lunedì 28 dicembre 2009

Sotto l'albero

Sotto l'albero quest'anno ho trovato molto più di quello che avevo chiesto.
Ho trovato un Natale nuovo e bellissimo, con una nuova famiglia della quale sono fiera. Non ho avuto la fortuna di avere fratelli o sorelle: sposandomi ne ho guadagnati due in un colpo solo. Ma non solo: ho rivisto e riscoperto cugini e parenti che non frequentavo da tanti mesi, e mi sono stupita di quanto crescano in fretta i ragazzi, e quanto questo voglia dire che noi stiamo crescendo insieme a loro.
Ho anche fatto incetta di regali, regali utili e belli (e profumati: quest'anno Babbo Natale mi ha regalato moltissimi creme, mousse e bagni schiuma vari, da durarmi tutto l'anno), ma anche regali inutili e quindi ancora più belli (prima tra tutti una Lensbaby, ma su questo vi aggiornerò in seguito).
Sono riuscita persino a recuperare un po' di sonno e di coccole, a portarmi a casa un tupperware pieno di avanzi da gustarmi sul divano con Ste, a vedere un film al cinema, fare due passi sul lago, e scattare un paio di ritratti ai miei parenti per ricordarmi di quanto sono belli, dentro e fuori.
E stasera giusto il tempo di fare una doccia, la borsa e domani siamo già in partenza per Berlino.

mercoledì 23 dicembre 2009

La vendetta del peperone

Ieri sera ALittaM ha cucinato pasta con i peperoni, un goccio di panna e tanto peperoncino.
Alle 2.25 Stefano ha iniziato a parlare nel sonno.
ALittaM invece ha "solo" sognato che Luciana Littizzetto ci provava con lei.

lunedì 21 dicembre 2009

Il giorno più buio dell'anno

In giornate come questa, il giorno più buio dell'anno, con i fiocchi che scendono numerosi dal cielo e si aggrappano voraci a tutto quello che trovano, un passaggio a casa è uno dei doni più benaccetti e piacevoli.
La neve è bella, ma è bella quando la si vede dal caldo di casa propria, con le candele sul davanzale, un piatto di capelletti in brodo a tavola e una coperta sotto la quale stendersi.
Ecco un paio di scatti estemporanei per farvi vedere com'è la situazione a Lugano oggi.

Snowed in
Il balcone della cucina. Mi piace il modo in cui la neve si appoggia sui disegni della ringhiera.

IMG_7372
La vista dalla cucina. La Basilica del Sacro cuore innevata.

Snowed in
L'angolo del riciclo, completamente coperto di neve.

Sacro Cuore con neve
Ancora neve sul Sacro Cuore.

Candles and snow
Mentre io ero in giro a scattare foto per casa, Ste ha acceso le candele e preparato la cena.
NB: notate la nuova versione dell'arancia natalizia appena fatta, la casa ha un buonissimo profumo.

E da voi? Nevica? Tanto, poco? Fatemi vedere le vostre foto!

domenica 20 dicembre 2009

Foto di una domenica sera

Bath Time, 1

Ore 18.00 - bagno caldo con bagnoschiuma al rosmarino
Ore 18.30 - scrub con guanto di crine
Ore 18.45 - shampoo alle erbe

Bath Time, 2

Ore 19.00 - crema per il corpo alla lavanda di Harrods
Ore 19.15 - crema per il viso Dolci Notti della Johnson
Ore 20.00 - pasta con il tonno
Ore 20.30 - relax sul divano guardando programmi di cucina e vecchi film

Christmas Tree

Ore 21.30 - le palpebre si chiudono

Stefano

Ore 22.30 - buonanotte... inizia una nuova settimana.

giovedì 17 dicembre 2009

Hark! The Herald Angels Sing



Questa va nella top ten delle mie canzoni natalizie preferite, di quelle che fanno salire ondate di brividi per la schiena non appena la sento.
E vi dirò di più. Avete visto il video là sopra? Quando sono a Londra a Natale, uno dei miei appuntamenti imperdibili è andare a St. Martin in the Fields e ascoltare una serata di Carols By Candlelight, che ti va vivere esattamente la stessa scena ma in una chiesa di poco più piccola. Un'esperienza vivamente consigliata per i fanatici del Natale come la sottoscritta.
Ed ovviamente ecco il testo per voi, così potete alzare il volume al massimo e cantare a squarciagola.
Hark! the herald angels sing,
"Glory to the new born King,
peace on earth, and mercy mild,
God and sinners reconciled!"
Joyful, all ye nations rise,
join the triumph of the skies;
with th' angelic host proclaim,
"Christ is born in Bethlehem!"
Hark! the herald angels sing,
"Glory to the new born King!"

Christ, by highest heaven adored;
Christ, the everlasting Lord;
late in time behold him come,
offspring of a virgin's womb.
Veiled in flesh the Godhead see;
hail th' incarnate Deity,
pleased as man with man to dwell,
Jesus, our Emmanuel.
Hark! the herald angels sing,
"Glory to the new born King!"

Hail the heaven-born Prince of Peace!
Hail the Sun of Righteousness!
Light and life to all he brings,
risen with healing in his wings.
Mild he lays his glory by,
born that man no more may die,
born to raise the sons of earth,
born to give us second birth.
Hark! the herald angels sing,
"Glory to the new born King!"

Come, Desire of nations, come,
fix in us thy humble home;
rise, the woman's conquering Seed,
bruise in us the serpent's head.
Adam's likeness, Lord, efface;
stamp thine image in its place.
Second Adam from above,
Reinstate us in thy love.
Hark! the herald angels sing,
"Glory to the new born King!"

Adam’s likeness, Lord, efface,
Stamp Thine image in its place:
Second Adam from above,
Reinstate us in Thy love.
Let us Thee, though lost, regain,
Thee, the Life, the inner man:
O, to all Thyself impart,
Formed in each believing heart.
Hark! the herald angels sing,
“Glory to the newborn King!”

mercoledì 16 dicembre 2009

16 Dicembre


Dannato telefonino, che inatteso mi ricorda, con un bip, la data di oggi.
E io che cercavo disperatamente di non pensarci.
Oggi avrebbe compiuto 97 splendidi anni, avremmo fatto una festa con gli zii e i cugini e i figli dei cugini, avremmo mangiato la sua pasta al forno e le sue polpette e le avremmo messo le candeline sulla torta e lei sarebbe stata contenta circondata dalla sua famiglia, i suoi ragazzi, che ormai lei chiamava tutti ragazzi, anche i figli ultrasettantenni.
E invece oggi che lei non c'è più mi sento vuota e fredda come questo giorno di Dicembre che ormai non sarà più festeggiato.
Si possono fare gli auguri di compleanno a qualcuno che non c' è più?

martedì 15 dicembre 2009

Oggetto di Kulto

Come sapete, la settimana scorsa ALittaM e Ste hanno fatto il presepe.
La tradizione vuole che la statuina del Bambino Gesù non venga esposta subito, ma messa la sera di Natale con grande commozione. Se il presepe ha il Bambino Gesù incollato alla mangiatoia, di solito si copre la statuina con un batuffolo di cotone o un pezzo di stoffa.
(O almeno, mia nonna faceva così. Col senno di poi sarebbe stato più furbo dare un colpetto di solvente e staccare la statuina, ma non è mai venuto in mente a nessuno. Siamo stati per anni col batuffolo di cotone)
Anche nel presepe dei vostri eroi la statuetta del Bambino Gesù viene tolta, e messa via in attesa di poterla esporre.
L'anno scorso, mettendo via il presepe, abbiamo infilato la statuetta nel primo sacchettino carino che ci era capitato, un sacchetto color argento con una scritta sopra, in cui c'era probabilmente un gioiellino ricevuto come regalo.
Quest'anno, mentre preparavamo il presepe, abbiamo letto per la prima volta la marca sul sacchetto.
Si chiamava Kulto.
Ste: "Caspita, un nome più azzeccato non lo si poteva trovare."
ALittaM: "Sì, ma un pelino meno truzzo non mi sarebbe dispiaciuto."

giovedì 10 dicembre 2009

Etsy

Questo post ha lo scopo di farvi scoprire un sito che, con tutta probabilità, vi cambierà la vita.

Il sito si chiama Etsy.
È un enorme negozio online fatto da tanti piccoli negozietti in cui persone ricche di talento e creatività vendono i loro prodotti.
Ci trovate di tutto: borse, gioielli, cartoleria, stampe, ceramiche, dcorazioni, accessori, vestiti.
Tutto fatto rigorosamene a mano. Tutto bellissimo.
Che altro dire? Visitatelo, visitatelo oggi, visitatelo ora. E tenete pronte le vostre carte di credito, perché sicuramente finirete per comprare qualcosa!
Se volete visitare questo splendido sito, ri-eccolo qui.

PS: No, non sono stata pagata da Etsy per pubblicizzare il sito.
PPS: Però un piccolo secondo fine ce l'ho: dall'altroieri sera ho anche io un mini negozio su Etsy... presto tutti i dettagli!

martedì 8 dicembre 2009

Profuma ambiente di Natale

Questa è una cosa così semplice, così facile e così deliziosa che mi vergogno di non averla scoperta prima! Vi consiglio di farlo, fatelo subito stasera, non ve ne pentirete.
Necessario: una arancia bella succosa dalla buccia sottile e una manciata di chiodi di garofano.
Lavorazione base: infilare i chiodi di garofano nell'arancia, spingengo fino a che non si ferma all'altezza della testa. Infilarli in modo che seguano un disegno geometrico, o un ghirigoro di vostra scelta, oppure come vi pare e piace.
Lavorazione expert (facoltativa): comprate un bel nastro di stoffa con colori natalizi, preferibilmente rosso o verde o oro, e legatelo intorno all'arancia a mo' di pacchetto.

Et voilà!
Orange & Cloves

Il chiodo di garofano assorbirà il succo dell'arancia e diffonderà il profumo nell'ambiente, mischiandoci anche il suo buonissimo profumo speziato. Nell'arco di poche ore tutta la casa avrà un buonissimo odore natalizio, 100% naturale, che durerà fino a 2 settimane.
Per aumentare la forza del profumo, provate a metterlo sul calorifero!

