sabato 8 gennaio 2011

Quando dico tutto è tutto

Dopo un mese di lavoro pressante con il marito in trasferta per tre quarti del tempo, seguito da due settimane all'estero, abbiamo constatato che casa nostra ha acquistato una particolare caratteristica che fino ad ora non era mai stata raggiunta.
Manca tutto.
Dentro il frigo c'è l'eco come dentro una caverna, e vi giace dimenticato un singolo limone avvizzito affiancato da qualche busta di formaggio grattuggiato, del burro e delle carote sulle quali è cresciuta una simpatica muffa verde.
Nella credenza, pur campeggiando notevoli scorte di Condiriso e fagioli in scatola, c'è carenza di beni di prima necessità come la pasta, il tonno, il riso, lo zucchero, e il sale grosso.
Persino il provvidenziale pane surgelato in freezer è finito.
Stiamo lottando per gli ultimi rimasugli di dentifrico, rimbalzandoci il tubetto tra un bagno e l'altro.
Il bucato di oggi (quattro lavatrici caricate a manetta una dopo l'altra) è stato fatto con ciò che resta dell'ultimo flacone di detersivo.
Oggi siamo stati a pranzo da mia madre che, colta da pietà, ci ha rifilato gli avanzi della torta agli spinaci e della pasta al forno, un paio di pagnotte e degli Oro Saiwa per la colazione di domani. Eravamo commossi da tanto bendiddio.
Domani mattina si va a fare la spesa, e questa volta la lista delle cose da comprare è al contrario: ho scritto quello che c'è in casa e di tutto il resto, ma proprio tutto, dovrò prenderne almeno una confezione.

PS: E in compenso, causa fuso orario assassino, sono sveglia alle 3 di mattina e crollo addormentata alle 6 di sera. Ah, il rientro al lavoro lunedì sarà bellissimo.

1 commento:

mely ha detto...

il tuo frigo sembra il mio. Nella mia dispensa c'è di tutto ma proprio di tutto all'infuori di pasta, tonno ect, ect....in compenso sembra lo scaffale delle schifezze di un ipercoop

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