lunedì 31 dicembre 2012

Caro 2012

Caro 2012,

che hai iniziato il tuo regno con le migliori premesse.
E mi hai riempito di energia e speranze e iniziative e voglia di fare.
E poi intorno a Marzo mi hai tirato una delle più pesanti botte che abbia mai dovuto sostenere.
E mi hai tenuto così, mese dopo mese, lasciando che mi districassi tra i problemi, i dubbi, le angosce.
E mi hai tolto le certezze.
E mi hai fatto capire che, se si sta seduti ad aspettare che qualcuno venga a salvarti, le cose non cambieranno mai, e devi essere tu a darti una mossa perché le cose cambino.
E mi hai insegnato che alla fine siamo tutti esseri umani fragili e imperfetti, e persino le persone che per me erano delle divinità sono, nel bene e nel male, delle persone che hanno bisogno di affetto, di sostegno e di conforto tanto quanto me. E come loro perdonano, così vanno perdonate.
E mi hai servito su vassoi d'argento rabbia, frustrazione e umiliazione.
E hai ben pensato di finire il tuo regno con l'ennesimo calcio nel sedere.
Ecco, ho iniziato questo post pensando di terminare mandandoti a quel paese, ma poi ci ho riflettuto, e alla fine ti devo anche e soprattutto ringraziare: grazie per avermi regalato momenti meravigliosi con la mia pupa e il mio Ste e i miei amici e familiari. Grazie per avermeli tenuti accanto, i miei punti saldi nel cuore della tempesta.
Sei stato molto duro con me, ma in questi dodici mesi mi hai fatto maturare e capire molto su me stessa e gli altri. Esco dal tuo regno meno serena ma non per questo meno fiduciosa. Alla fine dell'ultimo giorno del tuo ultimo mese posso dirtelo: lo so che i tuoi mali non sono venuti per nuocere, ma per portare alla nascita di qualcosa di ancora più bello e nuovo che non vedo l'ora di creare.
...però tirerò un sospiro di sollievo quando ti sarai levato dalle palle.

Cordiali saluti,

ALittaM

sabato 29 dicembre 2012

Cartoline da Rapallo

Ciao mondo, noi siamo a Rapallo

Qui il sole splende caldo, il mare profuma e, come sempre, la città non è cambiata di una virgola; sembra rimasta ferma ai primi anni Ottanta, quando ci andavo io da piccola. 


Rapallo
I signori in piazza hanno la stessa aria burbera e scocciata.


Rapallo
Il carrugio ha gli stessi negozi di sempre.


Rapallo
Nelle vecchie locande sfoggiano decorazioni d'epoca con tavoli e sedie anni Sessanta.


Rapallo
Persino il mini Luna Park vicino al porto ha una sala giochi con dentro Tetris, Bubble Bobble e... Pac Man.

Rapallo
Le giostre hanno un'aria malinconica.


Rapallo
Ma i ragazzini che giocano a tirare pugni vicino agli autoscontro non mancano mai.



Rapallo
Per fortuna che ci abbiamo pensato noi a portare qualche novità: lei, la meravigliosa pupa, per i cui occhi tutto è nuovo e bellissimo. Anche una spiaggia con i sassolini.

Rapallo

E se c'è lei, chissenefrega se il mare in inverno è un po' triste e malinconico, noi ci godiamo l'aria buona e soprattutto ci godiamo Lucia, che qui se la spassa ed è felicissima. Ce la riempiamo di baci e di coccole e ci godiamo ogni attimo con lei. Ah beh, e ovviamente ci godiamo anche la pasta fresca e la focaccia calda di forno. Ma non dovevamo metterci a dieta dopo le feste?

mercoledì 26 dicembre 2012

In tour

Questo Natale siamo in tour.


La settimana scorsa siamo stati a Crotone, patria della famiglia di Ste. Ci siamo riempiti la panza di cibo e gli occhi di spiaggia e mare, abbiamo incontrato parenti e amici. Come ogni volta, lo shock dell'arrivo in Calabria è stato forte, a partire dal clima fino ad arrivare all'accento, gli orari, i ritmi, i profumi. Siamo stati in case grandi e accoglienti, abbiamo giocato sul pavimento con altri bambini e abbiamo esplorato i lunghi corridoi con passo incerto ma curioso. Abbiamo guidato automobili noleggiate e abbiamo caricato e scaricato bambini, borse, zaini, sciarpe, cappelli e cappotti.

Sono seguiti due giorni a Milano per il Natale. Come sempre, Natale a Milano equivale a una ondata di gioioso caos, che ogni anno è sempre più intenso. Arriva la notte del 25 e riesci con difficoltà a renderti conto delle 36 ore che hai appena passato, tra Vigilia, pranzo e cena e merenda. Non ci siamo fatti mancare neanche il cinema, lasciando una Lucia satolla e stracotta alle cure della nonna.



E ora eccoci qua, di nuovo al mare, stavolta a Rapallo. Altri chilometri, altre borse, di nuovo la panza piena. Dopo una settimana circondati da persone, finalmente soli noi tre.

Lucia in tutto questo si lascia scarrozzare, sbaciucchiare, coccolare, vestire e svestire come se niente fosse. Dorme ogni notte in un letto diverso senza che la cosa le crei problemi. Assaggia cibi nuovi con risultati alterni, oppure decide, di fronte ai nostri bagordi, di fare quella moderata, accontentandosi di un pezzo di pane e una banana. Ama intensamente i giochi ricevuti a Natale (tutti pieni di lucine e suoni, una cosa che noi odiamo ma che ai parenti non sembra dare fastidio) ma non si dimentica l'affetto verso il buon vecchio libro di cartone vintage che le piace tanto. L'aria di mare e il cambiamento di ambiente le hanno fatto benissimo, rendendola ancora più chiaccherona e allegra del solito.

Io e Ste ci sentiamo come una famiglia di felicissimi nomadi, col bucato da fare e le valigie che strabordano di regali, e il pensiero della nostra vita di tutti i giorni come qualcosa di molto distante.

E voi come le state passando queste vacanze?





PS: Mentre noi eravamo in partenza per il tour, una nuova personcina è arrivata in questo mondo, giusto in tempo per festeggiare il Natale con mamma e papà. Benarrivata piccola Matilde!

giovedì 20 dicembre 2012

Shopping natalizio sul divano

Premessa: io sono pigra.
Premessa, 2: mi piace fare compere.
Premessa, 3: quando entro nei negozi per bambini, irremediabilmente, mi viene il nervoso. E lo dice una persona che ha il flagship store della Chicco a un quarto d'ora da casa. Entro nei negozi e vedo bambini che corrono, musica fastidiosa, inservienti che hanno l'aria se ti va bene disperata, se ti va male malmostosa.
Premessa, 4: in questi negozi Lucia, che è comunque bravissima, subisce quello che capita a ogni bambino: si esalta per ogni giocattolo che vede e vorrebbe comprare tutto, salvo poi piangere arrabbiata quando la porto via.
Premessa, 5: provate a far provare a suddetta bambina arrabbiata e piangente un paio di scarpine o un passeggino nuovo.
Premessa, 6: NATALE.

E quindi eccomi qui a tessere le lodi di siti come Amazon.
Ti metti al computer, con la tuta e una tazza di the caldo in mano, mentre fuori nevica e le strade sono piene di traffico.
Confronti i prezzi, i vari dettagli. Clicchi. Fatto.
Hai risparmiato due ore della tua vita per fare cose più interessanti, e il finale a sorpresa sai qual è? Te li portano direttamente a casa.

E non solo: volete fare felici amici e parenti lontani, che dai primi di Novembre ti chiedono "cosa vuoi per Natale? Cosa regalo a Lucia?"? Facilissimo. Fate una Lista di Desideri e dategliela.

