lunedì 29 giugno 2009

Il mio primo CD

Un giorno uggioso dell'inverno del 1992, la piccola ALittaM è entrata insieme alla madre in un negozio di musica.
Fino a quel giorno, la collezione musicale di ALittaM consisteva in audiocassette, per lo più dei cartoni animati, con qualche occasionale cassetta di compilation "ereditata" dai genitori. Quel giorno, però, ALittaM aveva deciso che era arrivato il momento di diventare tecnologici: voleva acquistare un CD. Il papà di ALittaM aveva un bell'impianto stereo in salotto, e non era giusto che la collezione di musica della famiglia fosse esclusivamente composta dai cd di musica classica, di Zucchero e di Gianna Nannini del padre. Nossignore.
ALittaM entrava quel giorno nel mondo della musica moderna, smetteva di essere, musicalmente, una bambina, e iniziava il suo lungo rapporto d'amore con i CD. Quel giorno era l'inizio di una piccola ossessione che sarebbe durata nel tempo, l'ossessione-feticismo per il CD, che anche oggi prosegue, accompagnata dalle nuove ossessioni-feticismi dell'età adulta, ovvero i libri e i DVD.
Quel giorno, ALittaM ha comprato il suo primo CD, e quel CD era Dangerous di Michael Jackson. Che ALittaM ha ascoltato ossessivamente per tutto il 1992.
Quindi alla luce di tutto questo lasciate che vi dica che la morte di Michael Jackson mi ha sconvolto e rattristato. Per me è davvero la fine di un'era.

giovedì 25 giugno 2009

Immeritata gloria

Ogni anno apro il Corriere intorno a questo periodo e mi dico toh, è già il momento della maturità. Io la maturità l'ho fatta nel (gasp) 1998.
E ho una confessione da farvi: io, la versione di greco della maturità, l'ho copiata tutta, ma proprio tutta tutta.
È andata così:
La mia amica S, il giorno dello scritto di greco, era venuta munita di tutto il necessario: acqua, biscotti, fazzoletti, vocabolario... e aveva anche messo nella borsa il quaderno con tutte le versioni di greco fatte durante le ripetizioni pomeridiane a cui andava regolarmente. Così, perché non si sa mai.
Una volta sistemati, e data una prima lettura alla versione (e io sento il panico crescere in me, perché a me il greco piace ma nelle versioni faccio schifo, sono mesi che prendo 4 e mezzo, e sarà una tragedia), sento S che mormora dal banco dietro al mio "Questa versione la conosco."
Dopo un paio di secondi "Io questa versione l'ho già fatta."
Dopo un altro paio di secondi "...questa versione ce l'ho nel quaderno!"
Nell'arco di dieci minuti, S aveva copiato tutta la versione e procedeva, piano piano e facendo attenzione a non essere notata, a dettarmela parola per parola.
E poi abbiamo passato il resto delle 6 ore a mangiare biscotti, sfogliare il vocabolario e passare la versione ai vicini di banco.
Io dalla maturità sono uscita con un voto spettacolare, ed è in gran parte dovuto alla facciatosta della mia amica S che ha infilato il quaderno in borsa la mattina dello scritto di greco.

martedì 23 giugno 2009

Coraline, il 3D e Dieci Euro

Sabato sera siamo andati a vedere Coraline all'Odeon.
Ora, a parte che il film è molto bello, inquietante ed emozionante e, ciononostante, io e Ludo siamo riusciti ad appisolarci per un paio di minuti (la colpa, questa volta, va data alla pizza dei Fratelli La Bufala, che ha la leggerezza di un blocco di travertino).
A parte il fatto che era in formato 3D, quindi abbiamo visto il film con gli occhialoni, e gli occhialoni dopo un po' mi stufano, e ho provato a vedere il film senza occhialioni 3D ed è esattamente come vedere il film da miopi, tutto sfuocato.
In ogni caso, la cosa davvero strana è successa alla cassa, perché i biglietti costavano 10 Euro.
Dieci. Euro.
Ma è tantissimo!
Lì per lì ho pagato e non ci ho fatto caso, ma più passa il tempo, più mi sembra che dieci euro per vedere un film siano davvero parecchi.
Soprattutto quando poi vai alla Feltrinelli o su Play.com e vedi che i film te li regalano, letteralmente. Tipo Kung Fu Panda, che ho visto a Settembre proprio nella stessa sala dove sabato scorso ho visto Coraline, ora costa 6,50 Euro compresa la spedizione. Meno di un biglietto per una persona, e te lo puoi vedere infinite volte, comoda comoda dal divano di casa tua.
Sia chiaro, io amo il cinema, e andrei a vedere un film ogni sera e non smetterò di andare al cinema per colpa di questi stupidi 10 Euro.
Però ragazzi, poi non lamentiamoci se le sale sono vuote.