Consiglio: Quando sarà secco, subito prima di buttarlo, mettetelo a bollire per qualche minuto per dare un'ultima botta di profumo di Natale all'intera casa.

lunedì 7 dicembre 2009

Sant'Ambroeus

SMS:
ALittaM a MammaCell: Buon Sant'Ambrogio! Baci
MammaCell ad ALittaM: Grazie! Io tutto ok, sto a casa, mi riposo, mi rilasso, ho fatto un giro di negozi e ora mi cucino un risotto. Tu come va al lavoro?
Sgrunt.
ALittaM a PapàCell: Buon Sant'Ambrogio! Baci
PapàCell ad ALittaM: Grazie, tu però sgobba che non sei più milanese.
Ma porcamiseria!
Queste sono la simpatia e la gratitudine dei miei genitori quando mi ricordo di fare loro gli auguri per il nostro patrono.
Il prossimo anno possono tranquillamente andarsene a ranare.

domenica 6 dicembre 2009

I Re Magi e Darth Vader

Questa sera si fa l'albero e il Presepe.
ALittaM e Ste tirano giù dalla soffitta le scatole, preparano tutto mettono su un po' di canti natalizi, appendono le decorazioni e spolverano la capanna e i pastorelli.
È sempre un momento magico, un po' poetico, ed è quasi commovente pensare che l'anno scorso eravamo semplicemente fidanzati, mentre quest'anno siamo marito e moglie.
Affido a Ste i tre re Magi, che nella nostra stupida tradizione un po' infantile partono da molto lontano, dall'altra parte della casa, per raggiungere pian piano la capanna in tempo per l'Epifania.
"Li metto sulla libreria" dice Ste, e scompare.
Dopo aver messo tutto via, faccio un giro di ricognizione per la casa.
E l'occhio mi cade sui tre Re Magi.
"Ste!"
Dal salotto silenzio. Poi "Sssì?"
"Ma... ma cosa stanno facendo i Re Magi con Darth Vader?"
"Si sono incontrati sulla libreria..."
Questo era il risultato:

Close ecounter


Ovvero: lungo la via dall'oriente verso Betlemme, i Tre saggi re Magi hanno incontrato... uhm, una enorme testa a forma di Darth Vader.

giovedì 3 dicembre 2009

Jingle all the way

È iniziato. Quel meraviglioso periodo dell'anno in cui l'Ipod di ALittaM suona solo un tipo di canzoni.
Canzoni di Natale.
Diventa una specie di sfida, trovare ogni anno almeno una decina di canzoni di Natale o album di Natale nuovi da aggiungere alla playlist. Ho iniziato nel remoto 1994 quando mio padre mi ha regalato White Christmas di Bing Crosby, album che poi è diventato la colonna sonora obbligatoria di ogni appuntamento annuale con l'addobbo dell'albero e la disposizione del Presepe (e mia madre, povera vittima di questo crudele rituale musicale, ne sa qualcosa, ma questo meriterà un post a parte).
Poi sono arrivati gli Hanson, con l'album Snowed In. Ebbene sì. Non me ne vergogno. Avevo 17 anni, ero sfigata e mi piacevano gli Hanson, e comunque è un album molto bello.
Ne sono seguiti altri: colonne sonore, singoli brani, alcuni suggerimenti, scoperte meravigliose.
Quest'anno, ad esempio è arrivata Ella Fitzgerald.
Alla fine la mia playlist di Natale sfiora i 200 brani, tra registrazioni moderne, canti tradizionali, versioni swing e canti per bambini.
Un lavaggio del cervello di 24 giorni, che farà sì che, la sera della Vigilia, ALittaM abbia l'aspetto e l'euforia di uno degli elfi aiutanti di Babbo Natale. Fatto di RedBull.

mercoledì 2 dicembre 2009

Il pedone ticinese

Girare a Lugano da pedoni, è - innegabilente - una goduria. Metti un piede giù dal marciapiede e tutti si fermano.
Girare a Lugano da autisti invece, come capita ad ALittaM, è una prova di abilità, riflessi e sangue freddo senza fine.
I pedoni, infatti sono tutti abituati ad andare in giro in una città dove la gente si ferma per farti passare, e lo fa sempre, in fretta, senza sgarrare e con diligenza.
Ergo: i pedoni non guardano più se ti fermi o no.
I pedoni attraversano.
E basta.
Sta a te, guidatore, non investirli.
Quindi, al guidatore non abituato capiterà sempre
1) di tirare delle belle inchiodate per evitare la donna-manager che è in ritardo per l'ufficio
2) di perdere un paio di anni di vita frenando in tempo per evitare la nonna con il nipotino in passeggino
3) di percorrere alcune vie irte di passaggi pedonali in questo modo: metti la prima, metti la seconda, strisce!, freni, folle, la prima, la sec-strisce!, freni, folle, e così via tre o quattro volte.

Per fortuna il pedone luganese non è sdegnoso come il pedone milanese, e al guidatore che lo fa attraversare indirizza sempre un saluto e un "grazie!". Questo semplice gesto continua a lasciare la povera ALittaM allibita: perfetti estranei che, mentre attraversano, sollevano la mano per fare ciaociao e ti sorridono. Questa sì che è cortesia.

Ovviamente c'è anche il rovescio della medaglia: dopo un anno e mezzo di permanenza in Ticino, ALittaM è ormai perfettamente svizzerizzata. Quando torna in Italia, inchioda di fronte a ogni pedone, rischiando ogni volta il tamponamento a catena.

lunedì 30 novembre 2009

Sempre grazie a O.

La mia amica O., oltre a essere mentalmene ringraziata ogni volta che mi faccio la doccia, è anche causa di una delle mie più recenti dipendenze.
Farmville.
È iniziato tutto un giorno di Settembre, in cui O. mi ha raccontato di questo gioco e delle mucche color marrone, che quando le mungi ti danno latte al cioccolato. Qualche giorno dopo mi sono detta che era carina, come idea, delle mucche nella fattoria, gli animali e il campo da coltivare.
E non sono più tornata indietro.
Quindi alla mia amica O. probabilmente fischieranno le orecchie abbastanza spesso. Soprattutto quando mungo le mucche marroni col loro latte al cioccolato.

venerdì 27 novembre 2009

Luogo comune del venerdì alle ore 19.00

Ma quanto passano in fretta questi giorni!
È già weekend, per la miseria.
Piani per i prossimi giorni: cena con amici, commissioni varie a Milano, cinema domani sera, raclette domenica a pranzo. E in mezzo, se ce la si fa, tante foto, un po' di relax, magari anche un paio di ore per togliere l'albero dalla soffitta e appendere un paio di decorazioni.

martedì 24 novembre 2009

Ricordi di Tokyo

70s Tokyo


Un giorno ventoso di metà Maggio. La signora che si copre dal sole (come tutte le giapponesi, secondo le quali l'abbronzatura è volgare), un groviglio di cassette, bici e motorini e una delle viuzze accanto allo Tsukiji Fish Market di Tokyo, che brulica di persone, negozi e profumi mai sentiti prima.

giovedì 19 novembre 2009

Lui, lei e l'altra

"Buonanotte Ste."
"Buonanotte amor- ohi! Ma cos'è questa cosa bollente nel letto?!"
"È la borsa dell'acqua calda."
"Cosa?"
"La borsa dell'acqua calda. Vedi, la metti a letto e quando ti addormenti sei tutto caldo e coccoloso. Ad esempio stasera l'ho messa all'altezza dei piedi. Non é bellissimo avere i piedi belli caldi?"
"..."
"..."
"Sì, ma una cosa è caldi, una cosa è bruciarsi. Ci hai messo dentro acqua bollente?"
"Eh certo. Le istruzioni dicevano di mettere acqua non proprio bollente, ma io non ci casco, non sono mica una femminuccia. Senti che bel teporino, e durerà tutta la notte."
"..."
"..."
"Ma questa dannata cosa brucia! Come fai a sopportarla?"
"Zitto. Sii uomo! Goditi il tepore!"
"Mi sento un santone sui bracieri ardenti."
"E non ti lamentare! Buonanotte."
"Buonanotte. Ahia!"
ALittaM ha scoperto la borsa dell'acqua calda, ma non ama scendere a compromessi. D'ora in poi le notti degli sposini saranno allietate dalla presenza di un terzo, bollente, ospite nel letto. Ste, una volta capito com'è l'andazzo, ha tre alternative: andare a letto coi calzettoni di lana, non sconfinare nella metà di letto altrui, oppure rassegnarsi ad avere i piedi bruciacchiati.

domenica 15 novembre 2009

Soulmates

ALittaM: Amore, domani sera vuoi fare qualcosa di speciale?
Ste: Guarda, sarà lunedì e quindi sarò distrutto. Posso chiederti un favore?
A: Dimmi.
S: Vorrei un piatto di penne al pomodoro, una birra, un divano e due puntate di fila della quinta stagione di Lost. Tutto qui.
È bello rendersi conto che, a tuo marito, non solo ci vuole poco a farlo felice, ma sono cose che fanno felice anche te.

Food hangover

Non ci sono altre parole per descriverlo. A voi capita mai?
Ad ALittaM capita ogni volta che mangia qualcosa di particolarmente pesante. Di solito sono le salsicce o gli insaccati, ma può essere anche qualcosa di formaggioso o con della panna.
Tenete conto che oggi la nostra eroina ha pranzato con gli amici e nell'arco di qualche ora ha ingurgitatO: 6 fette di formaggio raclette, 7/8 patate, 10 cetriolini, 8 cipolline, 5 noci, 1 bratwurst, un po' di luganiga, 2 birre, 1 caffé, 1 Braulio, 1 fetta di torta Foresta Nera imbevuta di kirsch.
Con questi presupposti, l'epilogo era inevitabile.
Da questa sera ALittaM ha la stessa identica sensazione dei postumi di una sbornia molto pesante, con mal di testa, crampi, pallore, nausea. Domattina i colleghi la guarderanno chiedendosi quali inenarrabili bagordi lei abbia fatto nell'arco del weekend, e sarà dura convincerli che, nonostante le apparenze, la causa di tutto questo non è stata la tequila, il bourbon e le ore piccole, ma dei comunissimi trigliceridi.

lunedì 9 novembre 2009

Questa è Storia




Io questo me lo ricordo. Ero in quinta elementare e stavamo pranzando o cenando con la mia famiglia, e ad un tratto i miei erano molto emozionati.
E poi mi ricordo che mia madre mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto "Guarda, guardalo bene questo telegiornale di oggi, perché questa è Storia. Questo momento è Storia."
E io mi sono sentita molto importante, perché finalmente nell'arco della mia vita era successo qualcosa che sarebbe finito sui libri di storia.

Il tempo da risotto ai funghi

Io non so come altro descriverlo, quel tempo uggioso autunnale che diventa pura goduria quando hai la fortuna di passare una domenica a casa, se non un tempo da risotto ai funghi.
Ti svegli tardi, fai colazione sul divano finendo di leggere un bel libro (The Time Traveler's Wife, all'inizio sembrava tutta fuffa e poi invece ti prende, oh se ti prende), metti un po' a posto la casa e poi in un battibaleno è ora di pranzo. E allora metti a mollo una manciata di porcini, fai il brodo con il brodo granulare Knorr (che in Svizzera tutti i dadi e i brodi sono buonissimi, non riesco a capire come mai), affetti una cipolla dorata e in men che non si dica ecco che stai cucinando un buonissimo risotto ai funghi porcini e zafferano, e tutta la casa acquista un profumo di domenica.
Una mantecatura leggera, con solo parmigiano, e un paio di bicchieri di un vino sorprendentemente buono di accompagnamento.
Niente di meglio, dopo pranzo, di una rapida pennica, di quelle che ti fanno recuperare quasi tutta la stanchezza della settimana, e poi un pomeriggio di relax e coccole, a sistemare le foto e riguardare vecchi film e nuovi telefilm.
Certo, anche l'estate non è male, con le giornate soleggiate e i bagni in mare e il profumo della lavanda sul balcone, ma volete mettere con il piacere di un pomeriggio di Novembre?

mercoledì 4 novembre 2009

Zuppa di lenticchie

Ora, io non so voi, ma le lenticchie sono uno dei miei cibi preferiti. Le adoro soprattutto in versione zuppa. Ecco un modo classico e semplicissimo per farle.

