domenica 26 dicembre 2010

Natale senza regali

Natale
Questo Natale passerà alla storia per la sua spettacolare carenza di regali.
Conoscendo ALittaM direte oh no, poverini i malcapitati che si sono trovati al 24 senza un regalino da offrire alla ragazza dal capello ispido. Lunga e dolorosa è la ramanzina che li attende sullo spirito del Natale e il farsi almeno un pensierino giusto per non essere a mani vuote.
E invece no. Questo Natale passerà alla storia soprattutto come il primo Natale in cui ad ALittaM dei regali non importa un fico secco.
Prima di tutto, perché all'alba dei 31 anni si è resa conto che (momento di commozione) il vero regalo è condividere le proprie giornate, le sere, e i fine settimana con persone come quelle che la circondano. Il vero regalo è stato questo 2010 che (nonostante l'inizio penoso) si è rivelato pieno di sorprese inimmaginabili. E ALittaM può ben dire, alla fine, che il regalo più bello lo riceve nel quotidiano, quando meno se lo aspetta, ed é fatto da momenti che le resteranno impressi per sempre nella memoria, e queste sono cose che valgono più dell'ennesimo pacchettino.
E poi... vaccamiseria, non ve lo volevo dire prima ma domattina io e Ste partiamo e andiamo in Giappone per due settimane. E vuoi mettere quante cose ci compreremo lì?!

Buon Natale (in ritardo) a tutti! E ora qualche foto dei miei strepitosi parenti e del succulento cibo consumato in questi due giorni:

sabato 18 dicembre 2010

Venerdì 17

  • -3.5° tutto il giorno.
  • 12° in ufficio.
  • Strato di ghiaccio spesso un dito sul marciapiede.
  • Vengono giù 10 cm di neve.
  • Ti sei dimenticata di segnare in agenda un appuntamento molto importante.
  • E per finire, ti cancellano il volo per Londra.
Per cancellare il venerdì nero di ieri sono serviti una cena luculliana a base di sushi e una giornata intera da turisti in giro per Lugano con aggiunta di shopping compulsivo. E stasera, visione di un bel film natalizio di quelli disgustosamente zuccherosi.
Ste prova timidamente a protestare, ma il broncio della moglie per aver perso l'amato weekend londinese gli fa subito fare dietrofront.

domenica 12 dicembre 2010

Psicologia di vendita (3)

"Salve, vorrei un correttore."
"Per coprire le occhiaie, le rughe o i brufoli?"
"..."
Ora, mia bella stronza commessa del banchetto di Chanel del grande magazzino.
Io lo so che non intendevi certo dire che io sono un mostro con le occhiaie cosparso di brufoli e solcato da rughe.
Io l'ho intuito che quello che volevi farmi capire è che Chanel, con quello che te li fa pagare, ha creato tre correttori distinti, oguno a seconda del tipo di imperfezione che vuoi coprire (e io sono convinta che dentro ci sia lo stesso identico prodotto, ma vabbeh).
Io lo so che stai solo cercando di renderti utile.
Ma hai idea di quanto è suonata male quella domanda?
 

PS: Oggi c'è Good King Wenceslas di Loreena McKennitt. Spettacolare.



E la canzone la trovate qui.

Dal Polo Nord ai Tropici

Ormai si è capito: nella mia vita le vie di mezzo non esistono più;  e ora ci si è messo anche il termostato.

In ufficio, per qualche strana ragione, i caloriferi riscaldano meno del solito. Diciamolo pure chiaramente: si gela. Lunedì mattina il termometro segnava 10°, e nell'arco della giornata non è salito sopra i 15° nemmeno con l'aiuto della stufetta.

In compenso, probabilmente grazie alla lobby dei vecchietti iperfreddolosi (capitanata dalla signora J), a casa di ALittaM i termosifoni hanno iniziato ad andare a manetta. Sono letteralmente roventi, impossibile poggiarci sopra una mano, l'altro giorno abbiamo steso un paio di calzini ad asciugare e ne sono usciti grigliati. E quale momento migliore di questo per scoprire che la manopola del calorifero in salotto e in camera da letto è rotta, e quindi è impossibile spegnerli?

Quindi adesso le giornate di ALittaM sono così: sveglia in un bagno di sudore (ché ormai il pigiama è diventato un optional), doccia tiepida nel bagno rovente (26°, ve lo giuro, l'altra mattina alle 7.15 in bagno c'erano 26°), vestizione multistrato a cipolla con calzettone di lana e scarpa imbottita di pelo, dopodiché 12 ore nella ghiacciaia, con doppio maglione, stufetta al massimo e dita intorpidite, dopodiché ritorno a casa ai tropici, dove all'apertura della porta la vostra eroina viene accolta da una vampata di vento rovente sahariano, e dopo rapida svestizione passa la serata in short e maglietta sul divano a sorseggiare litri d'acqua.

Io non so voi, ma ho idea che questi sbalzi climatici quotidiani non facciano molto bene al fisico. O dite che il metodo stile terme romane calidarium-frigidarium rafforzi le difese immunitarie?

venerdì 3 dicembre 2010

L'insonne

"Tanto ormai prendo così tanti caffé che uno in più non mi fa niente."
prova a prendere un caffé alle 11 di sera di un giorno estremamente stressante, dopo esserti bevuta mezzo litro di coca cola. E poi ne riparliamo.

In compenso, dopo ore di sogni agitati e intenso rimuginare sugli eventi della giornata appena trascorsa, ho scoperto che uno dei lati positivi di stare in casa da sola senza marito è che ti puoi piazzare nel lettone col macbook e le cuffie e guardarti un film anche alle 5 di mattina.

Oggi è il tipo di giornata da doppio strato di correttore, direi.


PS: Mi porto avanti per il weekend, oggi doppia canzone.

1) Rocking around the Christmas Tree degli Hanson (sì, Hanson, e allora? Non sottovalutateli.)



Che trovate qui.

2) Un super-classico. Jingle Bells di Bing Crosby, che in un paio di note vi manda dritti dritti negli anni Cinquanta.



Che trovate qui.

giovedì 2 dicembre 2010

Santa Baby

Perché non bisogna dimenticare lo sfrenato consumismo delle feste natalizie, Santa Baby di Eartha Kitt.

Qui la sentite:



E qui la trovate.