Tra l'altro ho appena scoperto che Amazon ha anche una sezione dedicata appositamente ai pupi. C'è tutto... i passeggini, i biberon, le decorazioni da parete... E anche le cose essenziali per le neo-mamme e future-mamme, tipo le mie amate fasce porta-bebé. Sono innamorata.
Insomma, mentre voialtri siete là fuori a cercare parcheggio e portare bimbi malmostosi all'ennesimo centro commerciale, io me ne sto qui sul divano a fare shopping.




PS: Grazie ad Amazon per avermi dato la possibilità di provare il loro nuovo negozio Prima Infanzia!

venerdì 14 dicembre 2012

Tutte le cose belle finiscono

Oggi finisce la mia avventura con Bad Attitude.

Sono stati anni intensi e bellissimi, nei quali ho avuto l'onore di lavorare con persone che mi hanno insegnato molto. Non nascondo che all'inizio della storia ho seriamente pensato di essere finita in mano a un pazzo. E invece la vita ti sorprende e ti fa scoprire anime affini dove meno te lo aspetti.

È stato un progetto su cui abbiamo investito infinita energia e passione, e la vera soddisfazione è vedere i frutti del nostro impegno, le nostre fatiche ripagate dall'affetto e l'apprezzamento di chi ci ha incontrati.

Non rimpiango neanche una delle ore che ho passato qui, a ragionare su cose e persone, creare mondi, raccontare storie, litigare, urlare, suonare chitarre, ascoltare musica a tutto volume, bere birra da soli o in compagnia. Non rimpiango nessuno degli eventi che mi hanno portato lontano, a fare le ore piccole, a incontrare persone e scoprire il bello di ognuna di loro.

Non rimpiango di aver sposato idee e filosofie che, in seguito, mi sono state rinfacciate.

Il mio unico rimpianto è di non aver avuto il fegato di tagliare la corda prima, di avere invece lasciato che gli eventi seguissero il loro corso naturale.

Oggi vorrei poter dire di lasciare il mio lavoro in ottime mani, ma oggettivamente non mi sento in grado di dirlo.

Dico solo che ho vecchi amici da incontrare e che finalmente non vedo l'ora di poter ritornare a fare quello che mi piace davvero.

martedì 11 dicembre 2012

Lettera al forno di casa

Caro forno nuovo della casa nuova,

sei bellissimo, efficiente, moderno, luccicante e finalmente sistemato a una altezza che non mi obblighi a chinarmi su me stessa per vedere se la cottura procede.
Ti ho desiderato e sono lieta di averti nella mia vita.
Però posso dirtelo, senza offesa, che mi stai un po' sulle balle?
Stessa ricetta del banana bread, il mio dolce del cuore*. Differenti risultati, entrambi catastrofici.

- La prima volta, seguendo le modalità della ricetta base, è uscito un frankenstein delle torte, un coso molliccio, crudo e sgonfio, che fuori però era bruciacchiato.

- La seconda volta, seguendo le modalità del buon senso e delle istruzioni del forno nuovo, è uscito un coso abbrustolito fuori e torrefatto dentro, che sembrava ci fosse il cioccolato quando in realtà non c'era, ad eccezione di alcune oasi di banana mezza sciolta. Invece che una torta sembrava quasi un pezzo di toast da sgranocchiare.

Ora tu, caro forno, mi vuoi spiegare per favore come si fa a fare una torta, una normalissima torta alla banana, senza doverla cestinare ogni volta? Mi stai facendo sentire un'inetta.
Domenica prossima provo per la terza volta il banana bread. Questa volta sarà la volta buona, anche a costo di rimetterci tutti i caschi di banana dell'Esselunga.

Cordialmente,

la tua proprietaria



*Banana bread, il mio dolce del cuore nonché cimitero in cui vanno a morire le millemila banane che compriamo ogni settimana e che evolvono dall'acerbo al nero-molle nell'arco di 18 ore.

lunedì 10 dicembre 2012

Turisti a casa propria

A me questa cosa dei turisti a Milano piace molto. Ormai siamo rodati, nell'arco di circa 36 ore riusciamo a fare una scorpacciata di città tale da renderci sazi per almeno un mese.

ConigliettaÈ incredibile la quantità di gente che abbiamo incontrato lo scorso weekend. Amici, parenti, conoscenti, incontri fortuiti nelle librerie, the con panettone, prosecco sul divano, due chiacchere davanti alle pappardelle ragù e porcini, un hamburger con i cognati... tutto incastrato perfettamente in una cornice di Milano natalizia, negozi, shopping e coccole.

Lucia è uno spettacolo con il cappellino da neve a forma di coniglietto. Ha girato la città senza mai scomporsi, guardando con interesse i negozi, le bancarelle, le decorazioni. Ha sorriso alle commesse dei negozi e si è sbafata la pizza con i wurstel. Le abbiamo bardato il passeggino con un bellissimo vello di pecora comprato all'Ikea (acquisto che meriterà un post a parte!) e ora se ne sta calda e morbida ovunque andiamo. Se le cose si fanno troppo noiose, prende in mano il ciuccio e si addormenta. Meravigliosa la mia pupa.

Ho ancora una settimana, una lunga settimana in cui tenere duro, e poi un po' della nebbia che mi offusca i pensieri ultimamente si solleverà. Questo weekend è stato davvero un toccasana per l'umore.

mercoledì 5 dicembre 2012

Il mio condomino preferito

Ieri sera sono stata alla mia prima riunione di condominio.
Innanzitutto wow, ma sono tutte così? Qua eravamo in una sala da conferenza, con i tavoli disposti a cerchio e uno schermo su cui venivano proiettate le slide dell'ordine del giorno. Mi sembrava di essere tornata ai tempi dell'università. Io credevo che sarebbe stata una cosa più informale...
Tralascio i dettagli della discussione. Una follia. Ma la gente si arrabbia per delle stupidaggini! C'è la pazza che vuole cambiare impresa di pulizia. Il vecchietto che si lamenta perché la canalina del garage si ottura troppo spesso. La coppia che ficca il naso in tutto.
Però in tutto questo c'è una persona che mi è rimasta in mente.
Un signore sui quarant'anni dall'aria tranquilla, che ha preso la parola per dire due cose:

1) Che lui è italiano e quindi è impensabile che possa fare a meno di Sky. E per questo motivo sta facendo installare a sua spese una parabolica condominiale, così tutti possono vedersi le partite della propria squadra del cuore. Perché lui in Svizzera ci deve restare almeno dieci anni, e dieci anni senza vedere il calcio su Sky non riesce a concepirli.

2) Che è assolutamente necessario mettere un numero civico sul palazzo e segnalare meglio la nostra via, perché é già la terza volta che il ragazzo che consegna le pizze non è riuscito a trovarlo e lui è dovuto scendere in strada a dargli indicazioni.

Ecco, voi non potete capire la stima che io ho per quest'uomo. Lui si che ha capito quali sono le vere priorità della vita! Non ho ancora capito dove abita, appena lo scopro vado di persona a stringergli la mano (e rubargli una fetta di pizza).

lunedì 3 dicembre 2012

Già Dicembre

Winter Wonderland in Como


Non me ne sono neanche accorta, è arrivato Dicembre.
È arrivato in silenzio, tra casini e problemi e momenti di tenerezza e pensieri e discussioni. È arrivato alla fine di un autunno dal clima insolitamente poco autunnale.
È arrivato in un periodo in cui il bombardamento pubblicitario natalizio, invece che magico, mi è sembrato fuori luogo e sgradevole, forse aiutato proprio dal clima improprio, forse per via di paturnie mie, forse perché quest'anno neanche il Natale è riuscito a risollevarmi il morale come fa di solito.
Mi guardo intorno ed è Dicembre, la degna fine di un anno bisesto e sotto molti aspetti funesto*.
Faccio fatica a sentirlo, il Natale, quest'anno, faccio una grande fatica. Ho bisogno di freddo, di pensieri felici, di coccole, anche di neve forse, per convincermi che il Natale stia davvero arrivando. Per fortuna ci sono piccole grandi cose che mi stanno aiutando a entrare nell'atmosfera. Come per esempio...