giovedì 18 giugno 2009

Il palese masochismo della donna moderna

Ieri riflettevo su questa cosa: con la scusa che Chi bella vuole apparire un po' deve soffrire, noi donne paghiamo delle persone perché, in buona sostanza, ci facciano male.
Sganciamo soldi perché ci strappino i peli dalla stragrande maggioranza del corpo con cera bollente.
Paghiamo profumatamente perché ci massaggino vari punti del corpo con notevole dolore, in particolare le spalle e la schiena.
Facciamo abbonamenti a massaggi anti-cellulite che equivalgono a far passare le cosce dentro una impastatrice.
Prenotiamo con anticipo l'ingresso alle terme, dove facciamo prima una bella sauna a 95° rischiando il collasso, e poi ci tuffiamo nella vasca di reazione a 10°, restandoci secche all'istante.
Poi andiamo in palestra e corriamo, facciamo i corsi di GAG, fit-boxe, stretching e gli addominali, fino a che non strisciamo per terra in un mare di acido lattico.
Ecco, ieri pensavo proprio a questo mentre l'estetista mi faceva la pedicure, scorticandomi i piedi con la lima di ferro e scavando in profondità e raschiando qua e tagliuzzando là, e io mi mordevo con eleganza le labbra per non rivolgerle improperi.
E ho anche pagato, per sottopormi a questa tortura. E oggi, mentre zoppicavo leggermente verso il computer, sono giunta a questa conclusione, che chi bella vuole apparire, belle mie, un bel po' deve soffrire.

domenica 14 giugno 2009

Evidenti segni di estate

Quando sulle caviglie iniziano a comparire le simpatiche vesciche, perché le scarpe estive fanno sempre un gran male la prima volta che le metti.
Quando la doccia, invece che bollente, inizi a farla tiepida tendende al freddo.
Quando la schiena e le spalle sono bruciate e rosse, perché sei rimasta due ore sul prato del Lido di Lugano a leggere un libro senza metterti la crema solare.
Quando la pasta e il riso li vuoi mangiare freddi.
Quando a colazione invece di una tazza di the caldo vuoi berti una spremuta d'arancia.
Quando inizi a calibrare l'apertura di finestre, persiane e porte in modo che la notte passi una piacevolissima brezza proprio sopra il tuo letto.
Quando a Milano resti invischiata nell'asfalto.
Quando Ste inizia a delirare su barbeque, grigliate e altri modi masculi di cucinare.
Quando pensi alle spiagge della Grecia che visiterai quest'anno.

Ragazzi, a me sembra proprio che sia arrivata l'estate! E a voi?

venerdì 12 giugno 2009

Solitudine

Pronto, buongiorno amore, come stai? Hai dormito bene senza di me?
Quando Ste si assenta uno o più giorni per lavoro, di solito ALittaM fa buon viso a cattivo gioco: si dice che sarà bello avere la casa tutta per sé, pianifica dei bei bagni rilassanti, spaghettate di mezzanotte, sessioni chilometriche di computer, maratone di Desperate Housewives, canotta, rutto libero e tutto questo genere di cose.
E poi invece succede che ALittaM si ritrova sola in una casa fin troppo grande, non sa cosa fare di se stessa, scuoce la pasta, si sente malinconica e ha anche un po' paura del buio e di dormire da sola.
Ieri sera invece, il cambio epocale.
ALittaM si è preparata alla solita serata solitaria e un po' malinconica, e invece dopo aver accompagnato Ste in stazione si è fatta un giretto sul web, ha riletto un vecchio numero di Touch, ha fatto una lunga doccia calda, ha messo la crema alla lavanda, il pigiama fresco, ha passeggiato al buio nel corridoio di casa, si è sistemata nel centro del lettone e ha dormito ben bene.
A dire il vero sì.
Come sì?! Non ti sono mancato nemmeno un po'?
Beh, un pochettino sì, però sono stata proprio bene, non ho avuto neanche paura.
Ecco lo sapevo, è l'inizio della fine, tra poco tempo sarò inutile!

