lunedì 31 dicembre 2012

Caro 2012

Caro 2012,

che hai iniziato il tuo regno con le migliori premesse.
E mi hai riempito di energia e speranze e iniziative e voglia di fare.
E poi intorno a Marzo mi hai tirato una delle più pesanti botte che abbia mai dovuto sostenere.
E mi hai tenuto così, mese dopo mese, lasciando che mi districassi tra i problemi, i dubbi, le angosce.
E mi hai tolto le certezze.
E mi hai fatto capire che, se si sta seduti ad aspettare che qualcuno venga a salvarti, le cose non cambieranno mai, e devi essere tu a darti una mossa perché le cose cambino.
E mi hai insegnato che alla fine siamo tutti esseri umani fragili e imperfetti, e persino le persone che per me erano delle divinità sono, nel bene e nel male, delle persone che hanno bisogno di affetto, di sostegno e di conforto tanto quanto me. E come loro perdonano, così vanno perdonate.
E mi hai servito su vassoi d'argento rabbia, frustrazione e umiliazione.
E hai ben pensato di finire il tuo regno con l'ennesimo calcio nel sedere.
Ecco, ho iniziato questo post pensando di terminare mandandoti a quel paese, ma poi ci ho riflettuto, e alla fine ti devo anche e soprattutto ringraziare: grazie per avermi regalato momenti meravigliosi con la mia pupa e il mio Ste e i miei amici e familiari. Grazie per avermeli tenuti accanto, i miei punti saldi nel cuore della tempesta.
Sei stato molto duro con me, ma in questi dodici mesi mi hai fatto maturare e capire molto su me stessa e gli altri. Esco dal tuo regno meno serena ma non per questo meno fiduciosa. Alla fine dell'ultimo giorno del tuo ultimo mese posso dirtelo: lo so che i tuoi mali non sono venuti per nuocere, ma per portare alla nascita di qualcosa di ancora più bello e nuovo che non vedo l'ora di creare.
...però tirerò un sospiro di sollievo quando ti sarai levato dalle palle.

Cordiali saluti,

ALittaM

sabato 29 dicembre 2012

Cartoline da Rapallo

Ciao mondo, noi siamo a Rapallo

Qui il sole splende caldo, il mare profuma e, come sempre, la città non è cambiata di una virgola; sembra rimasta ferma ai primi anni Ottanta, quando ci andavo io da piccola. 


Rapallo
I signori in piazza hanno la stessa aria burbera e scocciata.


Rapallo
Il carrugio ha gli stessi negozi di sempre.


Rapallo
Nelle vecchie locande sfoggiano decorazioni d'epoca con tavoli e sedie anni Sessanta.


Rapallo
Persino il mini Luna Park vicino al porto ha una sala giochi con dentro Tetris, Bubble Bobble e... Pac Man.

Rapallo
Le giostre hanno un'aria malinconica.


Rapallo
Ma i ragazzini che giocano a tirare pugni vicino agli autoscontro non mancano mai.



Rapallo
Per fortuna che ci abbiamo pensato noi a portare qualche novità: lei, la meravigliosa pupa, per i cui occhi tutto è nuovo e bellissimo. Anche una spiaggia con i sassolini.

Rapallo

E se c'è lei, chissenefrega se il mare in inverno è un po' triste e malinconico, noi ci godiamo l'aria buona e soprattutto ci godiamo Lucia, che qui se la spassa ed è felicissima. Ce la riempiamo di baci e di coccole e ci godiamo ogni attimo con lei. Ah beh, e ovviamente ci godiamo anche la pasta fresca e la focaccia calda di forno. Ma non dovevamo metterci a dieta dopo le feste?

mercoledì 26 dicembre 2012

In tour

Questo Natale siamo in tour.


La settimana scorsa siamo stati a Crotone, patria della famiglia di Ste. Ci siamo riempiti la panza di cibo e gli occhi di spiaggia e mare, abbiamo incontrato parenti e amici. Come ogni volta, lo shock dell'arrivo in Calabria è stato forte, a partire dal clima fino ad arrivare all'accento, gli orari, i ritmi, i profumi. Siamo stati in case grandi e accoglienti, abbiamo giocato sul pavimento con altri bambini e abbiamo esplorato i lunghi corridoi con passo incerto ma curioso. Abbiamo guidato automobili noleggiate e abbiamo caricato e scaricato bambini, borse, zaini, sciarpe, cappelli e cappotti.

