giovedì 28 marzo 2013

Il primo bernoccolo

È sera e la pupa gioca in corridoio. ALittaM e Ste lavoricchiano per casa, buttando un occhio ogni tanto alla pupa. A un certo punto si sente "tonf!" e il rumore di qualcosa che cade di malo modo per terra.
"Oh che caduta!" dice Ste che ha visto la scena con la coda dell'occhio: Lucia è inciampata su una scatola ed è ruzzolata a terra sbattendo la fronte.
Un attimo di silenzio e poi "Uaaaaaaaa!!"
Faccino rosso e fiumi di lacrime. Mamma e papà la cullano e la consolano al meglio. Lucia sembra arrabbiata e spaventata e subito su un lato della testa compare un bel bernoccolo blu.
Dopo qualche minuto di impacchi di ghiaccio e la lettura di un libretto, la pupa è felice e sorridente come prima, con l'aggiunta di un bernoccolo sulla fronte.

È iniziata l'era dei capitomboli e delle cadute rovinose.

Piccola mia, questo è solo l'inizio, purtroppo la vita ti riserverà tanti capitomboli, nel corpo e nello spirito. Ma l'importante è imparare a rialzarsi e tenere sempre a portata un paio di braccia amorevoli in cui rifugiarsi se ce n'è bisogno. È per questo che la mamma è qui per te. Un bacino sulle guance rigate di lacrime.

martedì 26 marzo 2013

Il brunch di God Save The Food

Domenica scorsa brunch in famiglia da God Save the Food, in via Tortona a Milano. Un giorno di grande pioggia, i vostri eroi intirizziti e fradici trovano rifugio in questo bello spazio e si sentono subito meglio.

Brunch da God Save The Food


Cominciamo subito con le cose buone, che sono tante.
  • Child friendly. Mille punti solo per questo. Sono stati offerti pastelli, fogli e stencil per fare divertire Lucia. Davanti al suo seggiolone era apparecchiato con tovaglie di plastica colorata e bicchierino di plastica. Fasciatoio comodo nel bagno. Menu per bambini a prezzo ragionevole. Bambini in grandi quantità,  ma che si sposavano bene con l'ambiente e stavano a loro agio con i genitori. Ristoratori, ovunque voi siate, avete capito la lezione? Trattate bene il bambino e avrete conquistato il cuore del genitore.
  • Location strepitosa, grande, ampia, con un'acustica perfetta che permette di conversare anche se pieno di gente. Tavoli di dimensioni giuste e con abbastanza spazio per potersi muovere senza sgomitare il vicino.
  • Il menu. Selezione ampia e completa, comprese molte scelte vegetariane e salutiste e il piatto di pasta per chi non vuole cose strane. Dopo gli altri brunch in cui paghi uno sproposito per avventarti sul buffet, è un bel cambio di stile.
  • I centrifugati buonissimi, serviti in giganteschi bicchieroni che non finiscono più. 
  • Personale gentilissimo, amichevole e professionale. Il cameriere è corso in cucina a chiedere conferma di quale dei due hamburger fosse quello al sangue. Servizio rapidissimo ed efficiente.
  • Hamburger da favola. Il bacon cheeseburger è bello cicciotto, la carne cotta alla perfezione, le strisce di bacon croccante che si scioglie sulla lingua. È un panino che mette alla prova le mascelle, e così deve essere un vero hamburger, che ti sporchi le mani di salsa mentre sgoccioli su tutto il piatto. Mmm.
Brunch da God Save The Food  Brunch da God Save The Food


Ma diciamo anche le dolenti note, perché un posto così bello deve migliorare e gli basta davvero poco.

  • I contorni. Penosi. La baked potato è minuscola (una sola, per giunta) e non è fatta al forno, ma sa di patata lessa. Il condimento della patata lessa è una cucchiaiata di Philadelphia. No. Ordiniamo anche un hash brown e ci arriva una mattonella tra il grigio e il marrone bruciato, che sa appunto di bruciato. Di nuovo no. Costerebbe tanto fare un bel mucchio di patatine fritte?
  • I dessert. Dicono cheesecake ma la servono in una coppetta di vetro stile tiramisu, ricoperta da uno zoccolo duro di cioccolato. No. Dicono mousse al cappuccino ma la consistenza non è spumosa ma gelatinosa, tra il budino e il semifreddo. No. 
  • Lo sponsor sfacciato di Nescafé. Era una cosa passeggera o è sempre così? Ammetto che la tazza rossa ha il suo fascino (ed è fotogenica), ma vedersi arrivare la promoter a presentare le diverse qualità di Nescafé, come se fosse un marchio gourmet, era un po' ridicolo.
  • I prezzi. Qualche euro in meno, oppure un giro di succhi/bagels/prosecco offerto dalla casa, sarebbe stato apprezzato.

