martedì 18 giugno 2013

Letterpress workers

Letterpress Workers

Una passione che mi è arrivata negli ultimi tempi.
La tipografia "letterpress", quella all'antica fatta con rulli e gli inchiostri e gli stampi.

Da parecchi mesi sto seguendo a mo' di groupie innamorata una serie di tipografie della zona, e finalmente sabato scorso sono andata a trovarli a un summit a Milano in cui c'erano praticamente tutti.

Letterpress Workers Letterpress Workers

L'amore è stato istantaneo.
Un grande spazio abbandonato che delle persone capaci e caparbie hanno saputo recuperare. Libri e workshop nelle stanze adiacenti. Una galleria molto scenografica.
Un gigantesco tavolo in cui sbizzarrirsi a disegnare e creare quello che si vuole: tempere, pennarelli, carta, ritagli, matite. Non prendevo in mano un pennello dalla terza media. Ho creato un'opera d'arte che faceva schifo, ma chissenefrega.

Letterpress Workers Letterpress Workers

E poi loro, che lavoravano.

Letterpress Workers

Carte, inchiostri, rulli. Macchine d'epoca, dove l'elettricità non è prevista né necessaria, ma soltanto l'ingegno, l'intelligenza e il buon vecchio olio di gomito.
Risultati fenomenali, dove la manualità è l'unica padrona. In alcuni tavoli accanto, altri ragazzi che preparavano le incisioni su piastre di linoleum, armati di sgorbie e idee.
Stampavano con calma, posizionando ad arte ogni foglio e ruotando con movimenti decisi i rulli di stampa. Stendevano i fogli ad asciugare come panni al sole. Mischiavano i colori sulle loro tavolozze.
Alcuni ipotizzavano mezzi di stampa non convenzionali e allora li vedevi stampare su vassoi da panettiere o altro. Chiaccheravano tra di loro in molte lingue. Provenivano da tutta l'Italia, l'Europa, il mondo.
ALittaM in mezzo a loro che li guardava, emozionata, e scattava foto.
E sognava di trovare un piccolo spazio, da qualche parte, in cui aprire la sua tipografia.
Imparare il mestiere da uno di loro, oppure fare una serie di gavette itineranti per l'Europa, e poi stabilirsi da qualche parte in Ticino e iniziare a sperimentare.
Fare biglietti da visita, inviti, poster per eventi.
Imparare a disegnare e a intagliare. E a stampare, checcavolo.
Avere sempre le mani sporche di inchiostro e puzzare di solvente.
Vivere tra la carta e tra le macchine. Non più attaccata al computer dalla mattina alla sera.
Certo, per il momento è solo un sogno, ma l'emozione che ho provato a vedere queste macchine e questi lavori ha il suo significato, e non voglio dimenticarmelo.



2 commenti:

Pellegrina ha detto...

Facevano anche la composizione manuale? Carattere per carattere?

ALittaM ha detto...

Sì, una cosa da non crederci. Ma soprattutto incidevano a mano le illustrazioni. Bellissimo!!

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