Domani: Rocking Around the Christmas Tree.

mercoledì 1 dicembre 2010

Run Rudolph Run

Oh ragazzi, a me quest'anno l'Avvento mi ha colto di sorpresa.
Un minuto prima ero a Favignana a godermi l'estate, un minuto dopo mi sono ritrovata con due maglioni di lana e la stufetta accesa in ufficio.
Stamattina ho visto il calendario e caspita, era già il primo di Dicembre.
Inizia quel fantastico mese in cui, chi mi legge da un po' lo sa, dal mio iPod esce solo musica natalizia. Ste si è già preparato all'evento facendosi trasferire all'ufficio di Milano per un mese, in modo da non dover essere sottoposto quotidianamente alla tortura della playlist di Natale.
Io invece non demordo, e quindi quest'anno non solo ho sfoderato le solite canzoni di sempre, non solo ne ho trovate di nuove (l'ho controllata ora: 234 brani, signori e signore, 234 canzoni di Natale. mi faccio paura da sola), ma ho anche deciso di piazzarvi le mie preferite sul blog, nel caso qualcuno di voi condivida la mia follia.
Prometto di non mettere le solite prevedibili canzoni, ma per lo meno di mettervi qualcosa con un minimo di brio, diciamo quelle da mettere a tutto volume in automobile in giorni come questi, in cui sono andata al lavoro nel mezzo di una bella nevicata, con i fiocchi grandi così che mi si spiaccicavano allegri sul parabrezza.

La canzone che vi do oggi (entrata di prepotenza nella playlist per ovvi motivi) è Run Rudolph Run di Chuck Berry.

Qua la potete sentire:


E qua la trovate.

Quella di domani ve l'ho già preparata: Santa Baby.

martedì 30 novembre 2010

Vinci tu

Iki: Allora ALittaM, come va il lavoro? Ho letto che lavori con soli uomini.
ALittaM: Sì. È una grande figata sai. Nessuno che ti giudica, nessuno che ti parla alle spalle. Reagiscono solo a una cosa: l'ampiezza del tuo decolleté. Per il resto non importa niente. Certo, c'è solo il problema che sono un po' grezzi.
I: Beh dai, in che senso grezzi.
A: Eh sai gli uomini no? Alla fine se si lasciano andare parlano solo dei soliti argomenti. Il calcio, la figa, e poco altro.
I: Potrebbe andarti peggio, fidati.
A: Nooo, fidati tu. Prova a passare tu un paio di giorni in compagnia di cinque birrai e vedrai cosa non ti capita. Rutti, scoregge, russare in stereofonia, apprezzamenti di ogni tipo, battute e via dicendo.
I: Ale, fidati che il peggio non l'hai ancora visto. Io ho un collega che ogni volta che va in bagno a fare la cacca, fa la foto al "prodotto" e poi me la mostra tutto goduto.
A: ...
I: ...
A: Ok. Vinci tu.
Non mi lamenterò più della maleducazione dei miei cinque ragazzi. Mai più.

domenica 28 novembre 2010

Torta rinfrancante di carote e zenzero

Ehilà! Credevate che fossi sparita eh? E invece no.
Vi basti sapere che ho passato le scorse 48 ore tra letto, divano e cucina, accumulando un totale di 24 ore di sonno, 3 film, 5 tazze di the, 2 piatti di pasta e 1 pacco di biscotti.
Vi basti sapere che questa stanchezza è dovuta anche al weekend scorso, in cui siamo stati in fiera a Torino e nell'arco di 48 ore abbiamo montato e smontato, spinato, parlato (anche alla radio), polemizzato, ascoltato musica (sempre), bevuto, guidato, mangiato, camminato, fotografato (tanto), dormito (pochissimo).
Vi basti sapere che ormai io mi sono resa conto di non sentirla più, la stanchezza, e di riuscire a immagazzinarla benissimo, salvo poi ribeccarmela tutta in un'unica soluzione tra capo e collo, di solito alle 22 di ogni singolo giorno. E dopo 18 ore in cui sono dinamica, brillante e infaticabile, ecco che blam! mi arriva il colpo di grazia, e crollo.
Vi basti infine sapere che per questo mese Ste deve lavorare a Milano, e quindi sto riscoprendo la vita da scapolona, salvo poi farmi cogliere dal magone la domenica sera quando ci salutiamo, proprio come ai vecchi tempi in cui era lui quello che viveva in Svizzera e io quella che era in Italia.

E per finire, visto che è tanto che non ne metto una, e visto che l'ho cucinata giusto ieri sera, ecco la ricetta di questa torta che, tra lo zenzero e la carota, ha contribuito a ridarmi un po' di energie per affrontare la settimana che arriva.

Carrot & Ginger cake


Ingredienti.

  • 300 g carote 
  • 1 pezzetto di zenzero fresco
  • 450 g farina 00
  • 1 bustina lievito vanigliato in polvere
  • 90 g olio di semi di girasole
  • 3 uova
  • 180 g zucchero
  • zucchero a velo qb

Preparazione.

  • Accendete il forno a 180°.
  • Pulite e grattuggiate finemente le carote. Strizzatele per togliere un po' di liquido. Pelate e grattuggiate lo zenzero e aggiungetelo alle carote.
  • Mettete lo zucchero in una ciotola e rompeteci dentro le uova. Montate il tutto con il frustino elettrico per una decina di minuti fino a che non avrete ottenuto un composto biancastro e spumoso.
  • In una ciotola bella grande, setacciate farina e lievito. Unite il composto di carote e zenzero. Mescolate tutto con un cucchiaio.
  • Unite il composto di uova e zucchero e l'olio. Mescolate il tutto delicatamente con un cucchiaio in modo da non smontare le uova.
  • Versate il composto in una formina da torta precedentemente imburrata & infarinata.
  • Infilate nel forno per 30', poi abbassate a 170° per altri 10'. Controllate con lo stecchino e se è cotta lasciarla raffrredare un po' prima di buttarvici a capofitto.
Carrot & Ginger cake

PS: La ricetta è presa da qui e rivista un po' con l'aggiunta di zenzero. Non faccio per vantarmi ma con lo zenzero questa torta è davvero spettacolare.

mercoledì 17 novembre 2010

Live from Nuremberg

Come promesso, ecco qualche foto della settimana scorsa a Norimberga.

Album Cover
L'emblematica foto di "copertina" dell'intero viaggio.

Nürnberg Nürnberg
1) la vista dalla mia brandina (Matte con il suo Ipod)
2) Marcos al terzo grappino

Nürnberg Nürnberg
3) la signorilità di Matte
4) immancabile foto gastronomico-godereccia

Nürnberg Nürnberg
5 e 6) in viaggio

Nürnberg Nürnberg
7) colazione
8) come in ogni viaggio in fiera che si rispetti, visita alla città sempre e solo di notte

NürnbergNürnberg
9) intimità tra Roby e Matte
10) intimità tra Eugen e Marcos

Nürnberg Nürnberg
11) Arti che pesca 3 pupazzetti su 3 tentativi (!)
12) la tavolata birraia

E poi ovviamente tutte le foto a slideshow qui di seguito:


domenica 14 novembre 2010

La filarmonica di Norimberga

Due giorni di trasferta lavorativa.
Questa volta si parte tutti, in un'allegra comitiva alla volta di Norimberga e una importante fiera del settore birrario.
Poiché siamo giovani e rampanti (e ci siamo mossi in ritardo, trovando ben poche alternative), dormiamo tutti in ostello. Esatto. ALittaM e i suoi 5 ometti in una stanza.
L'atmosfera a cena è come sempre esilarante, si mangia, si beve e si ride, come da previsione è uno spettacolo stare in compagnia di persone di sesso maschile anche se, una volta lasciatisi andare, tendono a essere tutti monotematici (cibo-birra-figa-scoregge-calcio-motori-cibo-ecc).
Si torna in camera, ci si infila a letto e si spengono le luci.
E lì ALittaM si pente amaramente di non aver preferito una stanzetta tutta per sé lontana da quei cinque maschietti.
Perché su cinque uomini, tre russano a manetta.
E russano in un modo tale da non lasciare neanche un istante di silenzio tra un'aspirazione, una espirazione, un grugnito e un rantolo. L'effetto è un russare in stereofonia + subwoofer.
Dopo mezz'ora di angoscia, però, la vostra eroina si ricorda di essere stata previdente, allunga la mano nella borsa e tira fuori i piccoli oggetti che la salveranno da due notti di immancabile insonnia.
I mitici tappi per le orecchie. Che hanno evitato ad ALittaM di rimanere vittima della tremenda Filarmonica russante di Norimberga.

