martedì 31 agosto 2010

Come imparare ad andare in bici in 5 semplici momenti chiave

1) Propedeutica
Prendete una bicicletta in affitto. Richiedetela appositamente scassata e fate abbassare il sellino il più possibile.
Ignorate il suggerimento di vostro marito di inizare ad andare in bici in pieno centro storico di Favignana, sulle viuzze in salita lastricate di pietra e piene di pedoni. Aspettate di trovarvi in una viuzza deserta che porta al mare, prendete un bel respiro e salite sul sellino.

2) Resistenza
Dopo aver capito che riuscite a restare in sella per più di tre secondi, imparate a capire come funzionano i freni. NO, frenare con i piedi per terra non è indicato. NO, stringere a sangue entrambi i freni ogni 50 metri non aiuta. Anzi, vi porta ogni volta più vicini all'asfalto.

3) Equilibrio
Imparate a non inchiodare ogni volta che sulla strada incrociate a) un pedone b) un'altra bici c) un insetto d) un'automobile e) una corriera.

4) Le marce?

Ma questa dannata bici non va in salita! È faticosissima! Come? La terza? Cosa vuol dire che sono in terza? Perché volete dirmi che anche le biciclette hanno le marce?!


5) Sellino mon amour
"Ahiaaa! Queste dannate strade piene di dossi e di buche!"
"Lo so, se non stai attenta ti puoi fare un gran male al sedere."
"Non sto esattamente parlando del sedere, Ste."
"...ah."
"Diciamo che se piglio un'altra buca devo andare a confessarmi per averti tradito con un sellino."

martedì 24 agosto 2010

Selvaticamente tornando

Eccoli che arrivano in aeroporto dopo una settimana di mare.

Il soggetto Ste ha la pelle color cioccolato. I capelli sono ricci e ruvidi come quelli di un marinaio, e in faccia ha una bella barba nera che lo fa sembrare un avventuriero. Cammina un po' goffo perché ha i piedi disabituati alle scarpe chiuse. Ha nelle narici ancora l'odore pungente del finocchietto selvatico che cresce lungo le strade dell'isola, e lo stomaco pieno dell'ultima scorpacciata di tonno e pesce spada. Ha sulle spalle lo zaino delle olimpiadi di Torino 2006 in cui albergano ancora tutti i gadget da spiaggia: crema, fazzoletti, occhiali da sole, libro, maglietta, Sole 24 ore di cinque giorni fa, penna, matite, Ipod, e ovviamente una mezza montagna di sabbia sedimentata sul fondo. È rilassato, contento e soprattutto molto felice di aver appena scrutato con aria esperta il traffico di aerei sulla pista di Malpensa.

Il soggetto ALittaM ha i capelli mostruosamente ricci e crescpi, causa di sette giorni di bagni al mare seguiti da altrettanti bagni in piscina la sera, seguiti da altrettante docce con l'acqua salmastra di Favignana. Ha la pelle color ambrato scuro, tranne due sottili righe color panna, che sono l'ambito segno del costume da sfoggiare con amici e conoscenti. Ha le gambe piene di graffi e lividi, simpatico dono della sua prima settimana di amore e odio con una bicicletta. Ha ancora ai piedi i sandali del mare perché si rifiuta di mettere le scarpe anche se in aeroporto fanno 16°. Ha al suo attivo tre libri sui cinque che si era portata, una settimana di ascolto compulsivo di un paio di canzoni, ore e ore di relax sull'amaca nel terrazzo dell'appartamento, ettolitri di granita al caffé e chili di pasta con le sarde.

domenica 15 agosto 2010

Favignana

Dal portico dell'appartamento a Favignana, la vostra corrispondente ALittaM vi aggiorna con gli ultimi avvenimenti.

