venerdì 30 aprile 2010

Cartoline da Londra

Perché alle 23.30 del venerdì sera non ho più parole da metterci, nel blog. Ma non preoccupatevi che le recupero, le parole, le ho ancora tutte qui in testa, ho solo poco tempo per sistermarle in ordine.

Nel frattempo guardatevi qualche foto che ho fatto a Londra il mese scorso.

Le labbra di mio marito
Le bellissime labbra di Ste.

British Museum
La stele di Rosetta.

Eleonora
Le mani di Eleonora da Starbucks.

martedì 27 aprile 2010

Ita mia!

Sin dalla mia più tenera età c'era una signora che si prendeva cura di me quando mia mamma non c'era.
Si chiamava Rita ed aveva i capelli bianchi, il volto ovale e il rossetto rosso brillante.
Mi portava in giro per il quartiere, ai giardinetti, mi dava la pappa e mi faceva il bagnetto.
Quando se ne andava a casa io la salutavo disperata chiamandola "Ita! Ita miaaa!"
Anche da grande, quando mi incontrava sotto casa, mi riempiva di coccole e affetto e ricordava a tutti che la mia proverbiale lingua lunga era iniziata che ero ancora un nanerottolo con le orecchie a sventola e i riccioli biondi.
Mi è stata accanto ogni giorno della mia vita da quando avevo due mesi a quando avevo tre anni. Era la mia tata.

L'altro giorno è morta; e a me è scesa addosso una malinconia che non provavo da mesi. Mi è tornato in mente il suo sorriso e la sua voce dolce e mi è preso un gran magone.
Sono sicura che adesso starà chiaccherando con la mia nonna, tessendo le mie lodi anche da una nuvoletta su in cielo.
Ciao, Ita mia.

lunedì 26 aprile 2010

Domenica mattina

Post che volevo fare ieri, ma poi non ho avuto tempo, e quindi ve lo cuccate oggi che lo so che vi va bene lo stesso.

Ecco la domenica mattina a casa di Ale e Ste.

Pancake morning, 1

Pancake (la ricetta la trovate qui), succo d'arancia, the nero con tanto zucchero per Ste, miele, sciroppo d'acero, e anche qualche cereale.
Tenere fermo Ste per il tempo necessario a scattare queste foto, con i pancake ancora fumanti, è stata una dura impresa.

Pancake morning, 2

Ora vado a mettermi sul divano; eh sì, lo confesso, stasera ho marinato acquagym preferendo un piatto di riso saltato con verdure. I miei cari acquanuotisti mi perdoneranno, sono sicura.

domenica 25 aprile 2010

Online shopping


Ecco come, con tutta probabilità, verranno spesi i miei prossimi $32.
Oppure anche qui



Mannaggia a Etsy e a chi me l'ha consigliato.

sabato 24 aprile 2010

Fare tardi la notte

Può capitare ogni tanto di andare a un concerto, a teatro o al cinema, e fare tardi. E poi magari sulla strada del ritorno trovi coda per un incidente, e fai ancora più tardi. O magari il volo ha due ore di ritardo, e arrivi a casa che è quasi più vicina l'ora del risveglio.

ALittaM è il tipo di persona che, come si dice in inglese, bites the bullet. Anche se dorme poche ore si sveglia normalmente, si fa forza, magari mette anche la sveglia un po' prima del solito per poter fare una doccia, una bella colazione, ed essere al lavoro con la faccia di chi si è fatta una bella dormita. Poi arriva la sera, e intorno alle 22.30, le cala addosso la stanchezza che si è nascosta per tutto il giorno, come una mannaia, e allora si riversa prima di conoscenza su divani, letti o sedie a seconda di cosa le capita a tiro.

Ste invece, oh, Ste è una tragedia. Per lui tutte le notti in cui si dorme meno di 7 ore portano a risvegli di indescrivibile dolore e sofferenza. Mugugna, si rigira nel letto, implora per qualche minuto in più. Quando esce dalle coperte è stropicciato e imbronciato, si fa la barba in 30 secondi tagliandosi in più punti ed esce di casa in ritardo, con la camicia fuori dai pantaloni e una scarpa slacciata. ALittaM lo chiama a metà giornata e trova un unico borbottio a mo' di pentola di fagioli sulle motivazioni per le quali non si farà mai più così tardi, e da oggi in avanti si va a letto alle dieci cascasse il mondo.

Però dai, quando la sera prima si è stati qui



a vedere cantare e ballare questo buffo ragazzo per ben due ore (uno dei più famosi guilty pleasures di ALittaM, la quale si riveste di una immagine rockettara ma sotto sotto apprezza anche il pop più becero), si può ben dire che ne è valsa la pena.

martedì 20 aprile 2010

La vera motivazione per fare più acquagym

Lunedì sera la piscina è insolitamente piena di signore.
"Ma complimenti," dice l'insegnante, timbrando le tessere "Quanta gente che viene adesso!"
E in effetti c'è calca, a bordo vasca, prima che inizi la lezione.
Quale il motivo di questa folta presenza di donne, chiederete voi.
La primavera? Il risveglio dei sensi? La voglia di passare la prova costume? Il desiderio di curarsi un po'? L'aria fresca che stimola la voglia di fare?
Nossignore.
Da un paio di settimane, subito prima di acquagym, c'è la squadra di pallanuoto che fa gli allenamenti.
Non aggiungo altro; le signore che leggono questo blog sanno di cosa parlo.
Alle 20.45 il bordo vasca é gremito di ragazze e donne di ogni forma, dimensione e colore con gli occhi puntati ai giovanotti aitanti che si sbracciano nella piscina.
Alle 20.50 le donne sbavano copiosamente.
Alle 20.59 suona il fischio e gli atleti devono lasciare la piscina.
Alle 21.00, mentre i 20 splendidi pallanuotisti escono dalla piscina e sfilano verso gli spogliatoi, vi giuro, le donne a bordo vasca hanno ululato.
Temo che quando si spargerà la voce sarà difficile trovare un armadietto libero ad acquagym.


(in tutto questo ALittaM maledice di essersi tolta gli occhiali e di aver goduto di una versione parziale - e sfuocata - della scena. Ma lunedì prossimo non la fregano, si mette le lenti a contatto, sìsìsì)

lunedì 19 aprile 2010

La fonte dell'ispirazione

Ognuno di noi ha un momento particolare in cui viene colto da ispirazione. Di solito sono momenti vuoti in cui non c'è niente da fare se non abbandonarsi al proprio flusso di pensieri, nel quale tutt'a un tratto tac! Come un fulmine a ciel sereno balza in mente quella cosa che si stava cercando di afferrare da tempo ma continuava a sfuggire. E ti compare davanti chiara come il sole, magari mentre stai guidando in automobile o facendo il cruciverba o pedalando in un prato.
Per la sottoscritta questi momenti sono sempre collegati a un elemento: l'acqua.
Sì, perché mi sono resa conto che tutte le mie più grandi ispirazioni, i miei colpi di genio più notevoli o semplicemente le mie idee creative più originali sono nati tutti in momenti in cui l'acqua, in un modo o nell'altro, era protagonista.
In piscina mentre faccio acquagym.
Mentre carico la lavatrice nel seminterrato.
Mentre mi lavo le mani, i denti, la faccia.
Sotto la doccia.
Nella vasca da bagno.
È ormai innegabile che la mia fonte di ispirazione creativa viene stimolata in presenza di acqua, preferibilmente calda o tiepida.

Che dite, ce la faccio con questi presupposti a convincere il capo a installare un percorso termale tra le cisterne di birra?

giovedì 15 aprile 2010

La signora J

La signora J. é la nostra meravigliosa vicina di appartamento.
Ha 93 anni suonati ma é più arzilla di me e Ste messi assieme.
Scende a fare il bucato ogni lunedì senza battere ciglio.
Cura le piante nel suo balconcino e ci sgrida perché facciamo morire le nostre.
È attenta a ogni minimo dettaglio di pulizia e cura del palazzo, ed è più che felice di intrattenere il portinaio per interi quarti d'ora in cui gli spiega le sue numerose incompetenze.
Ce l'ha sempre con tutti: quelli di fianco, di sotto, del palazzo di fronte, il postino, il sindaco, il pizzaiolo. Tutti.
Prende l'autobus sotto casa per andare ovunque, anche a dieci metri di distanza; in particolare ama andare a mangiare il gyros pita in un nuovo chiosco che hanno aperto a Paradiso.
Guarda immancabilmente Porta a Porta, ma entro la mezzanotte spegne la TV.
Ogni mattina alle 9 la sua radio è accesa sul LA1, il cui segnale orario riecheggia in tutto il palazzo. Sì, anche la domenica.

La cosa più bella, però, è il modo in cui Ste e la signora J. si sono incontrati.
La prima volta si sono incrociati sul pianerottolo di casa.
Salve signora, ha detto Ste, sono il suo nuovo vicino.
Ah, ma che uomo distinto, si è complimentata lei, mi fa piacere avere delle persone giovani nel palazzo. E un avvocato, per giunta!
Il giorno successivo Ste e la signora si sono incontrati di nuovo, questa volta nel locale lavanderia. Ste era in tuta e maglietta sgualcita, e la signora ha faticato a riconoscerlo.
Salve signora, ha ripetuto Ste, sono il suo nuovo vicino.
Ahhhh, ha detto la signora J dopo un attimo di esitazione, è il "compagno" dell'avvocato del quarto piano.

Ebbene sì. La signora J aveva preso Stefano per il fidanzato omosessuale di se stesso.

mercoledì 14 aprile 2010

Estemporanei desideri di normalità

In questo periodo così strano, di stravolgimenti spaziotemporali, di troppi caffé e troppi pensieri, in cui il lavoro divora con inesorabile discrezione i brandelli del mio tempo libero, in cui saltano fuori lezioni sulle Termopili, in cui ogni giorno imparo qualcosa e ogni giorno mi sorprendo un po' di più, perché ho scoperto una persona che a volte mi legge dentro come un libro e ha praticamente sempre ragione (e quanto mi costa ammetterlo!), in cui devo frenarmi da un lato e scatenarmi da un altro, in cui tutto viene messo in dubbio, in cui si alternano picchi di profondo scoramento e vette di straripante euforia, in cui la musica è sempre a volume troppo alto ma non dà più fastidio.
Ecco, in un periodo come quello di adesso, io mi dico, anche un po' di normalità non sarebbe sgradita, perlamiseria!
Una casa normale con le piastrelle in cucina, in una città normale in cui i negozi chiudono dopo le 18.30, un marito normale di quelli che leggono Quattroruote e la domenica guardano le partite e fanno i lavoretti in casa, ma soprattutto un lavoro normale, dalle 9 alle 17, di quelli dove timbri il cartellino e fai le pause pranzo, e i colleghi sono in giacca e cravatta e magari anche femmine!
E poi mi dico no, caspita, che noia, ma come farei? Chi ci torna indietro? Ci perderò il sonno e il senno, ma a me in fondo piace così, questo ottovolante su cui sono salita un paio di mesi fa e che invece che calmarsi continua ad andare più veloce.
Quindi al diavolo la normalità, per quella ci sarà tempo quando saremo vecchi. Nel frattempo facciamoci un altro giro sull'ottovolante.

lunedì 12 aprile 2010

c) il mio Tumblr

Per chi non lo conosce, un Tumblr è molto simile a un blog. Con la differenza che, per lo meno nel mio caso personale, sul Tumblr finisce tutto quello che sul blog non riesco a mettere.
Nel dettaglio, sul Tumblr mi piace mettere tutto quello che

a) è abbastanza carino da condividere ma con discrezione e non platealmente
b) mi piace ma un po' me ne vergogno
c) per qualsiasi ragione, che magari non riesco neanche a spiegarmi, mi ha colpito
d) è collegato con qualcosa che vorrei dire ma non riesco a esprimere a parole

Si potrebbe dire, a conti fatti, che sul mio Tumblr ci finisce gran parte del mio inconscio. Probabilmente tra qualche anno lo farò vedere ai dottori che mi avranno in cura, per aiutarli a mappare meglio la strada che mi ha portato alla follia totale.
Nel frattempo potete visitarlo e godervi la sequenza di immagini, citazioni, video e rimandi alla cultura pop, cercando di trovarvi un filo conduttore. Ah, dimenticavo l'indirizzo:

http://alittam.tumblr.com/

mercoledì 7 aprile 2010

È l'ora della potatura

Avere capelli folti e ribelli è una goduria.
Tenerli liberi e selvaggi, senza spazzorarli, ti dà un'aria da simpatica hippie bohemien mezza addormentata.
Quando soffia il vento non devi preoccuparti che ti si spettinino i capelli perché tanto sono già un batuffolo.
Però, quando persino tuo marito inizia ad apostrofare la tua chioma con i seguenti nomignoli
Nido di cicogna
Lana di vetro
Tana di opossum
forse, e sottolineo forse, è il caso di considerare l'idea di fare una visita al parrucchiere.

martedì 6 aprile 2010

Sua maestà fa il bagno

Ore 18.00
"Amore, mi faccio un bel bagno rilassante."
"Ottima idea. Io mi metto sul divano a leggere un po'."

Ore 18.05
"Steeeee, il tappo della vasca non funziona, vieni ad aggiustarlo!"
"..."
"..."
"..."
"Ecco fatto, c'era da sistemare la guarnizione."
"Grazie amore."

Ore 18.15
"Metti un po' di musica? Io sono già nella vasca, non ho voglia di uscire."
"OK."
"..."
"..." (attaccano gli ABBA)
"Cambi musica per favore? Vorrei un po' di musica classica."
"Ma che noia!"
"Dai, per favore! Le sonate al pianoforte di Mozart con Mitsuko Uchida, mi piacciono tanto."
"E dove la trovo 'sta musica?"
"È sul tavolo in studio, nel mio iPod, quello nero grande. Grazie amore!"

Ore 18.25
"Ste, mi prendi per favore la raspa?"
"Cosa cavolo è la raspa?"
"È quella cosa per i piedi. Dovrebbe essere nel mio bagno. O nel tuo. In qualche angolo."
(due minuti di ricerche)
"Io non la trovo la raspa! Ho trovato solo questa grossa lima nera."
"...è la raspa!"
"Ma perché non la chiami grossa-lima-nera allora?! Eccola."
"Grazie amore."

Ore 18.40
"Posso chiederti un favore?"
(sigh) "Dimmi."
"Mi dai una grattata alla schiena con il guanto di crine? Io non ci arrivo."
"..."
"Sì ma più forte."
"..."
"Meno forte! Ahia!"
(sigh) "..."
"Più a destra!"
"..."
"Grazie amore!"

Ore 18.55
"Mentre mi vesto, mi asciugo e mi metto la crema, ti spiace iniziare a cucinare e apparecchiare la tavola?"
"Echeppalle!"
"Grazie amore!"

Il bagno serale di sua maestà ALittaM è tanto rilassante per lei quanto stressante per il suo devoto suddito Ste.

lunedì 5 aprile 2010

b) La metamorfosi di mia madre

Dalla scomparsa di mia nonna, a mia madre è accaduta una cosa molto strana.
Si è trasformata in sua madre.
Lentamente, quasi senza rendersene conto, ha iniziato a cucinare di più. Ad andare più spesso in chiesa. A dire più rosari. A fare il caffé ai miei zii la mattina. A starsene intere ore ad ascoltare le paturnie di tutti. Ad invitare a cena nipoti e nipotini. Sta pensando di fare un corso di ricamo.
Mia madre, ormai è chiaro, è diventata mia nonna.
E fin qui, niente di male direte voi.
Se non fosse che proprio l'altra sera, mentre ascoltavo a gran volume una canzone degli Stones, circondata da pile di libri e vestiti che non avevo voglia né intenzione di mettere a posto, mi sono resa conto che sto iniziando pure io ad assomigliare a mia madre.
Voi sapete questo cosa vuol dire, vero?
Che io prima o poi diventerò mia madre.
È inevitabile.
Aiuto.

domenica 4 aprile 2010

Cosa non ti fa fare la noia

Ieri pomeriggio ALittaM girovagava con la madre in profumeria e ha avuto la brillante idea di acquistare uno smalto per le unghie. Cosa più unica che rara, visto che ALittaM non si trucca quasi mai, e men che meno di mette lo smalto sulle unghie.
Ieri sera, presa dalla noia di una giornata piovosa e la voglia di fare qualcosa di simpatico, ha chiesto alla madre di metterle lo smalto.
Lo smalto è color corallo e da ieri sera ALittaM si guarda le mani, allibita, alternando i seguenti pensieri:
a) però dai, è un bel colore simpatico, mi sta quasi bene
b) sembrano le mani di una vecchia
c) sembrano le mani di una zoccola
d) sembrano le mani di una segretaria degli anni Cinquanta
e) ma come fanno le donne a tenersi le unghie colorate?
Queste orribili unghie color rosa corallo non vedranno la fine della giornata di domani.
La prossima volta che mi annoio, ricordatemi di entrare in libreria, in un cinema, in un supermercato perlamiseria, almeno ne esco con un paio di libri, un dvd, o gli ingredienti per una torta.
Ma non fatemi più girovagare senza meta in una profumeria.

sabato 3 aprile 2010

Lost In Translation



Questi sono i compiti che vi do per questo weekend, in cui sicuramente avrete un paio d'ore da dedicare al cinema. Cercatevi questo film e vedetelo. E poi chiedetevi come mai non l'avete visto prima.

Se poi come la sottoscritta avete avuto la fortuna di passare qualche giorno a Tokyo, preparatevi i fazzoletti. Perché è struggente.

venerdì 2 aprile 2010

Ahhhh

Easter Weekend

Venerdì sera.
Weekend lungo di Pasqua in arrivo.
Alle spalle un paio di settimane frenetiche tra lavoro, casa, famiglia e, come se non bastasse, persino un pelo di insonnia.
La foto quassù è stata scattata dieci minuti fa ed è esattamente la posizione in cui mi trovo in questo momento, anzi: la posizione in cui intendo passare i prossimi tre giorni, con saltuarie pause per mangiare, dormire e magari vedere un film al cinema.
Buon relax a tutti voi, ovunque siate.

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