Norimberga

Non mi lamenterò mai più del russare di Stefano.

(a parte questo particolare sono stati giorni belli, eh, poi vi faccio vedere le foto. ho davvero dei colleghi spettacolari)

lunedì 8 novembre 2010

All'imprigrimento

ALittaM, ore 9 di mattina di domenica: Oggi abbiamo un bel po' di cose da fare. Pulire casa, fare una gita fuori città, magari andare a messa, e poi stasera cinema e una pizza con gli amici.
ALittaM, ore 4 di pomeriggio: Ma quanto si sta bene sotto questo piumone. Io non mi alzo più. Ste, mi porti un bel the caldo a letto? E chiami gli altri per dire che non usciamo stasera?

ALittaM, ore 8 di mattina del lunedì: Stasera cascasse il mondo vado in piscina a fare un po' di sano acquagym e ritemprarmi!
ALittaM, ore 8 di sera del lunedì: Ma stiamo scherzando! Piove e fa freddo e per una volta ho la casa tutta per me. Mi metto il pigiama e mi mangio pasta col tonno davanti alla TV guardando Pomi d'Ottone e Manici di Scopa.
Evviva lo sfacciato impigrimento delle giornate novembrine!

lunedì 1 novembre 2010

A righe...

Ma secondo voi si nota che mi piacciono le maglie a righe?

Striped

Questa è una foto del mio cassetto dopo che ho messo a posto il bucato.
Voi quante ne contate di magliette a righe?

PS: Sì, in questo periodo il bucato mi ispira un sacco, che vi devo dire. Sarà che è l'unica cosa che faccio in casa a parte dormire?

domenica 24 ottobre 2010

24 ore a Milano

Ore 21.00 - arrivo al Ligera. Scarico due fusti di birra e magliette Bad Attitude, saluto rapido a Carlotta e Wad, ritiro tre fusti vuoti, si riparte.

Hipsta dinner

Ore 21.30 - arrivo all'Isola del Tesoro. Tavolata di amici. Cotolette, patatine, pizza, pasta ai frutti di mare, foto, chiacchere, saluti, foto, scambio di consigli sulle App da aggiungere all'iPhone, ancora chiacchere, risate, ritorno a casa con Nico&Lory.

Hipsta dinner Hipsta dinner
Hipsta dinner Hipsta dinner

Ore 02.00 - la nuova casa di mia madre post-lavori. È tutto cambiato, e allo stesso tempo è tutto uguale. Nelle nuove stanze c'è stato anche spazio per i miei libri di quando ero piccola e per i miei peluche. Un nuovo divanoletto mi attende. Fuori c'è un accenno di nebbia. Mi infilo a letto con un vecchio numero di Asterix.

Casa nuova

Ore 10.00 - colazione con madre e parenti vari e giro del quartiere.

Ore 12.00 - constato con stupore che il Pastarito sotto casa ha ceduto il posto a un gigantesco wok restaurant con cucina a vista. Sono divisa tra orrore e ipersalivazione.

Milano

Ore 15.00 - colonne di S. Lorenzo.

Ore 16.00 - Spazio Forma, e Doisneau.

Milano

Ore 17.00 - usciamo dallo Spazio Forma, io con un paio di taccuini e un libro su Doisneau. Mia madre con un libro su Mick Jagger. Ma non mi dire. Mia madre riesce a trovare materiale sui Rolling Stones ovunque vada.

Ore 18.30 - Fnac e il Duomo.

Milano

Ore 19.00 - ritorno a casa in tram. Ah, il 16. Mi commuovo.

Ore 21.00 - sushi, tempura e udon al giapponese dietro casa.

Milano Milano

Come sempre, Milano da il meglio di sè se presa in pillole. Persino in una giornata grigia e piovosa come quella di ieri.

sabato 23 ottobre 2010

Anniversario?

Ma si potrà chiamare anniversario?
Fattostà che è già passato un anno da quella strana mattina di fine Ottobre. Una mattina fatta di paura e rabbia, urla, lacrime e infine un paio di mail, dalle quali è scaturita un'idea che, ancora oggi, continua a essere una delle cose più belle che abbia mai realizzato in vita mia, e probabilmente la sorpresa più grande che il destino mi abbia riservato finora.
Fattostà che è un anno che ho deciso di fidarmi e ho capito che l'unica direzione in cui si può andare è avanti. E oggi che si spegne la prima candelina sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta.
Buon anniversario, quindi.
E grazie.

sabato 16 ottobre 2010

Quando ad ALittaM si regala un iPhone

Da martedì sono una fiera proprietaria di un nuovissimo iPhone 4.
Vi dirò, le componenti telefonistiche di questa macchina per il momento non mi interessano minimamente. Anzi. Scrivere un sms con l'iPhone si è rivelato una grande scomodità.
Poi ieri ho scoperto una applicazione chiamata Hipstamatic. E mi sono resa conto che non si torna più indietro.

Roma, Villa Borghese

Roma, Villa Borghese

Roma, Villa Borghese

E Ste, che era tutto contento perché per questo weekend a Roma non avevo portato la macchina fotografica, tutt'a un tratto si è reso conto di essersi cacciato in un guaio ancora peggiore.

mercoledì 13 ottobre 2010

In video, siori e siore!

Un paio di settimane fa ho cambiato macchina fotografica.
La nuova 500D, oltre a fare le solite foto spettacolari a cui vi ho abituato, ha una nuova affascinante caratteristica.
Fa anche i video. Oh sì.
Stefano ha già l'aria da martire e dopo due soli giorni di riprese minaccia di girare con il burka.
In compenso la sottoscritta ha scoperto velleità da regista che nemmeno lontanamente pensava di avere.
Ecco cosa ho combinato ieri notte con l'aiuto di iMovie (benedetto tutto, un giorno vi decanterò le qualità di questo programmino meraviglioso).

Buona visione!

martedì 12 ottobre 2010

Il bastone e la carota

ALittaM: Oh cara madre che sei in visita a Lugano questo weekend, che ne dici visto che sei in balia di tua figlia megera e dispotica di aiutare suddetta figlia a fare il cambio degli armadi? Sposteremo grandi scatole piene di maglioni e guarderemo tutte le magliette e i pantaloncini estivi scegliendo cosa tenere e cosa buttare. Orsù, che ne dici?
Madre: Ma non ci penso nemmeno.
A: Immaginavo questa risposta. E qui gioco la mia prima carta. Ti metto su la mia bella playlist fatta del megliodelmeglio dei Rolling Stones. A palla.
M: Mhm. Mi tenti. Ma resisto...
A: Secondo colpo: bicchiere di vino bianco bello fresco da sorseggiare mentre lavoriamo.
M: Uhhhh! Ma... no! Tentatrice. Non lo faccio...
A: Vediamo se resisti a questo: se mi aiuti a fare il cambio degli armadi, dopo aver finito andiamo al grotto a rimpinzarci di costine e polenta.
M: E va bene dai. Facciamolo sto cambio degli armadi.
È facile ottenere la resa completa dei miei prigionieri, basta tirare le leve giuste. Nel caso della madre, è ancora più semplice: musica+alcool+cibo. Non per niente sono sua figlia.

venerdì 8 ottobre 2010

Cambio di stagione

Che in Svizzera con l'arrivo di Ottobre i supermercati si riempiono di formaggio, patate e kit da raclette e fonduta. Perché gli Svizzeri la stagione fredda se la sanno godere eccome.

Che ripeschi dall'armadio la borsa dell'acqua calda da abbracciare con affetto mentre dormi.

Che quando guardi dalla finestra la mattina vedi la prima spruzzata di neve sulle montagne.

E che poi, vaccamiseria, ti viene un bel raffreddore di quelli imbarazzanti.
Ma vabbeh, ciononostante a me l'arrivo dell'autunno mette allegria.

giovedì 7 ottobre 2010

Fratelli dispersi

Giovedì ore 19.30, casa, Lugano.

ALittaM, casalinga imperfetta, sbuffa mentre aggredisce la gigantesca pila di panni di fresco lavati e asciugati.
Alla fine del duro lavoro osserva perplessa ciò che resta sul letto.
Cinque calzini spaiati. No, dico. 5.
Non uno, che è plausibile. Non due, che è sbadataggine accettabile, non tre, non quattro.
Cinque stupidissimi calzini privi del loro gemello.

Ecco l'inconfutabile prova fotografica.
Missing socks

Sapete cosa vuol dire, vero?
Esatto. È l'ultima volta che lascio Ste a fare il bucato.

sabato 2 ottobre 2010

Passioni del momento

In questo periodo ci sono alcuni argomenti che mi tengono compagnia giorno e notte. Visto che è sabato sera, tra cinque minuti usciamo a mangiare la pizza e a passeggiare durante la Festa d'Autunno di Lugano, ho ben pensato di elencarveli in fretta:

1) Macchine fotografiche vintage. Mi è venuta una voglia incredibile di scovarne una su Etsy (tipo questa) e provare a scattare qualche foto. Oppure prenderne una che non funziona e usarla come soprammobile.
2) Diana Mini. Sì, sempre fotografia. Ecchevelodicoaffare. L'ho comprata un mesetto fa. Sono innamorata. Voglio vedere come uscirà il primo rullino.
3) Proof Wine Collective. Li ho trovati per lavoro. Fanno etichette di vini californiani. Li invidio. Da grande voglio fare cose come le loro.
4) River Cottage. Hugh Fearnley-Whittingstall. Slurp.
5) "When You Walk In The Room" di Jackie De Shannon.
6) Eh no. La sesta (e la più interessante, se posso permettermi) non la si può scrivere in questo blog. Un paio di persone ne sono a conoscenza, e si astengano. Gli altri provino pure a indovinare.

E ora fuori di casa, che il weekend mica aspetta noi.

mercoledì 29 settembre 2010

Il mio clan

L'altra sera ALittaM si è incontrata con una parte del suo clan di cugini.
Nel dettaglio, tutti recanti lo stesso cognome.
Il clan dei cugini di ALittaM è meraviglioso, perché ci assomigliamo tutti eppure siamo tutti diversi.
Abbiamo nelle vene il 25% di follia armena e il 25% di sangue blu lombardo.
Abbiamo più o meno tutti i capelli folti e ricci.
Abbiamo più o meno tutti gli occhi a mandorla. Abbiamo tutti uno sguardo intenso.
Abbiamo tutti due argomenti chiave: il cinema, la musica.
Mangiamo tutti quanti con la stessa aria famelica e disinvolta, non ci preoccupiamo delle calorie e del bon ton perché "siamo in famiglia", ci rubiamo le patatine e il ketchup e quando "dividiamo" un dessert quello che succede in realtà è che ce ne contendiamo ogni singola briciola.
Abbiamo l'arte nell'anima anche se studiamo giurisprudenza e scienze politiche.
Siamo ribelli, ognuno nel nostro piccolo.
Parliamo di quello che ci piace come se fosse l'unica sola cosa di cui vale la pena parlare. Ci incantiamo a vicenda con i nostri racconti.
Iniziamo a canticchiare una canzone quasi senza accorgercene e nell'arco di pochi secondi stiamo cantando tutti insieme
L'altra sera li guardavo tutti, questi bellissimi cugini che mi ritrovo, e per ognuno di loro ho riscoperto di provare lo stesso sviscerato amore di sempre.
Ce ne vogliono, di sere come quella. Spesso.

mercoledì 22 settembre 2010

Dedicato ad A

Questo post è dedicato al grande A, assiduo lettore e fan del mio blog, che proprio l'altro giorno è finalmente diventato avvocato!!

Bravissimo! E ora che sei tornato a Lugano vieni a pranzo una di queste domeniche, che ci sono dei mobili da spostare.

lunedì 20 settembre 2010

Influenze musicali

Che guidando mentre si ascolta questa:




si arriva al lavoro un bijoux, allegra e sorridente e in pace con il mondo e con se stessa.

Che invece, ascoltando quest'altra mentre torni a casa:



arrivi alquanto incattivita, dopo aver imprecato contro il mondo e aver quasi assalito con una mazza ferrata la vecchietta che ti ha tagliato la strada.

L'ho scoperto oggi, che l'ultima canzone che sento prima di scendere dall'auto è quella che mi caratterizza per il seguente paio di ore.

Domani faccio il contrario però, così per lo meno arrivo in ufficio che sono una belva e torno a casa sorridente.

mercoledì 15 settembre 2010

Averci gli occhiali

Cose per le quali è un bene averci gli occhiali.

1) Quando hai le occhiaie. (che si mimetizzano)
2) Quando hai gli occhi rossi. (idem)
3) Quando tira vento. (non ti finiscono negli occhi i granelli di polvere)
4) Quando vuoi avere l'aspetto della intellettuale/acculturata/chic. (soprattutto il modello rayban in plastica nero che fa molto hipster)
5) Quando cucini. (sugo, acqua bollente)

Cose per le quali NON é bene averci gli occhiali.