Il viaggio è andato bene, ma lo shock termico tra i 15° di Malpensa e i 36° di Trapani si è fatto sentire eccome.
In meno di 2 giorni abbiamo già mangiato più sarde, tonno, pinoli e finocchietto selvatico che nel resto dell'anno.
Oggi, nonostante una visibile tremarella, lunghi momenti di panico e una costante ipersudorazione, il soggetto ALittaM è montato per la prima volta in vita sua su una bicicletta. E dopo mezz'ora di lezione-urto riusciva anche a percorrere le strade di Favignana, a tranches di 200 metri l'una. Chi conosce ALittaM, e la sua totale incapacità di coordinare braccia e gambe, nonché le sue avventure degli anni passati come passeggera di biciclette altrui, sa quanto è importante questo momento.
Come ogni primo giorno al mare, Ste ha la faccia bruciata scorticata rosso brillante, di quelle che si riesce a vedere anche al buio, è stanco morto e già dorme.
Il resort è bellissimo, ma il fatto che sia in mezzo a un rigoglioso giardino non aiuta l'innata entomofobia di ALittaM, che deve dividere lo spazio sul portico con calabroni, falene, cavallette e altri orrendi mostri.
Forse portare questo come libro da leggere in spiaggia non è stata un'ottima idea. Ma i vicini di ombrellone continuano a fare l'occhiolino ad ALittaM e a dare grandi pacche sulle spalle a Ste.

venerdì 13 agosto 2010

Dieci chili di valigia, di cui tre di carta

"Ale, stiamo via solo una settimana, non ti sembrano troppi tutti questi libri?"
"Ma scherzi? Sono quattro, e piccoli per giunta. Se seguo il ritmo che mi sono imposta mi arrivano giusti fino a sabato prossimo."
Prossima fermata Favignana, dove la vostra eroina, in compagnia del marito, ha in programma le seguenti attività:

- Dormire
- Mangiare
- Prendere il sole
- Fare il bagno
- Imparare ad andare in bicicletta (sì, non so andare in bici, e allora? non è troppo tardi per imparare no? dite che dovrei affittarmi anche un casco? o meglio le rotelline?)

Ma soprattutto, il suo passatempo preferito su tutti: leggere, leggere e ancora leggere.
Ci vediamo tra una settimana. Oppure, se la chiavetta Vodafone funziona a dovere, anche prima.

Al nuovo vicino di casa

Caro vicino di casa che ti sei trasferito da circa un mese sul nostro pianerottolo,
e giri sempre con una maglietta attillata nera e un cagnolino mignon in braccio,
e hai una macchina nera con dettagli color fuxia,
e mi incontri sul pianerottolo, all'ingresso, in cortile, in ascensore, da almeno un mese,
e ogni volta mi guardi come se non mi conoscessi,
e ogni volta che saliamo in ascensore mi chiedi "A che piano?"

...ma sai che sei proprio rimbambito forte?

Oppure non so, forse siete in realtà 6 gemelli omozigoti e ho incontrato ogni volta una persona diversa?!

Cordialmente,
la vicina di pianerottolo

giovedì 12 agosto 2010

La madre a Rimini

La madre di ALittaM si trova a Rimini per una settimana insieme ad un'amica.
È la prima volta che entrambe vanno sulla riviera romagnola d'estate. Quando la madre di ALittaM ha comunicato alla figlia la meta delle sue vacanze, questa è rimasta un po' perplessa.
- Rimini? A Ferragosto? Davvero? Ma, non so, forse per voi signore non era meglio la Liguria o la Costa Azzurra.
- Ma no, figuriamoci, è sempre il caso di provare cose nuove, e poi costava pochissimo!
Mercoledì le due signore, che per dovere di cronaca sono quasi sessantenni, del tipo milanese-fighetto-un-po'-svampito-ma-di-cultura, che viaggiano brandizzate Helena Rubinstein, Mandarina Duck e Ralph Lauren, ecco dicevo queste due signore sono approdate in una Rimini in pieno delirio di Agosto.
Dopo qualche ora ad ALittaM arriva un messaggio
Qua tutto bene. Hotel carino. Si mangia benissimo. Rimini è molto bella ma è anche molto strana.
La sera ALittaM chiama la madre.
- Sì, tutto bene. Rimini è proprio carina, la spiaggia è gigantesca, altro che quelle della Liguria, poi il mangiare è buonissimo. È solo che, ecco, la gente è strana.
- In che senso strana mamma?
- Eh, nel senso che siamo qua da otto ore e ci hanno già provato in due. Il primo è il padrone dell'albergo, che ci ha fatto capire che lui è disponibile 24 ore al giorno, a 360° gradi, e poi mi ha fatto l'occhiolino. E poi un altro signore, mentre passeggiavamo stasera, ci ha abbordato e ci ha iniziato a parlare, sembrava anche abbastanza normale, solo che non ci lasciava più in pace, e ha un certo punto ha detto Sapete, io sono uscito di prigione oggi.
- Uddio. E tu che hai detto?
- Io non sapevo cosa dire, allora ho detto Sono molto felice per lei.
Mia madre tornerà da Rimini un'altra persona, ho il sospetto. Nel frattempo le ho detto la sera di chiudere col chiavistello la porta, che non si sa mai.

