giovedì 25 aprile 2013

L'imprevidibilità dei commiati

Ogni mattina, mentre infilo Lucia in macchina per portarla al nido, scatta dentro di me la scommessa su come sarà il commiato.

Opzione 1 - "viva l'asilo". Lucia inizia a sorridere sin da quando entriamo nell'ingresso. Vede una delle maestre e si illumina. I compagni di classe la salutano dal cancelletto di ingresso e lei li ricambia con una sventolata di mano e un "Ciacià!".
Faccio a malapena in tempo a toglierle giacca e scarpe e metterle le calzine antiscivolo che si lancia dalle mie braccia in quelle della maestra. Senza neanche salutarmi, si dedica completamente alla prima occupazione della mattina: la seconda colazione, con succo di frutta e biscottini, alla quale seguirà una mattina di gioco folle.

Opzione 2 - "mi hai fregata". Lucia ha un sorriso incerto mentre entriamo. La cambio e la spoglio e sul suo volto compare l'aria di chi si rende conto di essere stata fregata. Credeva che andassimo al parco giochi e invece la sto lasciando al vecchio, noiosissimo asilo. Quando arriva la maestra a prenderla, Lucia la saluta con un broncio. Probabilmente ci sarà bisogno di una doppia dose di biscotti per farla sorridere.

Opzione 3 - "noooooo". La reazione che capita subito dopo un weekend lungo o una vacanza, quando Lucia si è dimenticata la routine settimanale dell'asilo nido. Il pianto scoppia non appena è in braccio alla maestra. Mi guarda con una faccia che vuole dire "come hai potuto farmi questo?". Di solito basta un po' di distrazione per farle passare il pianto.  Io scappo via come un ladro, il prima possibile.

Opzione 4 - "non mi lasciareeeeee!". Versione estrema dell'Opzione 3, affinata nell'ultimo mese. Pianto disperato e, in aggiunta, Lucia aggrappata con entrambe le mani al bavero della mia giacca, mentre nasconde la faccia nel mio collo e fa no con la testa. Io e la maestra che ci guardiamo in faccia e ci sentiamo due aguzzine. Il commiato termina con Lucia che mi tende entrambe le braccia con il volto rigato di lacrime, mentre la maestra la porta via. Io torno alla macchina a testa bassa e con il morale ai piedi.

Ogni mattina, quindi, mentre mi avvicino al nido, il mio pensiero è "Come sarà oggi Lucia? Felice, allegra, imbronciata, disperata? Sarà di buon umore? Mi farà sentire una madre snaturata?"

Oggi, ad esempio, è andata benone. Opzione 1. Felice, contenta, ha riso e sorriso a tutti. Sono risalita in macchina sentendomi soddisfatta e realizzata. Di solito, dopo l'opzione 4, l'unico modo per risollevarmi è un cappuccino con brioche, ma solo perché un bicchiere di vino alle 9 del mattino non è socialmente approvato.

Voi mamme che avete bimbi in età di nido, cosa succede quando li lasciate all'asilo? Tanti pianti? Sorrisi e saluti? Anche voi vi sentite in colpa quando i pupi si mettono a piangere mentre ve ne andate? Anche voi affogate il senso di colpa nei dolci e nella caffeina?

(Ah, buon 25 Aprile, per voi che risiedete in una nazione in cui questo giorno è festa. Buona gita fuori porta o lungo weekend.)

4 commenti:

Cristina ha detto...

...fino a un mese fa opzione 1, ora ogni tanto opzione 3, diventa sempre più consapevole e quando succede io scappo come una ladra!! (sono criboe di instagram!)
Ciao!

Eli ha detto...

i miei figli piangevano disperati e quando uscivo 2 secondi dopo, dico 2 secondi (li sbirciavo di nascosto) correvano beati e felici a giocare!!! ..sono dei piccoli sadici....

Sara ha detto...

Per il momento prevale la 1 o la 2 per fortuna. ..però nelmio caso credo sia perché si sentono comunque in "famiglia" visto che sono in tre ;-)

ALittaM ha detto...

Cristina, sono contenta di non essere l'unica a scappare come una ladra mentre il pupo piange. (ciao e bentrovata anche qui!)

Eli, per fortuna anche Lucia fa così, di solito la porto all'asilo che è giusto l'ora della merenda e allora si distrae con un biscottino.

Sara, in effetti in tre fanno squadra e si distraggono a vicenda...!!

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails