mercoledì 29 aprile 2009

90 email

No, non faccio per esagerare. Ho davvero ricevuto 90 email riguardanti il mio post su Italians.
Ammetto che non mi aspettavo né così tante risposte, né così tanto entusiasmo: soltanto in due mi hanno scritto dicendomi che la convivenza è La Vera Via e che il matrimonio è La Tomba dell'Amore.
In compenso, tra tutte le mail che ho ricevuto, mi ha colpito il fatto che erano per la stragrande maggioranza uomini. Uomini che mi decantavano dal profondo del cuore le gioie dell'essere sposati e dell'avere figli e moglie.
E io mi ci sono commossa, a immaginare questi uomini di 30, 40, 50 e anche 60 anni o più, davanti al loro computer, che scrivono a una perfetta sconosciuta come sono felici e innamorati della propria vita e della propria famiglia.

Ecco un estratto di quello che mi è piaciuto di più:
Mi chiamo G. e letta la tua lettera, vogliamo, io e mia moglie, farti col cuore tantissimi auguri e congratularci con te. Noi siamo sposati dal 1978 e non siamo affatto pentiti. Ma non ti basta convivere, ti chiedono? Non è uguale. La convivenza è una cosa che riguarda due persone e basta, le quali stanno insieme fino a che pare loro ma non riguarda la società. Non è solo un pezzo di carta, il matrimonio. È un impegno per la vita. È la volontà di mettersi in gioco, di aprirsi completamente all'altro e dell'altro di fidarsi.

Io mi sono sposato quattro anni fa, dopo sei anni di fidanzamento e quattro di convivenza. Se potessi farlo, risposerei mia moglie una, dieci, cento volte. L'unica cosa che mi dispiace... è che avrei dovuto farlo prima.

Lasci stare i brontoloni, e dia retta a me, che sono felicemente sposato da dieci anni, ho due splendide bimbe ed un altro in arrivo per giugno... La vita in famiglia può essere davvero bellissima.

Quelli che ti rispondono in maniera strana fanno una sola cosa: I maleducati.
È molto da maleducati esprimere una opinione propria in questo modo. Ci sono tanti forum per esprimere una propria opinione ed esprimerla durante un bell’annuncio non è né il tempo, né il posto adatto.
Secondo me, questi sono altri esempi di cafonate italiane.

Secondo me le persone che non si congratulano lo fanno per seguire una moda: infatti, noto che ultimamente fa molto "fico" darsi un'aria di indipendenza che se ne frega di cose ritenute universalmente importanti come il matrimonio, salvo poi cambiare velocemente partito.

Credo che le persone tendano a valutare le scelte degli altri col proprio metro di giudizio. Il quale, ovviamente, è parziale. Se invece le persone si soffermassero e pensassero come si sente l'altra persona, credo che ci sarebbero meno problemi di questo genere. E ci sarebbe molta più accettazione dell'altro senza voler per forza imporre una visione delle cose.

Cara Alessandra, mi unisco allo sparuto coro delle congratulazioni e degli auguri. Temo però di non essere in grado di spostare le tue statistiche: infatti sono sposato, per giunta in Chiesa, per di più da vent'anni, e oltretutto ho anche quattro figli. Inutile dire che sono felicissimo e se rinasco mille volte, mi risposo mille volte con mia moglie (ammesso che mi voglia ancora :) ).
Ti auguro almeno altrettanta felicità quanta ne abbiamo avuta noi.

Una massima in inglese dice più o meno così: “Anybody can sympathise with the sufferings of a friend, but it requires a very fine nature to sympathise with a friend's success.” La reazione alle nostre decisioni è un’opportunità per verificare il mondo che ci sta attorno e con cui dobbiamo relazionare.

lunedì 20 aprile 2009

Machitelofaffare

Mi stupisce il fatto che, quando annuncio il mio imminente matrimonio, ci siano conoscenti che reagiscono con le seguenti frasi:
1) Ma chi te lo fa fare?!
2) Noo. Davvero? Ma dai, mi spiace.
3) Ma non ti bastava convivere?
4) Alla fine il matrimonio è solo un pezzo di carta.
5) In Chiesa, per giunta!
6) Sei ancora in tempo per cambiare idea.
7) Così ti rovini la vita!
Ogni volta che mi dicono una frase di questo genere, mi blocco. Non perché la cosa mi ferisca, ma perché, pur sapendo che c'è tanta gente che sceglie di non sposarsi, non pensavo che ci fosse così tanta gente contraria al matrimonio. Come se si trattasse di una condanna da evitare.
E allora mi chiedo, prima di tutto, questa mentalità da dove arriva? Gliel'avranno data i genitori, gli amici, le storie finite male? È segno di mancata maturità? È segno che ancora non hanno trovato la persona giusta, che non si vogliono impegnare?
Senza contare una piccola nota statistica: quasi tutte le persone che mi hanno detto di fuggire dal matrimonio sono persone che non sono mai state sposate o che convivono. Quasi tutte le persone che invece si congratulano con me sono persone sposate. Vorrà dire qualcosa questo? Si tratta dell'ennesimo caso della volpe con l'uva?
In ogni caso, a tutti quelli che mi dicono queste cose io vorrei dire che la loro insicurezza, il loro cinismo e la loro paura di impegnarsi mi rendono ancora più sicura e felice della mia scelta.