martedì 9 giugno 2009

Guidatore opzionale

La settimana scorsa è arrivata la nuova macchina di ALittaM e Ste: una Volkswagen Golf nuova fiammante.
ALittaM l'ha testata subito eh, caspiterina, ci è rimasta male:

- Quando piove non devi fare niente, perché ci sono i sensori sul parabezza e il tergicristallo si attiva da solo.
- Quando ti fanno gli abbaglianti di notte c'è lo specchietto intelligente che si scurisce da solo.
- Quando accendi il motore compare una scritta sul display che ti ricorda che è bene premere la frizione quando si accende il motore.
- In autostrada c'è il regolatore automatico di velocità, così puoi evitare di premere l'acceleratore.
- Non devi pensare ad accendere le luci perché c'è un sensore che le accende non appena si fa buio, o entri in galleria.
- Se provi a giocare col computer di bordo, compare una scritta che ti sgrida perché l'auto è in movimento e non dovresti fare cose che ti distraggono mentre guidi.

Insomma, questa macchina è così figa e all'avanguardia che non ti lascia fare altro che tenere le mani sul volante.

lunedì 8 giugno 2009

Milanobene

Venerdì sera, zona De Angeli, ALittaM e Ste ritornano verso casa, passeggiando dall'automobile al portone.
Davanti a loro passeggia un'altra coppia, a quanto pare si sono appena conosciuti perché lui dice che abita proprio là dietro e lei gli risponde che allora lo accompagna per un pezzo.
Poi alla ragazza cade qualcosa di mano, che atterra proprio davanti ad ALittaM e Ste.
"Oh, scusate," esclama lei, precipitandosi a raccoglierla senza neanche troppa fretta. E poi si allontana insieme all'altro, un po' più velocemente, ridacchiando imbarazzata.
ALittaM e Ste proseguono la passeggiata, un po' perplessi.
Non capita tutte le sere di vedersi atterrare sui piedi una dose di cocaina.

