mercoledì 30 novembre 2011

Eh, si vede

ALittaM: Buongiorno!
Signor B: Oh, salve ALittaM! Che sorpresa vederla.
A: Sì, facevo giusto una visita ai ragazzi.
B: Ah certo. Anche io sono passato per far vedere il birrificio a questo mio amico. Vede (rivolto all'amico), ALittaM è la nostra responsabile marketing e grafica, ed è da poco diventata mamma. Da un paio di mesi.
Amico: Ah sì. Si vede, si capisce dall'aspetto.
A: (sorride).
Io è tutta la sera che mi chiedo cosa voleva dire questo gentilissimo signore. Ho ristretto la scelta a quattro ipotesi:
  1. Si vede perché non esiste abbastanza fondotinta per coprire le occhiaie da allattamento che ti porti in giro
  2. Si vede perché hai ancora i fianchi e la panza di quando eri incinta
  3. Si vede perché hai un'aria paciosa e dolce e femminile e un po' tenera tipica delle neo-mamme
  4. Si vede perché passi troppo tempo con le tette all'aria e non ti sei accorta che i primi tre bottoni della camicia sono slacciati e ti stiamo guardando tutti la scollatura. Viva le donne che allattano!

domenica 27 novembre 2011

Avvento

Non mi hanno fatto assolutamente niente le stucchevoli pubblicità natalizie, che hanno iniziato a comparire sin da metà Ottobre (!).
Il pensiero di comprare regali e pensierini per amici e conoscenti, in queste settimane, non mi ha neanche sfiorato.
In Ticino fanno 15° e c'è un sole splendido. L'atmosfera natalizia tarda a farsi vedere anche dal punto di vista del clima.
In centro a Lugano stanno montando la pista per pattinare sul ghiaccio e l'albero é già pronto. L'altro giorno li ho visti e non ho battuto ciglio.
Insomma, temevo di essere diventata immune al Natale.
Poi oggi, quasi per scherzo, ho messo questo video



E mi è ritornato tutto in mente come un ricordo che avevo rimosso.
L'albero che mi aspetta in soffitta, i pranzi e le cene con amici e parenti. I canti di St. Martins a Londra. Il panettone a casa di Giulio il pomeriggio del 25. Incartare i regali in tuta e calzettoni di lana, la mattina dell'ultimo weekend prima di Natale, con una tazza di the.
Le canzoni di Natale che dal primo di Dicembre sono l'unica cosa che ascolto.
Mi è venuto il batticuore: inizia quel periodo meraviglioso che è l'avvento, e io stavo per dimenticarmene.

Insomma, io temevo che il vortice della maternità fosse riuscito a distrarmi anche dalla mia grande passione per il Natale. E invece a quanto pare no.

PS: Pupa, si avvicina il tuo primo Natale. Tu non te ne rendi conto, ma noi siamo emozionatissimi! Quest'anno sei tu il nostro Gesù Bambino che tutti vengono ad adorare. E noi... beh, noi più che Giuseppe e Maria, se non smettiamo di mangiare, diventeremo il bue e l'asinello. Ma vabbeh.

mercoledì 23 novembre 2011

Come una barbona, ma felice

"Ciao madre, io vado a fare un salto alla Feltrinelli, ti affido la pupa per un po'."
"Certo. Ma... ma esci conciata in quel modo?"

Se persino la madre esprime dubbi sulla mia mise, dev'esserci qualcosa di storto.
ALittaM si guarda. Ha addosso:

- un cappotto nero taglia 50 che le va enorme, ma l'ha comprato per poterci portare in giro la pupa nella fascia. L'ha pagato 50 € da H&M e le sta come un sacco di patate.
- una vecchia sciarpa vetusta della madre che ha trovato in casa a Milano. A Lugano ne ha tantissime e bellissime ma nel fare la borsa si è scordata di prenderla.
- un cappello da 4 € comprato chissà dove chissà quando, a righe colorate, che non si abbina assolutamente a niente. Era nella tasca di suddetto cappotto scialbo. Anche di cappelli ne ha altri, bellissimi e fichissimi, dimenticati tristemente a Lugano.
- un maglione tutto sbavato e macchiato di latte e rigurgiti.
- una camicia super-scollata da cui si intravede il reggiseno da allattamento tutto slabbrato.
- i jeans premaman, che le cadono di dosso, perché ovviamente non ha più la panza di prima, ma non riesce ancora a rientrare nei pantaloni pre-pupa (ma non si doveva dimagrire allattando? ah, dite che si dimagrisce se si mangia normalmente e non ci si strafoga di porcate come faccio io? giusto)
- calzettoni di lana a righe, vecchi e bucati, perché ha trovato quelli nei cassetti della casa della madre e va bene così.
- le stesse scarpe da ginnastica che mette da due mesi, perché è riuscita a fare fatto il cambio degli armadi a Ottobre (miracolo!), ma si è dimenticata il cambio delle scarpe e ha ancora la scarpiera piena di ballerine, infradito e zoccoli Birkenstock, con un solo paio di scarpe pesanti rimasto.
- ah, ed è anche struccata e senza neanche un velo di crema idratante.

