martedì 28 gennaio 2014

Il girone del Decathlon

Esiste un girone particolare dell'inferno, ed è il Decathlon di Baranzate la domenica pomeriggio di Gennaio.
Luogo di disperazione di intere famiglie, che si aggirano per i corridoi, respirando l'aria che sa di gomma, lattice e cloro, e ricorda un po' la palestra e un po' la piscina.
Ci sono mogli svogliate che arrancano dietro a mariti che provano racchette da tennis.
Gruppi di bambini esagitati che si lanciano palloni da basket. Fratelli che fanno a gara di velocità con i cestini di plastica, urlando a squarciagola.

Un piccolo mostro, mortacci sua, che appena entrato nel negozio ha afferrato una trombetta per bicicletta e ha iniziato a farla suonare incessantemente per mezz'ora (e in quei momenti mi chiedo dove sono, oh, dove caspita sono i genitori di questo marmocchio?).
Commessi che si defilano in un angolo a gonfiare le gomme delle biciclette col compressore, in modo da non sentire il baccano intorno a loro.
Donne in crisi post-natalizia alla ricerca di una cyclette o uno step con cui lavarsi la coscienza dalle fette di pandoro.
Il tutto in pieno periodo di saldi, con il meteo che promette neve per i prossimi giorni.

E infatti eccoli lì, ALittaM, Ste e Lucia, in mezzo a questo girone infernale.
ALittaM che ha rinunciato alla spesa (e quindi per la prossima settimana sfamerà la famiglia con lo scatolame) per subire questa tremenda ordalia, in un luogo che le è totalmente alieno, a comprare cose di cui non sa assolutamente niente: la roba per la montagna!
Sì, perché la sottoscritta è nata e cresciuta come bimba di mare. Ci hanno provato, qualche volta, a portarla sui monti, ma lei ha sempre reagito con diffidenza, scarso interesse, e un po' di panico (prevedibile, visto che soffre di vertigini). ALittaM ha passato le estati a nuotare, giocare sulla spiaggia, andare in barca a vela, esplorare i fondali, prendere il sole, e al massimo passare qualche giorno a Londra per cambiare aria. La montagna non sa neanche che faccia abbia.
Stefano, invece, oh, per lui è praticamente una necessità. Viviamo in Svizzera, vuoi non andare in montagna? Vuoi che Lucia cresca come una disadattata, senza sapere sciare né andare a fare le passeggiate in montagna? Senza fare i pupazzi di neve? Non sia mai.
Eccoci quindi da Decathlon alle cinque e mezza della domenica, in cerca di una tuta da neve.
Facile, direte voi, e invece no. Perché la commessa a cui corro a chiedere lumi mi getta nel panico.
"Che tipo di tuta le serve? Per sciare, fare snowboarding? Sci di fondo?"
"No, solo per camminare in montagna..."
"Ah, allora per escursionismo!"
"No... solo per andare in montagna a tirare le palle di neve, al massimo due giri sullo slittino preso in prestito dagli amici... insomma roba semplice. No, non le voglio le ciaspole. Io ci andrei anche in jeans e maglione ma mi hanno detto che non è consigliato."
"No, infatti." la commessa assume l'espressione di chi sta per spillarmi tanti, tanti soldi "Ha bisogno di pantaloni e giacca da neve. Corsia due. E poi scarpe da neve o da escursionismo, o dei doposci. Corsia quattro."
"Perfetto, grazie."
"Aspetti, non avevo finito. Ce l'ha l'intimo termico? No? Ecco, deve prendere anche quello. Corsia tre. E ovviamente un pile sotto la giacca, là in fondo."
ALittaM cerca di non cedere al panico, pensando che tutto questo deve essere moltiplicato per tre volte, tre paia di scarpe da provare, tre pantaloni da infilarsi nell'afoso e scomodo camerino del Decathlon, tre set di intimo termico (calzamaglia e canottiera, si diceva una volta, ora hanno 'sti nomi moderni) da mettere nel carrello.
"Ok, ottimo, grazie, ora vado-"
"E i guanti da neve li ha? No? Beh non può andare con quelli di lana che mette in città, si inzuppano. Servono i guanti impermeabili. Magari con i sottoguanti touch per poter usare l'iPhone anche sulla neve. E le calze termiche con il tallone e le dita rinforzate. E il cappello foderato di pile."
"...ok..."
Tre quarti d'ora dopo, i vostri eroi emergono dal Decathlon, sommersi da una marea di tute, tutine, mutandoni, calzettoni, cappelli di varie taglie e colori.




E io ve lo dico, amici che amate la montagna e andate a sciare e passeggiare nella neve, ma quanta attrezzatura ci vuole per il vostro passatempo? Ma volete paragonare alla semplicità di un costume, un telo e un paio di ciabatte?

PS: Comunque domani danno neve. Domenica abbiamo in agenda una incursione ad Airolo a sfruttare l'equipaggiamento di cui il Decathlon li ha gentilmente forniti. Seguiranno foto di Lucia in versione mini-Yeti ticinese.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai ragione Ale!
Mareforever!!!
_terry_

Pellegrina ha detto...

Che risate! Condivido il tuo fastidio dalla prima all'ultima virgola. ma mi sa che in qualsiasi centro commerciale la domenica pomeriggio sia uguale. Meglio evitare, rigorosamente evitare!
Comunque, io vado in montagna l'estate, come al mare: li amo entrmabi. Sciare beh purtroppo XD (mi piacerebbe lo sci escursionismo, ma pare sia rischioso se non sai fare l'altro). Vestirsi non è poi così complicato, semplicemente essendo un ambiente diverso deve essere tutto diverso. Andresti a un appuntamento con l'uomo dei tuoi sogni al ristorante dei tuoi sogni con la biancheria con cui vai in ufficio tutti i giorni? Magari no...
Il concetto è tutto lì :-P
e in un ambiente duro come la montagna avere le giuste cose antifreddo e antisudore cambia la vita, davvero.
La spiaggia pure ha le sue esigenze: niente di drammatico, ma se non ci arrivi in macchina non è proprio proprio del tutto semplice.

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