuti.
Servire ancora fumante. Se siete goduriosi come me, pescate i pezzi d'aglio belli cotti e saporiti dal fondo e mangiarli, se invece ci tenete al vostro alito metteteli da parte.
Accompagnate con birra rossa artigianale, del pane caldo per fare la scarpetta, e mi raccomando preparate un buon caffè alla fine per scongiurare l'abbiocco istantaneo.

Condizioni necessarie per la buona uscita di questo piatto: procuratevi dei finferli buoni perché è la loro qualità a rendere il piatto normale o eccezionale. Ora è la stagione, quindi tenete d'occhio supermercati e mercati. Io ne ho preso un cestino da un chilo alla Coop, ho fatto queste tagliatelle e ora me ne avanza la quantità perfetta per una bella frittata o un contorno.

PS: Non ho fatto in tempo a fare foto di questa delizia, mi spiace!

mercoledì 3 settembre 2008

Empatia

Stavo giusto uscendo dal lavoro l'altra sera, e sul piazzale del parcheggio ho notato per un istante una signora seduta in macchina. Se ne stava seduta al posto del guidatore, con la portiera aperta, un vestito a fiori, immersa nella luce dorata del tramonto, e mangiava tutta tranquilla un Cornetto ascoltando la radio.

Ecco, io quella signora l'ho guardata per meno di un secondo, ma mi è piaciuta tantissimo.

Perché me la immagino, uscita dal lavoro anche lei, che decide di passare al bar e prendersi un gelato: ha avuto una giornata lunga e si concede un momento di pausa, da sola, prima di salire in macchina e tornare al marito, i figli o anche solo al bucato da fare. Ascolta la musica, se ne sta al sole caldo ma non soffocante, prende un respiro tra una parte e l'altra della giornata che noi tutti attraversiamo.

Mi è piaciuta per il vestito a fiori che aveva, elegante ma informale, come a dire che siamo ancora in estate anche se il sole tramonta presto.

Mi è piaciuta la musica che usciva dalla radio, una canzone semplice di Zucchero.

Mi è piaciuto lo sguardo di puro amore che indirizzava al Cornetto prima di morderlo.

Mi è piaciuta perché aveva l'aria di essere tutto sommato serena e soddisfatta.

Insomma, io mi ci sono ritrovata in quella signora, anche se non la conoscevo e tuttora non la conosco. Mi piacciono quei momenti così.

lunedì 1 settembre 2008

Ahhhhh


Lo so, sono fatta al contrario. La gente di solito guarda le previsioni e dice "Eccheppalle, peggiora."

Io invece ho visto questo e sono qui a fare i salti di gioia.

Non vedo l'ora che arrivi la pioggia, il fresco, il vento.

Non vedo l'ora di mettere una coperta pesante sul letto, di respirare l'odore dell'autunno.

Ve l'ho detto, sono fatta al contrario io: io festeggio l'arrivo della brutta stagione.

Vattene dalla mia testa

Non solo domenica sera con un mal di testa lancinante.
Non solo hai dovuto fare la spesa e il viaggio verso Lugano con un caldoumido pazzesco e un forte senso di nausea.
Non solo trovare la lavatrice allegramente occupata durante il tuo turno (e meditare di chiamare la polizia).
Non solo la doccia, l'ibuprofene e il relax sul divano non sono serviti ad alleviare la tua sofferenza.
Non solo tutto questo... ma possibile che quando finalmente ti metti a letto devi anche avere in testa, a loop e a palla, una canzone irritante che neanche ti piace?
Sgrunt.

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