Ingredienti:
  • 500g di lenticchie (meglio se di Castelluccio, costano di più ma la differenza è enorme!)
  • 1 cipolla dorata
  • 1 spicchio di aglio
  • 75 g pancetta affumicata a cubetti (opzionale)
  • sale, pepe, alloro
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • una pentola capiente e solida, meglio se di ghisa/terracotta
Preparazione:
  • Nessun ammollo, le lenticchie si cucinano secche.
  • Versare le lenticchie in una insalatiera ed eliminare eventuali lenticchie nere o scure. Nel frattempo mettere a bollire 1 litro di acqua (un bollitore di quelli elettrici è perfetto in questo caso).
  • Tritare cipolla e aglio e metterli a soffriggere nell'olio. Se volete mettere anche la pancetta, aggiungetela subito all'inizio in modo da farle rilasciare quel grasso tanto saporito. Quando cipolla e aglio sono dorati, e la pancetta un filo croccante, buttarci dentro le lenticchie e farle insaporire un paio di minuti, poi coprirle con l'acqua bollente e aggiungere un paio di foglie di alloro.
  • Importante: non salare le lenticchie se non alla fine! Se mettere il sale all'inizio, la pellicina delle lenticchie si staccherà durante la cottura, risultando in una poltiglia grigiastra.
  • Fare sobbollire col coperchio a fuoco medio, per circa 30-40 minuti. Controllare ogni quarto d'ora, eventualmente aggiungere acqua se diventano troppo asciutte, rimestando col cucchiaio. La consistenza dev'essere come quella di una zuppa un po' asciutta, non troppo brodosa (se invece la volete più brodosa aggiungere tanta acqua: la zuppa sarà buona ugualmente, è solo un mio gusto personale).
  • Quando manca poco alla fine della cottura aggiungere sale e pepe, dare un'ultima rimestata e completare la cottura. Togliere le foglie di alloro.
  • Servire fumante in delle belle scodellone rustiche con un filo di olio a crudo e una grattata di pepe.
Suggerimenti:
  • Non tutti lo consigliano, ma a me piace aggiungere al mio piatto di lenticchie taaaanto parmigiano grattugiato.
  • Le lenticchie avanzate possono essere utilizzate il giorno successivo come buonissimo sugo per la pasta.
  • Se avete tempo, durante la cottura tostate o grigliate delle fette di pane casereccio da servire come accompagnamento.
  • Fare seguire la cena da una serata a rilassarsi sul divano guardando vecchi film e... buon autunno!

martedì 3 novembre 2009

Ampliare gli orizzonti

Dopo un paio di ore di scervellamenti sono riuscita a capire il funzionamento del template.
Ora mi posso finalmente scatenare!

PS: Vi piace il nuovo banner?

Un balcone sul mare

Un balcone sul mare


Rapallo, Ottobre 2009. Un ultimo struggente sguardo al mare e al promontorio di Portofino, al tramonto.
Dare l'addio ai ricordi di una vita, agli odori, le sensazioni, le immagini con cui sei cresciuta, i sapori che ti hanno accompagnato ogni estate, non è facile.
Dirsi che ci tornerai, a Rapallo, che magari affitterete un'altra casa tra qualche anno, che il pesto di Dasso lo mangerete di nuovo, che a inizio Luglio starete di nuovo in attesa in passeggiata che passi la Madonna di Montallegro, che non è la fine ma un nuovo inizio, è una piccola consolazione.
Chiudi la porta della casa di via Tubino e sali in macchina, e mentre vai via vedi il dondolo dove la nonna ti aspettava al ritorno dalla spiaggia e pensi che non li rivedrai mai più, né il dondolo né la nonna.
E ti si spezza il cuore.

lunedì 2 novembre 2009

In un weekend a Londra

Hyde park autumn

Tra una colazione da Nero, un giro da Uniqlo, un salto alla Tate e un piatto di ramen il weekend a Londra è volato.
Come ogni volta, mi prende un inspiegabile struggimento nei confronti di questa città che, dopotutto, è "solo" una città, sporca inquinata trafficata rumorosa come tutte le città. Eppure mi affascina, mi strega, mi entra sotto la pelle.

Nero Breakfast

fotografie (c) ALittaM 2009.

martedì 27 ottobre 2009

Cose che fanno bene

Mettere le gomme invernali.
Farsi un bell'esame di coscienza.
Vedere un film di Quentin Tarantino.
Andare a Milano per cenare con tuo papà.
Ascoltare un sacco di musica di quella che ti piace mentre vai in auto, cantando a voce alta anche se al semaforo ti guardano come una fessa.
Ricevere da suddetto papà il regalo di compleanno arretrato (iPod Touch! Woohoo!), nonché un pacco di regali/souvenir dall'America.
Complimenti, diretti o indiretti.
Una maglia di A&F nuova di zecca, e vabbene che fa molto Milano-bene, ma hanno un buonissimo profumo.
Lezione di acquagym per scaricare la tensione.
Tuta, calzettoni e felpa e una domenica sul divano a guardare vecchi film.
La pizza, fatta a mano dallo Ste, cotta al forno con tonno e capperi di Pantelleria.
Fare le valigie per Londra.

giovedì 22 ottobre 2009

Volti sconosciuti

Volti sconosciuti

Chi è questa bambina? Probabilmente non lo sapremo mai. Ha un volto serio e una posizione goffa, come se non volesse essere fotografata. Ha lo sguardo penetrante. Qualcuno ha scarabocchiato a matita sui suoi capelli.

(fotografia Volti Sconosciuti è la scansione di una vecchia foto trovata nel baule della mia adorata nonnina)

mercoledì 21 ottobre 2009

La doccia tutti ignudi

ALittaM ha iniziato da un mese l'ennesimo corso di acquagym.
Questa volta c'è quasi tutto quello che si può desiderare: piscina larga, pulita e spaziosa, esercizi divertenti, insegnanti strepitose, musica anni 70, spogliatoi grandi, puliti e ordinati, parcheggio gratuito, c'è persino una vasca di acqua tiepida in stile termale dove rilassarsi prima e dopo la lezione.
C'è solo un piccolo problema. La doccia è comune. Pubblica. Tipo scuola. Tipo al militare, per intenderci.
Ora, ALittaM non é mai stato il tipo pudico, se c'è da cambiarsi in pubblico con altre ragazze non c'è problema, ma la doccia tutti ignudi proprio non riesce a piacerle.
A parte che c'è tutto il tipico bestiame da spogliatoio, che va dai 40 chili ai 140 chili con vari livelli di adiposità, cellulite e flaccidità (ALittaM, con suo grande stupore, ricade nella media). A parte che c'è da fare la fila e ti senti una cretina a guardare le altre che si lavano. Non solo: ci sono madri e figlie che si insaponano la schiena a vicenda (mia madre penso non mi veda nuda dall'Agosto 1991), scambi di shampoo e creme, e soprattutto ci sono ragazze che cercano di fare conversazione con te, come se si fosse alla fermata del bus, mentre si lavano e si sciaquano. E tu sorridi e cerchi di rispondere con educazione alla loro conversazione, ma il senso di imbarazzo un po' resta.
Ma come si fa a fare conversazione sotto la doccia? Mica viene naturale. Sembra di fare conversazione sedute sul WC.

domenica 18 ottobre 2009

Quel secchione di mio marito

Visto che ALittaM e Ste si sono trasferiti in Svizzera, si è reso necessario un corso di tedesco, lingua fondamentale non solo in ambito lavorativo, ma anche per fare cose di pura sopravvivenza come comprare il detersivo al supermercato o capire quante dosi di sciroppo prendere.

Da due mercoledì è iniziato il corso autunnale, e ALittaM ha scoperto che suo marito, come compagno di corso, è da odiare. Ai tempi dell'università Ste era un po' distratto, si impegnava poco, abbozzava e alla fine riusciva sempre, mentre ALittaM era rigorosa, precisa, sottolineava con matite colorate e righello, prendeva appunti e non arrivava mai impreparata a lezione.

Nel corso degli anni la tendenza di è invertita. Ora ALittaM si scorda di fare i compiti e Ste ripassa la lezione prima di andare a letto.

Ieri sera c'è stato il seguente dialogo:

ALittaM: Amore, mi sono scordata di fare i compiti, tu li hai fatti?
Ste: Certo.
A: Oh bene! Mi passi il quaderno he li copio?
S: No!
A: Come no!? Per favore!
S: No, scusa, non è giusto che faccia fatica solo io!
A: Ma daaaaaaai! Solo per questa volta!
S: Me lo hai già chiesto mercoledì scorso. No, non te li faccio copiare. Devi studiare da sola! Non é giusto prenderti dei meriti per qualcosa che non hai fatto.


A questo punto ALittaM è stata costretta al vile scambio: ha barattato i compiti di tedesco per quattro camicie da stirare e la pulizia del bagno. Andando avanti così, entro la fine del corso ALittaM non avrà imparato tanto tedesco quanto Ste, ma sicuramente sarà diventata la casalinga perfetta che ha sempre voluto essere.

venerdì 16 ottobre 2009

Autunno

Autunno

Nell'arco di una settimana la temperatura é scesa di 20°. È finalmente arrivato l'autunno.
ALittaM, che come molti sanno odia il caldo e adora il freddo e la stagione invernale, esulta. Ha festeggiato l'accensione dei caloriferi l'altro giorno cucinando pasta e lenticchie e infilandosi tuta, calzerotti e il buon vecchio maglione di cachemire extralarge.

(fotografia Autunno (c) ALittaM 2005)

martedì 13 ottobre 2009

Autoreferenzialità

Mettersi alla ricerca di un corso di acquagym in Ticino e scoprire che i primi risultati sono il mio stesso medesimo blog. Mi sento un po' smarrita.

mercoledì 7 ottobre 2009

Psicologia di vendita (2)

L'anno scorso entrando in un negozio sono riusciti a farmi acquistare un maglione taglia L senza la minima sofferenza.
Settimana scorsa invece sono entrata in un altro negozio e ho assistito all'errore peggiore che si possa commettere. Partiamo dal presupposto che la sottoscritta non é magra, non é obesa, ha semplicemente le gambotte cicciottine e un po' di pancetta. Tra la 44 e la 46.
Obiettivo: trovare un paio di jeans, di qualsiasi colore, che non strizzasse le cosce, che non cascasse sotto il bordo degli slip, che non mi facesse vedere il sedere se mi siedo. Un paio di jeans per fare passeggiate, shopping, viaggiare, per starci comodi insomma.
La scena é stata la seguente:
ALittaM: Salve, stavo cercando un paio di jeans comodi, ma vedo che qui hanno tutti la vita bassa e le gambe strette. Non avete modelli comodi?
La Commessa: Aspetti, mi lasci vedere... Sì, c'è questo modello che é quello base.
A: Ahhh ma quello l'ho appena provato. Ha la vita bassissima e sulle cosce fa effetto salamella. Non avete qualcosa di normale, con la vita un po' più alta, largo sulle cosce e con un accenno di zampa d'elefante? Come quelli che ho addosso, li ho presi proprio qui due anni fa.
Commessa: Ehh no signora, mi spiace, ormai qui teniamo solo questi modelli e quelli slim. Se vuole qualche pantalone comodo posso suggerirle di guardare nel reparto premaman.
A: Ok. Fermi un attimo.
Ma ti rendi conto di quello che mi hai appena detto, piccola slavata diciottene taglia trentotto con il trucco a orsetto lavatore e il capello vermiglio? Guarda che io ho solo 30 anni e 7 chili di troppo, e sei fortunata che ho anche senso dell'umorismo. Reparto premaman? Ma sei scema? Mi verrebbe voglia di prendere questo paio di slim-stretch-low-waist che ho in mano e stringerlo intorno al tuo minuscolo collo da gallina. Stringerlo forte.
E invece no. Magari avessi potuto dirle una cosa del genere! Invece ho risposto:
A: Ehhh cara mia, va bene comodi ma non così comodi.
E me ne sono andata, con le mani che mi prudevano.
Però inspiegabilmente dal giorno dopo ho ricominciato a mangiare insalata e verdurine lesse invece che pasta allo zola. Vorrà dire qualcosa?