Sono seguiti due giorni a Milano per il Natale. Come sempre, Natale a Milano equivale a una ondata di gioioso caos, che ogni anno è sempre più intenso. Arriva la notte del 25 e riesci con difficoltà a renderti conto delle 36 ore che hai appena passato, tra Vigilia, pranzo e cena e merenda. Non ci siamo fatti mancare neanche il cinema, lasciando una Lucia satolla e stracotta alle cure della nonna.



E ora eccoci qua, di nuovo al mare, stavolta a Rapallo. Altri chilometri, altre borse, di nuovo la panza piena. Dopo una settimana circondati da persone, finalmente soli noi tre.

Lucia in tutto questo si lascia scarrozzare, sbaciucchiare, coccolare, vestire e svestire come se niente fosse. Dorme ogni notte in un letto diverso senza che la cosa le crei problemi. Assaggia cibi nuovi con risultati alterni, oppure decide, di fronte ai nostri bagordi, di fare quella moderata, accontentandosi di un pezzo di pane e una banana. Ama intensamente i giochi ricevuti a Natale (tutti pieni di lucine e suoni, una cosa che noi odiamo ma che ai parenti non sembra dare fastidio) ma non si dimentica l'affetto verso il buon vecchio libro di cartone vintage che le piace tanto. L'aria di mare e il cambiamento di ambiente le hanno fatto benissimo, rendendola ancora più chiaccherona e allegra del solito.

Io e Ste ci sentiamo come una famiglia di felicissimi nomadi, col bucato da fare e le valigie che strabordano di regali, e il pensiero della nostra vita di tutti i giorni come qualcosa di molto distante.

E voi come le state passando queste vacanze?





PS: Mentre noi eravamo in partenza per il tour, una nuova personcina è arrivata in questo mondo, giusto in tempo per festeggiare il Natale con mamma e papà. Benarrivata piccola Matilde!

giovedì 20 dicembre 2012

Shopping natalizio sul divano

Premessa: io sono pigra.
Premessa, 2: mi piace fare compere.
Premessa, 3: quando entro nei negozi per bambini, irremediabilmente, mi viene il nervoso. E lo dice una persona che ha il flagship store della Chicco a un quarto d'ora da casa. Entro nei negozi e vedo bambini che corrono, musica fastidiosa, inservienti che hanno l'aria se ti va bene disperata, se ti va male malmostosa.
Premessa, 4: in questi negozi Lucia, che è comunque bravissima, subisce quello che capita a ogni bambino: si esalta per ogni giocattolo che vede e vorrebbe comprare tutto, salvo poi piangere arrabbiata quando la porto via.
Premessa, 5: provate a far provare a suddetta bambina arrabbiata e piangente un paio di scarpine o un passeggino nuovo.
Premessa, 6: NATALE.

E quindi eccomi qui a tessere le lodi di siti come Amazon.
Ti metti al computer, con la tuta e una tazza di the caldo in mano, mentre fuori nevica e le strade sono piene di traffico.
Confronti i prezzi, i vari dettagli. Clicchi. Fatto.
Hai risparmiato due ore della tua vita per fare cose più interessanti, e il finale a sorpresa sai qual è? Te li portano direttamente a casa.

E non solo: volete fare felici amici e parenti lontani, che dai primi di Novembre ti chiedono "cosa vuoi per Natale? Cosa regalo a Lucia?"? Facilissimo. Fate una Lista di Desideri e dategliela.

Tra l'altro ho appena scoperto che Amazon ha anche una sezione dedicata appositamente ai pupi. C'è tutto... i passeggini, i biberon, le decorazioni da parete... E anche le cose essenziali per le neo-mamme e future-mamme, tipo le mie amate fasce porta-bebé. Sono innamorata.
Insomma, mentre voialtri siete là fuori a cercare parcheggio e portare bimbi malmostosi all'ennesimo centro commerciale, io me ne sto qui sul divano a fare shopping.




PS: Grazie ad Amazon per avermi dato la possibilità di provare il loro nuovo negozio Prima Infanzia!

venerdì 14 dicembre 2012

Tutte le cose belle finiscono

Oggi finisce la mia avventura con Bad Attitude.

Sono stati anni intensi e bellissimi, nei quali ho avuto l'onore di lavorare con persone che mi hanno insegnato molto. Non nascondo che all'inizio della storia ho seriamente pensato di essere finita in mano a un pazzo. E invece la vita ti sorprende e ti fa scoprire anime affini dove meno te lo aspetti.