- Le luci che i vicini hanno già appeso al balcone: scintillanti cascate di stelle e voli di renna che illuminano la nostra vista come una Piccadilly Circus in miniatura.
- Gli omini di panpepato in pasticceria.
- Le canzoni di Natale da cantare a Lucia.
Winter Wonderland in Como- L'accensione dell'albero in Piazza Riforma e la pista per pattinare.
- Le calze di lana e il maglione di cashmere in casa, mentre si guarda un film sotto il plaid.
- L'onomastico di Lucia, il 13 Dicembre, per il quale voglio provare a fare una torta e una piccola festa.
- Le luci in centro a Como, d'improvviso sabato sera, che proprio non te le aspetti, e per un attimo è tutto magico, e tu e Stefano siete con il naso all'insù a guardare le pareti del Duomo.
- Il pensiero che sabato si va a Milano, a vedere la fiera degli Oh Bej Oh Bej, e le bancarelle piene di cosette deliziose da regalare.
- Tirare fuori l'albero e il presepe e addobbare la casa.
- La wishlist dei regali per Lucia, che alla sua veneranda età è già piena di giocattoli, eppure ogni cosa che vedi gliela vorresti comprare.
- I film di Natale da guardare ogni sera nonostante le proteste del marito.
- Provare a pianificare una mini-mini vacanza di quattro giorni in Liguria per ritornare a essere bambini come ogni anno.












*vorrei potervene parlare. Non ancora. Forse tra un po'. Nel frattempo sappiate che, sotto molti aspetti e primo su tutti quello del lavoro, il 2012 è stato per me un annus horribilis e anche negli ultimi giorni si sta dimostrando tale.

domenica 25 novembre 2012

Baciami piccina

Mi dispiace ma da un paio di giorni ho perso la testa.

Lucia ha imparato a dare i baci.

Li dà solo a me, occasionalmente al papà, ma per lo più a me.

Basta avvicinarsi a lei e dirle "Me lo dai un bacio?" e lei solleva la testa da qualsiasi cosa stia facendo, allunga le sue labbrotte verso le mie e mi stampa un bacio sbavoso sulla bocca, aggiungendo anche un "Mmmuah!" onomatopeico alla fine.

Spesso e volentieri lo fa senza neanche doverglielo chiedere. Mi guarda, sorride, si allunga verso di me e mi bacia. In alcune occasioni mi ha anche preso la faccia tra le manine per essere sicura di non mancare il bersaglio.

Io sono innamorata cotta. Non faccio altro che sbaciucchiarla. Oddio che bello!


lunedì 12 novembre 2012

Metti un sabato due talpe all'Ikea

"Ehi Ste, guarda che belle queste tovagliette!"
"È vero! Sono proprio quelle che cercavamo. Abbastanza grandi..."
"...di stoffa un po' ruvida..."
"...design semplice..."
"...colore grigio scuro."
"E hanno anche il dorso antiscivolo, così sul tavolo non si spostano."
"Ma che belle! Le prendiamo?"
"Sì, dai."

Per fortuna ce ne siamo accorti prima della cassa.
Erano zerbini.

venerdì 9 novembre 2012

Pavé, Milano

PavéNe ho sentito parlare per mesi e mesi. Ho sbavato sul loro sito. Ho fatto stalking sui loro social network. Poi, una mattina uggiosa di fine Ottobre, già che eravamo a Milano, faccio gli occhi dolci a Ste. Eravamo dall'altra parte della città, ma chissenefrega.

"Andiamo da Pavé?"

La mattina è fredda, umida e pioviggina. Entriamo nel bar che sembra di entrare in un nido caldo e confortevole... che profuma di burro, crema e cappuccino.

Con nostra grande fortuna, il divano con le due poltrone si libera proprio mentre entriamo. Ci mettiamo comodi con la pupa. Arriva subito il cameriere, è giovane, discretamente carino, molto molto educato e incredibilmente gentile. Io do un'occhiata alla vetrina dei dolci e ordino.

Nel frattempo faccio qualche foto al locale. È molto bello, arredato con mobili di recupero, rustico ma non troppo. La pasticceria è a vista dietro delle vetrate, sembra una bottega degli anni '50.

Il tutto arriva in brevissimo tempo. Cappuccino, the caldo, due brioche e una crostatina. Le brioche profumano di burro e sanno di vera brioche. La crema all'interno è densa e gialla, in proporzione adeguata. Il cappuccino ha la giusta quantità di schiuma e latte. Lucia addenta la sua crostatina tutta contenta. Gliene rubo un pezzo anche io, è davvero deliziosa.

Nel frattempo entrano ed escono persone, coppie, famiglie, una tipica domenica mattina di Milano che a noi mancava da tanto tempo.

Pavé
via Felice Casati 27, Milano
+39 02 94392259
hello@pavemilano.com
http://www.pavemilano.com/

PS: Qualche foto di Lucia che si sbafa la crostatina. Ci vogliono, dai.

Pavé 
Pavé

Pavé

mercoledì 7 novembre 2012

Ci risiamo

"Vedrai che quando la mandi al nido inizierà ad ammalarsi."

Sì, avevano ragione.
Ma ora dico, ogni MESE?!

Pupa con 39.9° di febbre. Praticamente un termosifone ambulante da cui grondano candelotti di muco verdastro.
I suoi colpi di tosse del weekend hanno già abbattuto il nonno che, nonostante la cura preventiva di Vitamina C, da oggi ha il raffreddore.
Anche ALittaM è stata infettata, probabilmente merito dei lunghi periodi passati a coccolare Lucia dentro il mei tai (Lucia che appoggia la testa sudata sul mio petto e mi mette le manine unticce sul volto. Bellissimi gesti. Contagio garantito). Naso che cola e tosse.
Mia madre ha un principio di mal di gola.
Ste sta seriamente meditando di indossare la mascherina sanitaria al rientro dal lavoro.
La Signora J. ci ha detto che, visto il nostro grado di salute generale, è meglio che non ci frequentiamo per un po' altrimenti rischia di lasciarci le penne.

Mia figlia è una bomba batteriologica e sa di esserlo.

lunedì 5 novembre 2012

Adda passa' 'a nuttata

Certe notti fai un pelino tardi perché è venerdì, hai cose da fare e un canale tira l'altro, e ti trascini a letto che è mezzanotte e mezzo. Già per te un orario impensabile. Eppure non sai che la notte ha in serbo per te tante cose...

Nel momento in cui spegni la luce, inspiegabilmente, la pupa inizia a piangere. No, non a piangere, a urlare.
A nulla valgono le coccole, le carezze, il latte caldo, il ciuccio, le ninnenanne. Alla fine vi dite che deve avere male da qualche parte, forse alle orecchie, forse alla testa. Le date il paracetamolo e ve la infilate nel lettone, esausti. Dopo un quarto d'ora, la pupa ha smesso di piangere, non sta più male, dorme come un sasso con le guance ancora bagnate di lacrime, tutta contenta tra mamma e papà.
Proprio in quel frangente, nel lettone buio alle due di notte, ti rendi conto che Lucia nel sonno adora puntare i piedi sulle sbarre del lettino. E non avendo sbarre del lettino, si accontenta di puntare i piedi sulle tue costole, o sullo stomaco di Ste. Nel sonno poi allunga la mano e ti tira dei simpatici ceffoni.
Dopo un'ora di tortura, appurato che Lucia non sta più male e dorme della grossa, trasportate la bimba nel lettino dove si riaddormenta all'istante, tranquilla.
Iniziano i tuoi problemi. La tosse secca che ti attanaglia da due settimane si ripresenta, di colpo, e ti piega in due. Provi a dormire ma, anche con mille cuscini e mille sorsi di acqua, non hai tregua.
Alla fine decidi di darti un tono andandoti a sciacquare la faccia con dell'acqua fresca.
Torni a letto e, mentre ti tiri addosso le coperte, un lembo di coperta tocca i tuoi occhiali e li scaraventa a terra.
Rompendoli a metà.
E così ti ritrovi alle tre e mezza di notte, insonne, sveglia e dolorante, stanca e stravolta, con i tuoi amati occhiali rotti in due.
E pensi che certi notte sono proprio dei ricettacoli di tutte le sfighe della Terra.


La mattina dopo, che per fortuna era sabato, uno Ste sconvolto e una ALittaM leggermente scombussolata (con degli occhiali di scorta anni Novanta) si aggiravano per Lugano con l'aria di chi è appena tornato da un rave.

PS: Ora ALittaM sfoggia un paio di occhiali fichissimi. Vedrete!

lunedì 29 ottobre 2012

Traslocammo

TraslocoIl mio silenzio ultimamente è ben motivato.
Abbiamo cambiato casa!
È iniziato tutto una mattina di Gennaio, con noi che visitavamo un cantiere ben avviato e un architetto che ci mostrava lo scheletro di un appartamento. Sono seguiti un paio di mesi di tentennamenti, e, in primavera, una firma dal notaio.
Poi a inizio Ottobre, con la pupa e noialtri mezzi malati, il panico dell'impacchettare le cose di una famiglia e prepararsi al trasloco.
TraslocoArriva il grande giorno, i traslocatori suonano alle 7 precise e iniziano a spostare tutto, nell'arco di un istante ti sembra incredibile, la tua vecchia casa è vuota, tutti i tuoi averi, i tuoi oggetti, i tuoi ricordi, sono caricati su un camion.
TraslocoEd eccoci nella casa nuova, che profuma ancora di vernice e sembra un regalo da scartare, e hai paura a camminare sul parquet per non rovinarlo. Si posano i tappeti, i mobili, le millemila scatole.
Ti guardi intorno, sei tu con tuo marito e tua figlia, e avete una casa nuova. Ci sono ancora mille cose da sistemare, oggetti che non saltano più fuori e ti chiedi se mai li ritroverai, le tue mani si devono ancora abituare alle nuove posizioni degli interruttori.
Ma è tutto emozionante, l'inizio di una nuova avventura.

Ah, e finalmente abbiamo un terrazzo!


mercoledì 17 ottobre 2012

Il nuovo Tom

ALittaM e Ste posseggono da anni un TomTom. Ci si sono affezionati, con il tempo, al simpatico rettangolino con schermo che li guida nei loro viaggi. Lo chiamano Tom, anche se la loro voce-guida è quella standard femminile, un po' fredda ma molto educata. Gli hanno voluto bene anche quando, tempo fa, l'hanno prestato a qualcuno che glielo ha riportato che muggiva ogni volta che incontravano un ristorante lungo il percorso (non hanno mai capito come sia successo - e poi è passato da solo). Anche quando la molla della ventosa ha perso le forze e Tom ha iniziato a cadere addosso al guidatore, ogni tanto, quando meno te lo aspetti. Anche quando ultimamente aveva preso il vizio di perdere il segnale del satellite sul più bello, ad esempio a 500 metri dal ristorante nel centro storico di Parma. Ma erano cose che si perdonavano, Tom aveva i suoi anni e non si poteva pretendere di più.

Lo amavano e lo odiavano, col suo modo semplice ma sbrigativo di dare indicazioni ("più avanti girate a destra"? cosa vuol dire più avanti? dammi una cifra!) ma con l'immensa praticità di non doversi più raccapezzare con stradari, atlanti e indicazioni ai passanti (grande imbarazzo di ALittaM).

Capirete quindi che, quando le è stato dato un TomTom dei modelli nuovi da provare (Serie Start 20), ALittaM ha provato un misto di imbarazzo e scetticismo. Un modello nuovo? E che ci potrà mai essere di nuovo? Sarà più leggero, più aggiornato forse, ma alla fine un TomTom resta un TomTom.

E invece no. Sembra che qualcuno abbia segretamente ascoltato ALittaM durante i suoi viaggi con la versione vecchia. La signora non ha più la voce fredda di prima, ma ha tutto un altro tono squillante. Non dice più cose vaghe ma si esprime con precisione: "Tra DUE CHILOMETRI tenete la destra e poi uscita."

IMG_1121 Lucia

Ha imparato i nomi delle vie! Questa è la cosa che ha esaltato di più la sottoscritta. Quante volte, al suono di "Tenete la destra, svoltate a sinistra e poi subito a destra", ALittaM è stata presa dal panico di non aver capito una mazza. Adesso non capita più perché la signora Tom ti dice il nome della via "Vai a destra in via Rossi, tieni la sinistra e poi svolta subito a sinistra in via Verdi". Così nel frattempo impari anche i nomi delle strade.

Ha capito che, quando arrivi a destinazione, la cosa che più ti preme e parcheggiare la macchina, quindi quando sei quasi arrivata ti fa sapere, con cortesia, che ha trovato dei parcheggi nelle vicinanze. Quasi non ci credevamo quando l'abbiamo sentita parlare.

Untitled Untitled

Ha capito anche che quando sei in autostrada, con una bambina che sbraita perché vuole bere, il marito che sintonizza Radio24 e le roulotte olandesi che ti stanno attaccate al posteriore, è necessario segnalare con chiarezza che si è in prossimità dell'uscita. E allora cambia schermo con una gigantografia di uno svincolo autostradale e il nome della tua uscita scritto a caratteri cubitali.

E poi ha un altro piccolo tocco molto carino: quando siete arrivati a destinazione, ti dice da che lato della strada si trova rispetto alla direzione da cui arrivi tu. Ci manca solo che ti parcheggi l'auto, ti accompagni alla porta e si raccomandi di non fare troppo tardi, che sennò sta in pensiero.

Insomma, questo per dire che io credevo di trovarmi tra le mani una cosuccia da poco, e invece persino Tom è stato capace di evolversi.

Prossimo passo: mandarlo in trasferta con Stefano, l'uomo privo di senso dell'orientamento per definizione. Se me lo riporta a casa sano e salvo, si sarà davvero guadagnato la medaglia.


(PS: Grazie a TomTom che mi ha gentilmente fornito un modello da provare "dal vivo".)

lunedì 8 ottobre 2012

Lautosvezzamento

La pupa ha un anno. Il dottore ha confermato che può mangiare le stesse cose degli adulti. Per mamma e papà inizia il divertimento!
Eh sì, perché adesso Lucia ha iniziato a capire che la sua pappa è solo una misera sciacquetta rispetto a quello che c'è sui piatti dei grandi. Lancia lunghe occhiate curiosi alle pastasciutte e allunga le mani verso il cracker di papà. E allora via senza ritegno a farle provare qualsiasi cosa sia sufficientemente sana da poterle piacere.
Il primo momento di vera goduria: sabato a pranzo, quando ci siamo presentati per la prima volta al ristorante di fiducia senza la sciscetta al seguito. Niente più "scaldare al microonde per un minuto", niente più preparazione la mattina prima di uscire di casa. Lucia ha assaggiato dei gnocchi al pomodoro (no grazie), polenta taragna (sì grazie!), verdure varie, persino un pezzetto di patatina fritta. Alla fine del pasto era contentissima.
Ma il meglio è venuto domenica a pranzo. Brunch con amici e bambini in un ristorante per famiglie. Gran buffet dal quale attingere. ALittaM sistema davanti alla figlia degli oggetti vari, tutti facilmente smanguicchiabili a mano. Si distrae un paio di minuti. Lucia ha mangiato mezzo arancino, una fettina di sformato di patate, il ripieno di una quiche ricotta e spinaci, un pezzetto di crespella prosciutto e formaggio, una rondella di zucchina. E stava già protendendo le mani cicciotte e unte verso il piatto della mamma.
Alla fine del pasto luculliano, Lucia aveva mani e faccia sporchissimi, intorno al suo seggiolone c'era un tappeto di vari pezzi di cibo, ALittaM e Ste erano stupefatti, e i camerieri ci odiavano.
Questo si chiama autosvezzamento, o nello specifico, lautosvezzamento.

martedì 2 ottobre 2012

Vattene mal di gola vattene

Ginger honey teaMartedì sera.

Mi sembra di avere una palla da tennis in gola.

Lucia è ancora malaticcia ed è contenta di aver fatto venire il raffreddore a tutti: la mamma, il papà, la nonna, persino la Signora J. Il dottore oggi l'ha visitata e ci ha detto di continuare così, tachipirina e tenerla coperta e asciugare naso colante e occhi cisposi e portare pazienza che prima o poi passa.

Intanto la madre ha la gola in fiamme, una orribile tosse secca e un senso di fastidio perenne. E quindi stasera ALittaM cura il malessere come meglio sa: tanti pezzi di radice di zenzero fresca, una tazza di acqua bollente, un cucchiaino di miele, agitare, fare riposare per 5-6 minuti, e poi bere.

Caldo, speziato, piccante e dolce. La gola si ammorbidisce e la tosse si calma.

Fuori fa freddo e inizia a sentirsi odore di camino, perché a Lugano moltissimi appartamenti hanno il camino e nelle prime sere d'autunno sembra di essere in montagna.

E ora pigiama, e a letto. Sperando che domani la gola faccia meno male.

lunedì 1 ottobre 2012

Recluse

Pupa malata!La pupa inizia l'inserimento al nido alla grande. Grandi pacche sulle spalle a tutti quanti, che ganzi che siamo. Certo, dicono che non appena iniziano ad andare al nido sia la volta in cui iniziano anche ad ammalarsi, ma speriamo accada il più tardi possibile.

Detto, fatto. Al terzo giorno di nido Lucia inizia a mostrare un leggero moccolo al naso. Nel cuore della notte tra giovedì e venerdì, il delirio. Pianti, lamenti, starnuti, scatarri, e una piccola pupa che brucia di febbre.

ALittaM e Ste sfoderano la loro dose di pazienza e coccole (super-pazienza di Ste, uomo da santificare all'istante, che non perde mai le speranze e il sorriso anche quando si alza per la sesta volta alle quattro di mattina) e accendono un cero alle supposte di paracetamolo che riescono a fare per lo meno riposare la pupa per qualche ora.

Venerdì ALittaM va al lavoro con i bollettini medici della madre che, ansiosa per natura, passa il giorno suggerendo di andare al pronto soccorso o mettere la pupa a bagno nell'acqua ghiacciata. Io lo so, era a un passo dalle sanguisughe.

La febbre cala in fretta ma la pupa resta in convalescenza tutto il weekend, tra tosse, starnuti, nasi che colano, pianti di stanchezza e altro. E nel mentre riscopre la mamma, che prima (mi permettete il termine?) non cagava neanche di striscio: quando è malata invece la adora, la vuole, la cerca, protende le manine sbavose verso di lei e arriva anche ad esprimere un lagnoso "mamamaaaa".

ALittaM si scioglie come neve al sole e passa il weekend con la pupa tra le braccia, nel mei tai, sdraiata a lettone, sul divano, ovunque. Ma sempre appicciata a lei.

Domenica sera inizia a mostrare segni di "cabin fever". Si rende conto che è da venerdì sera che non esce di casa, se non alcuni deboli momenti in balcone per respirare aria fresca.

Lunedì mattina la baysitter è in ritardo. ALittaM è davanti alla porta col guinzaglio in bocca, come i cani prima della passeggiata.

Pupa, rimettiti in fretta che non vedo l'ora di togliere anche te dalla cella di clausura!

PS: Nel mentre ho un debole mal di testa e la gola che mi fa male. Piccola untrice, sarà mica colpa tua?!

lunedì 24 settembre 2012

Muffin con mele, zenzero e cannella

La prima domenica uggiosa di Settembre, in casa col maglione, cosa si fa? Si sfodera la teglia da muffin e ci si da alla cucina, ecco cosa si fa.
Ultimamente il forno mi aveva deluso parecchio... è diventato vecchio e non tiene bene il calore, con il risultato che le ultime torte mi si sono sgonfiate o sono finite crude da un lato e cotte dall'altro. Stavolta sono stata attenta ad aprire il portello il meno possibile e ho girato la teglia a metà cottura. E per fortuna lo sbattimento è stato ripagato. Ma se (come vi auguro) avete un forno normale, non avrete nessuno dei miei problemi. Mescolate, distribuite, infornate, aspettate, magnate.



Muffin alla mela con zenzero e cannella


Ingredienti

  • 250 g di farina
  • 150 g di zucchero
  • mezza bustina di lievito vanigliato
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • 200 ml di latte
  • 110 g di burro ammorbidito
  • 1 mela grande
  • una spolverata di cannella in polvere
  • una spolverata di zenzero in polvere

Muffin alla mela con zenzero e cannella


Preparazione

Riscaldare il forno a 190°.  Rivestire la teglia da muffin con i pirottini di carta o imburratela, a seconda di come vi va.
Sbucciate la mela e tagliatela a pezzettini piccoli.
Mettere in una ciotola capiente tutti gli ingredienti asciutti: farina, lievito, zucchero, sale, cannella, zenzero. Dosate più o meno zenzero, più o meno cannella, a seconda di quanto li volete speziati.
In un'altra ciotola versate gli ingredienti liquidi: il latte, il burro ammorbidito (ve lo siete dimenticati in frigo e avete un tocco di burro freddo? buttatelo per qualche secondo al microonde o scioglietelo a bagnomaria), l'uovo, e sbattete con una forchetta o un frustino per amalgamare tutto.
Versate gli ingredienti liquidi su quelli asciutti e con un cucchiaio di legno girate tutto in modo da unirli per bene. Il risultato deve essere un bel composto corposo ma non troppo sodo.
Aggiungete le mele e date un altro paio di giri per amalgamare.
Prendete un paio di cucchiai e distribuite il tutto sui pirottini. Ricordate di riempire fino a 2/3 per dare spazio di lievitare.
Momento di gioia e soddisfazione quando le dosi si rivelano giuste per 12 muffin precisi precisi!
Infornare per 25', controllare la cottura con lo stecchino, togliere dal forno, fare raffreddare, tenere lontano dalle grinfie del marito giusto il tempo perché si raffreddino.

Muffin alla mela con zenzero e cannella
E poi dateci dentro, meglio se con una tazza di latte tiepido o una tisana, e benvenuto autunno.

domenica 23 settembre 2012

Nuovo Header

Eh sì, iniziamo i lavori di ristrutturazione!

Vi piace?

In arrivo nei prossimi giorni un sacco di post... ricette, foto, racconti, viaggi...

venerdì 21 settembre 2012

Peggio del cane di Pavlov

Antefatto: io mi concedo un singolo momento di puro piacere, quando esco dall'ufficio, ogni giorno.

Un chewing gum alla menta.

Questo semplice gesto, per me, è allo stesso tempo rinfrescante e rilassante. Sono in macchina, ho appena chiuso l'ufficio alle mie spalle, la giornata è finita e mi attende il viaggio di ritorno verso casa e, a casa un marito e una pupa da coccolare.

Potrete ben capire il mio orrore, ieri sera, quando ho infilato la manina della scatola delle cicche e l'ho trovata vuota...! Dissapunto all'inizio, poi fastidio, poi la sensazione di avere la bocca secca e maleodorante. Il desiderio assoluto di avere una gomma da masticare, subito.

Mi sono resa conto che essere in macchina + fine della giornata = il mio cervello mi reclamava a gran voce una gomma da masticare. Ero come il cane di Pavlov quando suona la campanella, un vero e proprio riflesso condizionato.

E io mi chiedo, ma ci mettono la droga nelle gomme? Noi critichiamo tanto dei fumatori, del vizio, ma ci pensiamo mai a quanto crei dipendenza qualsiasi cosa che ci infiliamo in bocca? Mi sentivo Lucia con il suo ciuccio: avevo bisogno della mia gomma per essere serena.

Che ve lo dico a fare. Ho accostato alla prima stazione di servizio lungo la cantonale, e mi sono comprata un pacchetto di gomme. Ho notato solo con un angolino del cervello il fatto che la forma di una scatola di Daygum ricorda sotto certi aspetti quella di un pacchetto di Malboro.

Vorra dire qualcosa?

E voi quali dipendenze nascoste avete?

domenica 16 settembre 2012

365 giorni di pupa

Buon primo compleanno mia piccola Lucia!

Compleanno
Che adori andare sullo scivolo

Locarno, 15.09.12
 E riesci quasi a stare in piedi da sola

Locarno, 15.09.12
 E ami incondizionatamente chiunque abbia voglia di spingerti sull'altalena

Compleanno
Ma soprattutto sei felice e contenta con la mamma e il papà, e regali loro mille sorrisi e mille versetti.

Tanti auguri tesorino mio.
Ti amo.

La mamma

venerdì 7 settembre 2012

Lavori in corso

Cambiamo look.

Via lo sfondo ruvido di prima. Partiamo con un nuovo design.
L'intestazione mi aveva stancato con tutte quelle foto svolazzanti.
Nei prossimi giorni aggiungerò dei bottoni per la navigazione e degli altri elementi di grafica.

Per adesso ho usato uno sfondo di quelli prefabbricati di blogger. Conto di sostituirlo a breve con una delle mie fotografie. E poi vediamo un po'.

Direi che è ora di ravvivare un po' il mio piccolo blog scialbo!

lunedì 3 settembre 2012

Welcome September

Lo so, voi siete tutti qui a lamentarvi che da un giorno all'altro piove, e fa freddo, e uffa ma ho i maglioni tutti sotto naftalina, adesso che mi metto? Oddio, le scarpe chiuse che tristezza, mi mancano le infradito ecc ecc.

Io invece sono controcorrente, lo sapevate già.

Io quando le temperature precipitano a fine Agosto sono contentissima. Mi metto alla finestra (versione 2012: mi metto alla finestra con Lucia in braccio) e guardo gli scrosci di pioggia scendere in cortile. Metto la mano sui caloriferi freddi e pregusto il momento in cui inizieranno ad accenderli, e avvicinarsi alla finestra diventerà un po' come avvicinarsi al camino, ci scalderemo le mani sul calorifero mentre guardiamo l'autunno fuori dai vetri. Mi preparo una tazza di the da sorseggiare sul divano, mi sdraio sotto il plaid e sfoglio con calma un libro di ricette pensando a cosa cucinerò il prossimo weekend.

Io dentro di me sto già pregustando i mesi che verranno, perché l'autunno e l'inverno sono le mie stagioni preferite e non posso farci niente, a me il tempo brutto mette di buon umore.

(E poi diciamolo, perché tempo brutto? Piove e fa freddo, e allora? Ti metti un maglione e prendi l'ombrello, ed esci tale e quale a prima. Vogliamo dire forse che 37° + l'umidità al 90% = tempo bello? Per niente.)

Ma l'autunno io lo amo non solo per i giorni di pioggia e di freddo. Vogliamo parlare delle giornate fresche e luminose? Ieri mattina le nubi si sono aperte e Lugano era perfetta, soleggiata e fresca e con un'aria che ti riempiva i polmoni di voglia di fare, camminare, passeggiare, godersi il lago e le montagne.

E quest'anno poi c'è lei, lei che rende tutto quanto una scoperta. Sta iniziando a voler camminare. Guarda tutto quello che la circonda, ride quando andiamo in giro sul passeggino e incontra nuove persone. Allunga le manine ciccione verso ogni tipo di alimento che le passa nelle vicinanze. Canticchia tra sé e sé mentre gioca sul tappeto. Tra un paio di settimane sarà già un anno che è arrivata tra noi, e noi l'amiamo alla follia, e non vediamo l'ora di farle scoprire il bello dell'autunno.

E quindi benvenuto, Settembre, con la pioggia e il freddo e le coperte e i calzettoni. Ci piaci un sacco.

giovedì 30 agosto 2012

PVP, ovvero Lugano mi odia

Non tutti lo sanno, ma a fine Luglio la città di Lugano ha avuto una bellissima idea.
Ha rimescolato i sensi di marcia e le corsie di quasi tutte le strade del centro.
L'operazione non è avvenuta da un giorno all'altro: siamo stati tutti avvisati di questo cambiamento con volantini, giornali, spiegazioni di vario tipo recapitate nella nostra casella. Ma nessuno era pronto a quello che sarebbe capitato quando il piano si fosse realizzato.
Quello che è capitato è stato che Lugano adesso è un incubo.
Provate voi, a svegliarvi un giorno e tre quarti delle strade che percorrete quotidianamente sono state cambiate e/o chiuse al traffico. La sottoscritta passa interi minuti ad imprecare contro i cartelli comparsi all'improvviso, che le bloccano la sua unica via di accesso all'autostrada.
In questo mese ho imparato un sacco di scorciatoie e scappatelle, questo sì, ma le hanno imparate anche il resto dei luganesi.

E sono arrivata alla seguente conclusione, che il nuovo piano PVP (dagli amici affettuosamente ribattezzato Pirla-Vai-Piano) sia stato creato con lo scopo di impedirmi di uscire di casa la mattina, e di tornare a casa la sera.

lunedì 27 agosto 2012

Guardando indietro

Una settimana fa...
Una settimana fa annaspavo dal caldo in un ufficio rovente. Il mio sollievo era stendermi su un prato, sotto gli alberi, la sera al parco Ciani, e respirare un po' di aria fresca. Una settimana fa, dopocena, ho ricevuto una visita inattesa ma molto gradita.

Un mese fa...
Un mese fa avevo appena scoperto delle cose molto spiacevoli che mi riguardavano, e che mi avevano molto ferito. Ma ero anche felicissima perché il giorno dopo sarei andata in vacanza con Ste e Lucia. Il pensiero del mare ligure, delle stradine di Rapallo in cui sono cresciuta, della lontananza dal resto dei problemi che mi sarei lasciata alle spalle per un paio di settimane... questi pensieri bastavano a farmi mantenere la calma.

Un anno fa...
Un anno fa ero grossa e gonfia, con una bimba nella pancia e la pressione che faceva mille sbalzi e le caviglie e i piedi grandi come salsicce. Un anno fa andavo al lavoro ogni giorno, consapevole del fatto che avrei potuto partorire da un giorno all'altro, ma testardamente convinta a non mollare fino a che ce l'avrei fatta. Se mi riguardo adesso, non avevo la minima idea di quello che mi avrebbe atteso dall'altra parte del pancione. Nessuna futura mamma ne ha idea, lo capisce solo dopo, quando la nube del post-parto si è diradata. Un anno fa era un'altra vita, un'altra ALittaM.

giovedì 23 agosto 2012

Non chiamatelo Lucifero

Non mi piace chiamarlo Lucifero, principalmente perché non mi piace la spettacolarizzazione del meteo che è stata fatta quest'anno. Non siamo l'America, non abbiamo gli uragani. Non c'è niente di scenografico in una bolla di caldo mortale che ti attanaglia giorno e notte, non serve a niente dargli un nome. Anzi, dargli un nome lo legittimerà, l'anticiclone di sentirà invogliato a dare il meglio di sé, fare notizia, far vedere di cosa è capace.

Questo per dirvi che il caldo torrido è riuscito ad arrivare anche qui, nell'atollo ticinese, il posto magico dove la sera ci vuole la maglia per andare sul lungolago, dove i boschi soffiano aria fresca e l'aria condizionata non si usa. È arrivato qui e ha travolto tutti con i suoi 36°.