1) Quando piangi. (un gran casino)
2) Quando hai il raffreddore. (splat, splat. non dico altro)
3) Quando baci qualcuno. (soprattutto una controparte occhialuta. Io e Ste siamo famosi per gli incastri di montature)
4) Quando vadi a vedere un film in 3D. (fastidio)
5) Quando cucini. (e va bene, non ti sei bruciata gli occhi, ma toglilo il ragù dalla lente e poi ne riparliamo)
6) Quando passi da un luogo molto caldo a uno molto freddo. (condensa, condensa, condensa)
7) Quando ti svegli e vuoi vedere che ore sono sulla sveglia. (senza doverti per forza attaccare suddetta sveglia al naso)
8) Quando vai al mare/piscina/spiaggia/terme/acquagym (eh)
9) Quando ci metti un dito sopra (ecazzo, dov'è la pezza in microfibra per pulire le lenti? non la trovo. vabbeh uso questo pezzo di carta)
10) Quando ti affacci da un ponte e hai paura che ti cadano (e io conosco qualcuno, ahemSteahem, che ci è andato pericolosamente vicino. tipo sul London Bridge)

E voi altri talponi quattrocchialuti, ci pensate mai a quanto sarebbe più facile la vita con 10 decimi?

domenica 12 settembre 2010

Il tunnel, la città, il divano

Questo è stato un weekend all'insegna di tre cose:

1) Il tunnel dell'Alp Transit. Sì, ancora, perché stavolta c'era la visita al cantiere. E Ste ovviamente non si è fatto mancare niente, neanche gli interi quarti d'ora di dialogo con i vari ingegneri che sono stati più che contenti di spiegargli tanti mirabolanti dettagli. ALittaM ha apprezzato soprattutto la visita al tunnel, che ha un che di apocalittico e futuristico, ed è rimasta stupita dall'incontrare tanti altri uomini interessati a quello che secondo lei è un argomento noiosissimo. Ecco le prove inconfutabili della visita:

Emozione
Ste emozionato come un bambino all'arrivo al cantiere

Alp Transit!
Con il caschetto e aria professionale nel tunnel

Alp Transit!
Nel tunnel

Miners
La vostra eroina moderatamente imbarazzata dal caschetto fluorescente.

2) Milano. Arrivarci quando inizia l'ora del tramonto e tutti i palazzi si tingono di rosa, in uno di quei giorni di fine estate in cui tutto è bello. Ecco, e Milano in serata come quella di sabato è splendida da far male. E poi rivedi i tuoi amici dopo un bel po' di tempo, e sono tutti bellissimi e meravigliosi come te li ricordavi. E lì ti coglie una nostaglia maledetta dei giorni in cui tu a Milano ci abitavi, e potevi dire che era la tua città, mentre ora ogni volta che la rivedi provi la sottile sensazione di essere un'ospite, e la cosa ti fa molto, molto male.

3) Il divano. Una intera domenica passata sul divano. Con l'occasionale pausa the e biscotti, perché bisogna celebrare l'inizio della stagione fredda con le cose che ci piacciono di più.

Merenda

Buona settimana!

giovedì 9 settembre 2010

Post in attesa

Averci tanto, ma proprio tanto da raccontare e non averci le forze.
Ma tanto voi miei fedeli lettori sapete pazientare un altro paio di giorni, vero?

Vi devo raccontare:

della visita a Stoccarda della settimana scorsa,
del programma intensivo di appuntamenti autunnali di mia madre,
delle mie ossessioni musicali del momento,
delle mie due recenti visite mediche con dottori notevolmente gnocchi,
di una piacevolissima serata passata a Milano proprio l'altro giorno,
e anche di cosa capita quando bevi troppo caffé e vieni lasciata sola in ufficio per un intero pomeriggio (leggasi: tanta musica discutibile suonata a volumi molto alti), come è successo oggi.

Ma ora mi bevo la mia camomilla e mi infilo a letto. Che qua a Lugano piove e fa freddo.

martedì 31 agosto 2010

Come imparare ad andare in bici in 5 semplici momenti chiave

1) Propedeutica
Prendete una bicicletta in affitto. Richiedetela appositamente scassata e fate abbassare il sellino il più possibile.
Ignorate il suggerimento di vostro marito di inizare ad andare in bici in pieno centro storico di Favignana, sulle viuzze in salita lastricate di pietra e piene di pedoni. Aspettate di trovarvi in una viuzza deserta che porta al mare, prendete un bel respiro e salite sul sellino.

2) Resistenza
Dopo aver capito che riuscite a restare in sella per più di tre secondi, imparate a capire come funzionano i freni. NO, frenare con i piedi per terra non è indicato. NO, stringere a sangue entrambi i freni ogni 50 metri non aiuta. Anzi, vi porta ogni volta più vicini all'asfalto.

3) Equilibrio
Imparate a non inchiodare ogni volta che sulla strada incrociate a) un pedone b) un'altra bici c) un insetto d) un'automobile e) una corriera.

4) Le marce?

Ma questa dannata bici non va in salita! È faticosissima! Come? La terza? Cosa vuol dire che sono in terza? Perché volete dirmi che anche le biciclette hanno le marce?!


5) Sellino mon amour
"Ahiaaa! Queste dannate strade piene di dossi e di buche!"
"Lo so, se non stai attenta ti puoi fare un gran male al sedere."
"Non sto esattamente parlando del sedere, Ste."
"...ah."
"Diciamo che se piglio un'altra buca devo andare a confessarmi per averti tradito con un sellino."

martedì 24 agosto 2010

Selvaticamente tornando

Eccoli che arrivano in aeroporto dopo una settimana di mare.

Il soggetto Ste ha la pelle color cioccolato. I capelli sono ricci e ruvidi come quelli di un marinaio, e in faccia ha una bella barba nera che lo fa sembrare un avventuriero. Cammina un po' goffo perché ha i piedi disabituati alle scarpe chiuse. Ha nelle narici ancora l'odore pungente del finocchietto selvatico che cresce lungo le strade dell'isola, e lo stomaco pieno dell'ultima scorpacciata di tonno e pesce spada. Ha sulle spalle lo zaino delle olimpiadi di Torino 2006 in cui albergano ancora tutti i gadget da spiaggia: crema, fazzoletti, occhiali da sole, libro, maglietta, Sole 24 ore di cinque giorni fa, penna, matite, Ipod, e ovviamente una mezza montagna di sabbia sedimentata sul fondo. È rilassato, contento e soprattutto molto felice di aver appena scrutato con aria esperta il traffico di aerei sulla pista di Malpensa.

Il soggetto ALittaM ha i capelli mostruosamente ricci e crescpi, causa di sette giorni di bagni al mare seguiti da altrettanti bagni in piscina la sera, seguiti da altrettante docce con l'acqua salmastra di Favignana. Ha la pelle color ambrato scuro, tranne due sottili righe color panna, che sono l'ambito segno del costume da sfoggiare con amici e conoscenti. Ha le gambe piene di graffi e lividi, simpatico dono della sua prima settimana di amore e odio con una bicicletta. Ha ancora ai piedi i sandali del mare perché si rifiuta di mettere le scarpe anche se in aeroporto fanno 16°. Ha al suo attivo tre libri sui cinque che si era portata, una settimana di ascolto compulsivo di un paio di canzoni, ore e ore di relax sull'amaca nel terrazzo dell'appartamento, ettolitri di granita al caffé e chili di pasta con le sarde.

domenica 15 agosto 2010

Favignana

Dal portico dell'appartamento a Favignana, la vostra corrispondente ALittaM vi aggiorna con gli ultimi avvenimenti.

Il viaggio è andato bene, ma lo shock termico tra i 15° di Malpensa e i 36° di Trapani si è fatto sentire eccome.
In meno di 2 giorni abbiamo già mangiato più sarde, tonno, pinoli e finocchietto selvatico che nel resto dell'anno.
Oggi, nonostante una visibile tremarella, lunghi momenti di panico e una costante ipersudorazione, il soggetto ALittaM è montato per la prima volta in vita sua su una bicicletta. E dopo mezz'ora di lezione-urto riusciva anche a percorrere le strade di Favignana, a tranches di 200 metri l'una. Chi conosce ALittaM, e la sua totale incapacità di coordinare braccia e gambe, nonché le sue avventure degli anni passati come passeggera di biciclette altrui, sa quanto è importante questo momento.
Come ogni primo giorno al mare, Ste ha la faccia bruciata scorticata rosso brillante, di quelle che si riesce a vedere anche al buio, è stanco morto e già dorme.
Il resort è bellissimo, ma il fatto che sia in mezzo a un rigoglioso giardino non aiuta l'innata entomofobia di ALittaM, che deve dividere lo spazio sul portico con calabroni, falene, cavallette e altri orrendi mostri.
Forse portare questo come libro da leggere in spiaggia non è stata un'ottima idea. Ma i vicini di ombrellone continuano a fare l'occhiolino ad ALittaM e a dare grandi pacche sulle spalle a Ste.

venerdì 13 agosto 2010

Dieci chili di valigia, di cui tre di carta

"Ale, stiamo via solo una settimana, non ti sembrano troppi tutti questi libri?"
"Ma scherzi? Sono quattro, e piccoli per giunta. Se seguo il ritmo che mi sono imposta mi arrivano giusti fino a sabato prossimo."
Prossima fermata Favignana, dove la vostra eroina, in compagnia del marito, ha in programma le seguenti attività:

- Dormire
- Mangiare
- Prendere il sole
- Fare il bagno
- Imparare ad andare in bicicletta (sì, non so andare in bici, e allora? non è troppo tardi per imparare no? dite che dovrei affittarmi anche un casco? o meglio le rotelline?)

Ma soprattutto, il suo passatempo preferito su tutti: leggere, leggere e ancora leggere.
Ci vediamo tra una settimana. Oppure, se la chiavetta Vodafone funziona a dovere, anche prima.

Al nuovo vicino di casa

Caro vicino di casa che ti sei trasferito da circa un mese sul nostro pianerottolo,
e giri sempre con una maglietta attillata nera e un cagnolino mignon in braccio,
e hai una macchina nera con dettagli color fuxia,
e mi incontri sul pianerottolo, all'ingresso, in cortile, in ascensore, da almeno un mese,
e ogni volta mi guardi come se non mi conoscessi,
e ogni volta che saliamo in ascensore mi chiedi "A che piano?"

...ma sai che sei proprio rimbambito forte?

Oppure non so, forse siete in realtà 6 gemelli omozigoti e ho incontrato ogni volta una persona diversa?!

Cordialmente,
la vicina di pianerottolo

giovedì 12 agosto 2010

La madre a Rimini

La madre di ALittaM si trova a Rimini per una settimana insieme ad un'amica.
È la prima volta che entrambe vanno sulla riviera romagnola d'estate. Quando la madre di ALittaM ha comunicato alla figlia la meta delle sue vacanze, questa è rimasta un po' perplessa.
- Rimini? A Ferragosto? Davvero? Ma, non so, forse per voi signore non era meglio la Liguria o la Costa Azzurra.
- Ma no, figuriamoci, è sempre il caso di provare cose nuove, e poi costava pochissimo!
Mercoledì le due signore, che per dovere di cronaca sono quasi sessantenni, del tipo milanese-fighetto-un-po'-svampito-ma-di-cultura, che viaggiano brandizzate Helena Rubinstein, Mandarina Duck e Ralph Lauren, ecco dicevo queste due signore sono approdate in una Rimini in pieno delirio di Agosto.
Dopo qualche ora ad ALittaM arriva un messaggio
Qua tutto bene. Hotel carino. Si mangia benissimo. Rimini è molto bella ma è anche molto strana.
La sera ALittaM chiama la madre.
- Sì, tutto bene. Rimini è proprio carina, la spiaggia è gigantesca, altro che quelle della Liguria, poi il mangiare è buonissimo. È solo che, ecco, la gente è strana.
- In che senso strana mamma?
- Eh, nel senso che siamo qua da otto ore e ci hanno già provato in due. Il primo è il padrone dell'albergo, che ci ha fatto capire che lui è disponibile 24 ore al giorno, a 360° gradi, e poi mi ha fatto l'occhiolino. E poi un altro signore, mentre passeggiavamo stasera, ci ha abbordato e ci ha iniziato a parlare, sembrava anche abbastanza normale, solo che non ci lasciava più in pace, e ha un certo punto ha detto Sapete, io sono uscito di prigione oggi.
- Uddio. E tu che hai detto?
- Io non sapevo cosa dire, allora ho detto Sono molto felice per lei.
Mia madre tornerà da Rimini un'altra persona, ho il sospetto. Nel frattempo le ho detto la sera di chiudere col chiavistello la porta, che non si sa mai.