È stato un progetto su cui abbiamo investito infinita energia e passione, e la vera soddisfazione è vedere i frutti del nostro impegno, le nostre fatiche ripagate dall'affetto e l'apprezzamento di chi ci ha incontrati.

Non rimpiango neanche una delle ore che ho passato qui, a ragionare su cose e persone, creare mondi, raccontare storie, litigare, urlare, suonare chitarre, ascoltare musica a tutto volume, bere birra da soli o in compagnia. Non rimpiango nessuno degli eventi che mi hanno portato lontano, a fare le ore piccole, a incontrare persone e scoprire il bello di ognuna di loro.

Non rimpiango di aver sposato idee e filosofie che, in seguito, mi sono state rinfacciate.

Il mio unico rimpianto è di non aver avuto il fegato di tagliare la corda prima, di avere invece lasciato che gli eventi seguissero il loro corso naturale.

Oggi vorrei poter dire di lasciare il mio lavoro in ottime mani, ma oggettivamente non mi sento in grado di dirlo.

Dico solo che ho vecchi amici da incontrare e che finalmente non vedo l'ora di poter ritornare a fare quello che mi piace davvero.

martedì 11 dicembre 2012

Lettera al forno di casa

Caro forno nuovo della casa nuova,

sei bellissimo, efficiente, moderno, luccicante e finalmente sistemato a una altezza che non mi obblighi a chinarmi su me stessa per vedere se la cottura procede.
Ti ho desiderato e sono lieta di averti nella mia vita.
Però posso dirtelo, senza offesa, che mi stai un po' sulle balle?
Stessa ricetta del banana bread, il mio dolce del cuore*. Differenti risultati, entrambi catastrofici.

- La prima volta, seguendo le modalità della ricetta base, è uscito un frankenstein delle torte, un coso molliccio, crudo e sgonfio, che fuori però era bruciacchiato.

- La seconda volta, seguendo le modalità del buon senso e delle istruzioni del forno nuovo, è uscito un coso abbrustolito fuori e torrefatto dentro, che sembrava ci fosse il cioccolato quando in realtà non c'era, ad eccezione di alcune oasi di banana mezza sciolta. Invece che una torta sembrava quasi un pezzo di toast da sgranocchiare.

Ora tu, caro forno, mi vuoi spiegare per favore come si fa a fare una torta, una normalissima torta alla banana, senza doverla cestinare ogni volta? Mi stai facendo sentire un'inetta.
Domenica prossima provo per la terza volta il banana bread. Questa volta sarà la volta buona, anche a costo di rimetterci tutti i caschi di banana dell'Esselunga.

Cordialmente,

la tua proprietaria



*Banana bread, il mio dolce del cuore nonché cimitero in cui vanno a morire le millemila banane che compriamo ogni settimana e che evolvono dall'acerbo al nero-molle nell'arco di 18 ore.

lunedì 10 dicembre 2012

Turisti a casa propria

A me questa cosa dei turisti a Milano piace molto. Ormai siamo rodati, nell'arco di circa 36 ore riusciamo a fare una scorpacciata di città tale da renderci sazi per almeno un mese.

ConigliettaÈ incredibile la quantità di gente che abbiamo incontrato lo scorso weekend. Amici, parenti, conoscenti, incontri fortuiti nelle librerie, the con panettone, prosecco sul divano, due chiacchere davanti alle pappardelle ragù e porcini, un hamburger con i cognati... tutto incastrato perfettamente in una cornice di Milano natalizia, negozi, shopping e coccole.

Lucia è uno spettacolo con il cappellino da neve a forma di coniglietto. Ha girato la città senza mai scomporsi, guardando con interesse i negozi, le bancarelle, le decorazioni. Ha sorriso alle commesse dei negozi e si è sbafata la pizza con i wurstel. Le abbiamo bardato il passeggino con un bellissimo vello di pecora comprato all'Ikea (acquisto che meriterà un post a parte!) e ora se ne sta calda e morbida ovunque andiamo. Se le cose si fanno troppo noiose, prende in mano il ciuccio e si addormenta. Meravigliosa la mia pupa.

