martedì 30 luglio 2013

Keramoti

Un saluto dal paesino di Keramoti.


Siamo arrivati giovedì sera, dopo l'ennesima faticaccia valigia + auto + aeroporto + valigia + auto.

Il paesino è un gruppetto di case che inizia e finisce nell'arco di una passeggiata, nascosto tra i canneti alla foce di un fiume. Sì, direte voi, canneti? Sembra di stare da mio suocero a Scardovari: laguna e canneti verdi e rigogliosi, cicogne, aironi e zanzare a non finire.
Questo paesino ha soltanto case di villeggiatura, qualche negozio e un paio di taverne. È molto in voga per i residenti della vicina Bulgaria, e infatti non ho mai visto tanti bulgari quanto in questa settimana. Penso che Keramoti stia a Sofia come la Liguria sta a Milano: ci vengono le famiglie benestanti a stare un po' tranquille.
L'appartamento è accogliente e comodo. C'è una camera da letto, un terrazzino circondato da piante, un salotto con cucina, un balcone di servizio dove stendere i teli, aria condizionata e un piccolo barbecue in terrazzo.
Ma soprattutto, è a 50 metri dalla spiaggia.
La spiaggia poi, sembra fatta su misura per i bimbi piccoli. Sabbia fine, grandissimi spazi. Acqua pulita e cristallina che scende lentamente, così lentamente che non sono ancora riuscita ad arrivare in un punto dove non si tocca.
Qui non ci sono i lidi attrezzati nel senso che conosciamo noi in Italia, ma si tratta di bar/ristoranti che hanno costruito il loro locale a bordo spiaggia e lo hanno attrezzato di ombrelloni, lettini e un team strepitoso di camerieri. Non si paga il lettino né la permanenza, ma è richiesta una consumazione. Il che significa che possiamo stare in spiaggia gratis "a patto che" ci sbevazziamo un paio di nesfrappé ogni tanto. Meraviglioso.
Lucia è in estasi. Adora fare il bagno con mamma e papà, giocare con la sabbia, pranzare a suon di spaghetti e carne alla griglia e poi farsi lunghe dormite in camera. Ha imparato a reclamare a gran voce il gelato e il bagno in mare, come se si trattasse di suoi diritti imprescindibili. Ha già quell'aria selvatica dei bambini al mare, con i capelli arricciati e pieni di nodi, le punture di zanzara sulle braccia, la pelle che sa di sudore, salsedine e crema solare.

Il tutto condito dalle celebrazioni per il matrimonio di un caro amico di Ste, conosciuto ai tempi dell'Erasmus ad Atene, che sono durate tre giorni tra aperitivi pre-matrimonio e saluti post-matrimonio. Ma sul Big Fat Greek Wedding scriverò un post a parte, perché credevo che il film esagerasse, e invece è proprio così.

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