Brunch da God Save The Food

Detto questo, nell'insieme è stata un'esperienza molto molto positiva, in cui il bello superava di gran lunga il brutto. Solo un paio di aggiustatine e God Save The Food potrebbe diventare il mio punto di riferimento per il brunch domenicale. Al momento la posizione è ancora aperta...

mercoledì 20 marzo 2013

Cartoline da Roma

Lucia in treno

Siamo stati in treno per tre ore e ci siamo divertiti un mondo. Compresi mamma e papà, che mi hanno portato a passeggio nel vagone e mi hanno fatto leggere i libri e dato biscotti e frutta fino a che non sono crollata addormentata in braccio a loro.

A messaAngelus

Siamo andati a messa e siamo stati bravissimi. Per due minuti. Poi abbiamo iniziato a cantare, chiaccherare, camminare, fare i sorrisi ai signori della fila davanti. Poi abbiamo fatto un salto a vedere l'Angelus del nuovo Papa, ma c'era tantissima gente e allora ci siamo accontentati dei maxi schermi vicino a Piazza San Pietro.

Tarantella dancersTarantella dancers

La tarantella ballata per strada in Piazza Navona ci piace tantissimo e abbiamo battuto le mani con trasporto.

In fila al museoIn fila al museo
 
Sotto la pioggia gelida e il vento sferzante abbiamo affrontato la coda per entrare alle Scuderie del Quirinale, ma io sorrido sempre e comunque perché mi piace l'avventura.

Scuderie del QuirinaleScuderie del Quirinale
  
Dopo la mostra di Tiziano (dove io ho dormito della grossa avvolta dalla penombra e dalle luci dei quadri) ho scorrazzato in una saletta dalla vista spettacolare in compagnia del mio grande amore, l'audioguida.

LuciaA nanna
 
Un aperitivo in Piazza di Spagna e poi sono crollata a letto a casa di zia Lucia. Ho dormito 13 ore filate, una cosa che non ci credeva nessuno.

Il parco giochi di Villa BorgheseVilla BorgheseIl parco giochi di Villa BorgheseIl parco giochi di Villa Borghese
  

Siamo stati a Villa Borghese e c'era un bel sole e un bel parco giochi. E io mi sono sporcata e inzozzata con la terra e la ghiaia che sembravo un maialino. Ma ero felicissima.

Ed eccoli qua questi quattro giorni a Roma, volati in un batter d'occhio tra parenti, amici, conoscenti, giri in taxi, pizzerie, carciofi, caffé. Siamo tutti quanti stanchi morti ma contentissimi, e fermamente convinti che weekend come questo vadano ripetuti spesso e volentieri.

mercoledì 13 marzo 2013

Altri anniversari

È passato un anno da uno dei giorni più brutti della mia carriera.

Da quello che è successo quel giorno, posso dire oggi di avere imparato molte cose.

Prima di tutto ho imparato che quelli che tu credi essere sogni tuoi, marchi tuoi, progetti tuoi, in realtà non lo sono mai stati. Tu e i tuoi colleghi avete dedicato energie, ore di lavoro, notti insonni, e infinita passione a quel progetto, ma avete sbagliato a pensare che fosse vostro. Perché in realtà apparteneva a chi ha la maggioranza, o messa in maniera più cruda, a chi ha i soldi.

E può capitare che un progetto che tu hai sempre pensato come tuo ti venga sgretolato sotto i piedi, ridicolizzato e stravolto da un momento all'altro, senza motivo, con la forza. Può capitare che un'azienda che aveva un'anima diventi da un momento all'altro un posto freddo e alieno. Un posto dove non vuoi più andare, non a quelle condizioni, non senza ciò che la rendeva unica e speciale.

Io, un anno dopo questo 13 Marzo odioso, ho passato una giornata a fare birra e parlare di birra e bere birra, in compagnia della stessa persona a cui un anno fa ero stata obbligata a dire arrivederci.

L'ho pagata cara, questa libertà, ma me ne sto gustando ogni sorso.

"Mhm, life hasn't been very kind to me lately,
But I suppose it’s a push from moving on
In time the sun’s gonna shine on me nicely

Something tells me good things are coming and I ain’t gonna not believe
I am looking for freedom, looking for freedom
And to find it cost me everything I have..."



lunedì 11 marzo 2013

I supermercati Svizzeri

Io ho questa cosa qui, che quando sono all'estero adoro andare nei supermercati.
Ne parlavo proprio ieri con un'amica che condivide questa mia follia. Il supermercato straniero ha per me un fascino da cui non riesco a sfuggire.