Nonna

Nonna

Eccoli qui, tutti i tuoi ricordi, la tua vita. I momenti belli e i momenti brutti, le persone che hai baciato, i bambini che hai partorito, le lacrime che hai versato. Alla fine del viaggio tutto si ridurrà a questo, una scatola con sopra il tuo nome.

martedì 6 ottobre 2009

Totalmente incompatibili

Il lavoro di ALittaM e quello di Ste hanno una bellissima caratteristica: non hanno niente in comune.
Ste lavora su numeri, leggi, presentazioni in powerpoint, pareri, trust e altre cose da avvocati.
ALittaM lavora con Photoshop, scanner, pdf, birra, stinchi, cantanti, volantini, macchina fotografica, degustazioni e altre cose da, uhm, non si sa, perché il lavoro di ALittaM un po' la riflette, e non può essere incasellato in una definizione univoca.
La sera Ste starebbe ore ad ascoltare i racconti di lavoro della moglie, sui soundcheck del cantante, i malti, le rassegne enogastronomiche, la salsa del pollo al cestello, la birra al miele, le fiere, i fornitori, la fondue chinoise, i cuochi.
ALittaM invece si fa raccontare il lavoro di Ste soltanto quando non riesce a dormire. E dopo due minuti, tra una aliquota e uno scudo fiscale, crolla.
Però in compenso quando i parenti vengono a trovarci fanno un sacco di domande a Ste. Neanche fosse un dottore.

domenica 4 ottobre 2009

Non é mai troppo tardi

All'alba dei 30 anni, ALittaM ha finalmente fatto una cosa che mai in vita sua avrebbe creduto di poter fare.
Ha imparato a stirare.
Nella famiglia di ALittaM, infatti, vige una tradizione centenaria che vuole le donne molto abili in cucina, mediamente abili con le pulizie di casa ma totalmente incapaci di usare un ferro da stiro. Sin dai tempi della bisnonna la casa veniva visitata settimanalmente dalla "signora che stira". Anche a Milano ALittaM è cresciuta con la signora M. che veniva una o due volte la settimana a stirare tutto, dalle lenzuola alle camicie ai fazzoletti. È cresciuta pensando quindi che stirare fosse una cosa da delegare agli altri, troppo faticosa o complicata per potersene occupare in prima persona.
Poi invece é capitato un paio di settimane fa che fosse un sabato piovoso, in casa non c'era molto da fare, la torta era in forno e quindi, quasi per noia, ALittaM ha chiesto a Ste di aiutarla a montare l'asse da stiro e il ferro perché voleva provare a stirare qualcosa.
Vi dirò. È abbastanza facile! Soprattutto con un marito come Ste, a cui va bene qualsiasi micropiega sulle maniche o colletto un po' asimmetrico.
E non solo: su internet c'è una serie di risorse inestimabili dove imparare qualsiasi trucco e tecnica. Una cosa utilissima per chi, come ALittaM, non ha mai fatto un corso di avviamento alla cura della casa e si ritrova quindi a dover abbozzare su un sacco di cose.
Prossimi passi verso la perfetta casalinghitudine: come fare il pane in casa e come fare l'orlo ai pantaloni. Ce la farò?

domenica 27 settembre 2009

Perché un funerale solo non basta

Mia nonna era davvero speciale: a lei non é bastato un solo funerale, gliene abbiamo fatti due.
Il primo funerale è stato ad Agosto, un venerdi di Agosto afoso e maleodorante in cui la città era vuota e affollata allo stesso tempo, del quale mi ricordo la tristezza, il fastidio, il mal di testa strisciante, i pantaloni di velluto nero indossati nonostante i 35° perché ad un funerale si va vestiti di nero e tutti gli altri pantaloni scuri li avevo dimenticati a Lugano. In chiesa c'erano I. e C., amiche storiche, una sorpresa graditissima in quel giorno pieno di dolore. Era un giorno brutto, sgradevole, che era finito con una lunga doccia calda e una notte agitata.
Questa volta, invece, c'è stata la trasferta: siamo andati a Ponte, un paese vicino a Benevento da cui proviene mio nonno, dove la nonna aveva scritto di voler essere seppellita. Un viaggio intenso, che è durato tutto il weekend, al quale ha preso parte tutta la mia numerosa famiglia.
È iniziato con l'aereo che abbiamo rischiato di perdere, esibendoci in scene di corse per l'aeroporto degne di Mamma Ho Perso l'Aereo. Poi il viaggio in auto, il ritrovo con tutti i parenti, la malinconia al pensiero che ormai la nonna, sempre presente a questi incontri, non c'è più e non ci sarebbe più stata.
L'hotel era pieno di tutti i miei zii e cugini, nel totale superavamo i 25. Sembrava di essere in gita scolastica, con il ritrovo per la colazione e gli appuntamenti per cena tutti nella hall e le telefonate da una stanza all'altra.
La messa funebre è stata celebrata da un prete che ha passato la predica a dare a tutti dei Senzaddio e ad invocare la conversione di tutti i convenuti e a ricordarci che se non diventiamo cristiani bruceremo all'Inferno. Per sempre.
Poi siamo andati alla tomba di famiglia e abbiamo aggiunto la scatolina con le ceneri di mia nonna alle altre scatole dei parenti defunti. Mio zio ha allegramente fatto notare che, ora che si possono cremare le persone, "là dentro c'è spazio per tutti".
In compenso, abbiamo mangiato una quantità di ziti allo scarpariello, babà fatti in casa, scamorza abbrustolita e pizza da far invidia al migliore buongustaio. Abbiamo visto un acquedotto romano spettacolare, abbiamo chiaccherato con i parenti che non vedevamo da anni e ci siamo dispiaciuti del fatto che ci incontriamo sempre in queste brutte occasioni.
Siamo tornati a casa stasera, con la valigia piena di abiti sporchi e torroncini allo Strega, stanchi e stremati ma con una strana di sensazione di pace nel cuore. Come se qualcuno dall'alto ci stesse sorridendo, soddisfatta.

martedì 22 settembre 2009

Follie da star

(ALittaM sale sul podio)

Oggi sulla pagina del Corriere online titolone: La piccola Cruise a 3 anni è già sui tacchi. In allegato fotografie di questa nuova "follia da star", la piccola che camminando per strada con la madre sfoggia un paio di sandali con i tacchi.
Leggendo notizie come questa mi sento di dover protestare. Non tanto per la piccola Suri o per i suoi genitori, ma per il fatto che una cosa del genere faccia notizia e venga etichettata come una stravaganza tipica delle star.
Perché pensateci, quelle scarpe coi tacchi gliele avranno comperate in un negozio. Quel negozio le avrà ricevute da un distributore, e a sua volta da un'azienda, dove esperti di marketing avranno studiato una scarpa coi tacchi che è come quella per gli adulti, ma per i bambini. Perché negli ultimi anni (ma sembra che il giornalista medio non se ne sia accorto) il mercato dell'abbigliamento infantile, soprattutto per quanto riguarda le bambine, sta diventando una versione bonsai di quello adulto.
Con tutte le brutture tamarre che ne conseguono: mini-pellicce di pelo vero, stivaletti alla cowboy in pelle, minigonne vertiginose, camicette scollate, pantaloni a vita bassa e, vi giuro che li ho visti, i perizoma rosa per bambine dai 3 ai 6 anni. Il perizoma, arma di seduzione, perfetto per esaltare la forma delle natiche e fare venire appetito alla controparte maschile. Addosso a una bambina di 4 anni!
Quindi ditemi esattamente 1) dove sarebbe questa novità o questa "follia da star": il Sig. Cruise si è semplicemente adeguato, con un po' di classe, ai dettami della moda infantile dell'anno 2009 2) perché dovrei scandalizzarmi per un paio di sandali quando nessuno batte ciglio di fronte al resto dell'orribile panorama del vestiario "sexy" per bambine.

(ALittaM scende dal podio e torna alla sua torta)

domenica 20 settembre 2009

Plumcake di banane e noci

Festeggiamo l'arrivo della stagione autunnale! Finalmente ritorna il freddo, la pioggia, i pomeriggi uggiosi sul divano passati a vedere vecchi film, ma soprattutto ritorna la voglia di farsi una bella fetta di torta con una tazza di the caldo.

Dopo aver letto le previsioni del weekend, ne ho subito approfittato e venerdì sera ho fatto scorta di farina, lievito, zucchero ed estratto di vaniglia. L'intento era fare una torta con quello che c'era da finire in casa, e per fortuna avevo la giusta quantità di banane un po' troppo mature e noci da infilare in questa torta, che è facilissima e molto molto buona. Se ne sono stata capace io, sicuramente per voi sarà una passeggiata.

Ingredienti
  • 3 banane belle mature (circa 450 g)
  • 125 g di burro ammordibito (basta metterlo un 30 secondi al microonde)
  • 150 g zucchero bianco
  • 2 uova
  • Mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 50 g di gherigli di noci triturati
  • 250 g farina bianca setacciata
  • mezza bustina di lievito secco (circa 3,5 g)
  • un pizzico di sale
Preparazione
  • Riscaldate il forno a 180°. Imburrate la teglia da plumcake.
  • Prendete le banane e schiacciatele fino a ridurle a una polpa omogenea. Io ho usato lo schiacciapatate.
  • Mettete zucchero e burro insieme in una ciotola e con il frullino elettrico batteteli fino a fare un composto uniforme e liscio. Aggiungete le due uova una alla volta incorporandole bene.
  • Passate dal frullino alla spatola e aggiungete la pappetta di banane, l'estratto di vaniglia e le noci. Aggiungete piano piano la farina, setacciandola, il lievito e il sale.
  • Trasferire il composto nella teglia da plumcake e mettere in forno.
  • Fare cuocere per circa 1 ora o fino a che lo stecchino di prova non esce asciutto.
  • Togliere dal forno e lasciare raffreddare almeno 10 minuti dentro lo stampo prima di toglierla.
  • Mangiarla ancora tiepida come dessert, merenda, colazione, spuntino di mezzanotte, ecc ecc.
Risultato!

And eating it, too
Banana Walnut Cake

venerdì 18 settembre 2009

Gli edonistici piani del weekend

Stasera: questo.
Domani: tanto questo, un po' di questo e un po' di questo.
Domani sera (forse, se ci gira): questo.
Domenica: questo, questo e questo.

In mezzo tra un (mirabile) evento e un altro: sonno, pennica, pisolini e coccole.

martedì 15 settembre 2009

Probabilmente una cyborg

Giovedì sera ALittaM è tornata a casa con un moto di curiosità che le frullava alla bocca dello stomaco.
Durante la mattina, infatti, la piccola peperina I. aveva iniziato a lavorare per loro. 5 ore in cui avrebbe dovuto fare polvere + bagni + cucina + stirare camicie. Era il primo giorno, e ALittaM e Ste erano un po' preoccupati perché quando si inizia con una nuova cameriera, scelta un po' a caso, può capitare qualsiasi scenario a metà tra i seguenti:
  1. si trova la casa svaligiata
  2. la casa si é magicamente trasformata nel paginone centrale di Homes&Gardens.
ALittaM ha aperto la porta di casa ed è rimasta un attimo a rimirare la scena. Poi ha guardato la targhetta per assicurarsi di aver aperto la porta giusta. Non era proprio il paginone centrale, ma si può ben dire che la casa era diventata un'altra.
In 5 ore, la piccola I. ha ribaltato la casa da cima a fondo. Ha pulito tutto. TUTTO. Ha messo in ordine tutto, persino il frigorifero e la credenza delle pentole.
Da Giovedì sera ALittaM e Ste girano per casa in punta di piedi, spostano il meno possibile, sono un po' intimiditi dalla loro nuova casa, pulita, linda, ordinata e splendente. Sembra quasi che la polvere abbia smesso di depositarsi sui mobili, i cuscini si sprimaccino da soli, le briciole svaniscano nel nulla.
Probabilmente I. è la cugina sudamericana di Mary Poppins. Oppure è una cyborg.

lunedì 14 settembre 2009

Della milanesità

Oggi Piero mi ha fatto una domanda nei commenti che mi ha lasciato un po' spiazzata. In breve, mi ha chiesto se mi sentivo più italiana del nord o italiana e basta, o padana. Io ho risposto, forse peccando di ingenuità, dicendo che nell'ordine mi sento più vicina alla mia città di nascita, poi alla mia regione, poi alla comunità europea, e in effetti solo dopo tutte queste arriva l'Italia.
Il che non vuol dire che non sia orgogliosa di essere italiana: io difendo sempre con passione l'Italia e l'italianità di fronte alle critiche degli stranieri (anche se devo ammettere che negli ultimi tempi mi risulta sempre più difficile: riesco comunque a mantenere un'egregia difesa sul piano gastronomico, cinematografico, letterario e storico).
Il mio atteggiamento deriva dal fatto che, abituata a sentire sempre criticare Milano da parte di tutto il resto d'Italia (è brutta, è sporca, è fredda, i milanesi ah che stronzi, è cara, non capisco come si faccia a viverci) (ma su questo dovrò scrivere a breve un altro post con alcuni simpatici aneddoti), dicevo a furia di sentirla insultare da tutti ho sviluppato un amore profondo per la mia città, che invece è bella, efficiente, ricca di pregi e di persone concrete e dal cuore d'oro.
Bisogna amare Milano, perché c'è tutta una stregua di persone là fuori che la detesta.
Mi dispiace quindi che Piero se la sia presa, ma spero che con questo abbia reso più chiaro e, forse, comprensibile, il mio totale amore nei confronti della mia città e della mia regione. Anzi, alla luce di tutto questo appare anche più accettabile il fatto che, in molti milanesi, ci sia un certo risentimento nei confronti del resto d'Italia che su Milano è prontissimo a sputare però poi finisce per andare a lavorarci.
E in ogni caso, visto che mi sembra che Piero se la sia presa per questa mia risposta, ricordo a voi tutti che siete sempre stranieri in questo blog, milanesi, italiani, svizzeri e persino parenti e vicini di casa. Questo è il mio spazio, è una ALittaMcrazia dove posso fare quello che voglio. Tié.

venerdì 11 settembre 2009

Le torri gemelle, Luino e il canarino

Otto anni fa, era il primo pomeriggio, stavo scrivendo su Fan Forum quando qualcuno ha iniziato un thread sul fatto che un aereo si era schiantato sul World Trade Center. Il primo pensiero è stato "Che pirla il pilota." Poi quando si è schiantato il secondo non l'ho più pensato.
Abbiamo assistito in diretta sulla BBC all'intero avvenimento, mia madre, mia nonna ed io. Mia nonna diceva a mia madre di fare subito scorta di riso, sale e olio, che stava per iniziare la Terza Guerra Mondiale e bisognava prepararsi (mia nonna ha sempre visto il lato pratico di ogni avvenimento, persino delle guerre mondiali).
Ste, con cui mi ero messa insieme alcuni giorni prima, era in bilbioteca a studiare ed è andato al bar a vedere l'avvenimento sulla televisione. Era col suo amico S., americanofilo di prima classe, che era così sconvolto da voler correre in ospedale a donare il sangue. Per i feriti delle Torri Gemelle.
Anche io ero molto sconvolta, ma mi è passato in fretta. Infatti mi ricordo che il giorno dopo, il 12 Settembre, sono andata al mercato di Luino con la mia amica Cri, in cerca di un canarino perché il suo le era appena morto.
Non so come mai, ma da allora associo sempre le Torri Gemelle alla gita a Luino, ai negozi del mercato dove i canarini erano troppo cari e al fatto che quel giorno abbiamo mandato una cartolina da Luino a Paul in Californa, per tirargli su il morale. Anche se forse non ci siamo riuscite.
Strani, i ricordi.

giovedì 10 settembre 2009

Guardo troppi film

Visto che ALittaM è una casalinga imperfetta, si è reso necessario l'ausilio di una signora delle pulizie di quando in quando. Oggi è il primo giorno di I., piccola peperina che avrà il compito di pulire casa da cima a fondo.
Il problema principale è la comunicazione: la signora parla un misto di spagnolo e dialetto lombardo. E ALittaM da piccola ha visto troppe volte I Goonies.
Potete immaginare il risultato: mentre le spiegava le varie parti della casa da pulire, ALittaM pensava solo a una cosa: "Siempre hay que separar las drogas".

lunedì 7 settembre 2009

Sunday morning pancake




Dedicato alla mia cara amica O., alla sua splendida famigliola e ai buonissimi pancake con sciroppo d'acero della domenica mattina.

Senza neanche avvisare

ALittaM gira sempre con dei mini-spray di deodorante da viaggio.
La ragione é che quando si va via un weekend è meglio portarsi una bombolettina piccola piuttosto che quella da casa, che occupa un sacco di spazio e poi se si dimentica sono guai.
Questa domenica ALittaM si stava deodorando e proprio tra un'ascella e l'altra il deodorante è finito, così, di colpo, senza neanche avvisare.
Ha passato la giornata profumando a destra di Borotalco, a sinistra di Nivea.
La cosa l'ha infastidita. Tantissimo.

mercoledì 2 settembre 2009

Il primo giorno di scuola

Io non ci faccio mai caso, ma ogni anno più o meno intorno a questo periodo auguro a mia mamma un buon "primo giorno di scuola".
Mia nonna ogni anno le diceva "Sei proprio una somara, alla tua età vai ancora a scuola!" e poi scoppiava a ridere.
Ovviamente mia madre non é una pluriripetente, ma un'insegnante.
A fare gli insegnanti, mi dico io, ci vuole pazienza e un briciolo di santità. Soprattutto se si lavora nelle classi medie, come mia madre, in cui i ragazzi fino a qualche anno fa erano bei bamboccioni, mentre adesso a 12 anni sono già adulti e scafati più di noi.
Quindi approfitto del blog per estendere a tutte le insegnanti un augurio di un buon "primo giorno di scuola"! Ci affidiamo a voi per forgiare le nuove generazioni, metteteci impegno, passione, polso, un po' di severità e anche un pizzico di ironia. Proprio come fa mia mamma.

domenica 30 agosto 2009

L'arte del rifilo

La conoscete l'arte del rifilo? È una cosa che prima o poi tutti quanti abbiamo praticato, nella nostra vita.
Prendi ad esempio il matrimonio: che perfetta occasione per molti conoscenti di esercitarsi in questa splendida arte! Quale momento migliore per rifilarci i regali di Natale/compleanno poco apprezzati? Poco importa, poi, se una penna stilografica da parte di un professore, o una bottiglia per distillati da parte di un dottore fanno capire sin da subito l'origine "riciclata" dell'oggetto. L'importante è aver alleggerito i propri armadi di una scatola e averla devoluta a favore di un altro armadio.
Non vi dico poi quando viene a mancare un caro parente o quando c'è un trasloco nell'aria. Mia madre si è messa in testa che ogni oggetto ingombrante a casa sua o della nonna debba per forza finire nella nostra.
Ha iniziato con cose piccole, le foto, le lettere, cose a cui io tenevo.
Poi ha lanciato lì il mega librone di cucina degli anni Cinquanta, anche in quel caso sapendo che avrei abboccato.
Un tomo di libri sul femminismo che teneva lì sullo scaffale da un po' di tempo.
Altro colpo, un servizio di piatti in porcellana degli anni Sessanta, molto carino ed elegante. Io e Ste non vedevamo l'ora. Peccato che si tratti di un servizio da 24 persone! E vabbeh, ce lo facciamo stare.
L'ultima è arrivata oggi pomeriggio, condita anche da una cucchiaiata di sensi di colpa "Potresti prendere un po' delle piante della nonna, stanno soffrendo tanto e a lei avrebbe fatto piacere."
Un po' delle piante? Ma se mia nonna aveva in casa l'equivalente in miniatura dell'orto botanico di Kew. Eh no! Ma la mamma non demorde.
"No. No mamma, davvero. No, grazie. E che ti devo dire, qualche pianta morirà- ma no, ti ho detto che non ci stanno in casa! No, quella è troppo grande. Ma se ti ho det- Ste, dille qualcosa, non vuole sentire ragioni."
Ce la siamo "scampata" con un piccolo albero di limoni che fa molto trendy. Chissà se avessimo ceduto: con tutta probabilità ora saremmo seduti dentro una foresta vergine di selci, tronchetti della fortuna e ficus.
Ma siamo pronti al prossimo attacco: quando sarà ora di svuotare le librerie di casa... c'è un account EBay che si darà tanto, tanto da fare.

giovedì 27 agosto 2009

Essere pronti

Mettendo a posto casa di mia nonna abbiamo scoperto alcune cose.
Ad esempio, una scatola di foto di amici, parenti vicini e lontani, datate 1900-1970. Sarà bellissimo questo inverno passarle tutte allo scanner e riportarle all'antica gloria.
Due scatole di lettere d'amore e cartoline d'amore del nonno.
Delle bellissime pentole ancora in perfetto stato che arrivano direttamente dalla fine dell'Ottocento, tra cui una bellissima in coccio che sarà perfetta per cucinarci le lenticchie.
E soprattutto, abbiamo scoperto che la nonna era preparatissima alla propria morte:
In un cassetto abbiamo trovato il testamento, scritto a mano e dentro una busta "da aprire dopo la mia morte". Dentro dava chiare istruzioni a tutti su come comportarsi dopo la sua morte.
In un libro abbiamo trovato una raccolta di fototessere degli ultimi dieci anni "da usare sulla tomba".
In un cassetto abbiamo trovato un lenzuolino con le iniziali ricamate "per metterci dentro l'urna con le mie ceneri".
Certo, direte voi, a 96 anni uno ci pensa a queste cose. Però sono cose che colpiscono, quando scopri che tua nonna si era preparata alla morte come ci si prepara per un lungo viaggio.

