venerdì 27 aprile 2012

Pellicola

Scattare foto a pellicola mi è sempre piaciuto tantissimo.
Anche quando ho ricevuto la mia prima reflex digitale (occasione: laurea. anno: 2005. risoluzione: 8 Megapixel, che oggi ce li ha il mio iPhone. Mamma se sono vecchia!) ho fatto fatica a lasciare da parte la mia amata pellicola.
C'è qualcosa di old-fashioned nelle foto a pellicola.
Innanzitutto scattare con un rullino ti obbliga a pensare l'inquadratura. Non puoi sparare 10 esposizioni come con la digitale e poi "prendere la migliore". Con la pellicola devi fare economia di scatti. Questo ti permette di sviluppare un occhio critico per le fotografie che il digitale non ti potrà mai dare.
E poi c'è la suspence. Vuoi mettere? Consegnare il rullino nelle mani dello stampatore. Aspettare e "vedere come sono venute", un giorno, tre giorni, una settimana... concetti che in pochi anni sono diventati antichi.
Vedere le tue foto finalmente stampate, la scoperta di guardarle tutte una dopo l'altra, meglio ancora se in gruppo, riuniti intorno a un tesoro. L'odore delle foto appena stampate, l'odore del rullino nuovo, lo scatto dell'otturature e il rumore della pellicola che avanza.
Scattare a pellicola ti riporta in contatto con la fisicità della fotografia.
È da tanto tempo che non scatto nuove foto, e da ancora più tempo che non scatto a pellicola, ma il post di Tracey sul suo blog mi ci ha fatto ripensare, e mi ha portato nostalgia dei bei tempi.

PS: Se volete partecipare all'estrazione di una bella macchina fotografica (a pellicola ovviamente), commentate il post di Tracey o bloggate/twittate/instagrammate l'iniziativa con #traceysbirthday.

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