martedì 2 giugno 2009

Piccoli aneddoti sparsi sul Giappone

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In Giappone è tutto pulito e ordinato.
I giapponesi hanno la fissa dei germi e dei batteri, e al minimo accenno di influenza suina si mettono tutti quanti la mascherina chirurgica che sembra di essere sul set di ER, o in un film fantabatteriologico.
Crederesti che i voli della JAL siano fichissimi, e invece no: sono tarati sul giapponese medio, 155 cm per 45 Kg. Risultato: 12 ore dentro una scatola di sardine.
In Giappone non c'è il bidet, ma c'è il water con bidet incorporato: un getto d'acqua tiepida che ti lava proprio lì. Una volta provato, non si torna più indietro.
I treni giapponesi sono perfetti, grandi, spaziosi, ordinati, puntuali, persino rispetto ai treni svizzeri.
Dimenticavo, il water giapponese ha anche la funzione scalda-sedile. Wow.
Un albergo con la reception al 41esimo piano. Non dico altro.
Il passatempo preferito dai giapponesi è il cibo. Eppure sono tutti magrissimi.
Qualsiasi cosa tu compri, dal fazzoletto al portafortuna, ti verrà incartata con una tecnica impeccabile e ti faranno anche scegliere il colore del nastro.
Nelle ryokan si dorme sul futon, si gira in yukata, si fa il bagno negli onsen. In molte di queste locande non sono abituati al turista occidentale, ma sorridono con approvazione quando li vedono adeguarsi ai loro usi e costumi. Poi tuo marito mette una zolletta di zucchero nel the verde preparato tradizionalmente, e ancora un po' svengono (mistake! mistake!).
In TV in Giappone ci sono programmi demenziali, colorati, rumorosi e molto strani. L'esatto opposto di quello che è la realtà.
Tokyo è come New York, ma mille volte di più. Ti danno una stanza al ventinovesimo piano e c'è una vista spettacolare, poi cambi hotel e sei al quarantatreesimo piano e resti senza parole.
Quando viaggia in treno, il giapponese compra la schiscetta (bento) in uno dei cento negozietti di cibo che ci sono in stazione. Non appena il treno parte dalla stazione, tutti quanti all'unisono attaccano a mangiare la loro schiscetta con grande appetito.
I giapponesi sono cortesi, educati, cordiali così tanto che a volte sembrano finti. Se chiedi qualcosa faranno di tutto pur di saperti aiutare. Se non parlano inglese, correranno in giro per il negozio fino a che non trovano la collega che ha studiato all'estero per rispondere alle tue domande.
L'incrocio di Shibuya, ma dove vanno tutti?
Da piccola bevevo la zuppa facendo rumore, e mi sgridavano. In Giappone è la prassi, ed è divertentissimo risucchiare gli spaghetti dalla tazza di brodo.
Quando ti tagli i capelli in Giappone (ebbene sì, l'ho fatto!), prima ti tagliano i capelli, poi te li lavano e poi te li asciugano.
In Giappone i bagni pubblici non hanno niente con cui asciugarsi le mani, perché ogni giapponese gira con un piccolo asciugamanino alla moda in borsa o in tasca.
Un piatto fumante di ramen con prosciutto arrosto e uovo sodo è il benvenuto migliore dopo 12 ore di volo.
In ogni tempio buddista c'è un grande braciere in cui bruciare incenso votivo: consigliano di far andare il fumo dell'incenso sulle parti del corpo che danno problemi, per una pronta guarigione. Io l'ho fatto con le spalle e sapete il risultato.
I giapponesi trovano molto disdicevole soffiarsi il naso in pubblico. Però tirare su col naso è accettabile.
In qualsiasi hotel, oltre alle solite amenità da albergo occidentale, ti verranno forniti anche spazzolino, dentifricio, pantofole, vestaglia, lozioni per capelli, spazzola, pettine e guanto per lo scrub.
A Nara c'è una statua del Buddha capace di farti sentire piccola quanto una formichina.
C'è un tipo di mollusco che quando lo mangi in formato sushi si muove ancora. Non è una leggenda metropolitana, è vero: i nostri amici giapponesi ce l'hanno fatto mangiare. Ci siamo guadagnati l'epiteto "coraggiosi". Da quella sera non siamo più stati capaci di mangiare sushi.
Qualsiasi tipo di dolcetto giapponese è ripieno di anko, una pasta dolce di fagioli rossi dalla consistenza farinosa, oppure di crema al the verde.
Tempio Inari, alle 18.30 sotto una pioggia grigia e inquietante, col rumore della foresta e delle foglie calpestate. Spettrale e meraviglioso.
Mhm, ramen.
I Giapponesi reputano il resto del mondo un branco di puzzoni e zozzoni: e hanno ragione, perché loro sono il popolo più pulito sulla faccia della Terra, e chiunque rispetto a loro si sente sporco. Sfido voi a battere una popolazione che, prima di entrare nelle vasche termali di un onsen, fa una doccia completa con doppio sapone, shampoo e balsamo, e subito dopo la vasca termale fa una terza insaponatura perché non si sa mai.
Al temizuya di ogni tempio, ricordarsi di lavare entrambe le mani e di sciaquarsi la bocca, sputando l'acqua con convinzione per guadagnarsi l'approvazione dai vecchietti giapponesi che stanno intorno.
Mhm, gyoza.
Kyoto, rispetto a Tokyo, sembra bassina e un po' dimessa. Poi visiti il Kiyomizu-dera al tramonto e ti rendi conto che non hai capito niente.

lunedì 1 giugno 2009

Crac

Stanotte me la dormivo bella felice quando, girando la testa da una parte all'altra, il mio collo, senza apparenti ragioni, ha fatto crac.
Che. Dolore.
Ste è andato al lavoro e mi ha lasciato sola con tutti i programmi registrati durante la vacanza in Giappone, un cuscino caldo, una tazza di the e una scatola di Special K da sgranocchiare.
Se non fosse per il fatto che sono storta tipo Quasimodo e che non posso muovere il collo se non con indicibili sofferenze... sarei quasi soddisfatta. E invece sto contando i minuti che mi separano dal prossimo Aulin.
Dite che è l'inizio della vecchiaia? Il primo di mille acciacchi?

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