lunedì 9 dicembre 2013

Malattie fulminee e altre storie del weekend

Farsi aggredire da un gastrovirus giovedì sera.
Passare venerdì ammosciata sul divano, in preda a nausee e crampi, maledicendo la stagione dei malanni nonché l'ormone della malattia che ti rende insopportabile la visione di qualsiasi film (mi sono scesi i lacrimoni guardando Wall-E. Wall-E, per la miseria).
Risorgere debolmente sabato mattina e nel pomeriggio tirare fuori albero, palline, luci.

Farsi aiutare da Lucia a decorare l'albero, mettere una playlist di canzoni natalizie.
Mangiare pastina in brodo come fosse la cosa più buona del mondo.
Spalmarsi sul divano a vedere un film di Natale. Scegliere, dopo molti dibattiti, Love Actually, a patto (richiesta di Ste) di saltare tutta la parte noiosa con Liam Neeson e il marmocchio.
Girare a Lugano la domenica mattina, tra le bancarelle e i negozi miracolosamente aperti, a comprare regali. Mandare maledizioni ai venditori ambulanti di palloncini, che sono ovunque, e i bambini impazziscono quando li vedono, e abbiamo dovuto distrarre Lucia con scene da circo per evitare che chiedesse per la centesima volta il palloncino di Barbapapa.
Rintanarsi in casa e dormire, poltrire, bere un the caldo, infornare una focaccia.
Lucia è contentissima della casa decorata per Natale, e fa le feste all'albero quando lo vede e guarda affascinata le luci in balcone. Il suo passatempo di domenica sera è usare le pedine del presepe come giocattoli e portarle in giro per casa, raggruppando le pecorelle in un angolo della libreria e battezzando "Chicco" uno dei pastori.
Sono stati tre giorni intensi ma degnamente vissuti.

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