Mi ricordo i primi giorni a Cardiff, in Galles, dove ho passato l'Erasmus. Giravo per Sainsbury's in cerca degli spaghetti Barilla e della passata Cirio (perché gli italiani all'estero hanno bisogno di sentirsi a casa, e io non ero da meno), quando i miei occhi sono caduti sulle cose più belle che avessi mai visto: Spaghetti bolognese in vaschetta. Chicken korma con riso. Cottage pie. Sughi pronti Dolmio. Confezioni da 24 sausages. Jaffa cakes. Vaschette di hummus. Sandwich al bacon e insalata. Pringles alla sour cream&onion.
È stato un attimo. Subito sulla mia spalla è piombata una scimmia che ha iniziato a urlarmi nelle orecchie "Compra! Compra tutto! Provali! Devono essere buonissimi!"
Non ho resistito alla tentazione. Anche se sapevo che erano schifezze, anche se nel mio cuore rimpiangevo la scelta, ho comprato. Ho riscaldato gli spagheti al microoonde e li ho mangiati... e mi sono anche piaciuti. I miei antenati italiani si rivoltavano nella tomba, mentre li ricoprivo di parmesan, eppure me li sono pappati e me li sono gustati.

Stesse scene nei supermercati in Svezia. Stefano che mi guardava con occhi sbarrati mentre mettevo nel carrello della spesa tubetti di Kalles, barattoli di aringhe affumicate all'aneto e confezioni famiglia di knäckebröd. È inutile, la scimmia l'ha sempre vinta.

E ora che sono in Svizzera? Niente da fare, il fascino continua. Sono qui da quattro anni ma ogni volta che metto piede in un supermercato provo un senso di esaltazione e di avventura.
Ci sono i cappuccini nel reparto frigo, a marca Starbucks. I blocchi di formaggio per la fondue, da mettere tali e quali nel pentolino. Ci sono sei tipi diversi di patate. Panna normale, acida, semi-grassa. Il rabarbaro. Ma anche i ravioli in scatola, il rösti sottovuoto.


Stefano ormai ha rinunciato a protestare. A volte apre la dispensa e mi tira fuori uno di questi acquisti compulsivi. Vedo che cerca di dire qualcosa, ma alla fine tace e lo rimette via
A ognuno sono permesse delle follie, e questa è la mia.

lunedì 4 marzo 2013

Spaghetti al forno

Questa fa parte della serie "ricette che fanno molto contenti i bambini e i genitori".
Non li fa quasi nessuno perché sono esteticamente discutibili e ricordano molto la mensa di una università tedesca, ma in realtà gli spaghetti al forno sono una grande comodità quando si hanno bimbi piccoli. Io li preparo mettendoci dentro prosciutto e mozzarella per renderli più sostanziosi, un bel piatto unico per le sere invernali.

Baked spaghetti
Ingredienti.

  • 500 g spaghetti
  • 1 l sugo di pomodoro
  • 250 g mozzarella
  • 100 g prosciutto cotto
  • 1 bustina Parmigiano Reggiano
  • pangrattato
  • sale
  • pepe
  • olio

Preparazione.

Spezzare gli spaghetti in pezzi di circa 3-4 cm di lunghezza. Cuocere molto al dente.
Tagliare il prosciutto cotto a striscioline o sminuzzarlo con il passaverdure. Tagliare a cubetti piccoli la mozzarella.
In una teglia antiaderente, mescolare gli spaghetti con il sugo, aggiungere il prosciutto e i dadini di mozzarella e amalgamare tutto in modo uniforme. Aggiustate di sale e pepe e date una svirgolata di olio per insaporire. Cospargete la parte superiore di abbondante Parmigiano grattugiato.
Mettere nel forno già caldo a 180° e lasciare cuocere per una mezz'ora. Terminate con 10' di grill per fare dorare la crosticina di formaggio.

Servire calda spolverata di altro Parmigiano.
Completate il pasto con una macedonia di frutta fresca e voilà, la cena è fatta.

Baked spaghetti Baked spaghetti


domenica 3 marzo 2013

Cose che mi piacciono

Alcune delle cose che ultimamente mi sono piaciute di più.















Source: flickr.com via Santiago on Pinterest








Tutte immagini tratte dalla mia collezione di cose che mi ispirano di Pinterest.
E voi avete un posto dove tenete le cose che vi piacciono? Una scatola, una busta, un angolo del cervello, una borsa in fondo all'armadio? Alla fine la nostra vita è una lunga collezione di cose che ci piacciono.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails