venerdì 27 gennaio 2012

Eh no dai!

No.

L'ho detto e lo ripeto. Il mio blog non diventerà un mom blog.

Non diventerò quel tipo di donna che intasa il proprio spazio web con le foto stucchevoli della propria figlia.

Epperò, dai.

Guardatela.

È bellissima sta bambina!

Lucia con la palestrina

Lucia con la palestrina

Lucia con la palestrina

Il ritorno della nostra salvatrice

ALittaM non è mai stata donnina di casa. Lei le faccende non le fa, non le piace farle, non le ha mai fatte. Le piace solo cucinare e, saltuariamente, lavare qualche piatto, tutto il resto è noia.

Per dare una mano in casa, ALittaM e Ste hanno una simpatica donnina che viene una volta a settimana. Questa piccola donnina in quattro ore abbondanti riesce a pulire i pavimenti, fare la polvere, rifare il letto, mettere a posto la camera e il salotto, pulire i bagni e la cucina. Ah, e stirare 10 camicie.

Quando questa signora ha dato l'annuncio che si prendeva un mese di ferie, a Novembre, ai nostri due eroi è preso un colpo. Uddio! E ora come facciamo? Sono seguite settimane di totale abbandono, in cui soltanto il senso della dignità ha impedito alla casa di trasformarsi nella protagonista di un episodio di Case da Incubo. Colti da istinto di sopravvivenza, ALittaM e Ste hanno pulito e stirato giusto lo stretto necessario per non soccombere all'entropia.

Ora la signora è tornata dal suo viaggetto in terra natia, è felice e sorridente e piena di energie. E noi non stiamo nella pelle di vedere la faccia che farà quando ci saluterà, lunedì mattina, e vedrà Lucia bella cresciuta, ma soprattutto vedrà i giganteschi mucchi di polvere negli angoli, le piramidi di briciole sotto il tavolo, le macchie di unto in cucina, e l'infinità di camicie da stirare.

Secondo noi inizierà ad imprecare sotto i denti e a ringhiare che uno schifo tale non l'ha visto neanche nei peggiori bassifondi di Manila (cit.).

lunedì 23 gennaio 2012

Parlano d'amore i tulli-tulli-tulli-tullipan

Tulli-pan!ALittaM rientra a casa stanca e stremata.
Ste è tornato dalla trasferta di lavoro a Milano da pochi minuti.
E in mano ha un mazzo di tulipani.

"Ohmmioddio." ALittaM si scioglie all'istante "Amore, mi hai portato i fiori?"
Lui annuisce.
"Penso sia la seconda volta in vita tua che mi compri i fiori. Anzi, l'altra volta non li avevi comprati ma li avevi colti in montagna. Quindi tecnicamente è la prima." ALittaM prende in mano il mazzetto di fiori "Che belli che sono. Dove li hai presi?"
"Boh, li regalavano in giro delle promoter."
Ahem.
"Ah, ma allora non me li hai comprati! Te li hanno regalati! Ma che razza di regalo è se te li hanno regalati? Non contano mica!"
"Però pensa che bravo, me li sono portati dietro tutto il giorno e te li ho portati fino a casa. Ho anche fatto una corsa pazzesca per non perdere il treno, tutto con in mano 'sti benedetti tulipani."
ALittaM ci pensa un po'. È indecisa sul da farsi. Poi immagina lo Ste che corre in giacca e cravatta e cappotto e ventiquattrore, nella metropolitana accalcata e poi in stazione fino al treno, e poi si fa un'ora di viaggio in treno con in mano il mazzo di fiori, tutta sta fatica per portarlo a lei e si scioglie di nuovo.
E chissenefrega se, in nessuna delle due volte che Ste le ha dato dei fiori, i fiori in questione siano stati effettivamente acquistati.
È il gesto che conta. E trovare un mazzetto di fiori quando torni a casa è bellissimo.

PS: Ma che razza di promoter erano che davano via mazzi di fiori? Devo ancora capirlo.

venerdì 20 gennaio 2012

Natale tutto l'anno

I nostri vicini di pianerottolo adorano le decorazioni di Natale.

Le mettono su a fine Novembre e le accendono ogni giorno all'imbrunire. Una striscia di luci multicolori lampeggianti, delle colonne di luci fluorescenti lungo le ringhiere del balcone, e una gigantesca slitta con Babbo Natale e renne realizzata interamente in lucine bianche splendenti.

ALittaM la vede quando imbocca in auto la via di casa. Il suo palazzo è uno degli ultimi in fondo alla strada, ma si nota subito sin da lontano grazie allo sfavillante spettacolo dei vicini.

Ora, le feste sono passate da un po', e ogni sera tornando a casa ALittaM si è chiesta quando i vicini si sarebbero decisi a togliere le luci (perché le decorazioni di Natale dopo l'Epifania hanno un che di malinconico e demodé; però si può capire che non abbiano voglia di metterle via: mettere via le decorazioni di Natale è una delle cose più tristi al mondo).

Ma loro continuavano a non toglierle. E non le toglievano. E non le toglievano.

