lunedì 29 ottobre 2012

Traslocammo

TraslocoIl mio silenzio ultimamente è ben motivato.
Abbiamo cambiato casa!
È iniziato tutto una mattina di Gennaio, con noi che visitavamo un cantiere ben avviato e un architetto che ci mostrava lo scheletro di un appartamento. Sono seguiti un paio di mesi di tentennamenti, e, in primavera, una firma dal notaio.
Poi a inizio Ottobre, con la pupa e noialtri mezzi malati, il panico dell'impacchettare le cose di una famiglia e prepararsi al trasloco.
TraslocoArriva il grande giorno, i traslocatori suonano alle 7 precise e iniziano a spostare tutto, nell'arco di un istante ti sembra incredibile, la tua vecchia casa è vuota, tutti i tuoi averi, i tuoi oggetti, i tuoi ricordi, sono caricati su un camion.
TraslocoEd eccoci nella casa nuova, che profuma ancora di vernice e sembra un regalo da scartare, e hai paura a camminare sul parquet per non rovinarlo. Si posano i tappeti, i mobili, le millemila scatole.
Ti guardi intorno, sei tu con tuo marito e tua figlia, e avete una casa nuova. Ci sono ancora mille cose da sistemare, oggetti che non saltano più fuori e ti chiedi se mai li ritroverai, le tue mani si devono ancora abituare alle nuove posizioni degli interruttori.
Ma è tutto emozionante, l'inizio di una nuova avventura.

Ah, e finalmente abbiamo un terrazzo!


mercoledì 17 ottobre 2012

Il nuovo Tom

ALittaM e Ste posseggono da anni un TomTom. Ci si sono affezionati, con il tempo, al simpatico rettangolino con schermo che li guida nei loro viaggi. Lo chiamano Tom, anche se la loro voce-guida è quella standard femminile, un po' fredda ma molto educata. Gli hanno voluto bene anche quando, tempo fa, l'hanno prestato a qualcuno che glielo ha riportato che muggiva ogni volta che incontravano un ristorante lungo il percorso (non hanno mai capito come sia successo - e poi è passato da solo). Anche quando la molla della ventosa ha perso le forze e Tom ha iniziato a cadere addosso al guidatore, ogni tanto, quando meno te lo aspetti. Anche quando ultimamente aveva preso il vizio di perdere il segnale del satellite sul più bello, ad esempio a 500 metri dal ristorante nel centro storico di Parma. Ma erano cose che si perdonavano, Tom aveva i suoi anni e non si poteva pretendere di più.

Lo amavano e lo odiavano, col suo modo semplice ma sbrigativo di dare indicazioni ("più avanti girate a destra"? cosa vuol dire più avanti? dammi una cifra!) ma con l'immensa praticità di non doversi più raccapezzare con stradari, atlanti e indicazioni ai passanti (grande imbarazzo di ALittaM).

Capirete quindi che, quando le è stato dato un TomTom dei modelli nuovi da provare (Serie Start 20), ALittaM ha provato un misto di imbarazzo e scetticismo. Un modello nuovo? E che ci potrà mai essere di nuovo? Sarà più leggero, più aggiornato forse, ma alla fine un TomTom resta un TomTom.

E invece no. Sembra che qualcuno abbia segretamente ascoltato ALittaM durante i suoi viaggi con la versione vecchia. La signora non ha più la voce fredda di prima, ma ha tutto un altro tono squillante. Non dice più cose vaghe ma si esprime con precisione: "Tra DUE CHILOMETRI tenete la destra e poi uscita."

IMG_1121 Lucia

Ha imparato i nomi delle vie! Questa è la cosa che ha esaltato di più la sottoscritta. Quante volte, al suono di "Tenete la destra, svoltate a sinistra e poi subito a destra", ALittaM è stata presa dal panico di non aver capito una mazza. Adesso non capita più perché la signora Tom ti dice il nome della via "Vai a destra in via Rossi, tieni la sinistra e poi svolta subito a sinistra in via Verdi". Così nel frattempo impari anche i nomi delle strade.

Ha capito che, quando arrivi a destinazione, la cosa che più ti preme e parcheggiare la macchina, quindi quando sei quasi arrivata ti fa sapere, con cortesia, che ha trovato dei parcheggi nelle vicinanze. Quasi non ci credevamo quando l'abbiamo sentita parlare.

Untitled Untitled

Ha capito anche che quando sei in autostrada, con una bambina che sbraita perché vuole bere, il marito che sintonizza Radio24 e le roulotte olandesi che ti stanno attaccate al posteriore, è necessario segnalare con chiarezza che si è in prossimità dell'uscita. E allora cambia schermo con una gigantografia di uno svincolo autostradale e il nome della tua uscita scritto a caratteri cubitali.

E poi ha un altro piccolo tocco molto carino: quando siete arrivati a destinazione, ti dice da che lato della strada si trova rispetto alla direzione da cui arrivi tu. Ci manca solo che ti parcheggi l'auto, ti accompagni alla porta e si raccomandi di non fare troppo tardi, che sennò sta in pensiero.

Insomma, questo per dire che io credevo di trovarmi tra le mani una cosuccia da poco, e invece persino Tom è stato capace di evolversi.

Prossimo passo: mandarlo in trasferta con Stefano, l'uomo privo di senso dell'orientamento per definizione. Se me lo riporta a casa sano e salvo, si sarà davvero guadagnato la medaglia.


