mercoledì 23 novembre 2011

Come una barbona, ma felice

"Ciao madre, io vado a fare un salto alla Feltrinelli, ti affido la pupa per un po'."
"Certo. Ma... ma esci conciata in quel modo?"

Se persino la madre esprime dubbi sulla mia mise, dev'esserci qualcosa di storto.
ALittaM si guarda. Ha addosso:

- un cappotto nero taglia 50 che le va enorme, ma l'ha comprato per poterci portare in giro la pupa nella fascia. L'ha pagato 50 € da H&M e le sta come un sacco di patate.
- una vecchia sciarpa vetusta della madre che ha trovato in casa a Milano. A Lugano ne ha tantissime e bellissime ma nel fare la borsa si è scordata di prenderla.
- un cappello da 4 € comprato chissà dove chissà quando, a righe colorate, che non si abbina assolutamente a niente. Era nella tasca di suddetto cappotto scialbo. Anche di cappelli ne ha altri, bellissimi e fichissimi, dimenticati tristemente a Lugano.
- un maglione tutto sbavato e macchiato di latte e rigurgiti.
- una camicia super-scollata da cui si intravede il reggiseno da allattamento tutto slabbrato.
- i jeans premaman, che le cadono di dosso, perché ovviamente non ha più la panza di prima, ma non riesce ancora a rientrare nei pantaloni pre-pupa (ma non si doveva dimagrire allattando? ah, dite che si dimagrisce se si mangia normalmente e non ci si strafoga di porcate come faccio io? giusto)
- calzettoni di lana a righe, vecchi e bucati, perché ha trovato quelli nei cassetti della casa della madre e va bene così.
- le stesse scarpe da ginnastica che mette da due mesi, perché è riuscita a fare fatto il cambio degli armadi a Ottobre (miracolo!), ma si è dimenticata il cambio delle scarpe e ha ancora la scarpiera piena di ballerine, infradito e zoccoli Birkenstock, con un solo paio di scarpe pesanti rimasto.
- ah, ed è anche struccata e senza neanche un velo di crema idratante.

Probabilmente in giro la prenderanno per una barbona.

Ma sapete che vi dico? Chissenefrega. Perché se c'è una cosa che ho imparato dagli innumerevoli volantini post-parto che mi sono letta è che, con una bambina piccola in giro, bisogna darsi delle priorità e pensare alle cose che ci fanno stare bene. Le altre, come stare dietro alla casa, ai vestiti, all'ordine, si possono accantonare per un po'. Bisogna fare quello che ci aiuta a mantenere la sanità mentale in questo periodo.
E quindi per me non è minimamente importante mettermi un maglione non macchiato o girare con le calze antistupro.
Per me è importante fare la passeggiata che va da casa di mia madre a Piazza Piemonte, rivedere i negozi della mia infanzia, le prime luci di Natale nelle vetrine, e poi entrare alla Feltrinelli. E tuffarmi nei libri, i dvd, i cd, le Moleskine, toccare e sfogliare tutto e uscirne con il portafoglio vuoto e il cestino pieno, tutta contenta.
E tornare a casa a piedi mentre su Milano cala la sera. Che a Novembre Milano è malinconica e grigia e vi giuro che si riesce a respirare l'odore della nebbia, e tutte le finestre sono illuminate e mentre cammini per strada puoi vedere nelle case della gente e sentirti di nuovo quasi normale.

4 commenti:

Antonella Napolitano ha detto...

Ma sei a Milano?! Ma dobbiamo vederci assolutamente!

ALittaM ha detto...

Torno domani! Vieni a Lugano questo weekend!!

TuristadiMestiere ha detto...

...e la felicità è al primo posto, direi!!! L'importante è star bene con se stesse, soprattutto dopo un parto (a proposito, auguri!!!). P.S. basta che non esci con la maschera nutriente viso :D

Anonimo ha detto...

Ale...sei unica!! condivido in pieno e fai bene a ritagliarti degli spazi solo per te...sono indispensabili! E' vero che si perdono parecchi kg dopo il parto...ma io dopo Lo ho "faticato" (o meglio..non ho fatto nulla e mangiavo quello che volevo) un anno per tornare come prima! un bacino a Lucia
O.

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