mercoledì 26 gennaio 2011

Dottor Gugol

Un mesetto fa ALittaM è stata colta da tremendi e improvvisi pruriti al cuoio capelluto.
Dopo un paio di giorni passati a grattarsi come un'ossessa, ha deciso di cercare su internet il motivo di tale sofferenza.
Internet è stato chiaro:

Ozpione 1) Ti lavi i capelli troppo
Opzione 2) Ti lavi i capelli troppo poco
Opzione 3) È un chiaro segno che stai per morire
Opzione 4) Lo stress

L'altro giorno ALittaM ha avuto delle strane fitte al basso ventre e ha deciso come sempre di chiedere all'amico Google.

1) Sicurissimo sintomo di gravidanza
2) Chiaro segno di sindrome premestruale
3) Hai un bubbone grosso così che esploderà da un momento all'altro
4) È lo stress

E cosa dire del mal di testa?

1) Viene dagli occhi perché lavori troppo
2) Viene dallo stomaco perché mangi male
3) Sintomo di cecità impellente
4) È lo stress

Direi che siamo giunti alle seguenti conclusioni:

1) Lo stress è il grande calderone in cui far ricadere ogni tipo di malessere e malattia, dal gomito del tennista alla gravidanza isterica
2) Gugol dice un sacco di balle.

Ora sono qui con il ginocchio sinistro che mi fa un po' male, che dite, cerco su internet o mi posso fare una rapida autodiagnosi?

martedì 25 gennaio 2011

Tesa

Essere usata come arma da una parte per ferire l'altra.
Essere parte di un ricatto.
Sentirsi tirata da due parti quasi fino a strapparsi, e allo stesso tempo sentirsi stretta da più lati fino a soffocare.
Un breve momento in cui le cose si rivelano per come sono davvero, e persone che fino ad ora avevi visto come forti diventano in un lampo fragili, mentre altre rivelano nello stesso momento tutta la loro tremenda cattiveria. E tu vorresti abbracciare forte i primi e piantare un cacciavite nell'occhio degli altri.
Pensare che nessuno in fondo ti merita.
Pensare a tutte le energie che stai sprecando dietro cause perse.
Una lunga ora passata a lottare contro le lacrime e ad affogare nei pensieri.

E io mi chiedo, in questo periodo in cui le stesse cose accadono sul lavoro e nella mia vita personale, quanto si può tendere questa corda prima di spezzarsi.

lunedì 24 gennaio 2011

Sorprese nella casella

Un mese fa, Stefano ha aperto la casella della posta e ha trovato qualcosa di inatteso.
Quattro lattine da mezzo litro di Carlsberg.
Non sapendo cosa fare, nel dubbio le ha portate su a casa. Questa più o meno la scena la mio rientro, quando ho trovato Ste sul divano con il lattinozzo in mano:
"Ale, Ma l'hai comprata tu la birra?"
Io: "Eh?"
"C'erano quattro lattine di birra nella casella della posta. Ho pensato che le avessi prese tu e lasciate lì prima di andare via. Non le hai prese tu?"
"No! Vuoi dire che uno sconosciuto ci ha infilato 4 lattine di birra nella casella della posta? Ma... ma che fai, te la bevi?!"
"Ma sì, è birra gratis, vuoi mettere che soddisfazione?"
Io e Ste ancora ci stiamo chiedendo chi sia il misterioso benefattore che ha sganciato due litri di birra nella nostra casella della posta, e beviamo alla sua salute. 

Stasera invece ancora peggio.
Un pacco dalla Tailandia, perfettamente indirizzato a nome mio.
Mittente sconosciuto.
Dentro ci sono 4 paia di pantaloni alla pescatore in cotone, color beige.
Nessun biglietto, nessun numero di telefono. Solo un indirizzo in Tailandia.
Quattro pantaloni quattro.
Ma come faceva questa persona a sapere il mio indirizzo?

Delle due l'una: o sono una sonnambula, e nel cuore della notte acquisto cose su internet senza saperlo, oppure il folletto della posta ha deciso di scatenare la sua furia sulla sottoscritta.

Una cosa è certa, da domani ogni volta che controllerò la posta proverò un misto di eccitazione e angoscia. Fatemi gli auguri.

sabato 22 gennaio 2011

La vera amicizia

Sabato ore 15.30. Negozio di intimo, saldi.
Cri: Toh Ale, prova questo. E questo. Secondo me ti stanno benissimo.
ALittaM: Mhm. Ma davvero?
C: Sìsì. Vedrai.
(5 minuti dopo)
A: Ma Cri! Questo... questo è un completo di pizzo nero con reggiseno a balconcino, slip e reggicalze!
C: E ti sta proprio bene! Prendilo, devi assolutamente prenderlo! E ora prova l'altra cosa che ti ho preso.
(2 minuti dopo)
A: Ma tu sei fuori! Bustino di satin rosso con stecche e pizzi vari.
C: Spettacolare. Compralo. Stai benissimo. Insisto. Non ti permetto di non prenderlo.
A: Cri, siamo sincere. Agghindata in questo modo sembro pronta per il meretricio.
C: Ale, non voglio infierire, ma sotto molti aspetti tu sei sempre pronta per il meretricio.
A: (...)
C: (...)
A: Stronza.
Mezz'ora dopo, negozio di abbigliamento.
C: Come dici che mi sta questo vestito?
A: Mi sembra bene.
C: Non lo so, non mi convince.
A: Beh dai, questo ti sta bene. Ti accentua i fianchi.
C: E infatti, che è l'ultima cosa di cui ho bisogno! Guarda qui che fianchi e che sedere che ho.
A: In effetti è la prima volta che lo noto, ma ha delle chiappe gigantesche!
C: Ehi!
A: E in compenso sei assolutamente piatta di seno. Non l'avevo mai visto.
C: (...)
A: (...)
C: Stronza.
La vera amicizia è quando ci si da della troia, della cozza e della stronza ed è sintomo del volersi bene.

