martedì 26 marzo 2013

Il brunch di God Save The Food

Domenica scorsa brunch in famiglia da God Save the Food, in via Tortona a Milano. Un giorno di grande pioggia, i vostri eroi intirizziti e fradici trovano rifugio in questo bello spazio e si sentono subito meglio.

Brunch da God Save The Food


Cominciamo subito con le cose buone, che sono tante.
  • Child friendly. Mille punti solo per questo. Sono stati offerti pastelli, fogli e stencil per fare divertire Lucia. Davanti al suo seggiolone era apparecchiato con tovaglie di plastica colorata e bicchierino di plastica. Fasciatoio comodo nel bagno. Menu per bambini a prezzo ragionevole. Bambini in grandi quantità,  ma che si sposavano bene con l'ambiente e stavano a loro agio con i genitori. Ristoratori, ovunque voi siate, avete capito la lezione? Trattate bene il bambino e avrete conquistato il cuore del genitore.
  • Location strepitosa, grande, ampia, con un'acustica perfetta che permette di conversare anche se pieno di gente. Tavoli di dimensioni giuste e con abbastanza spazio per potersi muovere senza sgomitare il vicino.
  • Il menu. Selezione ampia e completa, comprese molte scelte vegetariane e salutiste e il piatto di pasta per chi non vuole cose strane. Dopo gli altri brunch in cui paghi uno sproposito per avventarti sul buffet, è un bel cambio di stile.
  • I centrifugati buonissimi, serviti in giganteschi bicchieroni che non finiscono più. 
  • Personale gentilissimo, amichevole e professionale. Il cameriere è corso in cucina a chiedere conferma di quale dei due hamburger fosse quello al sangue. Servizio rapidissimo ed efficiente.
  • Hamburger da favola. Il bacon cheeseburger è bello cicciotto, la carne cotta alla perfezione, le strisce di bacon croccante che si scioglie sulla lingua. È un panino che mette alla prova le mascelle, e così deve essere un vero hamburger, che ti sporchi le mani di salsa mentre sgoccioli su tutto il piatto. Mmm.
Brunch da God Save The Food  Brunch da God Save The Food


Ma diciamo anche le dolenti note, perché un posto così bello deve migliorare e gli basta davvero poco.

  • I contorni. Penosi. La baked potato è minuscola (una sola, per giunta) e non è fatta al forno, ma sa di patata lessa. Il condimento della patata lessa è una cucchiaiata di Philadelphia. No. Ordiniamo anche un hash brown e ci arriva una mattonella tra il grigio e il marrone bruciato, che sa appunto di bruciato. Di nuovo no. Costerebbe tanto fare un bel mucchio di patatine fritte?
  • I dessert. Dicono cheesecake ma la servono in una coppetta di vetro stile tiramisu, ricoperta da uno zoccolo duro di cioccolato. No. Dicono mousse al cappuccino ma la consistenza non è spumosa ma gelatinosa, tra il budino e il semifreddo. No. 
  • Lo sponsor sfacciato di Nescafé. Era una cosa passeggera o è sempre così? Ammetto che la tazza rossa ha il suo fascino (ed è fotogenica), ma vedersi arrivare la promoter a presentare le diverse qualità di Nescafé, come se fosse un marchio gourmet, era un po' ridicolo.
  • I prezzi. Qualche euro in meno, oppure un giro di succhi/bagels/prosecco offerto dalla casa, sarebbe stato apprezzato.

Brunch da God Save The Food

Detto questo, nell'insieme è stata un'esperienza molto molto positiva, in cui il bello superava di gran lunga il brutto. Solo un paio di aggiustatine e God Save The Food potrebbe diventare il mio punto di riferimento per il brunch domenicale. Al momento la posizione è ancora aperta...

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