Poi l'altro giorno i vicini hanno tolto le luci. Anzi, solo una parte delle luci, quella con la slitta di Babbo Natale. La striscia di luci e le colonne fluorescenti restano, e vengono accese immancabilmente ogni sera all'imbrunire.

Probabilmente i vicini hanno pensato che vabbeh, la slitta faceva Natale, ma in fondo il resto delle luci non ha una caratteristica stagionale, e può essere tenuto tutto l'anno. E in fondo, dai, fa anche colore.


Quindi il mio palazzo diventa una peculiarità a livello mondiale, perché avrà un balcone con le lucine natalizie. Per tutto l'anno.

martedì 17 gennaio 2012

Alla milanese, con pupa

Belli i weekend alla milanese. Con arrivo il venerdì sera, festeggiato dalla tradizionale scorpacciata di sushi al ristorante sotto casa. E poi sabato si va in giro con R. e A. che ci sono venuti a trovare dalla Germania, e si batte Milano in lungo e in largo, navigli e centro compresi, che ti sembra quasi di vederla per la prima volta.

Poi arrivano O., S. e i bimbi, e la casa diventa bellissima, piena di bambini e mamme e persone che preparano la cena. I due pupi sono splendidi e diventano ogni volta più simpatici e teneri. Si sta con loro e ci si sente subito benissimo, come se fosse la cosa più bella e naturale. Poi si cena tutti quanti e si chiacchera ed è già ora di andare a letto.

E il giorno dopo è Domenica e a Milano si è tutti rilassati, e si va alla Feltrinelli di piazza Piemonte e poi a pranzo al ristorante di famiglia, ed è subito ora di infilarsi di nuovo in auto e tornare in Svizzera.

E la pupa ci accompagna in tutto questo, in carrozzina e in braccio e ovunque andiamo. Guarda tutto, si fa scarrozzare sbaciucchiare fotografare, mangia dalla tetta in un bar del centro come se fosse il divano di casa sua, insomma fa capire senza mezzi termini che a lei Milano, con quel caos di traffico e rumori, con il pavé dissestato e i binari del tram che le fanno sobbalzare la carrozzina, con tutto quello che è l'esatto opposto di Lugano... insomma, a lei Milano piace eccome.

Non per niente è figlia della sottoscritta.

martedì 10 gennaio 2012

Ritorno al lavoro

Sono qua sul divano col computer sulle gambe.
Di fianco a me, Lucia che succhia il ciuccio e si guarda i pugnetti. In cucina, Ste che sparecchia e lava i piatti (santo subito!)
Oggi sono tornata al lavoro.
Mi hanno accolta colleghi vecchi e nuovi, un panino coi falafel, un bicchiere di birra, e una quantità di lavoro impossibile persino a nominarsi.
Adesso sono in uno stato semicomatoso e mi sembra di essere stata travolta da un treno.
Ma sono felicissima.
E ripenso alla me stessa di inizio Ottobre... quella che viveva giorni lunghi nella disperazione del post parto, con quel delizioso rospetto di due chili che mangiava ogni due ore e piangeva, la debolezza cronica, il gonfiore, la carenza di sonno, il male alla cicatrice, ma soprattutto il rimpianto del lavoro e dell'ufficio.
Ecco, vorrei poter parlare alla me stessa di quei giorni e dirle che alla fine ce la farà, che le cose brutte passano in fretta, e quelle belle invece restano.

martedì 3 gennaio 2012

Al mare

Al mareGuarda Lucia, questo è il mare!

Qua è dove la mamma veniva da piccola, e camminava proprio qui sulla passeggiata.

Lo senti il profumo della salsedine? Il rumore delle onde?

Ora sei piccolina, ma non vedo l'ora che tu sia grande abbastanza da poter correre sulla spiaggia e tirare i sassolini nel mare e dare da mangiare ai gabbiani.

E ora su, vieni con noi in quella panetteria sotto i portici. Mamma e papà fanno merenda con una focaccia.

lunedì 2 gennaio 2012

Questo 2011

Come è iniziato il 2011:

Giappone

Sotto la Tokyo Tower, a lanciare palloncini in cielo, guardare il falò scoppiettante, e ingurgitare tazze di soba fumanti. E probabilmente con una minuscola polpettina nella pancia, che iniziava a crescere a nostra insaputa.

Come è finito il 2011:

Capodanno!

In pantofole. A Lugano, in 6 intorno a un tavolo, con la madre, M. ed E., e la signora J. Nella culla, con l'aria perplessa di chi non si aspettava ospiti a casa sua, Lucia.

Se qualcuno mi avesse detto, quella sera a Tokyo, che alla fine dell'anno avrei avuto tra le braccia una pupa di tre mesi, non ci avrei sinceramente creduto.

Lucia

E invece eccola qui, la prova che quando i cambiamenti arrivano, arrivano di gran carriera.
Non ci possiamo proprio lamentare, di questo anno.

2012, fatti sotto. Per favore non mi riempire di strabilianti sorprese come il tuo predecessore, perché sono un po' provata dalla bellissima sorpresa del 2011. Ma sentiti libero di copiare alcune cose dal 2010 e, per il resto, beh, continua così.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails