lunedì 18 febbraio 2013

Lavoro nomade

Succede che ultimamente sto lavorando a dei progetti bellissimi, tutti in quella fase iniziale in cui si è pieni di idee e di cose da fare e di terrore sul futuro.
Visto che al momento non ho un ufficio vero e proprio in cui lavorare, visto che ho una pupa di un anno e mezzo con cui è impossibile lavorare in pace, e visto che, anche quando la pupa è al nido, a volte l'autodisciplina mi manca (dovrei aprire un capitolo a parte: ALittaM e la dispensa piena di biscotti - cronaca di un'abbuffata), ho eletto un bar/self service/tavola calda in centro a Lugano come mio ufficio nomade nei giorni in cui proprio devo concentrarmi o in cui proprio non posso stare a casa.
Oggi ho notato alcune cose di suddetto bar:

- La mattina è un luogo di ritrovo per vecchietti e pensionati vari. Si raggruppano in vari tavoli, prendono caffé, cappuccini, dolcetti, e iniziano a parlare.
- Gli argomenti di cui parlano i vecchietti sono solo due: la salute e le ricette.
- La playlist di questo posto alterna canzoni tutto sommato gradevoli a delle mostruosità in lingua tedesca e francese. E da questo capisci che è una playlist gestita da oltre Gottardo.
- Visto che suddetto bar è all'interno di un grande magazzino, ogni cinque minuti parte un annuncio su qualcosa in offerta. I messaggi subliminali hanno fatto sì che io ora sappia con quale sconto sono venduti i giocattoli per bambini e quali sono le marche in sconto nel reparto profumeria.
- All'ora di pranzo, nonostante resti comunque molto spazio libero, alcune simpatiche vecchiette insisteranno per posare il loro vassoio vicino a te, come per punirti del fatto che da sola occupi un tavolo da 4.
- Nel pomeriggio arrivano gruppi di ragazzini che parlano dei compiti e della scuola. Dai loro discorsi capisci che è inutile avere speranza nelle nuove generazioni.

Tutto sommato, come postazione da lavoro nomade, non è male. C'è il wifi gratis e molte prese alle pareti per ricaricare computer e telefoni.

L'unica pecca? Il mangiare, e soprattutto il caffé, fanno davvero schifo. E questo, per una nomade del lavoro, è un difetto imperdonabile.

La ricerca dell'ufficio nomade perfetto continua.

Chi di voi è un nomade del lavoro? Quali sono le vostre esperienze?

1 commento:

Pellegrina ha detto...

A Parigi capita di avere appuntamenti nel caffè per lavoro. Ma io se devo cercami un posto per lavorare in pace qualche ora vado in biblioteca. Anche per evitare la sindrome svuotabiscotti ;-)!
E' un servizio pubblico, gratuito, ci fa caldo, c'è in genere il wi-fi, puoi sfogliare libri di ogni genere, magari anche utili per il lavoro, riviste, prendere in prestito musica, film, libri... ci sono tavoli grandi, poltroncine, angoli comodi e un settore per bimbi con libri e giochi. Magari dei vicini con cui dire due parole, il che non guasta. Insomma io quando sono in giro le cerco sempre e ci passo dei bei momenti, per lavorare o per svagarmi. In Svizzera credo che organizzino pure le feste di compleanno per i più piccini!

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