mercoledì 27 luglio 2011

La musica in panza

Siamo alla fine del settimo mese ormai!
ALittaM e Ste si divertono a giocare con la panza. La guardano mentre si agita la sera dopo cena (probabili festeggiamenti da parte della pupa per l'arrivo della quotidiana razione di spaghetti), la toccano stupiti quando si sposta tutta da un lato (la pupa ama stare sul lato destro: la pancia di ALittaM assume un piacevole effetto "Alien"), le parlano. E soprattutto la futura madre la unge di olio di mandorle mattino e sera, che le sembra di oliare un pallone da basket ma almeno si spera scongiuri l'arrivo delle smagliature.
Ma soprattutto, si discute sulla musica da far sentire alla panza.
ALittaM la sottopone ogni giorno a quasi un'ora di tragitto in macchina in cui si ascolta quello che piace a lei: Rolling Stones, Black Keys, Queen, Bruce Springsteen, blues, rock, twist, ska vecchie canzoni degli anni '50 e '60. La pupa in tutto questo resta immobile.
Al lavoro la musica cambia ogni giorno, ma è una costante. Nirvana, Gentle Giant, Yes. La pupa a volte sta ferma, altre volte muove un piede.
Ste insiste sulla musica classica, che lui adora, e poi perché "ho letto che ai bambini piace".
E qui ogni volta la pupa dimostra di essere una ruffiana, perché non appena dalle casse esce una nota di Mozart, Vivaldi o Chopin ecco che si agita e inizia a ballare.
ALittaM sostiene che siano movimenti di protesta, mentre quando sente gli Stones resta immobile per apprezzare la musica.
In compenso oggi leggendo su internet ho scoperto che ci sono suggerimenti musicali per ogni trimestre, tutti scientificamente provati.
Ad esempio

"La musica di Beethoven e Brahms fa agitare il feto (quella di Mozart e Vivaldi, invece, lo tranquillizzano)" (cit.)

"La musica di Mozart e la voce materna, (...) possono curare le difficoltà di apprendimento, la dislessia, il ritardo mentale e il deficit di attenzione dei bambini." (cit.)

Punto 1: figurarsi se Mozart non doveva essere venduto come la cura di ogni male.
Punto 2: che Beethoven portasse il feto ad agitarsi c'erano già arrivati Burgess e Kubrick anni fa.

giovedì 21 luglio 2011

Perché serve un uomo in casa

C'è un motivo per cui una gravidanza non va affrontata da soli. Io ammiro le donne che hanno avuto figli senza un marito o un compagno in casa, perché in questi ultimi mesi mi sono resa conto che è socialmente, biologicamente e eticamente necessario avere un uomo in casa quando si è incinte.

A essere più precisi, più che un uomo serve uno schiavo.

L'Ormone. C'è bisogno di qualcuno che subisca quando l'Ormone attacca. ALittaM ha rari ma notevoli uragani ormonali in cui ogni cosa le fa girare le balle. E Ste sopporta come un santo, aspetta che le sia passato e non si arrabbia mai.

I lavori in casa. Non ce la si fa. Ve lo dico, non ce la si fa con la stessa verve ed energia di prima a pulire la casa, ma anche a fare la spesa o piegare il bucato. Serve un marito che dopo cena ti dica "mettiti sul divano che qua penso a tutto io."

Self-esteem. Ti svegli gonfia, stanca e allo specchio vedi te stessa con un melone nascosto sotto la maglietta. Tuo marito ti guarda e dice che sei stupenda: uno ci crede e non ci crede, ma comunque fa piacere.

I piedi gonfi. Un fastidio tremendo. Tra il caldo, lo stare seduti tutto il giorno e la circolazione rallentata, ALittaM arriva alla sera con i piedi a zampa d'elefante. Ste si arma di crema e pazienza e li strizza, li massaggia, li unge per bene mentre guarda la televisione.

Il sesso. Diciamocelo, rimorchiare un bel tenebroso in un pub sarebbe impossibile, nelle mie condizioni. Forse potrei conquistare qualcuno via Skype, con la telecamera puntata a mezzo busto. In questo caso l'unico che non perde mai interesse, nonostante i piedi gonfi e la panza gigantesca, è (prevedibilmente) il responsabile del fattaccio.

I vestiti. Volete mettere quando non vi stanno più le tute e le magliette e i pigiami che indossate di solito? Niente di più comodo, la sera, che aprire il cassetto del marito e infilarsi un suo magliettone XL e un suo vecchio paio di pantaloni del pigiama.

martedì 19 luglio 2011

32 (+1)

Le cose strane di questo compleanno.
Per una volta a Lugano diluvia e fanno 15° che sembra Ottobre.
E per una volta ho la pancia piena e gonfia ma non per colpa della super-cena di compleanno.
E per una volta non ho brindato con lo spumantino ma con un'acqua frizzante.
E per una volta il mio momento di massima goduria della giornata è stato spalmarmi sul divano e offrire i piedi alle manone di Ste.
E per una volta ho ricevuto più messaggi su Facebook che sms di auguri, ma va benissimo così.
E c'è qualcuno che mi da i calcetti di buon compleanno (chiaramente indotti dalla botta di zuccheri della torta che ho appena mangiato, ma vabbeh).
Questo compleanno +1 non è stato per niente male.