(PS: Grazie a TomTom che mi ha gentilmente fornito un modello da provare "dal vivo".)

lunedì 8 ottobre 2012

Lautosvezzamento

La pupa ha un anno. Il dottore ha confermato che può mangiare le stesse cose degli adulti. Per mamma e papà inizia il divertimento!
Eh sì, perché adesso Lucia ha iniziato a capire che la sua pappa è solo una misera sciacquetta rispetto a quello che c'è sui piatti dei grandi. Lancia lunghe occhiate curiosi alle pastasciutte e allunga le mani verso il cracker di papà. E allora via senza ritegno a farle provare qualsiasi cosa sia sufficientemente sana da poterle piacere.
Il primo momento di vera goduria: sabato a pranzo, quando ci siamo presentati per la prima volta al ristorante di fiducia senza la sciscetta al seguito. Niente più "scaldare al microonde per un minuto", niente più preparazione la mattina prima di uscire di casa. Lucia ha assaggiato dei gnocchi al pomodoro (no grazie), polenta taragna (sì grazie!), verdure varie, persino un pezzetto di patatina fritta. Alla fine del pasto era contentissima.
Ma il meglio è venuto domenica a pranzo. Brunch con amici e bambini in un ristorante per famiglie. Gran buffet dal quale attingere. ALittaM sistema davanti alla figlia degli oggetti vari, tutti facilmente smanguicchiabili a mano. Si distrae un paio di minuti. Lucia ha mangiato mezzo arancino, una fettina di sformato di patate, il ripieno di una quiche ricotta e spinaci, un pezzetto di crespella prosciutto e formaggio, una rondella di zucchina. E stava già protendendo le mani cicciotte e unte verso il piatto della mamma.
Alla fine del pasto luculliano, Lucia aveva mani e faccia sporchissimi, intorno al suo seggiolone c'era un tappeto di vari pezzi di cibo, ALittaM e Ste erano stupefatti, e i camerieri ci odiavano.
Questo si chiama autosvezzamento, o nello specifico, lautosvezzamento.

martedì 2 ottobre 2012

Vattene mal di gola vattene

Ginger honey teaMartedì sera.

Mi sembra di avere una palla da tennis in gola.

Lucia è ancora malaticcia ed è contenta di aver fatto venire il raffreddore a tutti: la mamma, il papà, la nonna, persino la Signora J. Il dottore oggi l'ha visitata e ci ha detto di continuare così, tachipirina e tenerla coperta e asciugare naso colante e occhi cisposi e portare pazienza che prima o poi passa.

Intanto la madre ha la gola in fiamme, una orribile tosse secca e un senso di fastidio perenne. E quindi stasera ALittaM cura il malessere come meglio sa: tanti pezzi di radice di zenzero fresca, una tazza di acqua bollente, un cucchiaino di miele, agitare, fare riposare per 5-6 minuti, e poi bere.

Caldo, speziato, piccante e dolce. La gola si ammorbidisce e la tosse si calma.

Fuori fa freddo e inizia a sentirsi odore di camino, perché a Lugano moltissimi appartamenti hanno il camino e nelle prime sere d'autunno sembra di essere in montagna.

E ora pigiama, e a letto. Sperando che domani la gola faccia meno male.

lunedì 1 ottobre 2012

Recluse

Pupa malata!La pupa inizia l'inserimento al nido alla grande. Grandi pacche sulle spalle a tutti quanti, che ganzi che siamo. Certo, dicono che non appena iniziano ad andare al nido sia la volta in cui iniziano anche ad ammalarsi, ma speriamo accada il più tardi possibile.

Detto, fatto. Al terzo giorno di nido Lucia inizia a mostrare un leggero moccolo al naso. Nel cuore della notte tra giovedì e venerdì, il delirio. Pianti, lamenti, starnuti, scatarri, e una piccola pupa che brucia di febbre.

ALittaM e Ste sfoderano la loro dose di pazienza e coccole (super-pazienza di Ste, uomo da santificare all'istante, che non perde mai le speranze e il sorriso anche quando si alza per la sesta volta alle quattro di mattina) e accendono un cero alle supposte di paracetamolo che riescono a fare per lo meno riposare la pupa per qualche ora.

Venerdì ALittaM va al lavoro con i bollettini medici della madre che, ansiosa per natura, passa il giorno suggerendo di andare al pronto soccorso o mettere la pupa a bagno nell'acqua ghiacciata. Io lo so, era a un passo dalle sanguisughe.

La febbre cala in fretta ma la pupa resta in convalescenza tutto il weekend, tra tosse, starnuti, nasi che colano, pianti di stanchezza e altro. E nel mentre riscopre la mamma, che prima (mi permettete il termine?) non cagava neanche di striscio: quando è malata invece la adora, la vuole, la cerca, protende le manine sbavose verso di lei e arriva anche ad esprimere un lagnoso "mamamaaaa".

ALittaM si scioglie come neve al sole e passa il weekend con la pupa tra le braccia, nel mei tai, sdraiata a lettone, sul divano, ovunque. Ma sempre appicciata a lei.

Domenica sera inizia a mostrare segni di "cabin fever". Si rende conto che è da venerdì sera che non esce di casa, se non alcuni deboli momenti in balcone per respirare aria fresca.

Lunedì mattina la baysitter è in ritardo. ALittaM è davanti alla porta col guinzaglio in bocca, come i cani prima della passeggiata.

Pupa, rimettiti in fretta che non vedo l'ora di togliere anche te dalla cella di clausura!

PS: Nel mentre ho un debole mal di testa e la gola che mi fa male. Piccola untrice, sarà mica colpa tua?!

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