martedì 5 novembre 2013

Quando la Svizzera mi infastidisce

Dovevano arrivare, i momenti in cui essere una expat in Svizzera non erano solo rose e fiori. Non che io voglia dire che fino a oggi sia stata una luna di miele, per carità: la Svizzera è un rompicapo che ho rinunciato a decifrare. Ma ultimamente mi sono capitate alcune piccole inezie che mi hanno fatto demoralizzare, tipo:

  • Essere ripresi da degli estranei perché hai messo l'auto un po' fuori dalla riga.
  • L'impiegata della banca che ti ride letteralmente in faccia perché vuoi un libretto di assegni, cosa che in Svizzera non si usa più dal 1995 o giù di lì.
  • La signora che ti apostrofa per strada mentre torni con Lucia dal nido "Non si portano fuori i bambini con questo tempo!" 
  • Comprare una bilancia elettronica e pagarla il doppio di quanto la pagheresti in Italia. "Ma questa è una marca tedesca, signora, mica quelle cose fatte in Cina che vendono da voi." Peccato che sul fondo della bilancia ci sia scritto "Made in P.R.C."
  • La carta di credito che dopo 5 giorni dalla scadenza del pagamento ti blocca la carta. Ah, sei in viaggio all'estero? Dovevi pensarci prima.
  • Le vecchiette al centro di raccolta differenziata che controllano nei tuoi sacchetti per essere sicure che tu stia buttando il vetro nel vetro e la carta nella carta, e non altre cose. No, non sono funzionarie del comune, sono delle passanti che amano rompere le balle alla gente.
  • L'amministratore di condominio spaccaballe che manda lettere di minaccia a ogni minimo sgarro.
  • La compagnia telefonica che quando spendi più di 300 CHF nell'arco dei due mesi ti taglia la linea. Così per essere sicuri. Non ci devono essere necessariamente fatture scoperte, soltanto una bolletta un po' troppo alta.
  • Cercare di vendere una lavatrice che ti avanza dal trasloco, marca Ariston, nuova di pochi mesi, e sentirsi dire dalla potenziale acquirente che non te la compra perché "è una marca italiana e io delle cose italiane non mi fido".
  • Le multe per occultamento di spazzatura (è successo davvero!)
  • Fare due metri di parcheggio contromano in un centro commerciale ed essere aggredita verbalmente da uno dell'Appenzello Interno.
Per carità, ad analizzarle tutte queste cose, alla fine hanno ragione loro, siamo noi italiani a volere fare gli italiani sempre e ad ogni costo, e ci arrabbiamo anche se da parte altrui non troviamo la minima flessibilità. Gli svizzeri per certi versi sono dei robot, sono programmati per essere rigorosi e precisi e affidabili.

Però a volte mi fanno impazzire.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Capisco i tuoi sentimenti perché conosco come si vive in Svizzera.
Sì, sono bravi, precisi e scrupolosi ma lo sono da bravi soldatini che si comportano così perché abituati ad obbedire a regole rigide da non infrangere perché le multe sono salatissime.
Conoscendo Zurigo e la rigidità della raccolta differenziata in quella città capisco le multe per occultamento di immondizia...un mio parente in visita a Zurigo con bambini piccoli conservava tutto il giorno i pannolini dei bambini per lasciarli alla sera in albergo, non sapendo dove metterli altrimenti e l'ultimo giorno è partito portando con sé in Italia tutti i pannolini della giornata.
Anche ad Amsterdam, altra città di cui conosco come si vive, tutto funziona bene ed anche meglio che in Svizzera ma lì si sente che le persone si comportano così perché hanno interiorizzato un senso civico fortissimo e non perché educati fin da piccoli all'obbedire o...multa!
Poi certamente è spesso molto apprezzabile una società ordinata a prescindere dalle ragioni per cui lo è.
Mila

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