giovedì 31 gennaio 2013

Let The River Run

Mi è balzata agli occhi stamattina e mi si è aperto un mondo. Un mondo di ricordi.
Gli anni '80. Donna In Carriera. Io bambina che guardavo questo film sulle pendolari di New York con le scarpe da ginnastica e la borsa con i tacchi a spillo. I capelli giganteschi di Melanie Griffith. Sigourney Weaver bellissima.
E lui, lui, il mio amore di allora, Harrison Ford. Quando era ancora un gran gnoccolone con la faccia da canaglia. Quando guardarlo non ti metteva tristezza e malinconia: perché Harrison Ford, ammettiamolo, ha avuto un decennio di figaggine assoluta e poi è invecchiato, imbolsito, ha smesso di recitare persino quel poco che recitava solitamente ed è diventato noioso tutto in un colpo solo. Il canto del cigno secondo me è stato Il Fuggitivo, poi è arrivato lo schifo.
Harrison Ford è il cinema degli anni Ottanta, punto.
E io adoravo la canzone di questo film. Avevo persino lo spartito al pianoforte e la suonavo, centinaia di volte.
Sono cose che ti dimentichi, le passioni travolgenti di quando eri giovane. Ma non scompaiono, finiscono nel cassetto e quando meno te lo aspetti il cassetto si apre, e le ritrovi uguali a come le avevi lasciate.
Ecco il video (bellissimo) della canzone Let The River Run di Carly Simon.




Voi ve lo ricordate questo film? Anche voi avevate una cotta pazzesca per Harrison Ford?

martedì 29 gennaio 2013

Di nanne e di pupi

A volte mi tornano in mente le prime notti. Quando Lucia aveva un mese, un mese e mezzo, a portarla in braccio avanti e indietro in corridoio, fino a che non crollava. Non me li devo dimenticare, quei pianti notturni (di madre e figlia) e la disperazione di non sapere come fare addormentare un bambino.
Perché me l'avevano detto in tanti, che riuscire a far dormire un bambino era una cosa difficile, e richiedeva pazienza e costanza e una routine ferrea.
Io gliele ho date tutte, queste cose. Ciuccio, copertina, biberon della buonanotte, carillon di Winnie Pooh che la fa addormentare.
Ha funzionato? Pure troppo!

Stamattina ho dovuto tirarla fuori dal letto alle 8.30. Se ne stava lì, rintanata sotto il piumone, a ciucciare il ciuccio e stropicciarsi la coperta sugli occhi. Guardava languidamente gli sticker degli animali attaccati alla parete.
Non appena mi avvicinavo al lettino, lanciava un mugolio e si rigirava dall'altra parte, sempre più sotto la coperta. Come per dire "ancora cinque minuti".
Alla fine era troppo tardi, le ho tolto le coperte e il ciuccio e l'ho presa in braccio. Non sia mai: pianto disperato, urla, calci, e Lucia che si protende verso il letto come un naufrago verso la scialuppa.
Ha fatto colazione con il broncio, i capelli arruffati e l'occhio cisposo di chi avrebbe dormito un'altra ora.

Insomma, io ho passato tre mesi a disperarmi che mia figlia non mi dormiva, e alla fine mi ritrovo con una bimba di 16 mesi che alla mattina faccio fatica a togliere dal letto.
Sono soddisfazioni.

(questo è un messaggio a tutti coloro che hanno bimbi piccoli e sono disperati e preoccupati e convinti che non dormiranno mai più. È un messaggio di speranza per dirvi di non mollare, di tenere duro e continuare. Perché prima o poi i pupi dormono. Oh se dormono)

mercoledì 23 gennaio 2013

16 mesi (e oltre) di pupa

Il caos: Adora buttare a terra tutti i libri e le riviste al piano terra della libreria del corridoio. Li sparge a semicerchio intorno a sé, li ispeziona, poi tira fuori sempre lo stesso libretto (un compendio di grammatica tedesca...!), lo scruta con interesse per parecchi minuti, e poi lo butta da parte insieme agli altri. ALittaM passa le serate a recuperare libri da ogni angolo della casa e rimetterli sugli scaffali, ben conscia del fatto che il giorno dopo torneranno tutti allo stesso posto.

La piccola DJ: Tiene raggruppati tutti i giocattolini che emettono suoni e rumori: la pianola, la fattoria parlante, il libro con il verso degli animali, la rana maledetta*. E poi si scatena con il multitasking: con una mano suona uno, con l'altra mano aziona l'altro, con il piede (giuro!) il terzo, e di quando in quando fa partire anche il quarto. Il risultato è una performance che assomiglia a quella di un tastierista rock anni '70.

Il capriccio: Sta imparando a esprimere le proprie opinioni: non voglio alzarmi dal letto, voglio restare sull'altalena ancora mezz'ora, voglio fare ancora mille giri sulla giostra, non togliermi di mano il tuo cellulare. Il suo modo di esprimere tutte queste emozioni? Urla, pianti disperati, calci e altre amenità.

La mamma è la mamma: Alla presenza di estranei o di troppa gente, Lucia si rifugia tra le mie braccia. Mi si arrampica in braccio, nasconde la testa sulla mia spalla, mi dà un bacio sulla bocca e da quella distanza di sicurezza si mette ad osservare gli altri. Quando fa così mi fa sentire un supereroe.

Il papà è il papà: Lo guarda con occhi innamorati e poi mormora tra sé e sé "Papà... papahh!" come se fosse una rockstar.

La ballerina: Abbiamo scoperto che adora il balletto classico. Si ferma davanti allo schermo imbambolata, cerca di imitare i passi (solleva anche le braccia in aria!) e, alla fine del brano, esplode in un fragoroso applauso.

La spaghettivora: Come conquistare per sempre il cuore di una pupa di 16 mesi? Facile, con un piatto di spaghetti al pomodoro. Alla fine del pasto la vostra casa non sarà più la stessa, si dovrà lavare tutto, ci saranno pezzi di pomodoro anche sul soffitto e sul terrazzo, ma la pupa sarà altamente soddisfatta.








(*ognuno di questi tre oggetti merita un post a parte. Dovrei creare la sezione "ALittaM e i giochi allucinanti per bambini")

venerdì 18 gennaio 2013

Giornata no

Oggi è stata una giornata di quelle "no". Che ti svegli con un sottile mal di testa e arrivi al dopopranzo che vuoi prendere a testate il muro.
Sarà colpa anche degli ennesimi due giorni di tensione e giramenti di balle. Lo so, ho detto che devo imparare a perdonare. Ci sto provando, sono molto Zen. Ma quando le persone diventanto da solari a scorbutiche e sul finire ti chiudono una porta in faccia, non c'è Zen che tenga. Soltanto tenere duro e aspettare che passi la nuvola.
Mettici che ho anche passato la mattina a fare tutte quelle cose che stavo procrastinando da tempo (leggasi, lavare la macchina, andare per moduli, andare per uffici vari), alcune delle quali mi hanno un po' infastidito. E per fortuna che la burocrazia svizzera è veloce, cortese, precisa e cordiale, altrimenti sarebbe finita anche peggio.
Mettici che oggi pomeriggio (nonostante il freddo gelido) il sole splende che sembra estate, e nel salotto di casa sembra di stare in una serra, c'è luce e caldo e mi manca l'aria, e come molti di voi sanno per me è una angoscia, perché per me un giorno di sole equivale a ennesimo fastidio. Che se lo chiedete a me dovrebbe piovere tutti i giorni, preferibilmente con scrosci violenti che battono sui vetri. Quello è il tempo ideale per me.
E quindi alla fine niente, solo per dire che è stata una giornata di quelle così, in cui fai tante cose ma hai l'idea di non aver concluso niente. Ora finalmente il sole è tramontato dietro i palazzi di Lugano, e non si sa come mai io inizio a riprendere le energie neanche fossi un vampiro.
Mi infilo le scarpe e vado a prendere Lucia al nido. E nel mentre inizio a pianificare la cena e il weekend.

Com'è stata la vostra ultima giornata "no"?

mercoledì 16 gennaio 2013

Potpourri in pentola, per la casalinga che c'è in me

A volte mi sento davvero una Martha Stewart dei poveri: scopro questo genere di cose, mi esalto, e provo il desiderio di scriverle sul blog.
E sì che io sarei una donna di cultura e di mondo, l'anti-glamour per antonomasia, che ama viaggiare e odia stirare e mettere a posto, e si veste con le prime cose che trova in giro e in questo momento vi sta scrivendo in tuta e calzettoni. Poi bastano due scorzette di arancia e puf! Mi sento un angelo del focolare con collanina di perle e grembiule a fiorellini.

In ogni caso, quello che vi volevo dire è:

- Prendete due arance e fateci una spremuta, che vi fa tanto bene soprattutto in questo periodo.
- Non buttate le bucce!
- Mettete le bucce in un pentolino e copritele d'acqua.
- Mettete il pentolino sul fuoco e aggiungete un cucchiaino di chiodi di garofano e qualche goccia di essenza di vaniglia.
- Fate bollire a fuoco medio.
- La vostra casa inizia a profumare che è una meraviglia. Continuate a fare bollire per quanto ne avete voglia, il profumo diventa sempre più buono col tempo.

Su questa base potete sbizzarrirvi in base a quello che avete in casa. Limone? Cannella? Anice stellato? Alloro?

PS: Credevo di averlo scoperto io. E invece ho letteralmente scoperto l'acqua calda. Si chiama Simmering Potpourri (Potpourri bollito, in inglese ha un suono molto più romantico) e ha persino dei seguaci su Pinterest. Voi però, quando mi avrete copiato e la gente vi chiederà da dove avete preso l'idea, mi raccomando dite che l'avete presa da me!

martedì 1 gennaio 2013

Propositi per il 2013

Prevedibile come le lenticchie e la marcia di Radetzky, ecco il mio elenco dei buoni propositi per l'anno che è iniziato:

- Don't dream it, be it. Realizzare tutte le idee che ho in testa, anche quelle che sono troppo complicate e mi demoralizzano al solo pensiero.
- La pupa & io. Portare Lucia in posti divertenti: le giostre, la piscina, al museo, ma anche semplicemente al parco.
- Rivoglio la mia forma. Perdere i chili che mi porto dietro e mi danno sempre più fastidio.
- Più tempo per me stessa. Piscina, esercizi, passeggiate, bagni caldi, un massaggio rilassante. Perché la cosa più importante è stare bene con se stessi.
- Andare al cinema con Stefano, idealmente una volta alla settimana, ma più verosimilmente una volta al mese sarebbe già bello.
- Portare Lucia a Londra. Devo dire altro? La mia adorata Londra con la mia adorata pupa. Il museo di Scienze Naturali mano nella mano. Farle assaggiare i ramen da Wagamama e gli scones da Fortnum&Mason.
- Basta Ale scorbutica. Ho un carattere di merda. Sono scontrosa e permalosa. Me lo devo mettere in testa che questo mio modo di fare non è simpatico, non é spiritoso, è soltanto irritante. Prendere un bel respiro, sorridere e lasciare che la frecciatina acida si dissolva prima di arrivare alla lingua. Non ci vuole molto.
- Lasciare Lucia ai nonni e andare via con Ste per un weekend. Lo so, anche se lo facessimo rischieremmo di passare il tempo a parlare di Lucia, ma inizio ad avere voglia di stare sola con Ste per più di un paio di ore.
- Manualità & artigianalità. Voglio fare un corso di qualcosa di artistico e che sporchi le mani. Calligrafia, tipografia, taglio e cucito, acquerello, disegno a carboncino, cucina. Suggerite pure. Mi interessa tutto.
- Webdesign. Voglio imparare a fare un sito che non sembri uscito dal 2002. Sono stufa di guardare i siti degli altri e dire "ma come cavolo hanno fatto?". C'è tanto da studiare e da imparare, ma la sfida mi affascina.
- Amare chi mi ama. Gli amici, i miei genitori, i miei parenti. Sono circondata da persone che mi vogliono bene e non bisogna perdere occasione per ricordare loro che sono ricambiati.
- Chiudere una porta. Ci sono cose che vanno lasciate alle spalle altrimenti restano a pesarti addosso come una zavorra.

Sembra roba da poco eh? E invece... ce n'è di lavoro da fare.
Non è più tempo di stare seduti e pretendere che l'anno nuovo ci faccia piovere addosso gioie e soddisfazioni, usciamo dal bozzolo e andiamo a cercarcele!

Buon 2013 a tutti quanti!

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