domenica 23 agosto 2009

Zurigo

Passi anni a girare l'Europa del Nord, apprezzandone il clima fresco e nuvoloso, le casette colorate ammassate in fila sul bordo del fiume/canale/lago, gustando la cucina sostanziosa e le buone birre. Restando stupita di fronte all'ordine, alla cortesia degli abitanti, all'efficienza dei mezzi pubblici, al senso di sicurezza a camminare per strada la notte.
Erigi altari a Stoccolma, Copenhagen, Amsterdan, Glasgow, Berlino.
Poi visiti Zurigo, che è praticamente dietro l'angolo, e ritrovi tutte le stesse cose.
Zurigo è un angolo di squisito Nordeuropa, perfetta per un weekend, splendida col sole e persino con i nuvoloni grigi. Si gira a piedi, è elegante e vivace allo stesso tempo, è piena di musei, negozi, parchi, chiese. Ci sono le birrerie dove servono venti tipi diversi di salsiccia. Ci sono gli hotel che sembrano reggie, gli ostelli che sembrano hotel, i tram, i bambini carini ed educati, le mamme in bicicletta, i fiori sui balconi, i bar con terrazza sul lago.
Ma soprattutto, Zurigo è vicinissima. Dal Nord Italia si raggiunge in meno tempo che Roma o Firenze; si raggiunge in treno, dove si può stare comodi comodi a leggere un libro, ascoltare la musica o semplicemente guardare fuori dal finestrino verso le splendide Alpi.
Ma perché nessuno me lo ha mai detto?
Insomma, andiamoci più spesso a Zurigo!

(e poi oggi riflettevo, ma come si fa a non ingrassare in Svizzera? Ma avete presente un rösti con formaggio, speck, cipolle e uovo fritto quanto sia buono?)

martedì 18 agosto 2009

Il MacBook color fuxia

Io: Ricordati a pranzo di comprare il pane, l’insalata e di passare al negozio Apple per la custodia del portatile.
Ste: Ok, che modello è il mio PC? Quanti pollici?
Io: 13"
Ste: Ok.
Io: Macbook, si chiama Macbook, non chiamarlo PC che altrimenti al negozio ti cazziano!
Ste: Ok, comunque io lo pago e lo chiamo come voglio!
Dopo un'ora.
Ste: Dunque, ho preso pane e insalata e una custodia fuxia per il PC
Io: Ti ho detto di non chiamarlo - eh? Fuxia?!
Ste: Eh, fuxia. Nera non mi piaceva, bianca non c’era, alla fine è un bel colore dai.
Io: …
Ste: …
Io: Sei troppo metrosexual.

lunedì 17 agosto 2009

Turisti a casa

Questo weekend, visto che era Ferragosto e non è mai bello stare con le mani in mano, io e Ste ci siamo trasformati in turisti nostrani.

È iniziato venerdì, quando ALittaM ha avuto l'idea di esaudire un desiderio che Ste esprime più o meno settimanalmente da quando si è trasferito in Ticino: andare a visitare la Swiss Miniatur. Per chi non lo sapesse, si tratta di un enorme modellino di tutti i punti di interesse più importanti della Svizzera. Chiese, castelli, il villaggio di Heidi, l'aeroporto di Zurigo, il tutto contornato da numerosi trenini che viaggiano incessantamente attraverso montagne, ponti, sottopassaggi. Per Ste, che sin da piccolo ha avuto una passione smoderata per trenini, aerei e modellini vari, è stato come passare un'ora in Paradiso.

Sabato, per non togliere niente alla nostra tradizione lombarda, siamo andati da M. e C. al mulino di Abbiategrasso, per pranzare insieme, rilassarci in piscina, osservare i numerosi insetti che andavano e venivano dai frutteti e dal giardino.

Infine ieri, non paghi di tutto ciò, siamo saliti sul bel trenino a cremagliera e in poco tempo voilà, 1700 metri d'altezza, sulla cima del Monte Generoso a rimirare la vista spettacolare.

Insomma, è bello quando ti rendi conto che intorno a dove abiti ci sono un sacco di cose belle, senza bisogno di fare grandi viaggi.

(ma visto che non ci piace stare fermi, il prossimo weekend si va a Zurigo, eh)

martedì 11 agosto 2009

Peperoni ripieni al forno

Quando fa caldo e si ha voglia di spadellare poco, ecco che vengono in aiuto le verdure ripiene: si preparano senza accendere i fornelli, si infilano in forno e si dimenticano fino a che non suona il timer ed è ora di mangiarle!
La mia ricetta preferita del momento sono i peperoni, che essendo cavi sono già pronti per essere riempiti senza bisogno di scavare, ma voglio provare con le zucchine (mia nonna le faceva buonissime) e anche con le melanzane.
Ecco la ricetta, con questa si cena in due persone e ne avanza una porzione per il giorno dopo.

Ingredienti:
  • 4 peperoni rossi o a scelta
  • 500 g di macinato di carne misto (50% manzo, 50% maiale)
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di Parmigiano grattugiato
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1/2 cucchiaino di erbe provenzali
  • sale, pepe
  • olio d'oliva
Preparazione:
  • Riscaldate il forno a 200°.
  • Lavate i peperoni, tagliateli a metà e togliete i semi, il picciolo e i filamenti interni
  • In una insalatiera mettete la carne. Schiacciate l'aglio con uno spremiaglio (invenzione mirabile che ti evita persino di sbucciare lo spicchio!) e aggiungetelo sulla carne. Aggiungere l'uovo, il formaggio, il pangrattato, le erbe provenzali*, un pizzicone di sale e una grattata di pepe.
  • Rimboccatevi le maniche e lavorate il composto con le mani nude, fino a che non è tutto omogeneo e compatto. Se vi risulta troppo secco aggiungete un po' di latte o di pane ammollato nel latte.
  • Mettete i peperoni su una teglia da forno e distribuite l'impasto in ogni metà di peperone.
  • Prima di infornare, versate circa un cucchiaino d'olio di oliva su ogni peperone.
  • Schiaffate in forno per 40 minuti o qualcosina di più.
  • Togliere dal forno, lasciare raffreddare e servire con una bella insalata estiva o del riso al vapore.
* Sulle erbe apro una parentesi: io uso questo mix di erbe che mi ha portato mia madre da Nizza, davvero buonissimo, ma in alternativa anche un misto di origano, timo e rosmarino va benissimo. Oppure quello che avete in casa!

lunedì 10 agosto 2009

I gamberetti! I gamberetti!

Ieri mia zia mi ha raccontato di quando ha fatto un viaggio con mia cugina e la ragazza che al tempo era la fidanzata di mio cugino. Le tre erano dirette da qualche parte in Italia, per assistere al giuramento di mio cugino che faceva il militare.
Il giuramento era di mattina, loro sono arrivate in hotel la sera prima, hanno cenato e sono andate a dormire insieme nella stessa stanza.
Ora mia zia non lo sapeva, ma la fidanzata di mio cugino era una ambientalista-vegetariana-animalista convinta, di quelle che andavano in Groenlandia a salvare le foche, e quando mia zia a cena ha ordinato i gamberetti la poverina ha fatto finta di niente, ma nel profondo è rimasta molto scossa da vedere i rosei crostacei che venivano divorati.
A quanto pare la visione l'ha scossa nel profondo, perché mia zia è stata svegliata nel cuore della notte dalla fidanzata di mio cugino che urlava
I gamberetti! I gamberetti! Oh no, i gamberettiiiii!
La relazione con mio cugino, buona forchetta dai sani appetiti, prevedibilmente, non é durata molto a lungo.

mercoledì 5 agosto 2009

Se n'è andata

Ieri pomeriggio il cuore della mia adorata nonnina ha smesso di battere.
È come se un pezzo di me se ne fosse andato.

martedì 4 agosto 2009

Brutti momenti

Brutti momenti, durante e al ritorno dalle ferie.
Momenti fatti di telefonate, ospedali, preoccupazione, preghiere, pareri medici, sospiri di rassegnazione, ondate di speranza.
Ieri sera, nonostante le valigie ancora da disfare, nonostante la stanchezza del viaggio che pesava sulle ossa, ci siamo fiondati a Milano il prima possibile.
È magra, pallida, sta male eppure è ancora lucida, è ancora lei e comanda tutti a bacchetta come ha sempre fatto.
Speriamo, preghiamo e non sappiamo cosa altro fare.
Dopotutto è arrivata a 96 anni.

lunedì 20 luglio 2009

Epiteti

Sabato pomeriggio Ste e ALittaM sono a Milano.
La spesa per la grigliata é stata fatta, la carne messa a marinare, l'insalata di cuscus e l'insalata di pasta preparate. Il pomeriggio è libero.
"Senti, io vado a farmi tagliare i capelli in vista del viaggio in Grecia." dice Ste.
"Ottima idea, pure io." e così i due si separano.
Si reincontrano dopo qualche ora, entrambi con i capelli belli tagliati e ordinati.
ALittaM: "Io sono stata da Vuoilalìga, la parrucchiera cinese in De Angeli. Cinque minuti e otto euro. Soldi ben spesi."
Ste: "Io sono stato da Coppola in via Manzoni. Quaranta minuti e sessanta euro. Sono figo come un modello. Soldi ben spesi."
ALittaM: "..."
Ste: "..."
ALittaM: "Narciso."
Ste: "Braccine corte."

domenica 19 luglio 2009

30

Allora, ALittaM, ora che hai 30 anni, dimmi un po' come ti senti?
Ve lo devo proprio dire?
In questo momento sento soprattutto PRURITO, prurito che deriva dalle quindici punture di zanzara che mi sono beccata ieri sera alla splendida grigliata di compleanno.

mercoledì 15 luglio 2009

Grazie

O tu, chiunque tu sia, che sei arrivato a questo blog cercando le parole
"nonna zoccola"

Volevo solo ringraziarti per avermi regalato la risata di oggi.

E vorrei tanto incontrare tua nonna.

domenica 12 luglio 2009

Abbronzatissimi

Quando ALittaM va in spiaggia, applica alla lettera la "tecnica del sole". Ovvero:
  1. Piedi perpendicolari al sole, bisogna seguirne il percorso come i girasoli.
  2. Crema, crema e ancora crema, abbondante e con protezione media-alta, per poi andare a scendere.
  3. All'ombra nelle ore più calde.
  4. Rigirarsi ogni ora per avere un abbronzatura omogenea.
Risultato: ALittaM si abbronza bene e in fretta, ma ciononostante si abbronza una gamba più di un'altra, si brucia quel centimetro senza crema, ha il segno dell'ombrellone che le ha fatto ombra per 5 minuti, è un po' rossa e piena di lentiggini.