domenica 8 agosto 2010

Fare tre passi

Oggi ALittaM e il marito sono stati fuori a fare tre passi.
Nel dettaglio, il passo del Lucomagno, il passo dell'Oberalp e il passo del San Gottardo.
Sì, tre passi in quel senso.
Prima tappa Lucomagno, 1976 m. di altezza e 15° di temperatura. Invasione di caprette sulla strada, che detto così sembra molto Heidi ma in realtà è noioso, pericoloso nonché una istigazione al macello (provate a stare voi fermi in mezzo a una strada per cinque minuti circondati da sessanta caprette che non hanno la minima voglia di spostarsi).
Arrivo per l'ora di pranzo a Sedrun, la vera meta del viaggio di oggi: la visita all'info center sull'Alp Transit. Sì, perché Stefano è un patito di trenini ma anche di treni veri, e questa storia del mega tunnel dell'Alp Transit lo affascina tantissimo. ALittaM ovviamente è di tutt'altra opinione, e per tutta la durata del viaggio esprime il suo dissenso con frasi diplomatiche, tipo
Ma che davvero?
Posso aspettarti in macchina?
Perché devo venire anche io?!
e
Non me ne potrebbe fregare di meno.
Pranzo con la prevedibile pignatta di rösti con formaggio e pancetta, perché, per mandar giù la tremenda noia della visita che la attende, ALittaM ha bisogno di una botta di grassi saturi e carboidrati capace di stordirla.
Dopo la visita all'info center (Ste ha gli occhi lucidi per l'emozione e ha fatto scorta di souvenir) riprende il viaggio. E si arriva al secondo passo, quello dell'Oberalp, 2046 m. per 14°. I nostri eroi assaporano l'aria frizzante (gelida!) che si respira in cima. Sullo sfondo passa il Glacier Express: Ste esulta.
Infine è il turno del passo del San Gottardo. 2108 m. per 13.5° gradi. E qui arriva il colpo a sorpresa, perché ALittaM scende dall'auto convinta di rifocillarsi di cioccolato e invece c'è il Museo San Gottardo che la attende!
Ste è sempre più esaltato, guarda tutto con gli occhi di un bambino a Disneyland e trascina la moglie da un display all'altro. È quasi arrivata ora di andare via quando toh! Inizia la proiezione del filmino-documentario sulla storia del Passo.
ALittaM: Ma stai scherzando?
Ste: Dai amore dai, dura solo un quarto d'ora e poi è interessante, sono sicuro che parleranno anche della leggenda del Ponte del Diavolo.
A: Ma se sai già tutto cosa lo vediamo a fare?
S: Shhh. Non sento.
Finita anche l'ultima visita, con Ste contento come una Pasqua, i nostri eroi riprendono il viaggio verso Lugano.
Morale della favola? 270 Km in un giorno, 1800 metri di dislivello, 20 gradi di escursione termica in un giorno.
ALittaM è riversa sul divano un po' stordita, un po' affascinata dai monti e dalle valli che ha visto, un po' appesantita dal chilo di rösti. E sta pensando a come vendicarsi su Stefano per la visita al centro Alp Transit, ma soprattutto per il cavolo di Museo San Gottardo.

mercoledì 4 agosto 2010

Un anno fa

93

Mi manchi.
È un anno che cerco di non pensarci, ma oggi sarà difficile distrarmi con altro.
Ogni volta che una nuvola passa in cielo, ogni volta che ho un problema, penso a cosa avresti detto tu. Ogni volta che ho motivo di festeggiare e di condividere una bella notizia, penso a cosa ti avrei detto.
Non siamo più gli stessi, ma cerchiamo di andare avanti lo stesso.

giovedì 29 luglio 2010

Latitanza estiva

È vero, questo blog ha un po' latitato nelle settimane precedenti.
Ma non siamo stati con le mani in mano, se è questo che temevate.
Innanzitutto, mi sono scordata di raccontarlo, c'è stato un long weekend a Lisbona. Nel quale abbiamo scarpinato, visto stradine, musei, acquari e negozi, mangiato pesce e pasticcini, dormito in lussuose stanze d'hotel.

Happy Hour

Poi ci sono stati i weekend a Milano, in cui ho svuotato la stanza in cui sono cresciuta, soffrendo di nostalgia nel ritrovare i vecchi giocattoli della mia infanzia e allo stesso tempo recuperando dall'oblio un sacco di vecchi libri e film che non ricordavo neanche di avere. Ora le nostre librerie straripano di oggetti e la nostra soffitta di scatole.
C'è stato il weekend a Rapallo, con i fuochi d'artificio e la Madonna di Montallegro, ma su quello già vi ho raccontato tutto.
Poi c'è stato lo splendido weekend in cui mi sono resa conto di abitare in un luogo di villeggiatura, e non me n'ero mai resa conto: Lugano d'estate è magnifica, affollata di turisti e tra un Lido e un concerto sul lungolago sembra sempre di essere in vacanza.

Wazomba

Ah, e ovviamente nel mentre il lavoro, lavoro lavoro lavoro, con crisi da risolvere e consegne da fare e profonde depressioni alternate a straripanti momenti di gioia e complimenti inaspettati che arrivano alle 9 di sera intorno a un tavolo pieno di birre, e quindi fanno il doppio del piacere.
E in tutto questo si passa da 30 a 31, si fa tardi la notte e presto il mattino, si vive insomma.

lunedì 26 luglio 2010

Vita spericolata

Ieri sera ho mangiato la pizza sul divano e poi mi sono addormentata alle 21.30 mentre guardavo un cartone animato della Disney.

È confortante sapere che sotto certi aspetti la mia vita è identica a quella di quando avevo 6 anni.

lunedì 19 luglio 2010

E sono 31

Allora, ALittaM, ora che hai 31 anni, dimmi un po' come ti senti?
Stavolta lascio che sia una spettacolare cartolina del buon vecchio Dean Morris a parlare in mia vece.

martedì 13 luglio 2010

Una pugnalata al cuore

Sabato pomeriggio ALittaM ha svolto il dolorosissimo compito di svuotare la sua cameretta d'infanzia da tutti i giochi, i libri, gli albi, i cd e i dvd non necessari. Ha acculumato scatoloni con indicazioni "Soffitta", "Ebay", "Buttare" e "Casa Lugano" e ha portato ognuno al suo posto, chi in discarica, chi in Svizzera, chi in un angolo dove Ste li fotograferà e metterà all'asta.

Credeva di aver sopportato il colpo morale e sentimentale con dignità e forza, da vera adulta.

Poi lunedì sera è andata al cinema a vedere Toy Story 3. E intorno al terzo minuto le è venuto un magone che le si è protratto per tutto il film fino a scoppiare in grossi lacrimoni sul finale.

lunedì 12 luglio 2010

A ognuno le sue perversioni

Certi mariti nel cuore della notte vengono sorpresi a guardare sconci film pornografici.

Io invece scopro che Ste si esalta a guardare video del genere:



E in effetti, per un patito di aerei e modellini come Ste, questo video ha un che di pornografico.

mercoledì 7 luglio 2010

Indovinello

Cosa hanno in comune:
1) Un libro degli anni 70 su Bali
2) Un libro degli anni 80 sul Papa in visita a Lugano
3) Un tappetino del bagno usato ma come nuovo
4) Un libro degli anni 70 sulla Grecia
?

