lunedì 29 agosto 2011

Cose del weekend

 Ronf
Dormire fino a tardi la mattina. Il caldo finalmente è andato via.

Matte
Mulino
Cate
M. e C. e il mulino e la torta gelato con pistacchi e pesche

Stefi & Alice
Ichi
S. & A. & R. e il grotto e tutto il resto

Ipad
Giocare col nuovo Ipad a lettone la sera (notate la faccia concentrata di Ste)

domenica 28 agosto 2011

sabato 27 agosto 2011

Il toto-nome

Nome possibile 1)


Nome possibile 2)


Nome possibile 3)



Vediamo se li avete capiti (sono abbastanza facili...!).

venerdì 26 agosto 2011

Non esiste che non sei capace di fare il sugo

L'altro giorno mi sono impegolata in una discussione con mia madre sul sugo al pomodoro.
È tutto iniziato dal fatto che mi sono auto-invitata a cena da lei. E lei mi ha chiesto cosa volessi da mangiare.
"Mah una cosa semplice, tipo una pasta al pomodoro."
"Non è meglio una quiche con gli spinaci? I peperoni al forno? Un ossobuco con risotto? Del riso in bianco?" mia madre iniziava a mostrare segni di irrequietezza di fronte al mio insistere sulla pasta al pomodoro.
Alla fine gliel'ho cavato fuori con le pinze.
"È che... a me il sugo al pomodoro viene sempre uno schifo!" ha ammesso con aria colpevole.
E in quel momento mi è tornato in mente che, nei 30 anni di vita che ho passato con mia madre e mia nonna, è sempre stata mia nonna a cucinare il sugo al pomodoro. Sempre. Mia mamma faceva i risotti, gli spezzatini, tutto quanto, ma il sugo proprio no. Mai.
E allora mi sono sentita invadere dallo Spirito della Nonna e ho esclamato "Ma non esiste che non sappia fare il sugo! Mamma! È la cosa più facile del mondo, anche i cretini lo sanno fare!"
Questo è quello che faccio io per avere un normalissimo e mangiabilissimo sugo al pomodoro. Infallibile.

1 barattolone di vetro di passata di pomodoro rustica e/o a pezzettoni
sale
pepe
zucchero
olio extra vergine d'oliva

E basta. Niente soffritto, aglio, cipolla, neanche le spezie. Soprattutto ora che sono incinta e ogni pasto è una roulette russa per capire se ci sarà un sapore nascosto che mi fa schifo.

Metti la passata in una pentola antiaderente bella grande. Aggiungi un pizzicone di sale, il pepe, lo zucchero (mi raccomando lo zucchero! Fa la differenza tra un sugo acido e un bel sugo dolce), una svirgolata di olio. L'importante è che l'olio sia buono e la passata sia fatta di solo pomodoro.
Riempi il barattolo di vetro per 1/4 di acqua, rigiralo un attimo per raccogliere i pezzi di pomodoro che sono rimasti attaccati sulle pareti, svuota il tutto nella pentola.
A fuoco lento (deve sputacchiare dolcemente, o come diceva mia nonna, pippiare) per almeno 45 minuti. Ogni tanto dagli un occhio.
Basta. Stop. Finito. Il sugo è fatto ed è anche buono.
Poi puoi fare la figa e metterci le foglioline di basilico fresco, o l'origano secco, o del peperoncino. Ma intanto non venirmi a dire che non sei capace di fare il sugo perché cavolo, é la cosa più facile del mondo.

E io stasera questo sugo l'ho usato come base in cui affogare le polpette, altra ricetta doc della nonna. Perché quando lo Spirito della Nonna ti piglia non puoi certo sottrarti.

martedì 23 agosto 2011

Il corso pre-parto

Abbiamo deciso di fare il corso pre-parto.
Nella nostra idea c'erano le scene dei telefilm americani con l'ostetrica che spiega a marito e moglie come respirare e come massaggiare la schiena.
In effetti quello c'è stato, ma anche altre cose.
Come ad esempio l'ostetrica che ha spiegato ai mariti che la moglie durante il travaglio sarà a dir poco intrattabile, probabilmente li manderà a quel paese e loro dovranno portare pazienza.
Poi un'interessantissima lezione su come allenare il pavimento pelvico (sono come gli addominali, ma contrai un'altra parte del tuo corpo. Esatto, quella).
Poi l'ostetrica inizia a usare espressioni del tipo "Ce la farete perché ce l'hanno sempre fatta tutte.""Troverete la forza dentro di voi." e "Il corpo di una donna è fatto per partorire naturalmente." e tu ti senti in dovere di urlare "Taci Obi Wan Kenobi, io non voglio usare la Forza, io voglio usare l'epidurale capito?!", ma per fortuna ti fermi all'ultimo.
Poi una lezione in cui spiegano come avviene al parto, e in quel momento capisci l'espressione "il cammello che passa per la cruna di un ago". Solo che l'ago sei tu. E invece del cammello c'è la testa di un bambino.
Poi un'altra lezione in cui ci hanno fatto vedere le sale travaglio dell'ospedale.
E qui la cosa è stata molto strana, perché non era per niente come ALittaM se lo aspettava. Certo, c'erano le bende, le garze, i monitor e tutti gli aggeggi da ospedale. Ma era anche tutto molto comodo e rilassante, fatto apposta per farti sentire il meno possibile che sei in un ospedale.
C'era la sala con la vasca, la sala con la poltrona, la sala con la liana. C'è il lettore musicale, il diffusore di aromi, la doccia, le luci soffuse.
C'è una sala chiamata Terra, una Acqua e una Relax.
Insomma, a un certo punto sembrava, più che di una sala parto, di assistere al tour guidato del motel Charlie.

lunedì 22 agosto 2011

Il turboventilatore

Il turboventilatore!La canicola è arrivata anche a Lugano.
Dopo un'estate passata a vantarrmi dei diluvi e delle notti passate a dormire sotto una coperta imbottita, proprio alla fine di Agosto quando meno me lo aspettavo tac! ondata di caldo tremenda persino in Ticino.
Ora io so che c'è chi sta peggio, che a Milano si soffoca ecc, ma 34° a Lugano sono visti più come un segno dell'imminente Apocalisse che qualcosa di meteorologicamente plausibile.
Ste per fortuna è corso ai ripari, per dare alla moglie un po' di sollievo, ed è tornato con un ventilatore.
No, anzi, un ventilatore gigantesco.
Un motore di un jet.
Una cosa che ti ci metti davanti sembra di andare in automobile con i finestrini abbassati.
Che potrebbe essere usata in autunno per spazzare le foglie nel parco.
Che se te la leghi sul retro della bicicletta ti fa effetto hovercraft.

Non ci credete? Eccolo in azione proprio oggi pomeriggio. Quando ci si passa davanti si ottiene un piacevolissimo effetto tipo melteni su isola greca.

sabato 20 agosto 2011

Quando da carina diventa ingombrante

Non te l'ha detto nessuno, ma tra il settimo e l'ottavo mese accade una cosa.
Esplodi.
La pancetta che prima faceva tanto "donna incinta caruccia" diventa ogni giorno più larga. Tuo marito ti fa le foto al mare e resti di stucco per le dimensioni che hai raggiunto.
La cosa bella, poi, è che questo cambiamento avviene un giorno alla volta, quindi non ti rendi conto di quello che ti succede, fino a che non incontri qualcuno dopo un po' di tempo che non lo vedevi, e questo esordisce con un "caspita quanto sei grossa!"

Ma non solo questo. Ho anche racimolato commenti tipo:

"Mazza che panza!" "Ma sei sicura che sia solo uno?" "Ma tra quanto partorisci? Ah così tanto? Pensavo meno." "Sembri una mongolfiera!" "Non ho bisogno del materassino, ho già te in quello stato che vai benissimo" (questo ultimo commento gentilmente offerto dal marito)

Nel frattempo intorno a te capitano cose belle, meno belle, e anche cose brutte che ti lasciano senza fiato e con il cuore pieno di pena. Il fisico inizia a risentirne (solo questa espressione meriterebbe un post a parte!) e si vocifera che potresti anche evitare di lavorare, o per lo meno evitare di lavorare 12 ore al giorno.

E in contemporanea le cose si iniziano a fare concrete: la panza si agita da una parte all'altra e tu riesci a fare una forma a quello che si muove (una schiena! un sedere! un piede!), il dottore ti fa un paio di misurazioni e ti dice che la coinquilina sfiora i 2.4 Kg.

E mancano circa 6 settimane alla data del lancio.

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