martedì 9 aprile 2013

Chiunque tu sia

A New York c'è un fotografo, di cui invidio talento e coraggio, che ferma la gente per strada e fa un ritratto alle persone più interessanti che incontra. Da grande vorrei essere come lui. Per adesso mi limito a rubare foto alla gente che incontro in giro.

L'ho vista in treno qualche settimana fa. Un treno tristissimo, una tratta poco poetica, un giorno grigio e scialbo che veniva reso ancora più brutto dai finestrini sporchi del regionale.


Sconosciuta in treno


Però di fianco avevo lei, ed è stato amore a prima vista.
Sconosciuta in treno, chiunque tu sia, ho adorato ogni tuo dettaglio.
Il maglione di lana un po' spesso, i pantaloni comodi.
I capelli ricci e ribelli ma ben tenuti.
La camicetta a fiorellini.
Seduta sul sedile lercio del treno come se fossi sul divano di casa tua.
Il libro sulle gambe, non un iPhone, non un tablet, ma un libro.
Soprattutto, l'aria di chi è immersa in un suo mondo, di chi è persa nella storia, o nei suoi pensieri, e riesce a liberarsi della realtà che la circonda.

A voi capita mai? Questo fascino istantaneo, misto a curiosità, la voglia di sapere tutto dello sconosciuto che avete accanto?





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