Non vi parlo dell'ufficio, perché sarebbe troppo facile. Lavoro al livello della strada, mi affaccio su un cortile polveroso dove passano camion a gran velocità. Il sole picchia sulla mia schiena dalle 12 alle 18. Non c'è aria condizionata. Vi basti sapere che martedì alle 16 la temperatura è arrivata a 32° dentro l'ufficio, e ho iniziato ad avere le allucinazioni.

Il caldo si è insinuato in casa di ALittaM e Ste come una invasione di formiche, piano piano, giorno per giorno, fino a che la casa (quarto e ultimo piano, esposta al sole tutto il giorno, senza tapparelle ma con persiane) non ha raggiunto la temperatura di un forno, più o meno lunedì sera. Si annaspava. Lucia beveva litri d'acqua ed era tutta contenta perché erano tre giorni che viveva nuda, con solo il pannolino, ma un po' si capiva che anche lei era stupita dal gran caldo.

L'unico refrigerio si trovava al parco, sdraiati su un prato sotto le fronde degli alberi. Lì, guardando il lago che tremolava di caldo, solcato da barche di disperati in cerca di sollievo, ti illudevi che forse si poteva sopportare. Poi ritornavi in città e l'asfalto ti ributtava in faccia il calore, e il tuo corpo si trasformava in un'unica gigantesca ghiandola sudoripara.

Fino a che, ieri notte, finalmente è arrivato. Lui.
Il temporale.

È cominciato nel cuore della notte con una folata di vento e una porta che sbatte. È seguito uno scroscio, poi ancora più vento, e ancora di più, e di più. E poi giù pioggia a secchiate.

ALittaM e Ste erano a letto, svegli, ad ascoltare l'acquazzone e godere della temperatura che scendeva rapidamente. Faceva anche un po' paura, se proprio ve lo devo dire. Il vento sembrava volersi portare via la casa, tipo Mago di Oz. Le imposte tremavano, in balcone le bottiglie rotolavano di qua e di là, gli scrosci sbattevano sul muro (in tutto questo, ovviamente, Lucia ha continuato a dormire come se niente fosse. Vi ho già detto che la amo?).

Oggi c'è di nuovo il sole e fa caldo, ma l'aria è già diversa. O forse sono io a volermi convincere di questa cosa.

Fattostà che signor Autunno, quando vuole far capolino noi saremo pronti. Questa estate è stata bella e soleggiata e piacevole, ma ci siamo stancati.

domenica 19 agosto 2012

Lucia fotogallery

Per il semplice motivo che è troppo carina, e ha 11 mesi suonati, e ve l'ho detto che è mia figlia?


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Modalità "stanca morta dopo la spiaggia"

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Modalità "scruto il camiere intensamente"

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Modalità "ho fatto un pastrugno sul seggiolone ma non me frega perché é il seggiolone del ristorante!"

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Modalità "mmm che buona la galletta (quando si mangia?)"

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Modalità ":D" 

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Modalità "Zzzzz"

sabato 18 agosto 2012

Cotolette di pesce con fagiolini alle acciughe

Una delle cose più buone del mondo, e ammetto con orgoglio che non le ho cucinate io, ma Stefano.

Ingredienti.

3 filetti di platessa
500 g fagiolini
1 cucchiaino pasta di acciughe
3 acciughe sott'olio
1 spicchio di aglio
3 cucchiai abbondanti di pangrattato
3 cucchiai abbondanti di farina
1 uovo
olio extravergine d'oliva
burro
sale e pepe


Cotolette di pesce con fagiolini alle acciughe

Preparazione.

Pulire i fagiolini e lessarli in abbondante acqua salata.
Nel frattempo, impanare i filetti di platessa come segue: sbattere un uovo in una ciotola, in un'altra mettere la farina, nell'altra il pangrattato. E procedere così: farina + uovo + pangrattato, ricordandosi di scuotere bene le fette per togliere la farina e il pangrattato in eccesso.
In una padella fate imbiondire nell'olio uno spicchio di aglio. Scolate i fagiolini al dente e tuffateli nella padella, aggiungete circa la pasta di acciughe e le acciughe sott'olio. Salare poco e pepare. Saltare a fiamma alta per un paio di minuti.
Friggere le cotolettine con olio e un po' di burro fino a che non saranno dorate, poi salarle e farle asciugare su un piatto tra due fogli di carta assorbente.
Servire subito insieme ai fagiolini e a del riso al vapore.


giovedì 16 agosto 2012

La pesciolina

Ci sono bambini che quando li pucci per la prima volta in mare piangono.
Lucia è scoppiata a ridere.
Abbiamo subito scoperto qual è il suo passatempo preferito: stare a mollo in acqua e sgambettare, sbracciarsi, mentre si scompiscia dalle risate.
Per dare un attimo di tregua alle nostre braccia, il secondo giorno di vacanza abbiamo deciso di investire Eur 9 per l'acquisto di un bel salvagente per pupi. Di quelli gialli e morbidosi. Dopo un paio di prove, Lucia ha subito capito che il salvagente era in realtà una sola, perché le limitava i movimenti e il campo visivo. Molto più divertente farsi tenere sotto le braccia da mamma e papà, e godere appieno della bellezza del mare.
Non solo: per evitare il sole troppo forte abbiamo dotato Lucia di una bellissima bandana rossa. Nella spiaggia di Rapallo sembrava un pirata dei caraibi in miniatura (anche se dubito che Jack Sparrow avesse una stampa a forma di granchio sugli slippini, ma non si sa mai).

Ieri, tristemente ritornati a casa, abbiamo deciso di premiare la depressione da rientro con un pomeriggio al Lido di Lugano. E abbiamo avuto la conferma che, acqua dolce o salata che sia, Lucia in acqua impazzisce di gioia.

Ma soprattutto, la sera crolla addormentata alle 9 e si fa una tirata fino alle 7 di mattina.

Questo autunno ci iscriviamo sicuramente ad un corso di nuoto infantile!!

venerdì 3 agosto 2012

732 mesi

È con orgoglio che vi annuncio che oggi la mia mamma compie 732 mesi.
Vorrei tanto mostrarvi una foto di mia mamma oggi, per farvi vedere con che grazia e classe ha affrontato il compleanno, qua al mare con noi. Ma siamo reduci da una mattina in spiaggia, passata a fare il bagno in mare con Lucia, bere caffè ghiacciato e bicchieri di vino bianco e leggere oziosamente delle riviste. A questa mattina è seguito un rapido giro di tutte le rosticcerie di Rapallo per approvvigionarsi di focaccia, pizza, lasagne al pesto, torta pasqualina, insalata di mare, e altre delizie. Il tutto chiaramente divorato una volta tornati a casa. Il tutto ovviamente condito da un paio di orette di pennica.
Quindi potete immaginare che, se vi mostrassi una foto di mia mamma adesso (ma anche una foto mia, o di Ste, o di Lucia, se è per questo), non ne verrebbe un ritratto lusinghiero. Perché nell'arco di pochi giorni ci siamo trasformati in quattro animaletti bruciacchiati, mezzi nudi, dalla panza rotonda e con le alghe tra i capelli.
Ma comunque ce la stiamo spassando a dovere.

PS: E comunque oggi mia mamma ha festeggiato il suo compleanno comprandosi il calendario 2013 dei Rolling Stones. Per ricordarsi che gli anni passano, ma nel cuore restiamo sempre dei ragazzini.

lunedì 30 luglio 2012

Di cacche, pipì, pappe e altre inondazioni

E sì, alla fine doveva capitare che questo blog dedicasse un intero post alla cacca e alla pipì. D'altra parte, sono diventata madre, vorrà dire qualcosa no?

Ultimamente Lucia funziona così: è impossibile che resista indenne a un ciclo medio di 8 ore. Ogni otto ore finiamo per cambiare un body, o una maglietta, o un paio di pantaloni, o il telo del fasciatoio, o il vestiario di mamma, papà o nonna.

