sabato 17 marzo 2012

(Magari) torno

Questa cosa non l'ho mai raccontata a nessuno.
I miei genitori si sono separati quando avevo 25 anni.
Come l'ho vissuta io, come sono stati i mesi prima e dopo il momento effettivo della separazione, non ve lo sto a raccontare. Ma vi voglio raccontare il giorno in cui mio papà ha fatto le valigie ed è andato via.
L'aveva annunciato da un po' di giorni. Poi ha fissato la data. Andava a stare da mio zio.
Mia mamma non ha voluto assistere alla scena. Quella mattina ha fatto in modo di non esserci. La capivo benissimo.
Io invece ero lì, in casa, seduta sul lettone a guardare mio padre riempire valigie di vestiti, magliette, camicie, calzini. A vederla da fuori sembrava che partisse per un lungo viaggio. Mi ricordo che lo guardavo e mi dicevo che forse c'era qualcosa che potevo fare o dire per fermarlo, ma una parte di me mi diceva che sarebbe comunque stato inutile.
"Sai che non sono d'accordo, vero?" è stata l'unica cosa che sono riuscita a dirgli.
Per il resto guardavo, in silenzio, mentre svuotava i cassetti e il comodino e la scarpiera.
Perché cosa si può fare, quando cose del genere accadono? Sono più grandi di te. Non ti riguardano... non ti riguardano direttamente, ma indirettamente ti fanno male eppure non puoi dire nulla.
Ci siamo guardati mentre era sulla porta di casa.
"Ma allora che fai... te ne vai davvero?" ho chiesto io.
"Non lo so. Per ora vado. Magari torno." ha detto lui, triste.
E io quel "magari" ho fatto finta di non sentirlo e ho pensato che sarebbe sicuramente tornato. Perché anche se hai 25 anni, anche se le circostanze dicono il contrario, se il tuo papà ti dice che magari torna vuol dire che in qualche modo tornerà. Che non può essere vero non rivederlo la sera a cena e in pantofole davanti alla TV, non lottare più per l'uso del bagno alla mattina, non sistemargli più la cravatta quando esce per andare al lavoro.
Perché quando una persona a cui vuoi un bene così disperato se ne va ti rendi conto di quanto sia strana e ingiusta la vita, e ti aggrappi a ogni piccola speranza che ti permette di pensare che le cose si aggiusteranno. Magari.

E io negli ultimi giorni ci penso e ci ripenso, a questa scena. L'avevo messa da parte per un po' e ora continua a rimbalzarmi in testa. E (per motivi che saranno ovvi per alcuni, meno per altri) non riesco a togliermi in mente quelle ultime parole.
Magari torno.

3 commenti:

alice ha detto...

Ale grazie x aver condiviso questo...ho provato la stessa ossa quando mio papà se ne e' andato.ma di anni ne avevo 11.

Anonimo ha detto...

..mi sono commossa, deve essere stata dura e anche se sono passati diversi anni immagino che tu ti sia abituata alla situazione ma il tuo cuore continui a sperare... O.

Livingstone ha detto...

Odio i cambiamenti. Odio quando la vita sceglie strade "sbagliate". Magari torno, è speranza, cosciente illusione. Disperazione.

Un abbraccio.

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