giovedì 28 giugno 2012

Perché ti spalmi lo yogurt?

Interno mattina, estate.
ALittaM è appena uscita dalla doccia. Lucia sta giocando sul tappeto in salotto. ALittaM prende in braccio la pupa e la deposita sul lettone per assistere ai preparativi.
Azz, mi sono dimenticata di mettermi la crema. 'Spetta che vado a prenderla in bagno e me la spalmo in camera.
ALittaM torna in camera con in mano il barattolo bianco e azzurro di Nivea Soft. Lucia lo adocchia e inizia a scrutarlo con una faccia che dice "Che è? Si mangia?"
ALittaM mette il barattolo a distanza di sicurezza di Lucia ma bene in vista, e lo apre. Lucia si illumina e inizia a battere le mani. "La pappa! È pappa! Si mangia, lo sapevo!"
"No amore, questa è crema, si mette addosso, non si mangia." dice ALittaM, e prende un paio di ditate di crema che inizia subito a spalmarsi sulle gambe.
Lucia guarda la madre, perplessa e inorridita, ed esclama "Ehhhhh!?" che ha il signifcato di "Cosaaaaa?! Ma cosa fai? Stai sprecando del preziosissimo yogurt!! Perché te lo spalmi? Noooo! Quello lo dovevo mangiare io!!"
Per tutto il tempo in cui ALittaM si mette la crema, Lucia le rivolge degli sguardi di fame e rimprovero e disappunto.

Morale della favola: oggi ho traumatizzato a vita mia figlia facendole pensare che, invece di darlo a lei, io lo yogurt me lo spalmo sul corpo.

E no, Lucia non era a stomaco vuoto. Si era appena trangugiata un biberon pieno di latte!

venerdì 22 giugno 2012

Tante piccole crepe

Se provassi a parlarvi della pressione, l'umiliazione, la tensione, la rabbia, la tristezza, il nervoso, il panico, l'angoscia che ho subito negli ultimi tre mesi... mi chiedereste come faccio a reggere.

Forse per questo evito di parlarne. Anche io quando ci penso mi chiedo dove trovo le energie per restare in piedi.

Probabilmente sono percorsa da tante piccole crepe, che neanche si vedono, ma che io sento scricchiolare ogni giorno di più. Succedono cose, io subisco un colpo, e le crepe di allungano. A volte qualche anima pia riesce a metterci un goccino di colla, ma non serve a niente quando poco dopo arriva un altro colpo ancora più forte.

Un giorno si sentirà "crac", e ALittaM cadrà in mille pezzetti sul pavimento. Per il momento cerca di tenere duro il più che può, e sperare che l'estate porti consiglio. Fatele gli auguri vah...

lunedì 18 giugno 2012

Nove mesi (e passa) di pupa

Mia piccola pupa,

hai già nove mesi! Ormai il tempo che hai passato fuori dalla panza è maggiore di quello passato dentro la panza.

Sei un gioiellino. Fai delle lunghe chiaccherate a suon di "babababbà!", "ghii, ghiii", "papapppah!", guardandoci negli occhi come se fosse chiaro il significato di quello che ci stai dicendo.

Mangi tutto senza farti problemi. Carne, pesce, formaggio, yogurt, frutta, lenticchie... tu apri la bocca verso il cucchiaino, fiduciosa che ci sarà una delizia ad aspettarti. E continui a tenera la boccuccia spalancata fino a che il piatto non é stato svuotato. La mattina ti attacchi al biberon con aria da consumata professionista, e te lo scoli a grandi sorsate lanciandoci occhiate di soddisfazione. 

Adori tutti quanti, la nonna, il papà, la signora che viene a pulirci la casa, ma anche dei perfetti sconosciuti al semaforo diventano degni del tuo più profondo amore, e di grandi sorrisi gengivosi.

I sorrisi gengivosi hanno i giorni contati! Proprio l'altra sera mentre ti davamo da mangiare abbiamo sentito un tic! del cucchiaino contro qualcosa e... sorpresa, ecco un dentino che sta iniziando a spuntare! Ma come, non dovevi essere irritabile, fastidiosa, piagnucolante durante la dentizione? Tu sei l'angioletto di sempre. Non piangi mai se non per un motivo, e la maggior parte delle volte il motivo è che sei stanca e vorresti essere lasciata in pace e messa a letto per dormire un po'.

È inutile cercare altre prove, l'abbiamo capito che sei una santa proprio come il tuo papà. E come il tuo papà, per le cose a cui tieni sfoderi il tuo lato testardo. Ed è così che ti vogliamo, tenera e buona ma, quando serve, con un bel caratterino.

Uno sbaciucchio sulle guance morbide,
la mamma

giovedì 14 giugno 2012

Pollo e verdure con noodles

I trucchi per farlo riuscire bene sono semplici:

1 - non usare olio di oliva. Olio di arachidi se potete (io sono allergica, quindi no), olio di semi, un olio insomma che sia leggero e poco fragrante.
2 - lo zenzero. Basta un tocchetto di zenzero grande così a fare la differenza tra un piatto normale e un piatto che ti ricorda l'oriente.
3 - i cipollotti.

Io sabato sera ho fatto così.

Ingredienti.

400 g petto di pollo
2 spicchi di aglio
3 cipollotti
2 peperoni
1 porro
1 pezzo di zenzero fresco
Olio di semi o di arachidi
Salsa di soia
125 g tagliatelle
peperoncino fresco
Sale
pepe bianco

Preparazione.

