lunedì 30 luglio 2012

Di cacche, pipì, pappe e altre inondazioni

E sì, alla fine doveva capitare che questo blog dedicasse un intero post alla cacca e alla pipì. D'altra parte, sono diventata madre, vorrà dire qualcosa no?

Ultimamente Lucia funziona così: è impossibile che resista indenne a un ciclo medio di 8 ore. Ogni otto ore finiamo per cambiare un body, o una maglietta, o un paio di pantaloni, o il telo del fasciatoio, o il vestiario di mamma, papà o nonna.

L'altra volta siamo andati al ristorante, e lei ha fatto una cacca che le usciva dalla nuca.
Sabato sera eravamo a casa di Paolo, e lei ha ben pensato di bersi prima un intero biberon di acqua fresca e poi, mezz'oretta dopo, di riversarlo tutto sul pannolino a mo' di cascate del Niagara, inondando di pipì il pannolino, i suoi pantaloni, ma anche i miei pantaloni su cui era seduta e, se non mi fossi alzata in tempo, avrebbe finito per diventare una cascatella dorata sul pregiato parquet del nostro amico.
Oggi siamo arrivati a Rapallo dopo tre ore di macchina e lei ha ben pensato di accogliere l'arrivo in casa con una cacca mostruosa, che ha inzuppato tutti gli abiti. E, chiaramente, ha inondato anche la maglietta della malcapitata madre che la teneva in braccio.
Il tizio dell'agenzia ci mostrava le stanze e io dicevo "Che belle, che belle." E intanto pensato Ammazza però quanto sono sudate le gambe di mia figlia, sarà il caldo dell'auto. Ma cos'è questa puzza? Oddio. Non è sudore. Io e Lucia siamo unite da una parete di cacca. Fai finta di niente. Sorridi al tizio dell'agenzia. Fai finta che vada tutto bene. Non muoverti di un centimetro.
E dopo averla cambiata (dalla testa ai piedi) e constatato che tanto valeva tenersi la maglietta sporca ancora un paio di ore, ho proceduto a darle la pappa. E lei mi ha allegramente riversato cucchiaiate di crema di verdure e pesce sui jeans, che inutile a dirsi erano freschi di lavatrice.

Poi uno si stupisce che per due settimane di vacanza ce ne siamo venuti con un armamentario che sembra un trasloco. Siamo qui da un'ora e ho già inaugurato il detersivo e lo stenditoio. E ve lo dico mentre ho la maglietta macchiata di cacca e i pantaloni sporchi di pappa.

lunedì 23 luglio 2012

La vendetta di San Francesco

Autunno.

Ste: "Amore, lasciamo un po' di briciole sul balconcino, per i piccoli passerotti."
ALittaM: "Non saprei, non è che me ne importi molto-"
S: "Crudele! Ma quei piccoli passerottini come farebbero senza le nostre briciole? E poi ne avanziamo così tante. Sii buona."
A: "E vabbeh. Ma se scacazzano sul balcone pulisci tu."

Inizia il foraggiamento degl uccellini. Di scacazzate per fortuna non ne arrivano. Ammetto che è piacevole fare colazione e vedere i passerotti che mangiano le briciole.

Inverno.

A: "Ma che fai? Mi guardi?"
Il passerotto scruta ALittaM attraverso i vetri, chiedendole la dose quotidiana di bricioline di pane. Ste sospira e con un sorriso svuota il fondo della biscottiera sul balcone, sentendosi San Francesco.

Primavera.

Ammazza quanti passerotti. Avete fatto il passaparola? Il buzz marketing, come si dice oggi?

Estate.

I passerotti hanno gettato ogni pudore e seguono la scia di bricioline fin dentro l'uscio della cucina.
È già due volte che li abbiamo visti dentro casa.
Un altro paio di volte, spaventati dalla nostra presenza, si sono messi a svolazzare in giro per la zona giorno. O forse, più che paura, il loro gesto mirava ad esprimere un certo qual senso di possesso. Come per dire "Smammate, ora questa è casa nostra."
Il prossimo passo sarà che i passerotti impareranno a trovare l'armadietto del pane e dei biscotti, aprirlo, e servirsene da soli.
Ora ALittaM tiene la porta del balcone chiusa il più tempo possibile. I passerotti si affacciano al vetro e guardano dentro, come per dirle "Lo so che prima o poi la aprirai, e noi entreremo, oh se entreremo. E ci mangeremo tutto!"


È come la versione evoluta e meno truculenta del film di Hitchcock, ma fa paura allo stesso modo.

venerdì 20 luglio 2012

Un compleanno

Ti svegli la mattina, e hai 33 anni. Anzi, a un certo punto, la notte precedente, mentre tornavi a casa da Milano e tu e tuo marito eravate stanchi morti, cotti, sudati, punti da mille zanzare ma comunque felici (perché farsi 2 ore di auto per vedere persone a cui vuoi bene e sentire buone notizie è una cosa che vale sempre la pena di fare), dicevo, mentre tornavi a Lugano ed eri dispersa tra Lomazzo e Fino Mornasco perché l'autostrada era chiusa per lavori e hanno ben pensato di fare una deviazione in mezzo al nulla, dicevo, a un certo punto tuo marito guarda l'orologio e dice "Auguri amore!"


E ti ritrovi a 33 anni. Decidi che il modo migliore di festeggiare è prendersi un giorno di ferie, e cerchi di sfruttarlo al meglio, ma ti sembra scivolare tra le dita nella sua semplicissima bellezza. Il parco, il lago, la pennica nel lettone/lettino, il libro letto con indolenza sul divano, la cena a Como. Gli sms che arrivano, le telefonate.

Tu che ripensi agli anni passati, all'anno scorso quando hai compiuto gli anni con una panza grossa così e le caviglie a zampa di elefante.

La pupa che ti guarda e sorride, e non lo può sapere che è il tuo compleanno ma è felice lo stesso perché ogni giorno che si passa insieme alla mamma è comunque un giorno bello.

Ste che doveva andare a Milano per lavoro tutto il giorno, ma è riuscito a spostare il viaggio di un giorno così ha potuto pranzare fuori con noi.

Mio papà che è appena tornato da un viaggio in America ma ha fatto di tutto per esserci, stanco sfinito e stravolto ma felice di vederci e coccolare Lucia.

Mia mamma che guarda l'orologio e dice "Ecco, sei nata a quest'ora. Auguri!". E alla fine, è anche lei a meritare di essere festeggiata. Perché il giorno in cui nasce una persona (e questo l'ho imparato sulla mia pelle) non è un giorno importante solo per chi nasce, ma soprattutto per chi l'ha fatto nascere, con fatica e dolore e angoscia e dubbi.



sabato 7 luglio 2012

Quello che conta davvero

Guarda il papà: "Babababà!"

Guarda la pappa: "Pah! Pah! Papapppppah!"

Guarda la mamma: "Tettteté! Teh! Tettétte!"

Ecco, io per mia figlia sono quell'appendice occhialuta e sbaciucchiosa che deve essere soppportata per poter arrivare a quella che è la vera cosa importante: la tetta.

giovedì 5 luglio 2012

Cartoline da Basilea

Kloster

Kloster
I chiostri del Duomo. Seduti su un muretto ci sono due ragazzi che mangiano un panino. Stefano esclama "Guarda quelli dei Griffondoro che pranzano tra una lezione e l'altra." Heh.

Basel
Il ponte sul fiume. I tram meravigliosamente vintage.


Jellyfish
La vasca delle meduse allo zoo. Le meduse sono piccole e fluorescenti, lo sfondo è blu intenso. Sembrano delle astronavi che fluttuano nello spazio.

I pesci!
Lucia innamorata delle vasche dei pesci. Non riesce a capire come mai non può afferrarli.

Contorsionista della pennica
La visita allo zoo ci ha un po' stancato. Dormiamo con il piedino al fresco.

Aperitivo sul Reno Aperitivo sul Reno
Aperitivo sul Reno Aperitivo sul Reno
La sera il Reno si riempie di persone che bevono, parlano, suonano, cantano, si rilassano. L'aria ha un bagliore dorato tipico del tramonto, il caldo della giornata inizia a passare, ti viene voglia di buttarti anche tu nel Reno a darti una rinfrescata, oppure semplicemente sederti a piedi nudi su una panchina, con una birra in mano, a parlare del più e del meno mentre guardi il fiume che scorre.

lunedì 2 luglio 2012

E sono 50 (buon compleanno)


Norimberga Il post di oggi è dedicato a una persona che per molto tempo ho a malapena sopportato, poi ho detestato, e poi alla fine ho imparato a conoscere e, diciamolo, mi ci sono perfino affezionata.

E quindi, visto che oggi compie 50 anni, ed entra ufficialmente a far parte degli uomini di mezza età, direi che un augurio se l'è proprio meritato.

Buon compleanno Lore!

PS: I malpensanti continuino pure a malpensare. Questo è il mio blog e sono libera di scrivere quello che voglio.

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