martedì 14 aprile 2009

Le pulizie di primavera

ALittaM e le pulizie di primavera 1 (il bagno dei maschietti):
CIF Doccia e Bagno è ideale per tutte le superfici del vostro bagno. Istruzioni per l'uso:
  1. Spruzzare CIF Doccia e Bagno e sciacquare con un panno umido.
  2. Per lo sporco ostinato, spruzzare due volte e sciacquare.
  3. Per lo sporco molto ostinato, lasciare agire qualche secondo.
  4. Per il lavandino del bagno di Ste, sul quale ci sono incrostazioni di muschi, licheni e altre forme di vita preistorica, spruzzare quattro volte, lasciare agire un dieci minuti e poi grattare con molta forza.
ALittaM e le pulizie di primavera 2 (reperti archeologici):
Amore, in fondo alla credenza ho trovato 2 latte di tonno, 1 latta di ananas, del the alla menta, della mousse al rhum e delle lenticchie di Castelluccio che mi ero scordata di avere. Scade tutto a fine Aprile: mi devo inventare un menu!
ALittaM e le pulizie di primavera 3 (sticavolo di guanti):
Avete idea di quanto faccia schifo l'odore amaro di lattice sulla pelle?

ALittaM e le pulizie di primavera 4 (citazione obbligatoria):
Dailacera, toglialacera, dailacera, toglialacera, dailacera... non si stancare Ale-san!

ALittaM e le pulizie di primavera 5 (la dura legge del Vetril):
E ora che le finestre sono pulite lucide e splendenti possiamo essere sicuri che domani pioverà.

Ste e le pulizie di primavera:
Ste ha abbracciato il concetto di pulizie di primavera con rigore militare. Da sabato mattina sta pulendo ogni angolo della casa, mette a posto tutto, spolvera tra un libro e l'altro, sbatte tappeti, passa l'aspirapolvere sopra gli stipiti, sgrassa i ripiani. Incessante, instancabile.
ALittaM è stupita da questa incredibile solerzia, ed è anche tentata di inventarsi le fantomatiche Pulizie d'Estate, Autunno e Inverno. Ma non lo farà, perché c'è il serio rischio che Ste ci creda e si trasformi nel robottino pulente di Wall-E.

giovedì 9 aprile 2009

Il mio liceo

Ieri mattina sono passata davanti al mio liceo proprio all'ora in cui entravano gli studenti.
Mi capita abbastanza spesso di passare davanti all'edificio, ma quasi mai alle 8 di mattina. E invece ieri ero proprio lì sul tram, diretta verso il dentista, all'ora in cui le porte erano aperte ed entravano tutti i ragazzi.
In un attimo ho rivissuto tutti gli anni delle superiori.
Ho provato la stessa angoscia, lo stomaco mi si è stretto e il cuore ha preso a pulsare: in un istante ero di nuovo catapultata nell'ansia opprimente che provavo ogni mattina entrando a scuola. Eccolo lì, il rettore che parla coi segretari davanti al portone, ecco l'atrio, mi immaginavo i corridoi che sapevano di detergente e di gesso, gli schiamazzi, gli zaini, le scale. Mi sono ricordata l'ansia, la nausea che mi assaliva ogni mattina, i professori severi e freddi, la tachicardia durante le interrogazioni a sorpresa, le materie belle, da assaporare come piccoli dolci preziosi (Schopenauer, Dante, la Guerra dei Trent'anni, Seneca) e quelle ostiche, che bisognava tapparsi il naso, masticare e ingoiare come una medicina amara (la chimica, i vettori, le versioni di Greco, i logaritmi), mi sono ricordata gli insulti dei compagni, la disperazione, la sensazione di essere inadeguata e sola, i sogni di essere altrove, ovunque ma non in quell'aula, il senso di sollievo allo squillo dell'ultima campana.
Poi il tram è ripartito e mi sono ritrovata 14 anni dopo, diretta al dentista alle 8 di un mercoledì mattina.
E ho pensato che chi dice che gli anni della gioventù sono gli anni migliori della vita evidentemente non sa di cosa parla. Oppure non ha mai frequentato il San Carlo.

lunedì 6 aprile 2009

Fammi male!