Ho ancora una settimana, una lunga settimana in cui tenere duro, e poi un po' della nebbia che mi offusca i pensieri ultimamente si solleverà. Questo weekend è stato davvero un toccasana per l'umore.

mercoledì 5 dicembre 2012

Il mio condomino preferito

Ieri sera sono stata alla mia prima riunione di condominio.
Innanzitutto wow, ma sono tutte così? Qua eravamo in una sala da conferenza, con i tavoli disposti a cerchio e uno schermo su cui venivano proiettate le slide dell'ordine del giorno. Mi sembrava di essere tornata ai tempi dell'università. Io credevo che sarebbe stata una cosa più informale...
Tralascio i dettagli della discussione. Una follia. Ma la gente si arrabbia per delle stupidaggini! C'è la pazza che vuole cambiare impresa di pulizia. Il vecchietto che si lamenta perché la canalina del garage si ottura troppo spesso. La coppia che ficca il naso in tutto.
Però in tutto questo c'è una persona che mi è rimasta in mente.
Un signore sui quarant'anni dall'aria tranquilla, che ha preso la parola per dire due cose:

1) Che lui è italiano e quindi è impensabile che possa fare a meno di Sky. E per questo motivo sta facendo installare a sua spese una parabolica condominiale, così tutti possono vedersi le partite della propria squadra del cuore. Perché lui in Svizzera ci deve restare almeno dieci anni, e dieci anni senza vedere il calcio su Sky non riesce a concepirli.

2) Che è assolutamente necessario mettere un numero civico sul palazzo e segnalare meglio la nostra via, perché é già la terza volta che il ragazzo che consegna le pizze non è riuscito a trovarlo e lui è dovuto scendere in strada a dargli indicazioni.

Ecco, voi non potete capire la stima che io ho per quest'uomo. Lui si che ha capito quali sono le vere priorità della vita! Non ho ancora capito dove abita, appena lo scopro vado di persona a stringergli la mano (e rubargli una fetta di pizza).

lunedì 3 dicembre 2012

Già Dicembre

Winter Wonderland in Como


Non me ne sono neanche accorta, è arrivato Dicembre.
È arrivato in silenzio, tra casini e problemi e momenti di tenerezza e pensieri e discussioni. È arrivato alla fine di un autunno dal clima insolitamente poco autunnale.
È arrivato in un periodo in cui il bombardamento pubblicitario natalizio, invece che magico, mi è sembrato fuori luogo e sgradevole, forse aiutato proprio dal clima improprio, forse per via di paturnie mie, forse perché quest'anno neanche il Natale è riuscito a risollevarmi il morale come fa di solito.
Mi guardo intorno ed è Dicembre, la degna fine di un anno bisesto e sotto molti aspetti funesto*.
Faccio fatica a sentirlo, il Natale, quest'anno, faccio una grande fatica. Ho bisogno di freddo, di pensieri felici, di coccole, anche di neve forse, per convincermi che il Natale stia davvero arrivando. Per fortuna ci sono piccole grandi cose che mi stanno aiutando a entrare nell'atmosfera. Come per esempio...

- Le luci che i vicini hanno già appeso al balcone: scintillanti cascate di stelle e voli di renna che illuminano la nostra vista come una Piccadilly Circus in miniatura.
- Gli omini di panpepato in pasticceria.
- Le canzoni di Natale da cantare a Lucia.
Winter Wonderland in Como- L'accensione dell'albero in Piazza Riforma e la pista per pattinare.
- Le calze di lana e il maglione di cashmere in casa, mentre si guarda un film sotto il plaid.
- L'onomastico di Lucia, il 13 Dicembre, per il quale voglio provare a fare una torta e una piccola festa.
- Le luci in centro a Como, d'improvviso sabato sera, che proprio non te le aspetti, e per un attimo è tutto magico, e tu e Stefano siete con il naso all'insù a guardare le pareti del Duomo.
- Il pensiero che sabato si va a Milano, a vedere la fiera degli Oh Bej Oh Bej, e le bancarelle piene di cosette deliziose da regalare.
- Tirare fuori l'albero e il presepe e addobbare la casa.
- La wishlist dei regali per Lucia, che alla sua veneranda età è già piena di giocattoli, eppure ogni cosa che vedi gliela vorresti comprare.
- I film di Natale da guardare ogni sera nonostante le proteste del marito.
- Provare a pianificare una mini-mini vacanza di quattro giorni in Liguria per ritornare a essere bambini come ogni anno.












*vorrei potervene parlare. Non ancora. Forse tra un po'. Nel frattempo sappiate che, sotto molti aspetti e primo su tutti quello del lavoro, il 2012 è stato per me un annus horribilis e anche negli ultimi giorni si sta dimostrando tale.

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