Stefano, invece, è uomo e terrone, quindi:
  1. Sta sempre sotto l'ombrellone a leggere La Gazzetta o un libro.
  2. Dorme per la metà del tempo.
  3. Mette al sole un piede sì e uno no.
  4. Gira il lettino dove gli pare.
  5. Crema solare? Cos'è?
Risultato: nell'arco di un giorno Ste diventa color marrone cuoio con riflessi dorati, perfettamente e in ogni minima parte del corpo.
Una vera e propria ingiustizia

mercoledì 8 luglio 2009

Acquagym sotto i fulmini

Quest'estate ho deciso di cambiare routine: ho disdetto il vecchio, stantio abbonamento alla palestra e mi sono data all'acquagym all'aperto!
La location è sicuramente spettacolare, ovvero la piscina all'aperto del Lido di Lugano, con il bel giardino da un lato, e il lago dall'altro. L'orario è perfetto, alle 19.45, giusto in tempo per tornare a casa, cambiarmi, apparecchiare e via. Si arriva giusto al momento della chiusura, quando tutti sono andati via, e si gode la luce e la calma della sera, respirando aria fresca.
C'è solo un piccolo problema: è da due settimane che ogni giorno, regolarmente alle 19.30, arrivano le nuvole e inizia a piovere. Anzi, diluviare.
Dopo tre lezioni saltate, ieri sera la pimpante istruttrice di acquagym ha deciso che ne aveva avuto abbastanza del cattivo tempo. Avremmo fatto la lezione in ogni caso!
Potete immaginare, quindi, la scena: un branco di donnine immerse nell'acqua a saltellare, goccioloni di pioggia fredda che piovono allegramente sulle loro teste preoccupate, tuoni e fulmini che impazzano nel cielo, il lago che diventa color piombo, venti sferzanti, e in tutto questo l'insegnante che marcia a bordo vasca con addosso l'impermeabile, urlando frasi di incoraggiamento.
Alle spalle dell'insegnante, il termometro segna 21°, poi 20°, poi 19°, poi non ho più guardato.
E domani, pioggia o vento, neve o grandine, si ripete.
C'è da ammirare la ferrea disciplina svizzera!

domenica 5 luglio 2009

"Quella" pillola

Mia nonna, quando avevo 18 anni: "Quand'è che porti a casa un bravo ragazzo? Hai una certa età, è ora che inizi a guardarti in giro."
Mia nonna, quando ho portato Stefano a casa: "Ma ci sei andata a letto? Sì? E allora te lo devi sposare. Altrimenti sei una zoccola."
Mia nonna a Stefano, quando io non c'ero: "È proprio carina mia nipote, eh? E poi sa cucinare, è educata, è una ragazza per bene. È proprio una donna da sposare, mia nipote."
Mia nonna, quando stavo con Ste da un anno: "Quando ti sposi?"
Mia nonna, quando stavo con Ste da due anni: "Quando ti sposi?"
Mia nonna, quando stavo con Ste da tre anni: "Quando ti sposi?"
E così via.
Mia nonna, quando ho detto che andavo a vivere con Ste: "Però vi sposate presto, vero?"
Mia nonna, quando le ho detto che ci sposavamo: "Vi sposate in Chiesa, vero?"

L'altroieri siamo andati a trovare mia nonna, che a 97 ha un po' di acciacchi ma tiene ancora duro.
Non appena Ste si è allontanato, mi ha preso da parte e mi ha detto: "Senti, ora che sei sposata... prenderai mica ancora quella pillola eh? È ora di mettersi all'opera, ormai siete sposati."

Morale della favola: non serve l'orologio biologico, ci pensa mia nonna a farmi venire tutti i sensi di colpa della donna moderna

PS: Comunque mia nonna non si è dimenticata le gioie della gioventù, perché quando le ho detto "Ma dai nonna, è ancora un po' presto, ci siamo appena sposati!" lei ha risposto con uno sguardo saggio: "Eh, è vero, godetevi ancora un po' la vita da sposini, che è così bella, ehehehe (occhiolino)"

lunedì 29 giugno 2009

Il mio primo CD

Un giorno uggioso dell'inverno del 1992, la piccola ALittaM è entrata insieme alla madre in un negozio di musica.
Fino a quel giorno, la collezione musicale di ALittaM consisteva in audiocassette, per lo più dei cartoni animati, con qualche occasionale cassetta di compilation "ereditata" dai genitori. Quel giorno, però, ALittaM aveva deciso che era arrivato il momento di diventare tecnologici: voleva acquistare un CD. Il papà di ALittaM aveva un bell'impianto stereo in salotto, e non era giusto che la collezione di musica della famiglia fosse esclusivamente composta dai cd di musica classica, di Zucchero e di Gianna Nannini del padre. Nossignore.
ALittaM entrava quel giorno nel mondo della musica moderna, smetteva di essere, musicalmente, una bambina, e iniziava il suo lungo rapporto d'amore con i CD. Quel giorno era l'inizio di una piccola ossessione che sarebbe durata nel tempo, l'ossessione-feticismo per il CD, che anche oggi prosegue, accompagnata dalle nuove ossessioni-feticismi dell'età adulta, ovvero i libri e i DVD.
Quel giorno, ALittaM ha comprato il suo primo CD, e quel CD era Dangerous di Michael Jackson. Che ALittaM ha ascoltato ossessivamente per tutto il 1992.
Quindi alla luce di tutto questo lasciate che vi dica che la morte di Michael Jackson mi ha sconvolto e rattristato. Per me è davvero la fine di un'era.

giovedì 25 giugno 2009

Immeritata gloria

Ogni anno apro il Corriere intorno a questo periodo e mi dico toh, è già il momento della maturità. Io la maturità l'ho fatta nel (gasp) 1998.
E ho una confessione da farvi: io, la versione di greco della maturità, l'ho copiata tutta, ma proprio tutta tutta.
È andata così:
La mia amica S, il giorno dello scritto di greco, era venuta munita di tutto il necessario: acqua, biscotti, fazzoletti, vocabolario... e aveva anche messo nella borsa il quaderno con tutte le versioni di greco fatte durante le ripetizioni pomeridiane a cui andava regolarmente. Così, perché non si sa mai.
Una volta sistemati, e data una prima lettura alla versione (e io sento il panico crescere in me, perché a me il greco piace ma nelle versioni faccio schifo, sono mesi che prendo 4 e mezzo, e sarà una tragedia), sento S che mormora dal banco dietro al mio "Questa versione la conosco."
Dopo un paio di secondi "Io questa versione l'ho già fatta."
Dopo un altro paio di secondi "...questa versione ce l'ho nel quaderno!"
Nell'arco di dieci minuti, S aveva copiato tutta la versione e procedeva, piano piano e facendo attenzione a non essere notata, a dettarmela parola per parola.
E poi abbiamo passato il resto delle 6 ore a mangiare biscotti, sfogliare il vocabolario e passare la versione ai vicini di banco.
Io dalla maturità sono uscita con un voto spettacolare, ed è in gran parte dovuto alla facciatosta della mia amica S che ha infilato il quaderno in borsa la mattina dello scritto di greco.

martedì 23 giugno 2009

Coraline, il 3D e Dieci Euro

Sabato sera siamo andati a vedere Coraline all'Odeon.
Ora, a parte che il film è molto bello, inquietante ed emozionante e, ciononostante, io e Ludo siamo riusciti ad appisolarci per un paio di minuti (la colpa, questa volta, va data alla pizza dei Fratelli La Bufala, che ha la leggerezza di un blocco di travertino).
A parte il fatto che era in formato 3D, quindi abbiamo visto il film con gli occhialoni, e gli occhialoni dopo un po' mi stufano, e ho provato a vedere il film senza occhialioni 3D ed è esattamente come vedere il film da miopi, tutto sfuocato.
In ogni caso, la cosa davvero strana è successa alla cassa, perché i biglietti costavano 10 Euro.
Dieci. Euro.
Ma è tantissimo!
Lì per lì ho pagato e non ci ho fatto caso, ma più passa il tempo, più mi sembra che dieci euro per vedere un film siano davvero parecchi.
Soprattutto quando poi vai alla Feltrinelli o su Play.com e vedi che i film te li regalano, letteralmente. Tipo Kung Fu Panda, che ho visto a Settembre proprio nella stessa sala dove sabato scorso ho visto Coraline, ora costa 6,50 Euro compresa la spedizione. Meno di un biglietto per una persona, e te lo puoi vedere infinite volte, comoda comoda dal divano di casa tua.
Sia chiaro, io amo il cinema, e andrei a vedere un film ogni sera e non smetterò di andare al cinema per colpa di questi stupidi 10 Euro.
Però ragazzi, poi non lamentiamoci se le sale sono vuote.

giovedì 18 giugno 2009

Il palese masochismo della donna moderna

Ieri riflettevo su questa cosa: con la scusa che Chi bella vuole apparire un po' deve soffrire, noi donne paghiamo delle persone perché, in buona sostanza, ci facciano male.
Sganciamo soldi perché ci strappino i peli dalla stragrande maggioranza del corpo con cera bollente.
Paghiamo profumatamente perché ci massaggino vari punti del corpo con notevole dolore, in particolare le spalle e la schiena.
Facciamo abbonamenti a massaggi anti-cellulite che equivalgono a far passare le cosce dentro una impastatrice.
Prenotiamo con anticipo l'ingresso alle terme, dove facciamo prima una bella sauna a 95° rischiando il collasso, e poi ci tuffiamo nella vasca di reazione a 10°, restandoci secche all'istante.
Poi andiamo in palestra e corriamo, facciamo i corsi di GAG, fit-boxe, stretching e gli addominali, fino a che non strisciamo per terra in un mare di acido lattico.
Ecco, ieri pensavo proprio a questo mentre l'estetista mi faceva la pedicure, scorticandomi i piedi con la lima di ferro e scavando in profondità e raschiando qua e tagliuzzando là, e io mi mordevo con eleganza le labbra per non rivolgerle improperi.
E ho anche pagato, per sottopormi a questa tortura. E oggi, mentre zoppicavo leggermente verso il computer, sono giunta a questa conclusione, che chi bella vuole apparire, belle mie, un bel po' deve soffrire.

domenica 14 giugno 2009

Evidenti segni di estate

Quando sulle caviglie iniziano a comparire le simpatiche vesciche, perché le scarpe estive fanno sempre un gran male la prima volta che le metti.
Quando la doccia, invece che bollente, inizi a farla tiepida tendende al freddo.
Quando la schiena e le spalle sono bruciate e rosse, perché sei rimasta due ore sul prato del Lido di Lugano a leggere un libro senza metterti la crema solare.
Quando la pasta e il riso li vuoi mangiare freddi.
Quando a colazione invece di una tazza di the caldo vuoi berti una spremuta d'arancia.
Quando inizi a calibrare l'apertura di finestre, persiane e porte in modo che la notte passi una piacevolissima brezza proprio sopra il tuo letto.
Quando a Milano resti invischiata nell'asfalto.
Quando Ste inizia a delirare su barbeque, grigliate e altri modi masculi di cucinare.
Quando pensi alle spiagge della Grecia che visiterai quest'anno.

