lunedì 23 luglio 2012

La vendetta di San Francesco

Autunno.

Ste: "Amore, lasciamo un po' di briciole sul balconcino, per i piccoli passerotti."
ALittaM: "Non saprei, non è che me ne importi molto-"
S: "Crudele! Ma quei piccoli passerottini come farebbero senza le nostre briciole? E poi ne avanziamo così tante. Sii buona."
A: "E vabbeh. Ma se scacazzano sul balcone pulisci tu."

Inizia il foraggiamento degl uccellini. Di scacazzate per fortuna non ne arrivano. Ammetto che è piacevole fare colazione e vedere i passerotti che mangiano le briciole.

Inverno.

A: "Ma che fai? Mi guardi?"
Il passerotto scruta ALittaM attraverso i vetri, chiedendole la dose quotidiana di bricioline di pane. Ste sospira e con un sorriso svuota il fondo della biscottiera sul balcone, sentendosi San Francesco.

Primavera.

Ammazza quanti passerotti. Avete fatto il passaparola? Il buzz marketing, come si dice oggi?

Estate.

I passerotti hanno gettato ogni pudore e seguono la scia di bricioline fin dentro l'uscio della cucina.
È già due volte che li abbiamo visti dentro casa.
Un altro paio di volte, spaventati dalla nostra presenza, si sono messi a svolazzare in giro per la zona giorno. O forse, più che paura, il loro gesto mirava ad esprimere un certo qual senso di possesso. Come per dire "Smammate, ora questa è casa nostra."
Il prossimo passo sarà che i passerotti impareranno a trovare l'armadietto del pane e dei biscotti, aprirlo, e servirsene da soli.
Ora ALittaM tiene la porta del balcone chiusa il più tempo possibile. I passerotti si affacciano al vetro e guardano dentro, come per dirle "Lo so che prima o poi la aprirai, e noi entreremo, oh se entreremo. E ci mangeremo tutto!"


È come la versione evoluta e meno truculenta del film di Hitchcock, ma fa paura allo stesso modo.

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