mercoledì 29 settembre 2010

Il mio clan

L'altra sera ALittaM si è incontrata con una parte del suo clan di cugini.
Nel dettaglio, tutti recanti lo stesso cognome.
Il clan dei cugini di ALittaM è meraviglioso, perché ci assomigliamo tutti eppure siamo tutti diversi.
Abbiamo nelle vene il 25% di follia armena e il 25% di sangue blu lombardo.
Abbiamo più o meno tutti i capelli folti e ricci.
Abbiamo più o meno tutti gli occhi a mandorla. Abbiamo tutti uno sguardo intenso.
Abbiamo tutti due argomenti chiave: il cinema, la musica.
Mangiamo tutti quanti con la stessa aria famelica e disinvolta, non ci preoccupiamo delle calorie e del bon ton perché "siamo in famiglia", ci rubiamo le patatine e il ketchup e quando "dividiamo" un dessert quello che succede in realtà è che ce ne contendiamo ogni singola briciola.
Abbiamo l'arte nell'anima anche se studiamo giurisprudenza e scienze politiche.
Siamo ribelli, ognuno nel nostro piccolo.
Parliamo di quello che ci piace come se fosse l'unica sola cosa di cui vale la pena parlare. Ci incantiamo a vicenda con i nostri racconti.
Iniziamo a canticchiare una canzone quasi senza accorgercene e nell'arco di pochi secondi stiamo cantando tutti insieme
L'altra sera li guardavo tutti, questi bellissimi cugini che mi ritrovo, e per ognuno di loro ho riscoperto di provare lo stesso sviscerato amore di sempre.
Ce ne vogliono, di sere come quella. Spesso.

mercoledì 22 settembre 2010

Dedicato ad A

Questo post è dedicato al grande A, assiduo lettore e fan del mio blog, che proprio l'altro giorno è finalmente diventato avvocato!!

Bravissimo! E ora che sei tornato a Lugano vieni a pranzo una di queste domeniche, che ci sono dei mobili da spostare.

lunedì 20 settembre 2010

Influenze musicali

Che guidando mentre si ascolta questa:




si arriva al lavoro un bijoux, allegra e sorridente e in pace con il mondo e con se stessa.

Che invece, ascoltando quest'altra mentre torni a casa:



arrivi alquanto incattivita, dopo aver imprecato contro il mondo e aver quasi assalito con una mazza ferrata la vecchietta che ti ha tagliato la strada.

L'ho scoperto oggi, che l'ultima canzone che sento prima di scendere dall'auto è quella che mi caratterizza per il seguente paio di ore.

Domani faccio il contrario però, così per lo meno arrivo in ufficio che sono una belva e torno a casa sorridente.

mercoledì 15 settembre 2010

Averci gli occhiali

Cose per le quali è un bene averci gli occhiali.

1) Quando hai le occhiaie. (che si mimetizzano)
2) Quando hai gli occhi rossi. (idem)
3) Quando tira vento. (non ti finiscono negli occhi i granelli di polvere)
4) Quando vuoi avere l'aspetto della intellettuale/acculturata/chic. (soprattutto il modello rayban in plastica nero che fa molto hipster)
5) Quando cucini. (sugo, acqua bollente)

Cose per le quali NON é bene averci gli occhiali.

1) Quando piangi. (un gran casino)
2) Quando hai il raffreddore. (splat, splat. non dico altro)
3) Quando baci qualcuno. (soprattutto una controparte occhialuta. Io e Ste siamo famosi per gli incastri di montature)
4) Quando vadi a vedere un film in 3D. (fastidio)
5) Quando cucini. (e va bene, non ti sei bruciata gli occhi, ma toglilo il ragù dalla lente e poi ne riparliamo)
6) Quando passi da un luogo molto caldo a uno molto freddo. (condensa, condensa, condensa)
7) Quando ti svegli e vuoi vedere che ore sono sulla sveglia. (senza doverti per forza attaccare suddetta sveglia al naso)
8) Quando vai al mare/piscina/spiaggia/terme/acquagym (eh)
9) Quando ci metti un dito sopra (ecazzo, dov'è la pezza in microfibra per pulire le lenti? non la trovo. vabbeh uso questo pezzo di carta)
10) Quando ti affacci da un ponte e hai paura che ti cadano (e io conosco qualcuno, ahemSteahem, che ci è andato pericolosamente vicino. tipo sul London Bridge)

E voi altri talponi quattrocchialuti, ci pensate mai a quanto sarebbe più facile la vita con 10 decimi?

domenica 12 settembre 2010

Il tunnel, la città, il divano

Questo è stato un weekend all'insegna di tre cose:

1) Il tunnel dell'Alp Transit. Sì, ancora, perché stavolta c'era la visita al cantiere. E Ste ovviamente non si è fatto mancare niente, neanche gli interi quarti d'ora di dialogo con i vari ingegneri che sono stati più che contenti di spiegargli tanti mirabolanti dettagli. ALittaM ha apprezzato soprattutto la visita al tunnel, che ha un che di apocalittico e futuristico, ed è rimasta stupita dall'incontrare tanti altri uomini interessati a quello che secondo lei è un argomento noiosissimo. Ecco le prove inconfutabili della visita:

Emozione
Ste emozionato come un bambino all'arrivo al cantiere

Alp Transit!
Con il caschetto e aria professionale nel tunnel

Alp Transit!
Nel tunnel

Miners
La vostra eroina moderatamente imbarazzata dal caschetto fluorescente.

2) Milano. Arrivarci quando inizia l'ora del tramonto e tutti i palazzi si tingono di rosa, in uno di quei giorni di fine estate in cui tutto è bello. Ecco, e Milano in serata come quella di sabato è splendida da far male. E poi rivedi i tuoi amici dopo un bel po' di tempo, e sono tutti bellissimi e meravigliosi come te li ricordavi. E lì ti coglie una nostaglia maledetta dei giorni in cui tu a Milano ci abitavi, e potevi dire che era la tua città, mentre ora ogni volta che la rivedi provi la sottile sensazione di essere un'ospite, e la cosa ti fa molto, molto male.

3) Il divano. Una intera domenica passata sul divano. Con l'occasionale pausa the e biscotti, perché bisogna celebrare l'inizio della stagione fredda con le cose che ci piacciono di più.

Merenda

Buona settimana!

giovedì 9 settembre 2010

Post in attesa

Averci tanto, ma proprio tanto da raccontare e non averci le forze.
Ma tanto voi miei fedeli lettori sapete pazientare un altro paio di giorni, vero?

Vi devo raccontare:

della visita a Stoccarda della settimana scorsa,
del programma intensivo di appuntamenti autunnali di mia madre,
delle mie ossessioni musicali del momento,
delle mie due recenti visite mediche con dottori notevolmente gnocchi,
di una piacevolissima serata passata a Milano proprio l'altro giorno,
e anche di cosa capita quando bevi troppo caffé e vieni lasciata sola in ufficio per un intero pomeriggio (leggasi: tanta musica discutibile suonata a volumi molto alti), come è successo oggi.

Ma ora mi bevo la mia camomilla e mi infilo a letto. Che qua a Lugano piove e fa freddo.

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