Ragazzi, a me sembra proprio che sia arrivata l'estate! E a voi?

venerdì 12 giugno 2009

Solitudine

Pronto, buongiorno amore, come stai? Hai dormito bene senza di me?
Quando Ste si assenta uno o più giorni per lavoro, di solito ALittaM fa buon viso a cattivo gioco: si dice che sarà bello avere la casa tutta per sé, pianifica dei bei bagni rilassanti, spaghettate di mezzanotte, sessioni chilometriche di computer, maratone di Desperate Housewives, canotta, rutto libero e tutto questo genere di cose.
E poi invece succede che ALittaM si ritrova sola in una casa fin troppo grande, non sa cosa fare di se stessa, scuoce la pasta, si sente malinconica e ha anche un po' paura del buio e di dormire da sola.
Ieri sera invece, il cambio epocale.
ALittaM si è preparata alla solita serata solitaria e un po' malinconica, e invece dopo aver accompagnato Ste in stazione si è fatta un giretto sul web, ha riletto un vecchio numero di Touch, ha fatto una lunga doccia calda, ha messo la crema alla lavanda, il pigiama fresco, ha passeggiato al buio nel corridoio di casa, si è sistemata nel centro del lettone e ha dormito ben bene.
A dire il vero sì.
Come sì?! Non ti sono mancato nemmeno un po'?
Beh, un pochettino sì, però sono stata proprio bene, non ho avuto neanche paura.
Ecco lo sapevo, è l'inizio della fine, tra poco tempo sarò inutile!

martedì 9 giugno 2009

Guidatore opzionale

La settimana scorsa è arrivata la nuova macchina di ALittaM e Ste: una Volkswagen Golf nuova fiammante.
ALittaM l'ha testata subito eh, caspiterina, ci è rimasta male:

- Quando piove non devi fare niente, perché ci sono i sensori sul parabezza e il tergicristallo si attiva da solo.
- Quando ti fanno gli abbaglianti di notte c'è lo specchietto intelligente che si scurisce da solo.
- Quando accendi il motore compare una scritta sul display che ti ricorda che è bene premere la frizione quando si accende il motore.
- In autostrada c'è il regolatore automatico di velocità, così puoi evitare di premere l'acceleratore.
- Non devi pensare ad accendere le luci perché c'è un sensore che le accende non appena si fa buio, o entri in galleria.
- Se provi a giocare col computer di bordo, compare una scritta che ti sgrida perché l'auto è in movimento e non dovresti fare cose che ti distraggono mentre guidi.

Insomma, questa macchina è così figa e all'avanguardia che non ti lascia fare altro che tenere le mani sul volante.

lunedì 8 giugno 2009

Milanobene

Venerdì sera, zona De Angeli, ALittaM e Ste ritornano verso casa, passeggiando dall'automobile al portone.
Davanti a loro passeggia un'altra coppia, a quanto pare si sono appena conosciuti perché lui dice che abita proprio là dietro e lei gli risponde che allora lo accompagna per un pezzo.
Poi alla ragazza cade qualcosa di mano, che atterra proprio davanti ad ALittaM e Ste.
"Oh, scusate," esclama lei, precipitandosi a raccoglierla senza neanche troppa fretta. E poi si allontana insieme all'altro, un po' più velocemente, ridacchiando imbarazzata.
ALittaM e Ste proseguono la passeggiata, un po' perplessi.
Non capita tutte le sere di vedersi atterrare sui piedi una dose di cocaina.

martedì 2 giugno 2009

Piccoli aneddoti sparsi sul Giappone

IMG_0203

In Giappone è tutto pulito e ordinato.
I giapponesi hanno la fissa dei germi e dei batteri, e al minimo accenno di influenza suina si mettono tutti quanti la mascherina chirurgica che sembra di essere sul set di ER, o in un film fantabatteriologico.
Crederesti che i voli della JAL siano fichissimi, e invece no: sono tarati sul giapponese medio, 155 cm per 45 Kg. Risultato: 12 ore dentro una scatola di sardine.
In Giappone non c'è il bidet, ma c'è il water con bidet incorporato: un getto d'acqua tiepida che ti lava proprio lì. Una volta provato, non si torna più indietro.
I treni giapponesi sono perfetti, grandi, spaziosi, ordinati, puntuali, persino rispetto ai treni svizzeri.
Dimenticavo, il water giapponese ha anche la funzione scalda-sedile. Wow.
Un albergo con la reception al 41esimo piano. Non dico altro.
Il passatempo preferito dai giapponesi è il cibo. Eppure sono tutti magrissimi.
Qualsiasi cosa tu compri, dal fazzoletto al portafortuna, ti verrà incartata con una tecnica impeccabile e ti faranno anche scegliere il colore del nastro.
Nelle ryokan si dorme sul futon, si gira in yukata, si fa il bagno negli onsen. In molte di queste locande non sono abituati al turista occidentale, ma sorridono con approvazione quando li vedono adeguarsi ai loro usi e costumi. Poi tuo marito mette una zolletta di zucchero nel the verde preparato tradizionalmente, e ancora un po' svengono (mistake! mistake!).
In TV in Giappone ci sono programmi demenziali, colorati, rumorosi e molto strani. L'esatto opposto di quello che è la realtà.
Tokyo è come New York, ma mille volte di più. Ti danno una stanza al ventinovesimo piano e c'è una vista spettacolare, poi cambi hotel e sei al quarantatreesimo piano e resti senza parole.
Quando viaggia in treno, il giapponese compra la schiscetta (bento) in uno dei cento negozietti di cibo che ci sono in stazione. Non appena il treno parte dalla stazione, tutti quanti all'unisono attaccano a mangiare la loro schiscetta con grande appetito.
I giapponesi sono cortesi, educati, cordiali così tanto che a volte sembrano finti. Se chiedi qualcosa faranno di tutto pur di saperti aiutare. Se non parlano inglese, correranno in giro per il negozio fino a che non trovano la collega che ha studiato all'estero per rispondere alle tue domande.
L'incrocio di Shibuya, ma dove vanno tutti?
Da piccola bevevo la zuppa facendo rumore, e mi sgridavano. In Giappone è la prassi, ed è divertentissimo risucchiare gli spaghetti dalla tazza di brodo.
Quando ti tagli i capelli in Giappone (ebbene sì, l'ho fatto!), prima ti tagliano i capelli, poi te li lavano e poi te li asciugano.
In Giappone i bagni pubblici non hanno niente con cui asciugarsi le mani, perché ogni giapponese gira con un piccolo asciugamanino alla moda in borsa o in tasca.
Un piatto fumante di ramen con prosciutto arrosto e uovo sodo è il benvenuto migliore dopo 12 ore di volo.
In ogni tempio buddista c'è un grande braciere in cui bruciare incenso votivo: consigliano di far andare il fumo dell'incenso sulle parti del corpo che danno problemi, per una pronta guarigione. Io l'ho fatto con le spalle e sapete il risultato.
I giapponesi trovano molto disdicevole soffiarsi il naso in pubblico. Però tirare su col naso è accettabile.
In qualsiasi hotel, oltre alle solite amenità da albergo occidentale, ti verranno forniti anche spazzolino, dentifricio, pantofole, vestaglia, lozioni per capelli, spazzola, pettine e guanto per lo scrub.
A Nara c'è una statua del Buddha capace di farti sentire piccola quanto una formichina.
C'è un tipo di mollusco che quando lo mangi in formato sushi si muove ancora. Non è una leggenda metropolitana, è vero: i nostri amici giapponesi ce l'hanno fatto mangiare. Ci siamo guadagnati l'epiteto "coraggiosi". Da quella sera non siamo più stati capaci di mangiare sushi.
Qualsiasi tipo di dolcetto giapponese è ripieno di anko, una pasta dolce di fagioli rossi dalla consistenza farinosa, oppure di crema al the verde.
Tempio Inari, alle 18.30 sotto una pioggia grigia e inquietante, col rumore della foresta e delle foglie calpestate. Spettrale e meraviglioso.
Mhm, ramen.
I Giapponesi reputano il resto del mondo un branco di puzzoni e zozzoni: e hanno ragione, perché loro sono il popolo più pulito sulla faccia della Terra, e chiunque rispetto a loro si sente sporco. Sfido voi a battere una popolazione che, prima di entrare nelle vasche termali di un onsen, fa una doccia completa con doppio sapone, shampoo e balsamo, e subito dopo la vasca termale fa una terza insaponatura perché non si sa mai.
Al temizuya di ogni tempio, ricordarsi di lavare entrambe le mani e di sciaquarsi la bocca, sputando l'acqua con convinzione per guadagnarsi l'approvazione dai vecchietti giapponesi che stanno intorno.
Mhm, gyoza.
Kyoto, rispetto a Tokyo, sembra bassina e un po' dimessa. Poi visiti il Kiyomizu-dera al tramonto e ti rendi conto che non hai capito niente.

lunedì 1 giugno 2009

Crac

Stanotte me la dormivo bella felice quando, girando la testa da una parte all'altra, il mio collo, senza apparenti ragioni, ha fatto crac.
Che. Dolore.
Ste è andato al lavoro e mi ha lasciato sola con tutti i programmi registrati durante la vacanza in Giappone, un cuscino caldo, una tazza di the e una scatola di Special K da sgranocchiare.
Se non fosse per il fatto che sono storta tipo Quasimodo e che non posso muovere il collo se non con indicibili sofferenze... sarei quasi soddisfatta. E invece sto contando i minuti che mi separano dal prossimo Aulin.
Dite che è l'inizio della vecchiaia? Il primo di mille acciacchi?

venerdì 29 maggio 2009

Si capisce dalla fede, Watson

Il giorno dopo il matrimonio:
"Caspita, come sono belle le nostre fedi. Nuove, brillanti, sono splendide."
"Sìsì."
(...)
"Secondo te si nota che sono nuove di zecca?"
"Ma no, lo notiamo solo noi che lo sappiamo."
Al check-in di Malpensa:
"Siete sposini, vero?"
ALittaM e Ste si guardano, un po' allibiti.
"È per via delle fedi, sono così brillanti."
Al negozio di giornali prima dell'imbarco:
"State partendo per il viaggio di nozze, vero?"
Altro sguardo perplesso.
"Lo si capisce dagli anelli, sono ancora nuovi e splendenti. Oggi siete l'ottava coppia che parte per il viaggio di nozze. Vi siete sposati sabato anche voi?"
Non ce l'avremo scritto in faccia, che siamo sposini, ma a quanto pare ce l'abbiamo chiaramente scritto sul dito.
Ah, e Malpensa è piena di persone che giocano a fare l'investigatore privato.

domenica 10 maggio 2009

Il giorno del matrimonio vedrai che

Sarai così emozionata che ti tremerà la voce: Falso.
Avrai una paura tremenda di cadere dai tacchi durante l'ingresso in chiesa: Vero.
Ti sembrarà tutto un sogno: Vero.
Non riuscirai a mangiare niente del pranzo: Falso, ehehehehe.



Sorriderai come una cretina in tutte le foto: Vero, in alcune si rasenta la paresi facciale.
Vedrai così tante facce che dopo un po' rinuncerai a riconoscerle: Vero.
La notte prima non dormirai per niente: Falso.
Ci metterai mesi prima di vedere le foto: Falso.


Lo sposo sarà più emozionato e commosso di te: Vero.
Il bouquet lo prenderà chi meno te l'aspetti: Vero.
Vorresti avere ancora un pezzetto di quella buonissima torta da mangiarti il giorno dopo: Vero.
Ogni due per tre ti guardi la mano e noti una piccola fascetta d'oro all'anulare che prima non c'era: Vero.


Grazie a tutti quanti!

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