lunedì 18 luglio 2011

Ubi maior

In questo periodo ALittaM è una star.
I parenti e gli amici la guardano come se la vedessero per la prima volta. Anzi, le guardano la pancia. Fanno domande di ogni tipo ("Si muove?" "Come la chiamate?" "Riesci a dormire?" "Ti da fastidio la pancia?" "Hai caldo?"), allungano con cautela la mano verso il pancione sperando di intercettare un calcio della bambina (che, da vera timida quale è, non si mostra mai in pubblico, ma aspetta che ALittaM e Ste siano soli, a letto o sul divano, per iniziare a ballare la samba).
E poi iniziano a farle complimenti su quanto sia radiosa, e quanto stia bene, e come sono belle le donne in gravidanza (e ALittaM annuisce e prova a crederci, ma quando si vede allo specchio si vede uguale a com'è sempre).

ALittaM lo sa che questo è un periodo passeggero, e non ne fa segreto ai diretti interessati.

"Tanto lo so che adesso mi riempite di attenzioni solo perché sono incinta," ha detto l'altro giorno a una zia di Ste "Non appena partorirò, la vera star diventerà la bambina."
"È verissimo." ha risposto la zia senza battere ciglio "Preparati perché accadrà. Però non ti preoccupare, tra 15 anni ritorneremo ad accorgerci anche di te."

martedì 12 luglio 2011

Negli ultimi giorni

BasilicoGiovedì. Un'ora e un quarto per arrivare al lavoro invece dei soliti 25 minuti. Il motivo: lungolago chiuso per la preparazione di un gigantesco raduno di Harley-Davidson. ALittaM non ha niente contro gli Harleyani ma in quel preciso momento augura a tutti un attacco di diarrea. Nel pomeriggio, grandine e nubifragi. ALittaM impiega un'altra ora e un quarto per tornare, con tanto di autostrada chiusa causa frana di fango e raffiche sferzanti di pioggia. Arriva a casa che odia il mondo intero.

IMG_4393Venerdì. Day hospital. Il motivo? Scoprire se ALittaM ha il diabete gestazionale o no. Le viene prelevato del sangue, somministrato un orrido beverone zuccherino, prelevato il sangue, e ancora prelevato il sangue. Il tutto in circa tre ore. Alla fine il risultato è ottimo. ALittaM festeggia con una fetta di torta alle carote. La sera sul luganese si abbatte un altro temporale.

Colazione a letto con SteSabato e domenica. Relax luganese. Park and Read, colazione a letto, spesa, passeggiata sul lungolago, pennica, scorpacciata di film sul divano, torta. Cose così.

Lunedì e martedì. Caldo, caldo, caldo. ALittaM inizia a rendersi conto che al settimo mese abbondante è come andare in giro con una piccola stufa infilata dentro la pancia. Però le divinità del tempo le concedono delle tregue: in questo momento sta diluviando.

mercoledì 6 luglio 2011

Room Service

Din don.
"Pronto, è la fornitrice di cibo? Salve, sono la coinquilina. Chiamavo per ordinare una bella quantità di proteine e calcio."
"Salve coinquilina. Ma volentieri. Che ne dice di un bel bicchierone di latte fresco?"
"..."
"..."
"Veramente puntavo al barattolo di gelato alla vaniglia che c'è in freezer. Sì. Ho proprio voglia di un po' di gelato. Appena possibile. Quando me lo può mandare?"
"...subito."

E così ALittaM, che normalmente mangia il gelato una volta all'anno e ne avanza pure un bel po', si alza dal divano, afferra il gelato, un cucchiaio, e ritorna a guardare la TV.
Ste la guarda "Ma che è sto gelato adesso?"
"E che ne so. Chiedilo a tua figlia."

venerdì 1 luglio 2011

French Toast

Una delle colazioni decadenti dei giorni di festa comprende l'imperdibile French Toast. Farlo è facilissimo.

Ingredienti (per 2)

4 fette di pan carré, meglio se raffermo
2 uova
1/2 bicchiere di latte
1 cucchiaio di miele o sciroppo di acero, più altro per condire
1 cucchiaio di burro
French Toast
sale

Preparazione

In una ciotola sbattete le uova con un pizzichino di sale e il mezzo bicchiere di latte. Aggiungere il cucchiaio di miele o sciroppo di acero. Nel frattempo mettete il burro in una padella e fate sciogliere.
Pucciate le fette di pane una ad una nelle uova sbattute. Attenzione: farlo subito prima di cuocerle perché se stanno troppo tempo ammollate nell'uovo diventano molli e si spezzano.
Mettere le fette di pane in padella a rosolare. Se avanza un po' di pastella, versarla sulle fette di pane. Fare cuocere da entrambi i lati fino a che non saranno leggermente croccanti.
Servire belle calde con un cucchiaino di miele o sciroppo d'acero direttamente sopra.
Ideale da abbinare con un bicchiere di latte freddo e della frutta.

Ale + la coinquilina approvano!

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