martedì 29 maggio 2012

Weekend a Roma

Il viaggio è tutto sommato breve ma con la pupa appresso diventa un po' faticoso.

Non è tanto lei, che poverina è una santa e sopporta tutto, dalla macchina al check in al volo in aereo, passando per il taxi e il pullman.

È che Lucia viaggia con mezza casa al seguito, e tutte cose che servono: la merenda, i pannolini, le salviette, un ricambio, un cappellino, una maglia, una copertina, un paio di giocattoli... tutto questo si racchiude in una borsa che sembra quella di Mary Poppins. "Mi dai il biberon?" Eccolo. "Il sonaglino?" Qua. "La coperta?" Eccola. "Non questa, quella leggera." Rieccola. "La lampada da terra con lampadina illuminata?" Tadaaa.

La borsa di Lucia.

Poi si arriva a Roma ed è tutto diverso, una città che non ti sembra una città perché è incastrata tra un Colosseo e un palazzo del Cinquecento, e tu ti chiedi ma come fanno? A un milanese viene voglia di abbattere tutto e farci un complesso di negozi, uffici, quartieri residenziali con parcheggio sotterraneo e fermata del Metro. A Roma non si può fare, c'è un mostro intoccabile, antico e bellissimo che lo impedisce. E allora la città cresce intorno, come l'edera intorno a un cancello, e ti ritrovi cose vecchissime e nuovissime una vicino all'altra come se niente fosse.

Ci sono anche i parchi, dove si entra per fare due passi e ci si ritrova nel mezzo della giungla, con ometti e donnine in tuta e sneakers che ti corrono intorno. Ci sono le vie del centro con i mega hotel e i bar in cui infilarsi se inizia a piovere, ma anche i negozi di quartiere dove fanno il caffé buono e le paste ancora meglio.

E poi sei a casa di zia Lucia, che ve l'ho detto che è per merito suo che Lucia si chiama così? E zia Lucia è come una seconda mamma per me e Ste, ti coccola e ti nutre e ti fa ridere e ti fa sentire a casa. E Lucia la adora. Poi ci sono anche gli altri parenti di Roma, che sono entusiasti della pupa e continuano a scrutarla per capire a chi assomiglia di più (inutile fare finta! é una fotocopia di ALittaM!). E quando la tengono in braccio guardano i loro figli e dicono "E allora, quand'è che me ne fai una anche tu?".

In men che non si dica è già ora di tornare, prendere di nuovo il taxi, la navetta, l'aereo, l'auto, e tornare a Lugano. Ma questi due giorni a Roma ce li siamo proprio goduti, e hanno fatto bene al nostro malandatissimo umore. E Lucia era così stravolta dal viaggio che stanotte ha dormito 11 ore di fila. Assolutamente da rifare!

1 commento:

Pellegrina ha detto...

Beh, se lo rifate, fammi un fischio, se ti va. Potremmo intrufolarci in qualche palazzo del Cinquecento ;-)

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