lunedì 11 marzo 2013

I supermercati Svizzeri

Io ho questa cosa qui, che quando sono all'estero adoro andare nei supermercati.
Ne parlavo proprio ieri con un'amica che condivide questa mia follia. Il supermercato straniero ha per me un fascino da cui non riesco a sfuggire.

Mi ricordo i primi giorni a Cardiff, in Galles, dove ho passato l'Erasmus. Giravo per Sainsbury's in cerca degli spaghetti Barilla e della passata Cirio (perché gli italiani all'estero hanno bisogno di sentirsi a casa, e io non ero da meno), quando i miei occhi sono caduti sulle cose più belle che avessi mai visto: Spaghetti bolognese in vaschetta. Chicken korma con riso. Cottage pie. Sughi pronti Dolmio. Confezioni da 24 sausages. Jaffa cakes. Vaschette di hummus. Sandwich al bacon e insalata. Pringles alla sour cream&onion.
È stato un attimo. Subito sulla mia spalla è piombata una scimmia che ha iniziato a urlarmi nelle orecchie "Compra! Compra tutto! Provali! Devono essere buonissimi!"
Non ho resistito alla tentazione. Anche se sapevo che erano schifezze, anche se nel mio cuore rimpiangevo la scelta, ho comprato. Ho riscaldato gli spagheti al microoonde e li ho mangiati... e mi sono anche piaciuti. I miei antenati italiani si rivoltavano nella tomba, mentre li ricoprivo di parmesan, eppure me li sono pappati e me li sono gustati.

Stesse scene nei supermercati in Svezia. Stefano che mi guardava con occhi sbarrati mentre mettevo nel carrello della spesa tubetti di Kalles, barattoli di aringhe affumicate all'aneto e confezioni famiglia di knäckebröd. È inutile, la scimmia l'ha sempre vinta.

E ora che sono in Svizzera? Niente da fare, il fascino continua. Sono qui da quattro anni ma ogni volta che metto piede in un supermercato provo un senso di esaltazione e di avventura.
Ci sono i cappuccini nel reparto frigo, a marca Starbucks. I blocchi di formaggio per la fondue, da mettere tali e quali nel pentolino. Ci sono sei tipi diversi di patate. Panna normale, acida, semi-grassa. Il rabarbaro. Ma anche i ravioli in scatola, il rösti sottovuoto.


Stefano ormai ha rinunciato a protestare. A volte apre la dispensa e mi tira fuori uno di questi acquisti compulsivi. Vedo che cerca di dire qualcosa, ma alla fine tace e lo rimette via
A ognuno sono permesse delle follie, e questa è la mia.

3 commenti:

Mab ha detto...

Bhe non c'è nulla di male nel voler sperimentare. Anche perchè di solito il cibo porco non è mai insipido o altro anzi!

E' vero..magari poco sano ma anche basta con i soliti pregiudizi.
Io ad esempio impazzisco per il burro salato e tutti i prodotti da forno che si trovano all'estero.O il pane all'aglio...unto ma ne vogliamo parlare? :-)

alice ha detto...

oh.come.ti.capisco.
sono come te!

Pellegrina ha detto...

Mi hai fatto morire dal ridere. Con un po' di note personali, perché anche io, pur amando molto la cucina locale, a volte vado cercando pelati rigorosamente Cirio e pasta rigorosamente De Cecco, che i miei padroni di casa considerano cibo di superlusso... I ravioli in scatola invece li ho visti quando sono andata in Inghilterra a quindici anni, ma confesso, non mi è venuto mai in mente di assaggiarli!

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