domenica 26 dicembre 2010

Natale senza regali

Natale
Questo Natale passerà alla storia per la sua spettacolare carenza di regali.
Conoscendo ALittaM direte oh no, poverini i malcapitati che si sono trovati al 24 senza un regalino da offrire alla ragazza dal capello ispido. Lunga e dolorosa è la ramanzina che li attende sullo spirito del Natale e il farsi almeno un pensierino giusto per non essere a mani vuote.
E invece no. Questo Natale passerà alla storia soprattutto come il primo Natale in cui ad ALittaM dei regali non importa un fico secco.
Prima di tutto, perché all'alba dei 31 anni si è resa conto che (momento di commozione) il vero regalo è condividere le proprie giornate, le sere, e i fine settimana con persone come quelle che la circondano. Il vero regalo è stato questo 2010 che (nonostante l'inizio penoso) si è rivelato pieno di sorprese inimmaginabili. E ALittaM può ben dire, alla fine, che il regalo più bello lo riceve nel quotidiano, quando meno se lo aspetta, ed é fatto da momenti che le resteranno impressi per sempre nella memoria, e queste sono cose che valgono più dell'ennesimo pacchettino.
E poi... vaccamiseria, non ve lo volevo dire prima ma domattina io e Ste partiamo e andiamo in Giappone per due settimane. E vuoi mettere quante cose ci compreremo lì?!

Buon Natale (in ritardo) a tutti! E ora qualche foto dei miei strepitosi parenti e del succulento cibo consumato in questi due giorni:

sabato 18 dicembre 2010

Venerdì 17

  • -3.5° tutto il giorno.
  • 12° in ufficio.
  • Strato di ghiaccio spesso un dito sul marciapiede.
  • Vengono giù 10 cm di neve.
  • Ti sei dimenticata di segnare in agenda un appuntamento molto importante.
  • E per finire, ti cancellano il volo per Londra.
Per cancellare il venerdì nero di ieri sono serviti una cena luculliana a base di sushi e una giornata intera da turisti in giro per Lugano con aggiunta di shopping compulsivo. E stasera, visione di un bel film natalizio di quelli disgustosamente zuccherosi.
Ste prova timidamente a protestare, ma il broncio della moglie per aver perso l'amato weekend londinese gli fa subito fare dietrofront.

domenica 12 dicembre 2010

Psicologia di vendita (3)

"Salve, vorrei un correttore."
"Per coprire le occhiaie, le rughe o i brufoli?"
"..."
Ora, mia bella stronza commessa del banchetto di Chanel del grande magazzino.
Io lo so che non intendevi certo dire che io sono un mostro con le occhiaie cosparso di brufoli e solcato da rughe.
Io l'ho intuito che quello che volevi farmi capire è che Chanel, con quello che te li fa pagare, ha creato tre correttori distinti, oguno a seconda del tipo di imperfezione che vuoi coprire (e io sono convinta che dentro ci sia lo stesso identico prodotto, ma vabbeh).
Io lo so che stai solo cercando di renderti utile.
Ma hai idea di quanto è suonata male quella domanda?
 

PS: Oggi c'è Good King Wenceslas di Loreena McKennitt. Spettacolare.



E la canzone la trovate qui.

Dal Polo Nord ai Tropici

Ormai si è capito: nella mia vita le vie di mezzo non esistono più;  e ora ci si è messo anche il termostato.

In ufficio, per qualche strana ragione, i caloriferi riscaldano meno del solito. Diciamolo pure chiaramente: si gela. Lunedì mattina il termometro segnava 10°, e nell'arco della giornata non è salito sopra i 15° nemmeno con l'aiuto della stufetta.

In compenso, probabilmente grazie alla lobby dei vecchietti iperfreddolosi (capitanata dalla signora J), a casa di ALittaM i termosifoni hanno iniziato ad andare a manetta. Sono letteralmente roventi, impossibile poggiarci sopra una mano, l'altro giorno abbiamo steso un paio di calzini ad asciugare e ne sono usciti grigliati. E quale momento migliore di questo per scoprire che la manopola del calorifero in salotto e in camera da letto è rotta, e quindi è impossibile spegnerli?