L'altra volta siamo andati al ristorante, e lei ha fatto una cacca che le usciva dalla nuca.
Sabato sera eravamo a casa di Paolo, e lei ha ben pensato di bersi prima un intero biberon di acqua fresca e poi, mezz'oretta dopo, di riversarlo tutto sul pannolino a mo' di cascate del Niagara, inondando di pipì il pannolino, i suoi pantaloni, ma anche i miei pantaloni su cui era seduta e, se non mi fossi alzata in tempo, avrebbe finito per diventare una cascatella dorata sul pregiato parquet del nostro amico.
Oggi siamo arrivati a Rapallo dopo tre ore di macchina e lei ha ben pensato di accogliere l'arrivo in casa con una cacca mostruosa, che ha inzuppato tutti gli abiti. E, chiaramente, ha inondato anche la maglietta della malcapitata madre che la teneva in braccio.
Il tizio dell'agenzia ci mostrava le stanze e io dicevo "Che belle, che belle." E intanto pensato Ammazza però quanto sono sudate le gambe di mia figlia, sarà il caldo dell'auto. Ma cos'è questa puzza? Oddio. Non è sudore. Io e Lucia siamo unite da una parete di cacca. Fai finta di niente. Sorridi al tizio dell'agenzia. Fai finta che vada tutto bene. Non muoverti di un centimetro.
E dopo averla cambiata (dalla testa ai piedi) e constatato che tanto valeva tenersi la maglietta sporca ancora un paio di ore, ho proceduto a darle la pappa. E lei mi ha allegramente riversato cucchiaiate di crema di verdure e pesce sui jeans, che inutile a dirsi erano freschi di lavatrice.

Poi uno si stupisce che per due settimane di vacanza ce ne siamo venuti con un armamentario che sembra un trasloco. Siamo qui da un'ora e ho già inaugurato il detersivo e lo stenditoio. E ve lo dico mentre ho la maglietta macchiata di cacca e i pantaloni sporchi di pappa.

lunedì 23 luglio 2012

La vendetta di San Francesco

Autunno.

Ste: "Amore, lasciamo un po' di briciole sul balconcino, per i piccoli passerotti."
ALittaM: "Non saprei, non è che me ne importi molto-"
S: "Crudele! Ma quei piccoli passerottini come farebbero senza le nostre briciole? E poi ne avanziamo così tante. Sii buona."
A: "E vabbeh. Ma se scacazzano sul balcone pulisci tu."

Inizia il foraggiamento degl uccellini. Di scacazzate per fortuna non ne arrivano. Ammetto che è piacevole fare colazione e vedere i passerotti che mangiano le briciole.

Inverno.

A: "Ma che fai? Mi guardi?"
Il passerotto scruta ALittaM attraverso i vetri, chiedendole la dose quotidiana di bricioline di pane. Ste sospira e con un sorriso svuota il fondo della biscottiera sul balcone, sentendosi San Francesco.

Primavera.

Ammazza quanti passerotti. Avete fatto il passaparola? Il buzz marketing, come si dice oggi?

Estate.

I passerotti hanno gettato ogni pudore e seguono la scia di bricioline fin dentro l'uscio della cucina.
È già due volte che li abbiamo visti dentro casa.
Un altro paio di volte, spaventati dalla nostra presenza, si sono messi a svolazzare in giro per la zona giorno. O forse, più che paura, il loro gesto mirava ad esprimere un certo qual senso di possesso. Come per dire "Smammate, ora questa è casa nostra."
Il prossimo passo sarà che i passerotti impareranno a trovare l'armadietto del pane e dei biscotti, aprirlo, e servirsene da soli.
Ora ALittaM tiene la porta del balcone chiusa il più tempo possibile. I passerotti si affacciano al vetro e guardano dentro, come per dirle "Lo so che prima o poi la aprirai, e noi entreremo, oh se entreremo. E ci mangeremo tutto!"


È come la versione evoluta e meno truculenta del film di Hitchcock, ma fa paura allo stesso modo.

venerdì 20 luglio 2012

Un compleanno

Ti svegli la mattina, e hai 33 anni. Anzi, a un certo punto, la notte precedente, mentre tornavi a casa da Milano e tu e tuo marito eravate stanchi morti, cotti, sudati, punti da mille zanzare ma comunque felici (perché farsi 2 ore di auto per vedere persone a cui vuoi bene e sentire buone notizie è una cosa che vale sempre la pena di fare), dicevo, mentre tornavi a Lugano ed eri dispersa tra Lomazzo e Fino Mornasco perché l'autostrada era chiusa per lavori e hanno ben pensato di fare una deviazione in mezzo al nulla, dicevo, a un certo punto tuo marito guarda l'orologio e dice "Auguri amore!"


E ti ritrovi a 33 anni. Decidi che il modo migliore di festeggiare è prendersi un giorno di ferie, e cerchi di sfruttarlo al meglio, ma ti sembra scivolare tra le dita nella sua semplicissima bellezza. Il parco, il lago, la pennica nel lettone/lettino, il libro letto con indolenza sul divano, la cena a Como. Gli sms che arrivano, le telefonate.

Tu che ripensi agli anni passati, all'anno scorso quando hai compiuto gli anni con una panza grossa così e le caviglie a zampa di elefante.

La pupa che ti guarda e sorride, e non lo può sapere che è il tuo compleanno ma è felice lo stesso perché ogni giorno che si passa insieme alla mamma è comunque un giorno bello.

Ste che doveva andare a Milano per lavoro tutto il giorno, ma è riuscito a spostare il viaggio di un giorno così ha potuto pranzare fuori con noi.

Mio papà che è appena tornato da un viaggio in America ma ha fatto di tutto per esserci, stanco sfinito e stravolto ma felice di vederci e coccolare Lucia.

Mia mamma che guarda l'orologio e dice "Ecco, sei nata a quest'ora. Auguri!". E alla fine, è anche lei a meritare di essere festeggiata. Perché il giorno in cui nasce una persona (e questo l'ho imparato sulla mia pelle) non è un giorno importante solo per chi nasce, ma soprattutto per chi l'ha fatto nascere, con fatica e dolore e angoscia e dubbi.



sabato 7 luglio 2012

Quello che conta davvero

Guarda il papà: "Babababà!"

Guarda la pappa: "Pah! Pah! Papapppppah!"

Guarda la mamma: "Tettteté! Teh! Tettétte!"

Ecco, io per mia figlia sono quell'appendice occhialuta e sbaciucchiosa che deve essere soppportata per poter arrivare a quella che è la vera cosa importante: la tetta.

giovedì 5 luglio 2012

Cartoline da Basilea

Kloster

Kloster
I chiostri del Duomo. Seduti su un muretto ci sono due ragazzi che mangiano un panino. Stefano esclama "Guarda quelli dei Griffondoro che pranzano tra una lezione e l'altra." Heh.

Basel
Il ponte sul fiume. I tram meravigliosamente vintage.


Jellyfish
La vasca delle meduse allo zoo. Le meduse sono piccole e fluorescenti, lo sfondo è blu intenso. Sembrano delle astronavi che fluttuano nello spazio.

I pesci!
Lucia innamorata delle vasche dei pesci. Non riesce a capire come mai non può afferrarli.

Contorsionista della pennica
La visita allo zoo ci ha un po' stancato. Dormiamo con il piedino al fresco.

Aperitivo sul Reno Aperitivo sul Reno
Aperitivo sul Reno Aperitivo sul Reno
La sera il Reno si riempie di persone che bevono, parlano, suonano, cantano, si rilassano. L'aria ha un bagliore dorato tipico del tramonto, il caldo della giornata inizia a passare, ti viene voglia di buttarti anche tu nel Reno a darti una rinfrescata, oppure semplicemente sederti a piedi nudi su una panchina, con una birra in mano, a parlare del più e del meno mentre guardi il fiume che scorre.

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