Tagliare a straccetti il pollo e l'aglio a pezzettini. Fare imbiondire l'aglio in padella con un paio di cucchiai di olio e rosolarci dentro il pollo. Aggiungere un cucchiaio di salsa di soia e del pepe. Toglierlo dalla padella quando sarà sigillato e metterlo da parte.
Nel mentre, affettare i peperoni a strisce larghe più o meno un centimetro, i porri a rondelle. Pelare lo zenzero e tagliarlo a fiammiferini. Affettare finemente i cipollotti.
Nel frattempo cuocere le tagliatelle (di riso, o all'uovo, o di soia, a seconda di quello che avete) secondo le istruzioni. Scolare al dente e condire con un cucchiaio di olio a crudo per evitare che si attacchino.
Nella stessa padella del pollo aggiungere un paio di cucchiai di olio e buttarci dentro i cipollotti e lo zenzero. Quando saranno imbionditi, mettere i peperoni e il porro. Fare rosolare per 5 minuti, poi coprire e abbassare la fiamma per farli stufare. Dopo 10 minuti togliere il coperchio e lasciare evaporare il liquido. Aggiungere un cucchiaio di salsa di soia.
Rimettere il pollo in padella e fare cuocere insieme alle verdure per altri 5 minuti.
Dividete le tagliatelle in due ciotole e adagiateci sopra metà del pollo con le verdure. O se preferite saltate tutto quanto insieme, a scelta vostra. Condire con il peperoncino tagliato a rondelle e privato dei semi.


lunedì 11 giugno 2012

Kid friendly (anche no)

Lo so che se non si è nel giro dei bambini questo tipo di cose non le si notano. Infatti, io sto iniziando a notarle soltanto adesso che ho una pupa al seguito.

Ho il difetto di dare per scontato che ogni ristorante debba avere un seggiolone e un fasciatoio. Chiedo troppo? Secondo me no. Sono abituata a posti più che dozzinali, come l'Autogrill e il MacDonald, dove questi due semplici oggetti sono garantiti.

Ieri a pranzo siamo andati in un bellissimo ristorante sui navigli che si chiama "Al Pont de Ferr". Cibo eccelso, del tipo pretenzioso, dove lo chef ti serve la parmigiana di melanzane a forma di puzzle e il dessert a forma di Lego e di albero, ma comunque molto buono e, per avere una stella Michelin, anche ragionevole di prezzo. Personale più che cordiale, che ti racconta ogni portata nel dettaglio ed è pronto a rispondere a ogni tua richiesta. Nell'insieme una bella esperienza.

Ma. E qui c'è il "ma". Non hanno seggioloni. "Mi spiace signora, non li teniamo" dice la cameriera gentilissima al nostro arrivo. Non è un grande problema, per fortuna: Lucia ha pranzato in braccio ai nostri amici (il famoso caso del "seggiolone vivente") e poi si è rilassata sul passeggino di fianco al tavolo. Però a me ha dato comunque fastidio. Perché non si attrezzano con uno schifosissimo seggiolone? Non lo sanno che all'Ikea ne vendono uno che costa la bellezza di 15 €? È un investimento minimo, tenendo conto che un piatto di pasta al pomodoro me lo fate pagare 12 e un piatto di parmigiana di melanzane "decostruita" ben 20 €.

E il fasciatoio... qui è persino peggio. Ristoranti con il fasciatoio sono rarissimi. Nel caso particolare di ieri, Lucia ha ben pensato di festeggiare il pranzo con una mega-cacca, di quelle che strabordano e ti costringono a portare la bambina verso il bagno tenendola sotto le ascelle a un braccio di distanza.

Il bagno in questione era: in cortile, minuscolo, angusto, rovente (messo accanto alla cella frigo che buttava tutto il calore verso di noi) e meravigliosamente privo di fasciatoio, ma anche di un qualsiasi ripiano dove sdraiare la pupa*. Risultato: Lucia è stata cambiata, lavata, asciugata e rivestita sulla tavola copriwater abbassata. Un'avventura che ci ha impegnato tutti e tre e ci ha visto uscire dal bagno grondanti di sudore e stremati.

Quindi cari ristoratori, sappiatelo che anche se il vostro è un ristorante stellato e il vostro slogan è "destinazione il cuore dei clienti, obbiettivo stupore e riflessione" (cit.)... a volte un seggiolino e un fasciatoio fanno la differenza.






*Diversa l'esperienza in uno dei ristoranti più posh di Lugano. È capitata la stessa cosa, ma loro ci hanno invitato senza remore a stendere la pupa sui ripiani di cristallo dei loro gabinetti. Il sederino di Lucia non si è mai posato su una superficie così lussuosa!

lunedì 4 giugno 2012

And Then He Kissed Me

Stamattina la playlist random dell'Ipod mi ha proposto "And Then He Kissed Me" delle Crystals. Inutile dire che la sottoscritta ha iniziato subito a cantare e battere le mani a tempo.

E poi tutt'a un tratto, mentre gorgheggiavo come una deficiente sul lungolago di Lugano, mi è tornato in mente il momento in cui sono venuta a conoscenza di questa canzone. Era al cinema, una domenica pomeriggio, ed era la prima scena di questo film:



Lo conoscete? Ditemi che lo conoscete. È una delle chicche più belle dei film per famiglie anni '80. La babyisitter sprovveduta con i tre ragazzini al seguito a salvare un'amica che si è persa nel cuore di Chicago. Ci sono tutti: la malavita, il blues, il ragazzino innamorato della protagonista, il bello stronzo, l'amico burlone dai capelli rossi. Ma il mio personaggio preferito è lei: la bambina pazzamente innamorata di Thor.

E vi dirò di più. Vedete la scena iniziale, con lei che balla in camera da letto? Ecco. Io ho passato tutte le mie serate tra i 10 e i 15 anni facendo esattamente quello. Mettevo la mia musica, tiravo fuori qualcosa che facesse da microfono, e facevo la scema cantando in playback.

(dai, ammettetelo, lo facevate anche voi...)

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