domenica 8 agosto 2010

Fare tre passi

Oggi ALittaM e il marito sono stati fuori a fare tre passi.
Nel dettaglio, il passo del Lucomagno, il passo dell'Oberalp e il passo del San Gottardo.
Sì, tre passi in quel senso.
Prima tappa Lucomagno, 1976 m. di altezza e 15° di temperatura. Invasione di caprette sulla strada, che detto così sembra molto Heidi ma in realtà è noioso, pericoloso nonché una istigazione al macello (provate a stare voi fermi in mezzo a una strada per cinque minuti circondati da sessanta caprette che non hanno la minima voglia di spostarsi).
Arrivo per l'ora di pranzo a Sedrun, la vera meta del viaggio di oggi: la visita all'info center sull'Alp Transit. Sì, perché Stefano è un patito di trenini ma anche di treni veri, e questa storia del mega tunnel dell'Alp Transit lo affascina tantissimo. ALittaM ovviamente è di tutt'altra opinione, e per tutta la durata del viaggio esprime il suo dissenso con frasi diplomatiche, tipo
Ma che davvero?
Posso aspettarti in macchina?
Perché devo venire anche io?!
e
Non me ne potrebbe fregare di meno.
Pranzo con la prevedibile pignatta di rösti con formaggio e pancetta, perché, per mandar giù la tremenda noia della visita che la attende, ALittaM ha bisogno di una botta di grassi saturi e carboidrati capace di stordirla.
Dopo la visita all'info center (Ste ha gli occhi lucidi per l'emozione e ha fatto scorta di souvenir) riprende il viaggio. E si arriva al secondo passo, quello dell'Oberalp, 2046 m. per 14°. I nostri eroi assaporano l'aria frizzante (gelida!) che si respira in cima. Sullo sfondo passa il Glacier Express: Ste esulta.
Infine è il turno del passo del San Gottardo. 2108 m. per 13.5° gradi. E qui arriva il colpo a sorpresa, perché ALittaM scende dall'auto convinta di rifocillarsi di cioccolato e invece c'è il Museo San Gottardo che la attende!
Ste è sempre più esaltato, guarda tutto con gli occhi di un bambino a Disneyland e trascina la moglie da un display all'altro. È quasi arrivata ora di andare via quando toh! Inizia la proiezione del filmino-documentario sulla storia del Passo.
ALittaM: Ma stai scherzando?
Ste: Dai amore dai, dura solo un quarto d'ora e poi è interessante, sono sicuro che parleranno anche della leggenda del Ponte del Diavolo.
A: Ma se sai già tutto cosa lo vediamo a fare?
S: Shhh. Non sento.
Finita anche l'ultima visita, con Ste contento come una Pasqua, i nostri eroi riprendono il viaggio verso Lugano.
Morale della favola? 270 Km in un giorno, 1800 metri di dislivello, 20 gradi di escursione termica in un giorno.
ALittaM è riversa sul divano un po' stordita, un po' affascinata dai monti e dalle valli che ha visto, un po' appesantita dal chilo di rösti. E sta pensando a come vendicarsi su Stefano per la visita al centro Alp Transit, ma soprattutto per il cavolo di Museo San Gottardo.

mercoledì 4 agosto 2010

Un anno fa

93

Mi manchi.
È un anno che cerco di non pensarci, ma oggi sarà difficile distrarmi con altro.
Ogni volta che una nuvola passa in cielo, ogni volta che ho un problema, penso a cosa avresti detto tu. Ogni volta che ho motivo di festeggiare e di condividere una bella notizia, penso a cosa ti avrei detto.
Non siamo più gli stessi, ma cerchiamo di andare avanti lo stesso.

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