Risposta: la Signora J, ovviamente.
Che stasera ha bussato alla nostra porta con il sorriso e il cipiglio di una rappresentante, e con fare gentile ma convinto, al suono di svariati "sono vecchia e non so cosa farmene", "a voi piace leggere" e "serve più a me che a voi" ci ha abilmente "regalato" (leggasi, rifilato), tre dei quattro oggetti nella lista.
L'oggetto cortesemente rifiutato, avrete immaginato, era il tappetino del bagno. Ma non per altro: perché mettere quello su Ebay sembrava eccessivo persino allo Ste.
ALittaM e Ste hanno così aggiunto alla loro già straordinaria collezione di libri da vendere e/o regalare anche i tre titoli improbabili della signora J.
Ste si sfrega le mani e si chiede che valore possano avere sul mercato (non diteglielo, ma il valore è probabilmente nullo).
ALittaM sta invece seriamente considerando l'ipotesi di assumere la signora J come agente di vendita. È quasi riuscita a piazzare un tappetino da bagno anni 50 in casa di due trentenni, cosa potrà mai essere vendere tre cartoni di birra a un bar?

martedì 6 luglio 2010

Un giorno qualunque

Svegliarsi alle 7.30 con la calura che già bussa alla porta.
Doccia, colazione.
Prima riunione in centro a Lugano: mostrare al cliente le bozze preparate, come sempre, alle 8 di sera di ieri. Pianificare il resto dell'evento.
Dieci di minuti di shopping da H&M: l'ultima cosa che ci si aspettava dalla giornata.
Arrivo in ufficio, lavoro, pranzo, caldo asfissiante.
Appuntamento, assolutamente imprescindibile, con l'integratore di sali minerali. (Il caldo è tale che persino Marcos ne prende uno: ma visto che Marcos deve sempre fare di testa sua, invece che nel bicchiere d'acqua preferisce sgranocchiare la compressa effervescente come fosse una caramella. ALittaM non osa pensare a cosa debba essere accaduto nel suo stomaco nei minuti seguenti)
Altro lavoro frenetico. E alle 4, in pieno caldo, si parte di nuovo e in poco tempo si è a Milano, immersi nel traffico e nelle contraddizioni della città.
Riunione 2, in un bar bellissimo che ti chiedi come hai fatto a non vederlo prima, e la conversazione verte su musica, birra e come riuscire a comunicarle senza essere per forza "mainstream".
Riunione 3, in un cantiere di quello che diverrà un altro bel negozio, e anche qui la conversazione verte su birra, ma anche su biologico, ingredienti naturali e filiera minima.
Giusto dieci minuti per mangiare qualcosa, e qui ti rendi conto che la tua città sta andando avanti a grandi passi senza di te, perché in via Marghera ha aperto uno Spontini e nessuno ti ha avvertito, e quando il cameriere ti chiede "normale o abbondante?" ti viene un brivido di ricordi di quando avevi 21 anni.
Di nuovo in macchina, con il termometro che cocciutamente si rifiuta di scendere sotto i 30°, e rieccovi sull'autostrada, verso le montagne, e rieccovi in Svizzera, con il cielo ancora chiaro sul lago e le luci che si accendono sulle montagne.
Aprire la porta di casa, l'orologio segna le 22.10, tuo marito è in casa che mentre ti aspettava ha passato l'aspirapolvere in bagno, fatto la focaccia, e guardato la partita in TV.
L'aria a Lugano è fresca e sul divano vicino al marito si sta una favola.
A letto, che domani si ricomincia di nuovo.

sabato 3 luglio 2010

Macchina del tempo

Partire il venerdì sera stravolti, sudati e con il termometro che balla intorno ai 33°.
Trovare nonostante tutto le strade vuote e viaggiare, viaggiare, mentre l'Ipod macina canzoni.
Ritrovare vecchie strade che non si percorrevano da un po'.
Scendere dalla macchina esattamente tre ore dopo, ed essere di nuovo qui,

The castle at night, 2

di nuovo nel posto che hai chiamato casa per tanto tempo,

Watching the fireworks

avere ancora tredici anni e ritrovare le bancarelle, i fuochi d'artificio, il porto

Street Market

e qui a Rapallo sembra che non si sia fermato niente, che sia tutto com'era quando eravamo piccoli e l'estate erano due mesi interi di vacanza.
Penso che la nonna sarebbe felice di saperci ancora a Rapallo.

mercoledì 30 giugno 2010

Lo Stùfano

Ora, premesso che io a mio marito voglio tanto, ma tanto bene, lasciate che vi dica che in questo periodo di calura estrema non riesco proprio a stargli accanto.
Ste emana per sua natura 37 gradi abbondanti, il che lo rende il compagno di letto ideale nei freddi medi invernali (non per niente uno dei suoi meritati soprannomi è Stùfano).
Ma d'estate. Oh, d'estate. Sto male solo a stargli a due metri di distanza.
Provate voi poi, a dormire in una calda notte di Giugno in un lettone occupato per metà da una gigantesca borsa dell'acqua calda. Che per giunta vorrebbe abbracciarti!

giovedì 24 giugno 2010

Så att själen kan få ro





La mia passione per lo svedese e la Svezia nasce da queste due canzoni.
La prima, "Byssan Lull" di Carola, l'ho scaricata per caso un pomeriggio in cui mi annoiavo. Ero una studentessa di legge perditempo con pochi esami al mio attivo. Qualche mese dopo ho deciso di mollare la giurisprudenza e fare quello che davvero volevo: studiare l'inglese. E come seconda lingua, quasi senza pensarci, ho scelto lo svedese.
La seconda canzone, invece, "Öppna landskap" di Ulf Lundell, ce l'ha fatta sentire Anna, la nostra insegnante di svedese, a lezione. E come un tarlo mi si è piantata nel cuore, tanto che anche ora a distanza di anni quando la sento mi emoziono, e non so neanche perché.

(sì, in questo periodo sono in vena di ricordi, e allora?)

mercoledì 23 giugno 2010

Mondi che si incontrano

Quando hai un collega che è anche un amico, e inizia a conoscere i lati più oscuri di te, c'è una cosa che non bisogna assolutamente fare: presentargli i tuoi amici di vecchia data.
ALittaM ha fatto questo errore sabato sera all'inaugurazione del birrificio.
Marcos e gli amici di ALittaM hanno passato un buon quarto d'ora a rivelarsi a vicenda i dettagli più imbarazzanti della sottoscritta. La parte più pericolosa erano ovviamente gli amici di ALittaM, che conoscendola da parecchi anni hanno molti segreti succulenti che non vedono l'ora di condividere.
ALittaM ha provato a contenere le due parti, a sviare la conversazione su altri argomenti, a esclamare frasi provocatorie per distrarre Marcos, ma quando Cri ha iniziato a parlare di fan di Star Trek... costumi... e convention... ogni speranza di salvare la faccia nei confronti dei colleghi è definitivamente sfumata.
E io che avevo anche offerto un paio di birre, a quegli sciagurati.

martedì 22 giugno 2010

Sempre Giappone

Dopo più di un anno ne ho intaccato solo un terzo, e ho ancora davanti a me centinaia di scatti.

Tokyo Night

Ci metto una vita, a mettere a posto queste foto del Giappone.

Tokyo Night

Però è anche bello avere modo di guardarle nuovamente a distanza di tanto tempo.

Giappone

Queste sono state scattate tutte nell'arco di una sera a Shibuya.

Tokyo Diner

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