domenica 27 settembre 2009

Perché un funerale solo non basta

Mia nonna era davvero speciale: a lei non é bastato un solo funerale, gliene abbiamo fatti due.
Il primo funerale è stato ad Agosto, un venerdi di Agosto afoso e maleodorante in cui la città era vuota e affollata allo stesso tempo, del quale mi ricordo la tristezza, il fastidio, il mal di testa strisciante, i pantaloni di velluto nero indossati nonostante i 35° perché ad un funerale si va vestiti di nero e tutti gli altri pantaloni scuri li avevo dimenticati a Lugano. In chiesa c'erano I. e C., amiche storiche, una sorpresa graditissima in quel giorno pieno di dolore. Era un giorno brutto, sgradevole, che era finito con una lunga doccia calda e una notte agitata.
Questa volta, invece, c'è stata la trasferta: siamo andati a Ponte, un paese vicino a Benevento da cui proviene mio nonno, dove la nonna aveva scritto di voler essere seppellita. Un viaggio intenso, che è durato tutto il weekend, al quale ha preso parte tutta la mia numerosa famiglia.
È iniziato con l'aereo che abbiamo rischiato di perdere, esibendoci in scene di corse per l'aeroporto degne di Mamma Ho Perso l'Aereo. Poi il viaggio in auto, il ritrovo con tutti i parenti, la malinconia al pensiero che ormai la nonna, sempre presente a questi incontri, non c'è più e non ci sarebbe più stata.
L'hotel era pieno di tutti i miei zii e cugini, nel totale superavamo i 25. Sembrava di essere in gita scolastica, con il ritrovo per la colazione e gli appuntamenti per cena tutti nella hall e le telefonate da una stanza all'altra.
La messa funebre è stata celebrata da un prete che ha passato la predica a dare a tutti dei Senzaddio e ad invocare la conversione di tutti i convenuti e a ricordarci che se non diventiamo cristiani bruceremo all'Inferno. Per sempre.
Poi siamo andati alla tomba di famiglia e abbiamo aggiunto la scatolina con le ceneri di mia nonna alle altre scatole dei parenti defunti. Mio zio ha allegramente fatto notare che, ora che si possono cremare le persone, "là dentro c'è spazio per tutti".
In compenso, abbiamo mangiato una quantità di ziti allo scarpariello, babà fatti in casa, scamorza abbrustolita e pizza da far invidia al migliore buongustaio. Abbiamo visto un acquedotto romano spettacolare, abbiamo chiaccherato con i parenti che non vedevamo da anni e ci siamo dispiaciuti del fatto che ci incontriamo sempre in queste brutte occasioni.
Siamo tornati a casa stasera, con la valigia piena di abiti sporchi e torroncini allo Strega, stanchi e stremati ma con una strana di sensazione di pace nel cuore. Come se qualcuno dall'alto ci stesse sorridendo, soddisfatta.

4 commenti:

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

"Come se qualcuno dall'alto ci stesse sorridendo, soddisfatta"...credo che lo stia facendo davvero.

Un abbraccio.

S.B. ha detto...

Lo so, non si dovrebbe dire, è un evento tragico. Però il tuo post mi ha davvero fatto sorridere!

Rabb-it ha detto...

I preti...
ho partecipato anche io ad alcuni funerali ultimamente, colleghi e parenti alla lunga che... be' ok ai funerali si va se succede quello, mica altro.

Ad uno dei funerali il prete è stato capace di inserire nella predica un accorato appello conto la pillola abortiva, con la seguente frase: tutte le vite sono preziose, anche quelle ancora nel grembo materno.

Se non era per rispetto ai familiari sarei uscita a vomitare.
........

Scusa...dovevo sfogarmi di quella cosa e... ho abusato del tuo blog, non fidandomi a farlo sul mio... non avrei dovuto.

Un abbraccio.

eppifemili ha detto...

è sicuramente così.
stanne certa.

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