lunedì 14 settembre 2009

Della milanesità

Oggi Piero mi ha fatto una domanda nei commenti che mi ha lasciato un po' spiazzata. In breve, mi ha chiesto se mi sentivo più italiana del nord o italiana e basta, o padana. Io ho risposto, forse peccando di ingenuità, dicendo che nell'ordine mi sento più vicina alla mia città di nascita, poi alla mia regione, poi alla comunità europea, e in effetti solo dopo tutte queste arriva l'Italia.
Il che non vuol dire che non sia orgogliosa di essere italiana: io difendo sempre con passione l'Italia e l'italianità di fronte alle critiche degli stranieri (anche se devo ammettere che negli ultimi tempi mi risulta sempre più difficile: riesco comunque a mantenere un'egregia difesa sul piano gastronomico, cinematografico, letterario e storico).
Il mio atteggiamento deriva dal fatto che, abituata a sentire sempre criticare Milano da parte di tutto il resto d'Italia (è brutta, è sporca, è fredda, i milanesi ah che stronzi, è cara, non capisco come si faccia a viverci) (ma su questo dovrò scrivere a breve un altro post con alcuni simpatici aneddoti), dicevo a furia di sentirla insultare da tutti ho sviluppato un amore profondo per la mia città, che invece è bella, efficiente, ricca di pregi e di persone concrete e dal cuore d'oro.
Bisogna amare Milano, perché c'è tutta una stregua di persone là fuori che la detesta.
Mi dispiace quindi che Piero se la sia presa, ma spero che con questo abbia reso più chiaro e, forse, comprensibile, il mio totale amore nei confronti della mia città e della mia regione. Anzi, alla luce di tutto questo appare anche più accettabile il fatto che, in molti milanesi, ci sia un certo risentimento nei confronti del resto d'Italia che su Milano è prontissimo a sputare però poi finisce per andare a lavorarci.
E in ogni caso, visto che mi sembra che Piero se la sia presa per questa mia risposta, ricordo a voi tutti che siete sempre stranieri in questo blog, milanesi, italiani, svizzeri e persino parenti e vicini di casa. Questo è il mio spazio, è una ALittaMcrazia dove posso fare quello che voglio. Tié.

3 commenti:

Alessandro ha detto...

Sono lombardo, non milanese.
Ho studiato all'università a Milano, e ne ho un buonissimo ricordo di efficienza in senso lato, serietà e eccellenza.
Concordo sul fatto che tutti, con una certa spocchia, prima denigrano Milano, poi cercano in tutti i modi di andarci a lavorare (ne ho avuto esempi continui).

Personalmente, i pochi amici milanesi che ho sono affabili e gentili, forse perchè finchè non ci si scontra in ambito lavorativo va tutto bene :)
Almeno questa è la mia esperienza.

In linea di massima sono contento di essere lombardo (ma non italiano...mi spiace).

Piero. ha detto...

AllitaM c'è un equivoco su Milano.
Ho vissuto in quella città e vi ho studiato per lunghissimi anni, dalle elementari ai primi anni universitari. Parlavo perfettamente 3 lingue: il siciliano, l'italiano e il milanese. Avevo amici e amiche milanesi fino all'osso, la città che ricordo io da bambino aveva ancora il Gamba de legn, figurati.
Ho amato la tua città con occhio attento e curioso. Come hai potuto leggere nelle mie parole disprezzo o rancore verso Milano e i milanesi tout court? Io ho detto una cosa diversa, molto diversa ma adesso scusami non conta più. Tu mi ricordi nel modo che hai di raccontare le cose una mia amica di allora, Anna Corradi, e non ti nascondo che vengo a trovarti anche per questo motivo. Il problema del sentirsi parte di una nazione è un discorso un po' più complesso non trovi? Oggi è diventato un problema di fondo ( guarda cosa dice Alessandro)che ai tempi in cui ero giovane nessuno si sarebbe posto. Però, però però io i cartelli con su scritto NON SI AFFITTA AI MERIDIONALI NEL 1965 LI HO VISTI CON I MIEI OCCHI ma importa minga. Io voglio credere che Milano sia altro e non sia cambiata. Ciao

ALittaM ha detto...

Alessandro, esatto, è proprio questo atteggiamento che ha la stragrande maggioranza della gente che mi fa sentire più milanese che italiana. Perché l'italiano non apprezza Milano, ma il milanese sì :)

Piero, non mi riferivo certo a te quando parlavo di chi denigra Milano! Figurarsi. Volevo solo spiegarti perché per me avrà sempre il primo posto, anche prima della nostra capitale Roma.
Se poi vogliamo parlare del problema Bossi e del crescente razzismo parliamone volentieri, ma è un discorso che riguarda l'intera nazione e non solo il Nord. Oppure, se vogliamo parlare del sentimento di appartenenza a una nazione, secondo me non è un problema recente, anzi, l'Italia è un paese giovane, che è stato unito praticamente a tavolino e quindi è quasi comprensibile che ancora oggi si faccia fatica a sentirsi parte di una nazione al 100% (tant'è che tra Nord e Sud sembra ancora di essere in due paesi diversi).

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