Quindi adesso le giornate di ALittaM sono così: sveglia in un bagno di sudore (ché ormai il pigiama è diventato un optional), doccia tiepida nel bagno rovente (26°, ve lo giuro, l'altra mattina alle 7.15 in bagno c'erano 26°), vestizione multistrato a cipolla con calzettone di lana e scarpa imbottita di pelo, dopodiché 12 ore nella ghiacciaia, con doppio maglione, stufetta al massimo e dita intorpidite, dopodiché ritorno a casa ai tropici, dove all'apertura della porta la vostra eroina viene accolta da una vampata di vento rovente sahariano, e dopo rapida svestizione passa la serata in short e maglietta sul divano a sorseggiare litri d'acqua.

Io non so voi, ma ho idea che questi sbalzi climatici quotidiani non facciano molto bene al fisico. O dite che il metodo stile terme romane calidarium-frigidarium rafforzi le difese immunitarie?

venerdì 3 dicembre 2010

L'insonne

"Tanto ormai prendo così tanti caffé che uno in più non mi fa niente."
prova a prendere un caffé alle 11 di sera di un giorno estremamente stressante, dopo esserti bevuta mezzo litro di coca cola. E poi ne riparliamo.

In compenso, dopo ore di sogni agitati e intenso rimuginare sugli eventi della giornata appena trascorsa, ho scoperto che uno dei lati positivi di stare in casa da sola senza marito è che ti puoi piazzare nel lettone col macbook e le cuffie e guardarti un film anche alle 5 di mattina.

Oggi è il tipo di giornata da doppio strato di correttore, direi.


PS: Mi porto avanti per il weekend, oggi doppia canzone.

1) Rocking around the Christmas Tree degli Hanson (sì, Hanson, e allora? Non sottovalutateli.)



Che trovate qui.

2) Un super-classico. Jingle Bells di Bing Crosby, che in un paio di note vi manda dritti dritti negli anni Cinquanta.



Che trovate qui.

giovedì 2 dicembre 2010

Santa Baby

Perché non bisogna dimenticare lo sfrenato consumismo delle feste natalizie, Santa Baby di Eartha Kitt.

Qui la sentite:



E qui la trovate.

Domani: Rocking Around the Christmas Tree.

mercoledì 1 dicembre 2010

Run Rudolph Run

Oh ragazzi, a me quest'anno l'Avvento mi ha colto di sorpresa.
Un minuto prima ero a Favignana a godermi l'estate, un minuto dopo mi sono ritrovata con due maglioni di lana e la stufetta accesa in ufficio.
Stamattina ho visto il calendario e caspita, era già il primo di Dicembre.
Inizia quel fantastico mese in cui, chi mi legge da un po' lo sa, dal mio iPod esce solo musica natalizia. Ste si è già preparato all'evento facendosi trasferire all'ufficio di Milano per un mese, in modo da non dover essere sottoposto quotidianamente alla tortura della playlist di Natale.
Io invece non demordo, e quindi quest'anno non solo ho sfoderato le solite canzoni di sempre, non solo ne ho trovate di nuove (l'ho controllata ora: 234 brani, signori e signore, 234 canzoni di Natale. mi faccio paura da sola), ma ho anche deciso di piazzarvi le mie preferite sul blog, nel caso qualcuno di voi condivida la mia follia.
Prometto di non mettere le solite prevedibili canzoni, ma per lo meno di mettervi qualcosa con un minimo di brio, diciamo quelle da mettere a tutto volume in automobile in giorni come questi, in cui sono andata al lavoro nel mezzo di una bella nevicata, con i fiocchi grandi così che mi si spiaccicavano allegri sul parabrezza.

La canzone che vi do oggi (entrata di prepotenza nella playlist per ovvi motivi) è Run Rudolph Run di Chuck Berry.

Qua la potete sentire:


E qua la trovate.

Quella di domani ve l'ho già preparata: Santa Baby.

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