venerdì 21 gennaio 2011

La profezia di un anno fa

Ve lo ricordate un annetto fa quando ho scritto la profezia che mi si era rivelata la notte di Capodanno a Berlino?
Era una notte fredda e nevosa e il piombo fuso buttato nell'acqua mi ha preso la forma di una balena. E io ho passato un anno a scervellarmi sul suo significato. Beh, lasciate che vi dica una cosa: non l'ho ancora capito. La profezia della balena era probabilmente una sonora bufala.
Ma un'altra cosa però si è avverata. Sempre nel Gennaio 2010 ho scoperto di aver scritto questo:
Coraggio, ora, 2010, che nei primi tre giorni mi hai già regalato bei momenti (...) però sotto certi aspetti non mi hai neanche entusiasmato (...)  Fatti valere! Ne hai ancora 362 per strabiliarmi. 
 E sapete una cosa? Questa carognetta del 2010 mi ha preso in parola e mi ha effettivamente strabiliato.

(ahem, 2011, nel caso tu non l'avessi ancora capito, questa è una sfida che ti sto lanciando. Su, fammi vedere quello che sai fare, se sei capace di battere il tuo predecessore...)

mercoledì 12 gennaio 2011

Compagno di avventure

Osaka
Ehi tu, compagno di avventure.
Che hai attraversato insieme a me il globo sull'aereo più grande che c'è. Che hai guardato col naso all'insù i grattacieli, e hai ammirato il panorama della città di notte dall'alto della terrazza panoramica del palazzo più alto. Che hai macinato chilometri sopra e sottoterra. Che hai guardato con occhi innamorati lo Shinkansen e le riproduzioni in plastica dei piatti nei ristoranti. Che mi hai portato a mangiare i ramen e l'okonomiyaki. Che hai festeggiato insieme a me il Capodanno davanti a un templio e alla torre di Tokyo. Che hai fatto il bagno nell'onsen più bello di Arima, girando a piedi nudi e con la yukata come fosse la cosa più naturale del mondo, e quando hai visto la vasca con i pesciolini che fanno la pedicure non hai saputo resistere e me l'hai fatta provare. Che hai espresso la tua approvazione per l'asse del water riscaldata e il bidet incorporato delle toilette giapponesi. Che mi hai seguito paziente dentro negozi e mercati, e hai portato tutti i sacchetti senza protestare, e mi hai aiutato a infilare tutto in valigia al ritorno. Che mi hai portato in alberghi spettacolari. Che hai cercato, come me, di lasciare il lavoro e le preoccupazioni a casa, e anche tu un po' ci sei riuscito.
Che ora te ne stai sdraiato qua di fianco sul divano e russi tutto contento.
Eh, niente, volevo solo dirti che è proprio bello avere un compagno di avventure come te. Tutto qui.

 
PS: Queste sono quasi tutte le foto del viaggio, qualcuna la caricherò nei prossimi giorni. 
Vi avverto: sono tantissime.

lunedì 10 gennaio 2011

sabato 8 gennaio 2011

Quando dico tutto è tutto

Dopo un mese di lavoro pressante con il marito in trasferta per tre quarti del tempo, seguito da due settimane all'estero, abbiamo constatato che casa nostra ha acquistato una particolare caratteristica che fino ad ora non era mai stata raggiunta.
Manca tutto.
Dentro il frigo c'è l'eco come dentro una caverna, e vi giace dimenticato un singolo limone avvizzito affiancato da qualche busta di formaggio grattuggiato, del burro e delle carote sulle quali è cresciuta una simpatica muffa verde.
Nella credenza, pur campeggiando notevoli scorte di Condiriso e fagioli in scatola, c'è carenza di beni di prima necessità come la pasta, il tonno, il riso, lo zucchero, e il sale grosso.
Persino il provvidenziale pane surgelato in freezer è finito.
Stiamo lottando per gli ultimi rimasugli di dentifrico, rimbalzandoci il tubetto tra un bagno e l'altro.
Il bucato di oggi (quattro lavatrici caricate a manetta una dopo l'altra) è stato fatto con ciò che resta dell'ultimo flacone di detersivo.
Oggi siamo stati a pranzo da mia madre che, colta da pietà, ci ha rifilato gli avanzi della torta agli spinaci e della pasta al forno, un paio di pagnotte e degli Oro Saiwa per la colazione di domani. Eravamo commossi da tanto bendiddio.
Domani mattina si va a fare la spesa, e questa volta la lista delle cose da comprare è al contrario: ho scritto quello che c'è in casa e di tutto il resto, ma proprio tutto, dovrò prenderne almeno una confezione.

PS: E in compenso, causa fuso orario assassino, sono sveglia alle 3 di mattina e crollo addormentata alle 6 di sera. Ah, il rientro al lavoro lunedì sarà bellissimo.

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