Sabato ALittaM è andata da S., l'estetista, con lo scopo di farsi fare del male.
Il motivo di questa visita è dovuto al fatto che ALittaM da qualche mese ha mal di schiena quando dorme, di solito al risveglio. A volte è un semplice fastidio, a volte fa proprio male, e in ogni caso la scorsa settimana, complice un movimento sbagliato in palestra e due giorni di pioggia, al mal di schiena si è aggiunta una bella infiammazione alla spalla destra.
Morale della favola, ALittaM doveva farsi dis-incriccare.
S., l'estetista-massaggiatrice, è un genio da questo punto di vista. Piccolina ma forzuta. Ha delle mani che sono miele e acciaio allo stesso tempo, e ALittaM si fida ciecamente di lei.
Ovviamente, per arrivare al dis-incriccamento, ALittaM sa di dover attraversare un'ora e mezza di atroci dolori.
S. mette le manine abili lungo la colonna vertebrale di ALittaM e, come un rabdomante trova l'acqua, subito scova i punti in cui i muscoli e i nervi sono aggrovigliati.
"Fa male qui?" chiede soavemente S., premendo con le dita in un punto.
"Sì!" esclamava le prime volte ALittaM, certo che questo significasse che quel punto non sarebbe stato toccato.
"Bene, allora dobbiamo lavorarci su. Ti farà male. Grida pure, se ti aiuta a sopportare il dolore."
S. iniziava a impastare. Due minuti di assoluto dolore.
Questa operazione veniva ripetuta una decina di volte, in altrettanti punti chiave. ALittaM provava a mentire, ma S. la beccava ogni volta ("No, lì non fa male..." "Non è vero, l'ho sentito che ti sei contratta, non mentire, tieni duro, farà male ma poi ti sentirai meglio" "Gngngngaiaiaiaiaiaaaaaaa!" "Ecco fatto, meglio no?" "Voglio la mamma.").
Ormai ALittaM non mente più, non teme più, va al massaggio con la rassegnazione di chi va a farsi una ceretta all'inguine: farà male, ma è per il tuo bene.
Questo sabato, però, la schiena di ALittaM era conciata proprio male, perché S. ha lavorato, premuto, impastato, massaggiato con il doppio del vigore. E ovviamente, con il doppio del male.
Morale della favola: la schiena di ALittaM è una costellazione di piccoli lividi bluastri.
Probabilmente dentro S. c'è un piccolo mostriciattolo sadico, e dentro ALittaM un piccolo masochista.
La coppia perfetta.

venerdì 3 aprile 2009

Da principante

  • Caspita, avevo messo la lente destra al rovescio, ecco perché non ci vedevo bene!
  • (continuare a cercare di sistemarsi gli occhiali) Ah già, non li ho.
  • La mia faccia ha tutto un altro aspetto adesso.
  • Non è che ho messo la destra al posto della sinistra?
  • Questo vento è fastidiosissimo, lo odio.
  • Ma posso andare ad acquagym con le lenti? (non mi sembrerà vero, riuscire a vedere che faccia ha l'insegnante)
  • Santo Cielo, senza gli occhiali i miei occhi sembrano... come dire... ENORMI.
  • Come sto senza occhiali?
  • Non mi ero mai accorta di avere la faccia asimmetrica. Merda.

mercoledì 1 aprile 2009

Volevo farvelo

Il Pesce d'Aprile che chiudevo il blog. E voi sareste stati a disperarvi perché ALittaM aveva gettato la spugna, e come facevate adesso senza quei cinque minuti al giorno in cui visitavate questo blog e leggevate delle mie avventure, e poi il giorno dopo vi avrei scritto "Ma creduloni! Non avevate visto la data?"

E invece no, perché stamattina a me il Pesce d'Aprile l'hanno fatto davvero, ed erano le 8 di mattina e io avevo ancora un occhio chiuso e uno aperto... e ci ho abboccato come una scema... e non mi ha fatto ridere per niente!

Quindi vi risparmio questa sofferenza, facciamo finta che ve lo abbia fatto e ci siamo fatti due risate, e domani è il 2 di Aprile e si va avanti come se niente fosse, ok?

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