Probabilmente in giro la prenderanno per una barbona.

Ma sapete che vi dico? Chissenefrega. Perché se c'è una cosa che ho imparato dagli innumerevoli volantini post-parto che mi sono letta è che, con una bambina piccola in giro, bisogna darsi delle priorità e pensare alle cose che ci fanno stare bene. Le altre, come stare dietro alla casa, ai vestiti, all'ordine, si possono accantonare per un po'. Bisogna fare quello che ci aiuta a mantenere la sanità mentale in questo periodo.
E quindi per me non è minimamente importante mettermi un maglione non macchiato o girare con le calze antistupro.
Per me è importante fare la passeggiata che va da casa di mia madre a Piazza Piemonte, rivedere i negozi della mia infanzia, le prime luci di Natale nelle vetrine, e poi entrare alla Feltrinelli. E tuffarmi nei libri, i dvd, i cd, le Moleskine, toccare e sfogliare tutto e uscirne con il portafoglio vuoto e il cestino pieno, tutta contenta.
E tornare a casa a piedi mentre su Milano cala la sera. Che a Novembre Milano è malinconica e grigia e vi giuro che si riesce a respirare l'odore della nebbia, e tutte le finestre sono illuminate e mentre cammini per strada puoi vedere nelle case della gente e sentirti di nuovo quasi normale.

sabato 19 novembre 2011

Slurpeggiamenti notturni

Lugano, interno notte fonda.
ALittaM apre un occhio e guarda l'ora. Mhm. Quasi giunto il momento della poppata notturna. Ancora un po' di sonno prima che Lucia mi svegli. ALittaM chiude gli occhi.

Slurp.

Mmm, inizia a farmi male il seno. Segno che si avvicina l'ora della poppata.

Slurp, slurp.

Non pensiamoci. Dormi ancora un po'.

Slurp, meh, sllllurp. Slurpslurpslurp.

ALittaM apre un occhio.

Slurpslurp.

"Ste, lo senti anche tu sto rumore?"

Slurpslurpsllllurp. Meh. Slurp.

Luciotta"Sì. Ma che diamine sta facendo Lucia?!"

Quatti quatti accendiamo la lucina notturna e ci avviciniamo a guardare.

All'alba dei due mesi questa farabutta, che da due settimane rifiuta il ciuccio, ha scoperto la cosa che le piace davvero.

Ciucciarsi il pollice con voluttuosa avidità.
E farsi le carezze sul nasino con le altre dita.

E lo so che il dottore dice che è diseducativo, e i denti storti, e poi come fai a farla smettere, ecc ecc, ma a me fa impazzire vederla mentre si calma e si fa le coccole da sola...

giovedì 17 novembre 2011

Due mesi di pupa

LuciottaSono già passati due mesi. Possibile?

Lucia cresce e ingrassa ogni giorno di più. Inizia a sorridere, a interagire, a essere un po' più un essere umano in miniatura e un po' meno un alieno piovuto dal cielo.

Mia mamma mi aiuta e ci aiuta ogni giorno, come la santa donna che è, dalla mattina alla sera, preparandosi al mio rientro al lavoro previsto per Gennaio (che sembra lontano ma non lo è, oh se non lo è...), quando la pupa le verrà affidata in pianta stabile dalle 9 alle 19. E poi saranno cazzi suoi.

Stefano è diventato l'eroe ufficiale di Lucia. Quando torna a casa la sera, e trova la pupa nel suo (quasi) abituale stato di stanchezza vagamente isterica, se la prende in braccio e nell'arco di pochi minuti riesce a calmarla come nessun altro riesce. Lei lo guarda negli occhi, tutta contenta... ed esprime il suo amore con un concerto di puzzette e cacche che solo i neonati sanno emettere con tale disinvoltura.

LuciottaIo ho scoperto quella cosa bellissima chiamata "fascia porta bebé", che la mia amica S. mi ha prestato. Credevo che non l'avrei mai usata, e poi in ospedale tutte le ostetriche me ne hanno decantato le qualità pratiche (hai le mani libere), affettive (la bambina si sente ancora nella pancia della mamma) e terapeutiche (quando sclera è l'unica cosa che la può calmare). E porca miseria, funziona.
E ora, praticamente ogni giorno, me la infilo e ci piazzo dentro la pupa. Che a volte protesta un po', a volte si abbandona all'istante, ma in ogni caso entro pochi istanti crolla addormentata. E ci resta beata più o meno fino a che non decido di svegliarla.
È una cosa pazzesca.
Tipo la presa vulcaniana per bebé.

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